venerdì 1 maggio 2015

tettoie, pensiline, pergotende: post breve

Ho trattato già l'argomento di cui al titolo in quest'altro post, il quale, anche da alcuni riscontri che mi avete dato, forse risulta troppo verboso ed eccessivamente tecnico. Vorrei qui provare ad esemplificare un po il discorso per renderlo fruibile anche ai non addetti ai lavori.


ho aggiornato il post il 14/08/2016 rendendolo conforme alle indicazioni del nuovo regolamento sismico regione Lazio, che è intervenuto nello specifico proprio su tettoie e pensiline, definendo meglio rispetto a prima i casi di applicazione.


Come mio solito, i discorsi che faccio nel mio blog sono generalmente focalizzati sulle procedure autorizzative della città di Roma, ma i concetti non devono essere troppo dissimili in tutto il paese, benché i Comuni, grazie anche a delle definizioni normative eccessivamente approssimative, hanno un certo, legittimo margine di interpretazione delle procedure, per cui in comuni diversi da Roma e soprattutto al di fuori del Lazio quanto qui espresso potrebbe non corrispondere a quanto accettato localmente.
Per quanto di seguito trattato, il riferimento principale è alla circolare esplicativa del marzo 2012 del Dipartimento PAU sulla base del quale è redatto il sempre utile schema riepilogativo degli interventi edilizi redatto a cura della UOT del Municipio ex IX. Alla lettura della circolare esplicativa si rimanda in particolare per le definizioni generali degli interventi edilizi di seguito descritti.
Per le tettoie e pensiline bisogna fare attenzione al rispetto dell'art. 907cc soprattutto quando si interviene su balconi di appartamenti posti non all'ultimo piano. Questo articolo per esempio impone che non si possa edificare nulla in uno spazio di tre metri calcolato dal filo del parapetto di una finestra o di un terrazzo sovrastanti. Tale norma è però derogabile, nel senso che potete accordarvi con il vicino a cui "limitereste" la veduta.

TETTOIA 
AUTORIZZATA IN DIA SE FINO A 15%, OLTRE VA IN PdC
ONERI CONCESSORI SOLO SUL COSTO DI COSTRUZIONE
NULLA OSTA SOVRINTENDENZA ENTRO MURA AURELIANE
PARERE COQUE SE IN CITTA' STORICA FUORI MURA AURELIANE
NULLA OSTA SOVRINTENDENZA CAPITOLINA SE IN CARTA QUALITA'
DEPOSITO AL GENIO IN TUTTI I CASI
RISPETTO DELLE DISTANZE

è un manufatto composto da un vero e proprio tetto, fatto in legno ma anche in calcestruzzo, coperto da tegole e sorretto anche da pilastri portanti. Deve essere aperta almeno su due lati (in caso sia addossata ad un edificio; in caso non lo sia, deve essere libera su tutti e quattro i lati) per essere considerata tale. se è una tettoia pertinenziale ad una unità abitativa, viene autorizzata in DIA finché la dimensione non eccede il 15% della superficie lorda dell'unità immobiliare principale; al di sopra di tale limite è soggetta a PdC. In quanto pertinenza, deve rispettare le distanze minime imposte dalla legge (codice civile, DM 1444/68, codice della strada, altre eventuali indicazioni di PRG) considerando la proiezione a terra del manufatto. Dato che rappresenta una variazione di prospetto, è classificata come opera di ristrutturazione edilizia o ampliamento (appunto se è entro il 15% della SUL oppure no), e quindi per realizzarla in città storica all'interno del centro entro le mura aureliane occorre il nulla osta della sovrintendenza statale (auguri...), mentre nella città storica esterna all'anello aureliano occorre o il parere del coque o il parere della sovrintendenza comunale (ulteriori informazioni su queste procedure le trovate in questo mio post); in questo caso è anche soggetta comunque a PdC, indipendentemente dalla superficie. In quanto opera di ristrutturazione edilizia è soggetta agli oneri concessori, tuttavia non essendo un volume chiuso, è soggetta al solo contributo in base al costo di costruzione e non al contributo sulle urbanizzazioni. In generale, in caso di vincolo paesaggistico serve sempre il nulla osta dell'ente o della Regione. La tettoia è sempre soggetta ad autorizzazione sismica, perché di fatto è un oggetto che scarica un peso su una struttura (o sul suolo direttamente) ed in quanto tale deve essere "sicura". Fino a 3,5mt di altezza e se poggiante direttamente al suolo rientra tra i progetti non soggetti a controllo (art. 6 del nuovo regolamento); in tutti gli altri casi è soggetta a progettazione sismica, dunque anche nel caso di realizzazione della struttura su terrazzi esistenti su edifici in elevazione.
Attenzione all'eventuale violazione delle norme sulle distanze nelle costruzioni.
la tettoia, così come qualunque altro elemento architettonico suscettibile di essere chiuso, non può avere nessun sistema di chiusura, benché precario (sul concetto di opera precaria e temporaneità dell'uso vi invito a leggere la già citata circolare dipartimentale e l'altro mio post più approfondito sull'argomento) e leggero, che possa delimitare uno spazio interno. Ciò configurerebbe la creazione di un nuovo volume chiuso, con tutti i problemi ed i limiti che tale attività comporterebbe: il chiudere una tettoia, dunque, anche con elementi leggeri e rimovibili quali teli di plastica, rappresenta un abuso edilizio.

PENSILINA
 AUTORIZZATA IN SCIA
NO ONERI CONCESSORI
NULLA OSTA SOVRINTENDENZA STATALE SE ENTRO MURA AURELIANE
NO COQUE SE IN CITTA' STORICA
NULLA OSTA SOVRINTENDENZA CAPITOLINA SE IN CARTA QUALITA'
DEPOSITO AL GENIO SE OLTRE 100CM DI AGGETTO
RISPETTO DELLE DISTANZE

Questa, a differenza della tettoia, è una struttura priva di pilastri, che è sorretta esclusivamente attraverso degli agganci, mensole o saette ad una parete. Per rientrare nella definizione urbanistica di pensilina deve inoltre avere un aggetto massimo dal muro su cui è installata di 120cm; al superamento di tale aggetto, anche se ancorata esclusivamente al muro, senza cioè pilastri, diventa classificabile come tettoia e pertanto ne segue le relative regole viste sopra. A differenza della tettoia, la pensilina è autorizzabile in SCIA in qualunque contesto, anche in città storica; tuttavia invece come la tettoia è soggetta ad autorizzazione paesaggistica in caso di vincolo o autorizzazione della sovrintendenza statale in caso di intervento su immobili vincolati o dentro l'anello aureliano. Essendo clssificata come opera di Risanamento Conservativo, in città storica fuori dalle mura aureliane non necessita del parere preventivo CoQUE, mentre invece in caso di vincolo di carta per la qualità è comunque necessario il parere della sovrintendenza capitolina.
In quanto manufatto fisso non rimovibile mediante "semplice disassemblamento" ma per demolizione, deve rispettare le distanze come la tettoia. Ancora come la tettoia, pone il problema della limitazione dell'affaccio di eventuali finestre sovrastanti al manufatto.
il nuovo regolamento sismico della Regione Lazio definisce in modo chiaro - rispetto a prima - quando le pensiline sono soggette a progettazione sismica: fino a 100cm di aggetto implicitamente non sono soggette ad alcuna progettazione; da 100 a 250cm sono soggette a progetto asseverato (non soggetto a sorteggio); oltre 250cm è un progetto sismico a tutti gli effetti soggetto a sorteggio.

PERGOTENDA, GAZEBO, PERGOLATO
 NON RICHIEDE ALCUNA AUTORIZZAZIONE. CIL FACOLTATIVA
NO ONERI CONCESSORI
NO COQUE SE IN CITTA' STORICA
NO DEPOSITO AL GENIO
NO RISPETTO DELLE DISTANZE

Se vi siete giustamente spaventati a leggere le restrizioni che ci sono per gli interventi trattati sopra, potete rilassarvi un po leggendo quest'ultimo paragrafo. Gli interventi di cui all'oggetto infatti sono classificati attività di edilizia totalmente libera: per rientrarvi, devono avere certe caratteristiche, che sono anzitutto la possibilità di essere "smontati" e non "demoliti" e, soprattutto, devono essere strutture realizzate come pertinenze di unità abitative. Per le unità commerciali o ad altri usi destinate, purtroppo sono sempre soggette a permesso di costruire.
A pagina 10 della già citata circolare trovate le definizioni di tali interventi, a cui vi rimando senza commentare oltre perché mi sembrano abbastanza chiare.
Le strutture qui descritte sono realizzabili senza alcun titolo edilizio, senza depositare alcun progetto al genio civile, non devono rispettare le distanze tra le costruzioni e non implicano nemmeno violazione delle norme del codice civile (attenzione, potrebbero esserci sentenze che vanno in senso contrario a questa affermazione), sempre solo e soltanto nel caso in cui si tratti di opere realizzate come pertinenze di immobili abitativi. Attenzione comunque alle norme e limitazioni eventualmente contenute nel regolamento di condominio o di comprensorio, se intervenite su una multiproprietà. Se intervenite in un contesto delicato in quanto a rapporti condominiali, potrebbe essere utile depositare una CIL presso il municipio. La CIL è un adempimento facoltativo nel quale il committente, senza allegare nessuna relazione tecnica asseverata, descrive le opere che intende eseguire.
In caso di intervento all'interno delle mura aureliane secondo me può richiedere il parere della sovrintendenza, ma è bene andare a chiedere caso per caso, perché potrebbe anche non essere necessario. Se l'immobile ha comunque un decreto di vincolo, allora sarà comunque necessario il parere. Stesso discorso per la sovrintendenza capitolina: è meglio chiedere di volta in volta.
Riguardo i pergolati in particolare, è utile riportare questa recente sentenza del Consiglio di Stato. Un pergolato è definibile tale, rispetto ad una tettoia, sempre quando è rimovibile per smontaggio e non per demolizione, e quando è costituito da elementi leggeri di sezione esigua. Il pergolato può avere funzione di sostegno di pannelli fotovoltaici o solari, purché i pannelli non vadano a costituire una effettiva copertura chiusa della struttura: insomma vi deve essere spazio tale tra i pannelli per far filtrare la luce e l'acqua.
Sempre riguardo alle pergotende ed in particolare in riferimento alle eventuali chiusure verticali laterali, va detto che una recente sentenza ha fatto un po'di chiarezza: le chiusure in plastica sarebbero da considerarsi come consentite, mentre quelle in vetro in ogni caso no.


N.B.: quanto rappresentato in questo post è frutto dei miei studi, della mia esperienza e della mia interpretazione delle norme e dei regolamenti locali, e non mi assumo alcuna responsabilità riguardo ad eventuali danni o problemi derivanti dall'applicazione di quanto qui descritto, poiché la responsabilità è sempre del tecnico a cui vorrete affidare l'incarico della progettazione della vostra opera. questo testo non è un documento ufficiale della pubblica amministrazione e non può essere considerato come tale. L'autore non è responsabile di eventuali diverse interpretazioni dell'ufficio tecnico locale o della magistratura, siano esse più restrittive, sia più permissive di quanto qui rappresentato. Ogni intervento edilizio deve essere calato nel contesto ed ha delle proprie caratteristiche, pertanto quanto rappresentato in questo post non può in nessun caso essere valido in senso generale; la responsabilità di interventi edilizi eseguiti in difformità delle norme locali e nazionali è solo del committente e dell'eventuale tecnico da questi nominato.

87 commenti:

  1. e cosa disse la normativa per le casette in legno in giardino privato ( Roma IV Municipio)

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    1. le casette in legno vanno sempre in PdC...e fanno anche cubatura!

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  2. Buongiorno architetto,
    mi ha creato un po' di confusione il riferimento, nella spiegazione delle tettoie, all'articolo 6 del reg com.. 2/2012.
    Questo articolo e l'intero regolamento citato si dovrebbero riferire alla comunicazione per le norme sismiche e non mi e' chiaro se il suo riferimento intende tale comunicazione allargata, il linea generale, alle tettoie con tali caratteristiche.
    Le spiego il mio problema: balcone al 4° piano di edificio di 16 piani. Sopra al balcone non ce ne sono altri per cui il balcone sarebbe alla merce' oltre che degli agenti atmosferici del lancio (causale o meno) di oggetti dei 12 piani sovrastanti. All'atto di acquistare la casa (edificio del 1978), nel 2000, mi fu detto (non scritto) che la tettoia era regolare in quanto realizzata dal costruttore "ANCHE SE NON PRESENTE NEL PROGETTO DELL'EDIFICIO" in quanto di piccole dimensioni e non aumentava la cubatura verticale dell'edificio.
    La mia abitazione e' di 59mq e la tettoia di circa 7/8mq (copre solo la parte scoperta del balcone); realizzata su una struttura di alluminio aperta ovviamente sui 3 lati affissa al davanzale del balcone e al muro superiore. E' alta nel suo punto massino 2,5 metri (e' leggermente scoscesa per permettere il deflusso delle acque piovane). L'altro ieri e' caduta (non so da quale piano) una sbarra di ferro che ha sfondato la copertura (in vetro antisfondamento) causando danni all'intera copertura. In questo momento la copertura e' pericolante (con il rischio anche della caduta della stessa sino al pian terreno) e non posso uscire sul terrazzo per evitare rischi. Ho provveduto a fare denuncia di sinistro al condominio ma a questo punto ho il dubbio se tale struttura sia lecita o meno. Al mio vicino (che ha la stessa identica struttura di copertura) per la caduta di una mazzetta di ferro che causò un danno praticamente identico fu effettuato un risarcimento da tutto il condominio.
    Cosa dovrei secondo lei fare? E' necessario provvedere alla regolarizzazione (non so se sia mai stato fatto) della struttura? Per la riparazione/sostituzione servira' un DIA? La ringrazio della risposta e le auguro una buona giornata,

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    1. Dimenticavo di specificare che sono nel quartiere Nuovo Salario (III municipio es IV), quindi fuori dal centro storico.
      grazie

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    2. Non penso che l'assicurazione del condominio abbia difficoltà a risarcire il danno, al di là dell'aspetto urbanistico, ma certo bisognerebbe vedere il dettaglio del contratto di assicurazione. Per verificare la legittimità della tettoia, occorre vedere il progetto edilizio: se sul progetto originario non c'è, anche se fu realizzata dal costruttore, allora è abusiva.
      il regolamento della reg. lazio riguarda i progetti strutturali posti in zona sismica (il lazio comunque è tutto zona sismica). In ogni caso, la sua tettoia essendo all'interno dei 10mq potrebbe rientrare tra quei manufatti che non richiedono il deposito del progetto strutturale (dei calcoli conviene sempre effettuarli, quantomeno come analisi dei carichi) e, rientrando nel 15% della superficie dell'appartamento, è sanabile con una procedura al municipio. La prima cosa da fare, comunque, è la visura del progetto edilizio.

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    3. Grazie architetto,
      nel progetto non c'e' la tettoia (né la mia né quella del vicino). Tra l'altro (non so se abbia valore) le due tettoie sono assolutamente unite (come se fosse 1 tettoia condivisa tra i due appartamenti adiacenti. Secondo Lei e' preferibile procedere immediatamente alla sanatoria (ovvero prima dei lavori), contestualmente ai lavori o solo successivamente? Il mio vicino avra' anche lui l'obbligo di sanarla insieme a me oppure puo' farlo in maniera separata?
      Grazie ancora ma come Lei ben sapra' in questo mondo (edile) e' tutto appeso ad una virgola in piu' o in meno.... :-)

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    4. le tettoie possono anche essere sanate indipendentemente, ma in effetti se rappresentano un unico corpo potrebbe essere utile sanarle in un unica pratica o almeno presentando contestualmente le due istanze (qui bisogna fare come preferisce il municipio). Comunque secondo me se la cosa non crea problemi con l'assicurazione, potete procedere quando sarà necessario (p.e. quando sarete in procinto di vendere l'immobile, o affittarlo), fermo restando che se dovesse esserci un rilievo della polizia municipale, la struttura verrebbe comunque individuata come abusiva (fatta salva la possibilità di chiedere comunque la sanatoria prima dell'emissione dell'ordinanza di demolizione e ripristino).

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    5. La ringrazio delle delucidazioni oltremodo precise. A prescindere da una ipotetica futura vendita sarebbe mia intenzione regolarizzare la cosa quanto prima e a prescindere dall'assicurazione. Non ho pero' idea di quanto possa costare tale operazione. Giusto per curiosita' (senza scendere nei dettagli, se preferisce) ci sono variabili da considerare (parliamo di DIA in sanatoria o di SCIA?) oppure il costo e' piu' o meno fisso? Orientativamente? Ovviamente a prescindere dall'onorario del tecnico (che potrebbe essere lei, per esempio).
      Grazie ancora

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    6. l'operazione di sanatoria si effettua in DIA, e l'oblazione sarà calcolata come il triplo del costo di costruzione determinato da un computo metrico estimativo redatto dal tecnico utilizzando le voci di capitolato del prezzario ufficiale della regione lazio in vigore. Molto spannometricamente, immagino possa venire fuori un computo metrico di un migliaio di euro, e ciò produrrebbe una sanzione di circa 3.000 euro, oltre ai diritti di segreteria di 400 euro. Per la parcella del tecnico, se vuole mi contatti in privato ad info@architetticampagna.it e le farò un preventivo senza impegno.

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  4. Gentilissimo Architetto,
    il mio cliente ha appena acquistato un appartamento al piano terra di una piccola palazzina e i venditori hanno realizzato abusivamente e poco prima del rogito, una pensilina in legno che insiste su una superficie pavimentata esterna pertinenziale all'appartamento.

    La pensilina in questione non supera il 15% della SUL, è chiusa su tre lati e 2 di questi sono muro perimetrale di un altro appartamento, non ha pilastrini ha dimensioni 3.3x2.5m e non supera i 10 mq (quindi da quanto ho letto non ncessita di prog.strutturale) ma è un prolungamento (inclinato e non calpestabile) del solaio del balcone dell'appartamento al piano superiore.

    quindi ho diversi dubbi:

    - la pensilina in legno è in SCIA in sanatoria con accertamento di conformità giusto? se è cosi posso inglobarvi anche le modifiche interne? o sono necessarie 2 pratiche distinte?

    - la tettoia chiusa su 3 lati fa cubatura? se si la cubatura riguarderebbe anche la zona al di sotto del balcone e non solo la tettoia? come devo gestire la situazione?

    - la casa ricade nel Sistema dell'insediamento contemporaneo - beni lineari - fascia di rispetto 100m (ic-001) del PTPR tav.C è necessario richiedere qualche NO?

    - deve essere applicato il piano casa?

    - cosa rischio io come professionista se intervengo con cila all'interno senza sanare la tettoia?

    La ringrazio anticipatamente
    chiara

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    1. una struttura, anche se priva di pilastri, che supera i 1,2 metri di aggetto è sempre classificata come tettoia: dunque la sanatoria si effettua in DIA. Nella DIA puoi inserire anche opere interne, sia da sanare, sia ancora da farsi. per i vincoli, devi guardare il PTPR tavola B, non la C. Se ci sono vincoli, devi chiedere il parere paesaggistico in sanatoria (attesa media 3 anni). Il piano casa non serve in questo contesto: non c'è cubatura da sanare, e comunque il piano casa non può essere applicato in sanatoria. Se intervieni senza sanare la tettoia rischi una denuncia, se "scoperti", per falsa dichiarazione in atto pubblico e relativo esposto all'ordine: io eviterei.

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  5. Buongiorno Architetto,
    Proprietaria di un edificio con due piani fuori terra ( XVI municipio) vorrebbe realizzare in copertura una tettoia con tutte le autorizzazioni del caso, per poi chiuderla con il piano casa.Secondo Lei è fattibile?
    Ringraziandola Le auguro una buona giornata.
    Distinti Saluti
    Arch. Junior Maria

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    1. non c'è bisogno di fare prima la tettoia: si può fare direttamente il piano casa. Se la domanda è: facendo prima una tettoia posso bypassare il discorso del genio civile, la risposta è ovviamente no.

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    2. Grazie per la risposta celere!
      No in realtà non c'è nel discorso il genio, anche perchè farà una scala di collegamento in c.a!
      Se posso ...nello specifico del piano casa (è il mio primo incarico come potrà capire) qual'è l'iter da seguire?
      Grazie per i consigli
      Distinti Saluti

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    3. beh come primo incarico un piano casa in sopraelevazione mi sembra molto complesso ed insidioso: ti consiglio vivamente di farti assistere da un collega più navigato, perché rischi di asseverare cose sbagliate, e ad inizio carriera può essere un problema serio. Il genio civile servirà sempre e comunque, perché la sopraelevazione aggiunge carichi sulla struttura preesistente, che andrà verificata - e non è escluso che, non rispettando le norme attualmente in vigore, dovrà essere adeguata. Io comincerei da qui, dal discorso strutturale, che può essere un primo importante scoglio. Parallelamente verificherei il rispetto delle distanze da codice civile e da DM 1444 e poi proseguirei con l'analisi degli eventuali vincoli. il tema è assai vasto.

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  6. Grazie farò tesoro dei suoi consigli.
    Distinti saluti

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  7. Gentile architetto,
    prima di tutto la ringrazio per il suo blog che è molto utile ed interessante.
    Le sottopongo la mia situazione: abito al 4°piano di una palazzina di 5, quartiere Montesacro (attuale mun. III).
    Il mio balcone, aperto su 3 lati, è parzialmente sprovvisto di copertura (a differenza dei piani sottostanti), nel senso che il piano attico arriva a coprirne solo una parte.
    Attualmente ho delle tende a rullo, ma quando sono chiuse questa porzione di balcone è esposta agli agenti atmosferici e alla possibile caduta di oggetti, cosa che mi crea alcuni disagi.
    Un condomino nella stessa mia situazione ha installato una pergotenda, ma io preferirei installare una struttura in legno sorretto da due pilastri anch'essi in legno, sulla quale poi applicare anche delle tende da sole.
    Si tratta di una superficie di lunghezza 7 metri e profondità 1,30 (quindi circa 9 mq, la casa è di 130 mq) e mi sembra di capire da quanto letto nel suo articolo che si tratterebbe di una "tettoia", e quindi non in edilizia libera.
    I miei dubbi sono i seguenti: una volta depositata la DIA si può procedere o devo attendere un'autorizzazione perchè potrebbe essere respinta? Devo chiedere preliminarmente una autorizzazione condominiale o non è necessario? E' soggetta all'autorizzazione strutturale? A che costi vado incontro, più o meno?
    La ringrazio in anticipo per la sua cortese risposta.

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    1. la struttura è classificabile come tettoia se verrà dotata di un tetto fisso: se si tratta del creare solo una sorta di pergolato da eventualmente chiudere con teli retrattili, può rimanere nella definizione di pergotenda purché le sezioni in legno non siano "importanti": in questo caso la struttura sarebbe realizzabile in attività libera. Viceversa se è da ricoprire con un tetto fisso, è senz'altro una tettoia e quindi servirà il deposito strutturale e la DIA.

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  8. gentile arch. Marco Campagna, abito in quartiere municipio VII. ho il balcone stretto (60 cm circa) lungo (coperto 1 metro scoperto 5 metri) e vorrei installare o pensilina o pergolato per coprire la parte scoperta del balcone soprastante. sul mio balcone riversano gli agenti atmosferici che avevano causato alluvione all'interno della casa, in quanto abito al 1° piano e sopra ci sono altri balconi da cui esce acqua piovana e si versa direttamente sul mio balcone. ho rifatto il pavimento del balcone in modo che pendesse di più verso all'esterno. ma adesso sto pensando per comodità e per igiene di installare o pensilina o pergolato ma di piccole dimensioni tipo come tetto.
    ho già fatto richiesta all'amministratore del condominio, il quale dice che non è possibile perché il mio balcone affaccia sulla via principale (non è né zona storica né in centro, ma periferia tra via platani e viale primavera). è possibile andare comunque al comune per avere permesso o non necessita dato che sarà di piccole dimensioni? come mi devo muovere? se installo pergolato, invece di pensilina, non ce bisogno di autorizzazione?

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    1. Da un punto di vista urbanistico potrebbe essere autorizzata una pensilina, verificando i distacchi. Tuttavia la pensilina incide sulle norme del codice civile sugli affacci, e dunque è necessario ottenere il permesso dagli inquilini dei piani superiori.

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  9. Gent.mo Arch. Campagna,
    nel ringraziarla per la sua voglia di condividere il mare di informazioni - a volte di difficile reperibilità - che interessa il mondo dei tecnici, vorrei approfittarne per ricevere un suo parere in merito ad una richiesta, riguardante il proprietario di un ultimo piano di un palazzo (zona Eur - Granai), costituito da attico e superattico, con terrazzo perimetrale su tre lati.
    Il superattico risulta costituito da due vani, collegati al piano inferiore da una scala centrale; sul terrazzo, in corrispondenza del vano lato dx, è presente una tettoia in legno con tegole in laterizio, realizzata senza i dovuti permessi.
    La richiesta del proprietario sarebbe quella di voler ampliare il vano posto a dx della scala (utilizzando l’area attualmente occupata dalla tettoia) trasferendo la cubatura del vano sx - ed eventualmente aumentandola per la realizzazione di un bagno - con un intervento di demolizione (vano sx) e ricostruzione su un unico lato (ampliamento lato dx).
    Quello che mi chiedo, è se tale tipo di intervento sia fattibile, ed eventualmente, quali siano le verifiche e le attività necessarie, al fine della realizzazione dell’intervento stesso.
    La ringrazio infinitamente

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    1. Anzitutto, la preesistente tettoia deve essere sanata o demolita, altrimenti non si è nelle condizioni di legittimità per poter operare con una nuova istanza urbanistica. Lo spostamento di cubatura è tecnicamente possibile, verificando che con tale accorgimento non si entri nella fascia di rispetto dell'inclinata della sede stradale (motivo per cui molti edifici hanno l'ultimo piano arretrato dal filo della facciata). Fatta questa verifica, occorre affrontare il problema dei problemi, cioè l'aspetto strutturale. Tecnicamente, spostare il peso da una parte all'altra necessiterebbe che la porzione di struttura del fabbricato che andrà a reggere il volume spostato rispetti le norme tecniche attualmente in vigore, il che è assai difficile soprattutto se parliamo di un edificio degli anni '60 come è tipico all'EUR. Se anche l'aspetto strutturale fosse superabile in qualche modo, non ci sarebbero difficoltà ed anzi a quel punto proporrei al cliente di fare il piano casa per ampliare, invece che solo per trasferire cubatura. Se può valere la pena, in altri post sul tema del piano casa ho affrontato più nello specifico il problema dell'adeguamento strutturale.

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    2. La ringrazio per la tempestività e la completezza della sua risposta!
      Riguardo all'ampliamento, però, credo che il piano casa sia di difficile applicazione, poiché - mi corregga se sbaglio - trattandosi di un condominio di oltre 6 piani, con tipologia della casa in linea, ritengo che la superficie massima ampliabile (credo 70 mq) vada divisa per tutti i piani e comunque, il progetto andrebbe riferito al palazzo; non penso che un singolo condomino possa, a suo esclusivo ed unico vantaggio, beneficiare di una legge che penalizzerebbe gli altri condomini.
      Pensavo che, forse, si potrebbe fare riferimento all’Art.1127 - Costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio “Il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare. La sopraelevazione non è ammessa se le condizioni statiche dell'edificio non la consentono”.

      Quindi, in teoria, verificata la staticità della struttura, il regolamento di Condominio e la fascia di rispetto dell'inclinata della sede stradale, occorrerebbe chiedere un intervento di ristrutturazione, con demolizione e ricostruzione, per il trasferimento di cubatura, mentre, si tratterebbe di una nuova costruzione, per la parte eccedente (nuovo bagno da realizzare).

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    3. l'aumento di superficie è molto molto difficile che sia autorizzabile senza piano casa, perché le regole comunali attualmente in vigore non danno a nessun tessuto della città storica e consolidata della cubatura edificabile: in pratica, la cubatura edificata è la sola cubatura che esiste sul suolo. Solo nella città da ristrutturare c'è un margine in tal senso. Dunque è possibile il trasferimento di cubatura ma, senza piano casa, non è possibile realizzare il nuovo bagno, salvo una verifica puntuale se tante volte ci si trovasse in un caso più unico che raro di cubatura residua edificabile in città consolidata. Il piano casa è attuabile in un condominio, ovviamente serve l'assenso di tutti i condòmini ai quali occorre "acquistare" la cubatura edificabile intesa come porzioni di quei 70mq risuddivise in base alle quote millesimali. Di queste procedure ho lungamente parlato sui post del piano casa e relativi commenti. Secondo me l'aspetto della verifica statica non è affatto secondario e rappresenta il problema principale, sia in caso di trasferimento di cubatura, sia in caso di piano casa.

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  10. Salve,
    non riesco a trovare il riferimento normativo che specifica che sopra il 15% della SUL le tettoie vanno in PdC. Potrebbe aiutarmi?

    Grazie e buon lavoro.

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    1. art. 9 comma 5 delle NTA di PRG: oltre il 15% delle superfici di pertinenze si passa dalla RE2 all'AMP, e l'AMP va solo in PdC.

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    2. Grazie mille e buon lavoro!
      Cristiano

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  11. Buonasera Architetto,
    grazie della pazienza nel rispondere e complimenti per il il blog.
    Sto seguendo un cliente per la realizzazione di una tettoia sulla terrazza di proprietà all'ultimo piano di un edificio fuori dal centro storico. La superficie della terrazza è inferiore al 15% della SUL dell'appartamento. Secondo lei è necessario il parere favorevole di tutti i condomini? oppure, essendo tutto fattibile da un punto di vista urbanistico, non c'è bisogno di alcun assenso?
    grazie mille

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    1. da un certo punto di vista la tettoia produce una variaizione di prospetto, e dunque andrebbe chiesto il consenso dell'assemblea: sentirei l'amministratore.

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  12. Buongiorno Architetto,
    e davvero complimenti per il blog e gli argomenti trattati. Avrei bisogno di un consiglio. Ad Abano Terme (Pd) ho di recente fatto istallare nel giardino di una abitazione (un appartamento al piano terreno facente parte di una serie di unità accostate) una pergotenda. Per questa fase non sono state chieste autorizzazioni al Comune. Ora si vorrebbe procedere e completare la pergotenda con l'ausilio di vetrate scorrevoli su guide. Il tutto rimarrebbe interamente apribile senza interventi in muratura (solo viti a terra e a muro, perciò sempre tutto smontabile ). Secondo Lei si potrebbe procedere senza titoli autorizzativi, o il quadro generale cambia? La ringrazio e mi scuso ma sono alla prime armi. Giulia

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    1. l'apposizione di paratie laterali, benché totalmente precarie, configura comunque la trasformazione dello spazio da aperto a chiuso, e perciò è implicito il salto verso l'ampliamento/nuova costruzione, con tutte le problematiche che ciò implica. Diverse regioni potrebbero avere una legislazione locale più permissiva o avere una diversa e specifica classificazione di queste opere.

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    2. Grazie davvero della risposta. Per avere migliori indicazioni circa l'eventuale permissività della legislazione locale è opportuno, secondo Lei, rivolgersi direttamente al Responsabile dell'Ufficio competente del Comune?

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    3. Si, in genere è la prima cosa da fare.

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  13. Buonasera Architetto,
    mediante una Scia sto facendo ristrutturare un villino del 1930 a Roma. In tempo di guerra una bomba fece saltare il tetto e da allora non fu più ripristinato ma lasciato a terrazza. Ho la documentazione fotografica dell'esistenza del tetto (foto aerea del 1942) e del progetto di costruzione originale (preso dal museo storico capitolino). Per ripristinare il tetto che cosa devo fare?
    Grazie e complimenti.

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    1. la ricostruzione può avvenire, secondo me, con una SCIA appunto per risanamento conservativo, la quale è forse bene che sia distinta da quella che già avete presentato per i lavori: essendo un caso un po specifico, è bene parlarne con i tecnici municipali, facendo sempre caso alla presenza di eventuali vincoli o di campiture in carta per la qualità.

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    2. Gentilissimo per la risposta ma vorrei essere più preciso: l'immobile è censito nel PRG carta della qualità per cui ho dovuto richiedere dalla sovrintendenza capitolina il parere favorevole per il ripristino del tetto (già ottenuto), ma adesso devo seguire anche l'iter del genio civile pur trattandosi di un ripristino di una cosa che già esisteva?

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    3. Secondo me si, occorre anche effettuare una pratica al genio civile, perché la struttura, anche se preesistente, va realizzata secondo le norme tecniche attualmente in vigore.

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  14. Salve,

    ho acquistato una pergotenda per il mio terrazzo. Sesto piano ed ultimo di un appartamento in condominio -sopra non ho nessuno -. Per un lato il mio terrazzo confina con quello del vicino, ci separa una spessa parete. Da quanto ho letto non devo dare comunicazioni in circoscrizione (la VII nello specifico). C'è qualcosa di cui mi "dovrei preoccupare"? Pensavo forse alla distanza dai vicini ma, detto che non impatta in alcun modo sulla loro visto nè godibilità del terrazzo, non mi sembrano tipi da lamentarsi.
    Grazie e buon anno. Daniele

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    1. se esiste già un muro separatorio in generale non ci sono problemi, comunque la pergotenda non ne avrebbe comunque, rappresentando un elemento "precario".

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  15. Salve Architetto,
    abito in una casa indipendente ed ho pensato di fare in terrazza una sopraelevazione in panelli coibentati Isopan, quindi con pesi ridotti e montaggio meccanico. In questo caso quali sono le pratiche di attuazione?
    Grazie

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    1. se parliamo di sopraelevazione al fine di creare nuovi ambienti chiusi abitabili, attualmente la strada più semplice può essere il piano casa, il quale però indipendentemente dal peso effettivo richiede la verifica della struttura portante esistente dell'edificio, e quindi la conseguente pratica al genio civile.

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  16. Gent.sso Arch.Campagna, ho un quesito da porle, una mia cliente ha comprato una struttura (che forse definirei tettoia) a lamelle orientabili, tale struttura è assolutamente autoportante e viene istallata in uno spazio esterno di pertinenza della casa.
    La struttura dove essere istallata a Guidonia, da un primo incontro con un tecnico del comune, mi si dice che tale struttura è considerata in libera edilizia e quindi non devo fare nulla.
    Successivamente la cliente ha un diverbio con il vicino e viene il dubbio che sia meglio fare una pratica autorizzattiva.
    Ci rechiamo di nuovo in comune e salta fuori che tale struttura non è possibile autorizzarla perchè è presente un'ordinanza comunale che vieta tali istallazioni.
    Il tecnico ci propone di fare un Piano Casa con Dia, come corpo accessorio perchè la struttura ha dei pilastri che non rispettano le distanza ed è a filo solaio con il condomino de piano di sopra.
    Non le sembra un po' troppo? Lei che cosa ne pensa?

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    1. mi sembra esagerata la DIA per una cosa del genere: spulcerei la delibera comunale per capire se effettivamente l'intervento è escluso.

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  17. Gent.sso Arch. Compagna aggiungo al post precedente che la struttura dovrebbe essere istallata su una pertinenza della casa al piano terra.

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  18. Salve Architetto,
    un cliente deve rifare l'impermebilizzazione di una tettoia in legno realizzata (spero legittimamente, ma sto verificando la documentazione) in un terreno privato di pertinenza nel quertiere Pigneto...non siamo dunque in città storica, nè in carta della Qualità, quali pratiche devono essere presentate secondo lei?è sufficiente una SCIA o vanno richiesti altri pareri?

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    1. se si rimonta il manto di copertura che c'era prima, siete in manutenzione ordinaria e quindi non sono previsti adempimenti. Se si modifica il manto di copertura è invece SCIA.

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  19. Gentilissimo Architetto,
    ho un cliente che vorrebbe costruire una tettoia in legno dove poter lasciare la macchina. L'altezza sarà inferiore ai 3 metri e l'area inferiore ai 10 mq. Devo quindi fare una DIA? Inoltre il mio cliente avrebbe altre costruzioni simili all'interno del giardino, nessuna a contatto con l'abitazione. E' possibile sanarle? Oppure devo procedere con la demolizione?

    La ringrazio moltissimo

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    1. i limiti ed i vincoli sono quelli descritti nel post: per questioni più nel dettaglio c'è l'altro post già linkato nell'articolo. la DIA comunque è sempre obbligatoria. Tutto ciò che è un manufatto stabile deve essere oggetto di autorizzazione: se sono presenti casotti chiusi, tendenzialmente non è possibile sanarli.

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  20. a proposito di terrazzi, è possibile a Roma riaprire un terrazzo all'ultimo piano di un palazzo anni 30 che è stato chiuso per fare una camera e regolarmente condonato nell'85?

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    1. è possibile fare una SCIA per ripristino e contestuale rinuncia al condono, ma la cosa è irreversibile, nel senso che in futuro non sarà più possibile ripristinare la situazione condonata.

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  21. grazie,credo che essendo un attico con un bel panorama avere un terrazzo sia un valore in più.ho visto che nel condono le terrazze chiuse sono due.sarebbe possibile ripristinarne solo una? grazie davvero per i suoi preziosi consigli. Elisabetta

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    1. è più complessa la procedura, comunque si può anche ripristinare un solo terrazzo. Da un punto di vista schiettamente di mercato, il volume chiuso vale sempre di più del terrazzo aperto, quindi a meno che non parliamo di situazioni veramente particolari, l'immobile avrà una riduzione di valore.

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  22. Salve Marco,
    innanzitutto complimenti per il tuo blog davvero utilissimo e sempre aggiornato!
    Mi trovo nella situazione di dover sanare una struttura di copertura di cui non mi è facile comprendere la categoria (tettoia, pergola o pensilina)..
    La struttura è composta da travi di legno appoggiate da un lato al muro perimetrale del fabbricato, e dall'altro al muro perimetrale della proprietà. In pratica, è stata coperta parte del giardino.
    Credo che si possa parlare di pergola e di edilizia libera, essendo solamente una copertura di travi lignee, senza tegole o altro.. Grazie mille in anticipo,
    Laura

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    1. non ho capito se la struttura è dotata di copertura o se è solo un telaio aperto. nel primo caso si parla senz'altro di tettoia; nel secondo si potrebbe definire pergolato ma l'appoggio al muro rappresenta comunque un problema per farlo passare in edilizia libera.

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    2. Grazie mille per la velocissima risposta!
      è un telaio aperto..ma il fatto che non abbia una propria struttura ma si poggi su un muro esistente crea una situazione un po' particolare, ma a tutti gli effetti non crea un aumento di superficie o altro..

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    3. sulla questione c'è stata di recente una nuova sentenza: se ne parla qui http://www.edilportale.com/news/2016/05/normativa/pergotende-non-serve-il-permesso-di-costruire-neanche-se-sorrette-da-strutture-fisse_52008_15.html ma io non l'ho ancora studiata

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    4. vale anche x i condomini...o serve cmq autorizzazione dall'assemblea??

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  23. Buongiorno architetto,
    le chiedo delucidazioni riguardo ad una pratica di sanatoria, sempre sperando che l’abuso si possa sanare!
    Il proprietario di un immobile non vincolato, non in C.d.Q., è stato convocato dalla polizia giudiz. Ed. perché presente nel suo cortile una tettoia abusiva (lui dice che al momento dell’acquisto della casa era già presente, ma non documentabile).
    La tettoia è formata da una struttura in acciaio abbastanza leggera e da una copertura in policarbonato bianco di proiezione a terra 35mq.
    Devo andare al Municipio per sapere cosa fare portando foto e rilievo.
    Mi chiedo:
    l’abuso di una tettoia, è un reato solo amministrativo? Non si sa l’epoca di realizzazione, si potrà fare una dia in sanatoria o cosa? La cosa che più mi preoccupa è la pratica al Genio Civile per una sanatoria, cosa mi verrà richiesto?
    Grazie mille

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    1. la sanatoria è teoricamente fattibile, ma bisognerà verificare il rispetto dei distacchi perché la tettoia è considerata una costruzione a tutti gli effetti, oltre poi al discorso strutturale. se si dimostra che la tettoia esiste da molti anni, il reato penale dovrebbe potersi considerare prescritto. tuttavia, la copertura in policarbonato non è proprio considerabile una copertura analoga a quella ottenibile con un solaio, tipica delle tettoie, quindi proverei a trattare con la polizia se non sia il caso di declassare la struttura a "gazebo", anche se la vedo dura perché per essere appunto tale la copertura dovrebbe essere in teli retrattili o comunque rimovibili e non in policarbonato.

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    2. Architetto,
      sono passato al comune ed effettivamente è sanabile; per quanto riguarda la pratica al genio mi hanno detto che dichiarando che la struttura non è pericolosa per la statica dell'edificio, non è necessaria la pratica.
      La Dia in sanatoria però costerà veramente tanto e quindi il proprietario preferisce rimuovere il tutto. Dovrà pagare e fare una sorta di pratica anche per eliminare l'abuso, considerando che già gli son venuti i vigili? grazie per il suo blog

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    3. per rimuovere l'abuso può presentare una SCIA per ripristino.

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  24. Buongiorno architetto,
    secondo lei per una pergotenda (uso NON residenziale) in città storica, è dovuto il Contributo sul costo di costruzione? In questo caso come si può calcolare il C.C. visto che nel listino Regione Lazio non esiste una voce simile? Grazie mille

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    1. in teoria è dovuto, perché considerato intervento di nuova costruzione, comunque non ci sono indicazioni ufficiali specifiche. Se nel prezzario non ci sono voci relative, si deve seguire la procedura di "nuovo prezzo" descritta nello stesso prezzario, che sostanzialmente consiste nel farsi fare il preventivo dell'intervento da almeno tre ditte diverse.

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  25. Gent.mo architetto,
    nel caso in cui mi trovassi a realizzare una tettoia su di un terrazzo delimitato da tre pareti, si tratterebbe di una copertura a mo' di loggia. A quali permessi andrei incontro? E' la stessa casistica di una tettoia? Oppure si tratta di qualcosa di diverso?
    Grazie

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    1. secondo me è la stessa casistica di una tettoia

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  26. Gentile Arch.
    abbiamo un gazebo attrezzato (permesso già richiesto nel 2003) su una OSP nel Terzo Municipio. La settimana scorsa i vigili hanno fatto un sopralluogo e ci hanno detto che la struttura rispetto al disegno originale di 13 anni fa è cambiata. Avrei 2 domande:
    1-quale procedura bisogna fare per regolarizzare le modifiche (la copertura non è più a rullo ma in semplice PVC soprastante, ci sono staccionate invece di ringhiere in ferro)?
    2- Hanno contestato la presenza di tende in PVC (che però sono a binario, quindi apribili e richiudibili in pochi secondi) che delimita il gazebo. Dall'ultima sentenza del CDS non dovrebbero essere ammesse?

    Grazie ancora.

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    1. 1. bisogna praticamente chiedere una nuova OSP
      2. la sentenza si riferisce specificatamente alle strutture annesse a immobili residenziali, esclusi tutti gli immobili per attività, per i quali le chiusure laterali invece cambiano sensibilmente la possibilità di utilizzo

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  27. Gentile Architetto, ringraziandola per il suo lavoro (tanto più meritorio quanto farraginosa è la materia, specialmente in una città come Roma...) sono a chiederle quali sono i passi da compiere per

    A - capire se il cancelletto che mette in comunicazione il mio giardino e il vialetto condominiale risulta accatastato regolarmente (qualcuno dei vecchi proprietari degli altri appartamenti dello stabile sostiene che alla nascita dell'edificio non fosse esistente, e purtroppo dalla planimetria non risulta affatto chiaro) e, nel caso fosse accertata la sua preesistenza, se il fatto che si apra su un vialetto condominiale e non su strada (privata, del consorzio) basta a inquadrare il mio appartamento come "autonomo". E come fare eventualmente per far valere l'esistenza di questo cancelletto almeno dal 1990 (data in cui abbiamo acquistato la casa). Il palazzo risale ai primi dei '60 e si trova all'interno di un Consorzio con strada privata chiusa da sbarra.
    2 - quali sono i primi passi da compiere per godere del Piano Casa, ampliando l'appartamento anche solo limitatamente allo spazio della proiezione dei balconi del primo piano (sono profondi ca mt 1.40 e lunghi circa 4 mt, e sono 2). Le faccio presente che il mio giardino è grande, circa 500 mq, e il quartiere è Portuense (attuale Municipio XI°).
    La ringrazio tanto

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    1. sulla questione dell'autonomia funzionale, secondo me può essere considerata sufficiente la presenza del cancelletto su viale condominiale, comunque va interpellato in merito il municipio. Al limite va sanato con una SCIA in sanatoria, se non risulta o non è chiaro. I primi passi per valutare l'applicazione del piano casa è rivolgersi ad un tecnico competente :-) se mi ritiene tale, i contatti li trova nella specifica pagina cui trova il link in alto.

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  28. Buongiorno Architetto vorrei chierderle un parere in merito ad un lavoro che devo fare.
    Un mio cleinte vorrebbe installare un tetto in acciaio a lamelle orientabili sul terrazzo del suo attivo, mi sono recata al comune il quale mi ha chiesto DIA e genio civile e rispetto del 15% della SUL, ho chiesto un parere per il genio civile ad un collega ingegniere il quali mi ha risposto che la struttura è classificabile come pergolato, molto leggero perchè acciaio e lamelle orientabili e rientrante nei 20 mq richiesti per legge per non inviare nulla al genio civile.
    A questo punto mi chiedo se il comune ha interpretato bene la struttura e se ciò che mi ha ciesto di fare è giusto.
    Quindi le chiedo cosa ne pensa e secondo lei come mi devo comportare al comune in modo da non avere intoppi nell'iter della pratica.
    Grazie anticipatamente

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    1. al comune basterà una dichiarazione contenente le specifiche date dallo strutturista. per il resto, se classificabile come pergolato, andrebbe in attività libera, ma se le componenti sono "massicce" allora è legittimo chiedere la DIA.

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  29. buon giorno architetto
    devo installare un gazebo su proprietà privata per somministrazone (bar) il telaio e in allumminio con tende ai due lati in pvc richiudibili e coperto da una tenda anchessa richiudibile
    le volevo chiedere se bisogna chiedere il permesso a costruire.

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  31. Buongiorno. Mi complimento per il suo blog che trovo utilissimo.
    Ho il seguente problema: tettoia a copertura di una terrazza preesistente all'atto di acquisto del 1956, fuori dalla mura ma in carta della qualità nele vicinanze di via Crescenzio..a partire da quale anno è stato emesso a Roma l'obbligo di richiedere parere al Comune per la realizzazione di tale manufatto? Ho il progetto oroginario del 1905 ma non si evince nulla.
    La ringrazio
    Simona

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    1. la tettoia è considerabile una "costruzione" secondo le visioni più recenti e, in quanto tale, è da ritenersi da sempre soggetta a titolo edilizio, in assenza del quale bisogna procedere con accertamento di conformità.

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  32. Salve architetto..avrei urgenza di parlarle..ho gravi problemi con la copertura sulla veranda di mia competenza posta a piano rialzato di un condominio..possiamo sentirci telefonicamente??
    se vuole di seguito la mail miliolaro@gmail.com
    grazie anticipatamente

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  33. Salve architetto, dei miei clienti hanno realizzato abusivamente sul balcone una tettoia di ca. 9,00 Mq. inferiore al 15 % della SUL dell'immobile. L'appartamento è posto al quarto piano di un edificio di sei piani e il balcone in oggetto è l'ultimo nel prospetto...al di sopra dello stesso non c'è niente (infatti loro principalmente l'hanno realizzata per ripararsi dagli agenti atmosferici). Ci troviamo in viale XXI aprile e pertanto in città storica quindi c'è il COQUE. Posso procedere con DIA in sanatoria e pagamento del triplo del costo di costruzione?..è necessario il progetto strutturale?..devo presentare tutto anche al COQUE?..e poi ripresentare docfa per indicare in planimetria la tettoia?
    Grazie della disponibilità..e sempre tanti complimenti per il blog! Gianni

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    1. è ristrutturazione edilizia quindi serve il COQUE, posto che su quella strada ci sono diversi edifici che sono in carta per la qualità G1b, nel qual caso servirebbe principalmente la sovrintendenza capitolina. Per come la vedo io, serve anche la verifica strutturale.

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    2. Essendo una pratica a sanatoria potrebbero comunque pretendere in municipio un qualsivoglia nulla osta da parte del condominio?
      Grazie

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    3. in teoria no, perchè il comune non si occupa di diritto civile; in pratica alcuni lo chiedono per non avere problemi in caso di denunce o esposti.

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  34. Buongiorno Architetto,
    mi conferma che per coprire un'area esterna di circa 40 mq antistante un locale pubblico (in realtà una "associazione di promozione sociale") con un gazebo o una pergotenda completamente amovibile è cmq necessario il PdC?
    Ha un'idea dei costi e dei permessi che bisogna richiedere (siamo in Città storica a Garbatella) ?
    Grazie
    Federica

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    1. se è suolo pubblico basta la domanda di OsP; se è suolo privato serve il PdC.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.