sabato 13 aprile 2013

i vincoli a Roma: vademecum per viandanti

Roma è una città complessa: lo dice la sua storia. Strato su strato, era su era, il tempo e l'uomo ci hanno consegnato un gioiello d'arte e di complessità. La burocrazia, poi, stende sul tutto un velo impietoso, stratificando vincoli e cavilli la cui complessità forse solo in parte è giustificata dalla indispensabile necessità di tutelare un patrimonio dell'umanità tanto bello quanto sensibile e delicato. In questo post vorrei cercare di trattare un tema assai complesso e insidioso: quello dei vincoli sull'attività edilizia che si possono incontrare a Roma in particolare (ma il discorso per certi versi è estendibile anche ad altre realtà).


Un vincolo non necessariamente è un impedimento al poter fare un qualcosa: molto spesso è semplicemente un passaggio in più che occorre compiere per ottenere il permesso che si desidera. Più che di vincoli infatti io preferisco parlare di livelli di sorveglianza. Analizziamo le macro categorie dei vincoli che possiamo incontrare:
  1. vincoli architettonici e/o artistici: riguardano edifici singoli o anche tessuti urbani che per la loro natura e morfologia generano percezioni felici in chi li vive o li percorre (sul perché questo avvenga potrei scrivere libri e libri senza raggiungere il punto): è giusto sorvegliare che l'attività edilizia in questi edifici o tessuti non alteri lo stato delle cose o, se si, lo faccia in modo compatibile;
  2.  vincoli monumentali e/o archeologici: non necessariamente un sito archeologico deve produrre le percezioni felici di cui sopra (conosco siti archeologici che se trasformati in latrine pubbliche farebbero un effetto migliore), ma è fondamentale tutelarli ed evitare che vengano compromessi per il fatto che rappresentano testimonianze e, spesso, casi di studio delle epoche passate;
  3. vincoli paesaggistici e dei beni d'insieme: il suolo può essere privato, ma il paesaggio è di tutti. un bel paesaggio rende l'umanità migliore, ed è giusto evitare che venga deturpato. Questo vincolo in realtà è quello che produce più incongruenze: spesso sovrasta aree di città che tutto sembrano tranne che bei paesaggi da tutelare;
  4. vincoli di natura geologica: questo è un settore molto ampio dei vincoli e riguarda il fatto che occorre impedire fisicamente che possano essere compromesse delle risorse naturali fondamentali per la sopravvivenza umana (come le falde acquifere) o per garantire l'incolumità delle comunità (come il vincolo di inedificabilità in aree con dissesto idrogeologico o in prossimità di vulcani attivi);
  5. vincoli di natura antropica: sono generalmente i vincoli imposti per garantire il corretto funzionamento e sicurezza delle infrastrutture create dall'uomo: sono per esempio le fasce di rispetto per aeroporti, autostrade, ferrovie, etc.
Vi rendete conto da soli che l'argomento è vastissimo: ho quindi deciso di affrontare in questo post i soli punti 1 e 3, con maggiore accento sull'1.

Anzitutto, quand'è che dobbiamo porci il problema di capire se il nostro immobile possa essere soggetto a qualche forma di vincolo? beh la risposta è semplice: sempre. Possiamo però fare una ricerca differenziata in base a se le opere che dobbiamo eseguire sono esclusivamente interne oppure se riguardano in qualche modo anche gli esterni.

Anzitutto, vediamo gli strumenti attraverso i quali si può analizzare la presenza di vincoli:
  1. lo stesso Piano Regolatore di Roma contiene delle tavole apposite che dovrebbero raccogliere la casistica dei vincoli di tipo 1 e 2. Ho scritto dovrebbero perché le tavole che possiamo attualmente visionare sono state fatte nel 2003, quindi eventuali vincoli di nuova imposizione degli ultimi dieci anni potrebbero non esservi rappresentati. Le tavole si possono scaricare a questo link. per meglio leggere questo documento fate riferimento a quest'altro mio post.La carta per la qualità dovrebbe recepire i vincoli già imposti da decreti ministeriali ai sensi del DPR 42/04;
  2. Se il vostro immobile non è rappresentato nella carta per la qualità allora dovrebbe non essere vincolato, comunque se avete il ragionevole dubbio che invece potrebbe esserlo, dovrete andare a fare la visura diretta, che si può fare presso la sede della sovrintendenza ai beni architettonici che sta ovviamente a Roma in via di San Michele n°17 (vicino a porta portese), oppure on-line dal sito Vincoli in Rete, il quale vi da la possibilità di verificare il vincolo facendo o una ricerca per nome o indirizzo, oppure direttamente su mappa GIS (attenzione: spesso è risultato impreciso, nel fatto che segnala dei vincoli che invece non risultano alla SBAP). Questo strumento è davvero utile, perché raccoglie la documentazione di diversi archivi digitali tra cui anche quelli del SITAP di cui al punto successivo. I dati tuttavia potrebbero non essere aggiornatissimi, e i punti dei beni puntuali non sono sempre esattamente posizionati sulla mappa, per cui il vostro bene potrebbe essere tutelato ma il "pallino" identificativo potrebbe essere posizionato sul fabbricato vicino (quindi vi consiglio di aprire tutti i "pallini" attorno al vostro edificio): quindi se il vostro dubbio è atroce, l'unica verifica definitiva è di persona presso la sovrintendenza [tip per la ricerca della scheda associata al bene su Vincoli in Rete: una volta individuato il vostro bene sulla cartografia, dovrete appuntarvi il codice ID del bene, dopodiché dovete accedere al modulo di ricerca alfanumerica e aprire la riceca avanzata, dove è possibile inserire il codice ID e trovare direttamente la vostra scheda: tutto ciò perché dalla cartografia i riferimenti non sono cliccabili, speriamo che inseriscano presto questa facilitazione. sulla scheda trovate i riferimenti catastali, e quindi potrete verificare sulla cartografia catastale la rispondenza esatta del vincolo con il bene di vostro interesse];
  3. per i vincoli paesaggistici, geologici, infrastrutturali invece potete consultare il Piano Territoriale Paesistico Regionale che è fatto molto bene ed è consultabile in modo interattivo on-line. la tavola che dovete consultare è la B. Potete anche consultare il SITAP, dal sito ufficiale del ministero dei beni culturali, valevole per gli elementi tutelati direttamente dal 42/04.
Fin qui abbiamo analizzato i vincoli imposti da enti che sono al di sopra del comune, come il ministero per i beni culturali, che impone i vincoli archettonici e archeologici, o la regione, che impone quelli geologici ed infrastrutturali. Ma anche il comune impone i suoi vincoli: in questo caso parliamo più che altro di vincoli di PRG, ma sempre di vincoli si tratta. è infatti importante considerare che tutto ciò che il PRG individua come città storica (attenzione: non è affatto solo quella contenuta all'interno delle mura aureliane, anche se vi sono differenze vincolistiche sostanziali tra ciò che è all'interno e ciò che è all'esterno) è comunque soggetta a livelli di sorveglianza diversi rispetto alla città non storica.

Dunque, cerchiamo di capire cosa fare nei diversi scenari possibili:
  • immobile individuato da decreto di vincolo minsteriale. Se siamo in questo caso, allora indpendentemente dal tessuto di PRG in cui ci troviamo dobbiamo chiedere, per qualunque tipo di intervento - o comunque in base al tipo di vincolo che grava sull'immobile, comunque spesso anche la sola manutenzione ordinaria è sottoposta alla procedura - il nulla osta alla sovrintendenza per i beni architettonici di cui al punto 2 dell'elenco precedente. Chiedere il nulla osta sostanzialmente significa depositare presso la sovrintendenza: una relazione tecnica illustrativa sia dell'immobile, che descriva anche il tipo di vincolo in base al decreto che l'ha istituito (il tipo di vincolo si può vedere sempre lì in sovrintendenza, a via di san michele), e degli elaborati grafici che descrivono le opere che si vogliono realizzare. Se si tratta di interventi sugli esterni, occorrerà anche individuare in modo univoco i colori e le finiture che si intendono utilizzare per il ripristino (alla sovrintendenza utilizzano un vecchio piano per il colore che purtroppo non si trova in rete), oppure se si devono modificare gli infissi si devono rappresentare nel modo più preciso possibile, anche per esempio le dimensioni del profilo in scala adeguata (alle perse ache 1:1). Comunque vi diranno direttamente i tecnici della sovrintendenza cosa descrivere ed in che modo. Occore comunque sottolineare che esistono due sovrintendenze: quella statale, che ha sede in via di san Michele, e si occupa del rilascio dei nulla osta sugli immobili vincolati da decreti di vincolo ministeriale, oppure dei vincoli sui prospetti esterni nel centro storico entro le mura aureliane. 
  • Immobili senza vincolo puntuale ministeriale ma inseriti nella carta per la qualità. Per gli immobili individuati nella carta per la qualità ma non vincolati da decreti di vincolo ministeriale e comunque per quelli esterni alle mura aureliane occorre rivolgersi alla sovrintendenza di roma capitale. Qui possiamo avere due tipologie diverse di vincolo: un vincolo aerale, ovvero delle "morfologie degli impianti urbani" oppure vincoli puntuali per immobili "notevoli" dal punto di vista architettonico o urbano: di recente è stata emanata una circolare di armonizzazione con cui è stata esclusa la necessità di chiedere il parere per opere esclusivamente interne in morfologie degli impianti urbani. La sovrintendenza capitolina risponde entro 60 giorni, altrimenti il parere si intende automaticamente accolto. Attenzione: il fatto che la sovrintendenza vada in silenzio-assenso non sta in pratica scritto da nessuna parte, ma è implicito nella legge sul procedimento amministrativo 241/90. Il vincolo della carta per la qualità non è statale ma è, diciamo, comunale: ovvero è come se fosse una procedura interna al comune. L'unica volta in cui Roma Capitale ha stabilito ufficialmente che la sovrintendenza va in silenzio-assenso (di 50 giorni e non 60) è quando si presenta richiesta di parere preventivo per l'applicazione del Piano Casa su immobili in carta per la qualità: la delibera è la n°9/2012 dell'Assemblea Capitolina: pag. 15, secondo capoverso. Quando ci si trova all'interno della carta per la qualità, qualunque sia il tipo di vincolo, il parere della sovrintendenza è sempre necessario per qualunque opera esterna, ad eccezione di quelle di mera sostituzione di infissi con altri identici per coloritura e partizione; tutte le altre opere esterne, a cominciare da quella anche di semplice manutenzione condominiale (rifacimento frontalini, sottobalconi, sostituzione discendenti, gronde, etc), sono sempre soggette a parere preventivo. In tal caso, per espressa previsione di norma, anche gli interventi che al di fuori delle aree vincolate sono di edilizia libera, sono soggetti a SCIA.
  • immobile non individuato nella carta per la qualità ma di proprietà statale o comunale con più di 70 anni di età. quando un immobile è di proprietà dello stato o di una qualunque amministrazione statale ed ha più di 70 anni di età allora deve essere necessariamente sottoposto ad una procedura di verifica dell'interesse culturale. Se tale processo non è stato avviato, o è avviato ma non si è ancora concluso, bisogna comunque chiedere il parere alla sovrintendenza statale perché il bene va considerato come se fosse vincolato con decreto puntuale. Se il processo si è concluso con esito negativo, cioè il bene non è stato ritenuto di interesse culturale, allora decade lo stesso vincolo.
  • immobile non individuato nella carta per la qualità ma inserito in un tessuto storico all'interno delle mura aureliane. se l'immobile non è nella carta per la qualità ma è dentro le mura aureliane (che coincide con il perimetro della città storica patrimonio dell'unesco e, fino a poco tempo fa coincideva anche con i confini del I municipio) allora ha delle soglie di sorveglianza differenziate in base al tipo di intervento che dobbiamo fare. In questa parte di città la sovrintendenza è ancora responsabile della tutela degli edifici (art. 24 comma 19 NTA), ma in questo caso ci si "ferma" agli esterni degli edifici. Dunque le manutenzioni straordinarie interne non sono soggette ad alcuna autorizzazione e, per espressa volontà della sovrintendenza stessa, non lo è generalmente qualunque tipo di opera interna, anche invasiva come la ristrutturazione edilizia finalizzata al frazionamento, cambio di destinazione d'uso o alla fusione delle unità immobiliari (sempre se previste dal PRG). Mentre invece gli interventi esterni, di qualunque tipo ed a qualunque tessuto appartenga l'edificio sono comunque vincolati, e pertanto occorre la procedura di cui al primo punto di questo elenco, anche se la natura del vincolo è diversa: difatti la differenza sostanziale è che quando si chiede il parere per opere esterne su immobili non puntualmente vincolati, il parere della sovrintendenza SBAP deve considerarsi acquisito trascorsi 60 giorni dalla richiesta: questa, come le altre procedure descritte prima, sono dettagliate nel protocollo d'intesa tra Comune e Sovrintendenza. Per le opere di manutenzione ordinaria sugli esterni occorre comunque depositare una SCIA perché le facciate esterne in questo caso sono comunque vincolate, dopo aver acquisito il nulla osta. Per ulteriori dettagli su cosa poter fare in questo tipo di vincolo vi rimando a quest'altro mio post.
  • immobile non individuato nella carta per la qualità ma inserito in un tessuto storico esterno alle mura aureliane. All'esterno delle mura aureliane usciamo dalla sfera di competenza della sovrintendenza, ma abbiamo comunque il vincolo di PRG che tende a tutelare le modifiche più invasive che possano essere fatte in questi tessuti. In base all'art. 24 comma 12 NTA se dobbiamo realizzare opere di RE, DR, AMP, NE prima del deposito della pratica edilizia relativa (che in questi casi può essere una SCIA, una DIA o un PdC) occorre ottenere il parere consultivo del Co.Q.U.E.. Questo è un ufficio di cui il comune di Roma si è dotato da dopo l'entrata in vigore del PRG: attualmente è ospitato all'interno dei locali del Dipartimento PAU essendone uno degli organi componenti, in particolare al terzo piano. Per ottenere il parere di questo ufficio è necessario depositare direttamente al protocollo la domanda compilata nell'apposito modulo. Al modulo va allegata necessariamente una relazione tecnica (redatta in carta intestata senza uno specifico modulo predisposto ed in triplice copia originale) che illustra il progetto delle opere che si intendono realizzare e gli elaborati grafici (sempre in triplice copia: è bene che siano gli stessi, o quantomeno molto simili a quelli che poi allegherete alla DIA) sempre in triplice copia (due copie della relazione e dei grafici vi verranno restituiti assieme al parere). Se le opere sono esclusivamente interne si possono omettere le fotografie dello stato dei luoghi. Per ora non sono previsti diritti di segreteria per l'ottenimento del parere. Dunque questa procedura si può omettere per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Badate bene che opere di manutenzione straordinaria sugli esterni di fatto non esistono (dalla manutenzione ordinaria si finisce subito alla ristrutturazione edilizia in SCIA) quindi diciamo che il Co.Q.U.E. va consultato quasi in tutti i casi in cui, all'interno delle mura, va consultata la sovrintendenza. Il Co.Q.U.E. risponde entro 45 giorni oppure si va in silenzio-assenso. Generalmente rispondono in una trentina di giorni.
  • immobile individuato nella tavola G1-b della carta per la qualità e all'interno delle mura aureliane. Parliamo di immobili che il piano regolatore ha ritenuto essere rilevanti e meritevoli di tutela: in molti casi, si tratta di immobili già vincolati da decreto ministeriale (perché la carta per la qualità nasce anche con questo scopo) e quindi la prima operazione da fare qualora ci si trovi a che fare con un immobile di questo tipo è andare a verificare la presenza del vincolo puntuale. Qualora esista il vincolo puntuale, allora la domanda di nulla osta, anche per banali opere di manutenzione ordinaria, va indirizzata alla SBAP di via di San Michele ed il loro nulla-osta ingloberà quello della soprintendenza capitolina; quaora invece non esista il vincolo puntuale, allora sarà necessario chiedere il parere alla capitolina, sempre per opere anche banali ma interne (le opere esterne, ricorderete, vanno comunque autorizzate dalla SBAP). Solo se l'immobile è individuato in carta per la qualità nelle "morfologie degli impianti urbani" e solo se all'interno sempre delle mura aureliane, in caso di opere esclusivamente interne, come già detto, non serve alcun parere di nessuna delle due sovrintendenze. Nel caso limite in cui dovrete prevedere opere sia interne che esterne in un immobile in tavola G1-b ma privo di vincolo puntuale dovrete chiedere due pareri: alla SBAP per le opere esterne ed alla capitolina per quelle interne.
  • immobile individuato all'interno di una perimetrazione di vincolo paesaggistico, anche all'esterno della città storica. In questo caso possiamo rivolgerci ancora al Co.Q.U.E. in quanto la Regione, che è l'ente che tutela questo tipo di vincoli, ha concesso a questo ufficio la sub-delega all'emissione di pareri e nulla osta per il solo territorio del comune di Roma. Tuttavia se dobbiamo chiedere dei pareri in accertamento di conformità (aka sanatoria) in base all'art. 167 del DPR 42/04 invece dobbiamo rivolgerci direttamente alla Regione perché la sub-delega in questo caso non vale. Generalmente il vincolo paesaggistico si applica solo alle modifiche esterne, ed in teoria vige anche nel caso più semplice possibile della sostituzione degli infissi esterni con altri diversi dagli originali.

Vorrei far notare una sorta di controsenso che forse si deduce già dalla lettura attenta dei precedenti punti: nelle opere di categoria RE in città storica, quando queste sono esclusivamente interne (per esempio per un frazionamento) in particolare si delineano due scenari distinti:
  1. se siamo all'interno delle mura aureliane la competenza, come abbiamo visto, per la tutela è in carico alla Soprintendenza comunale. Tuttavia la stessa sovrintendenza dice che se le opere sono esclusivamente interne e ovviamente se l'edificio non è specificatamente vincolato e/o inserito all'interno della carta per la qualità allora non vi è comunque necessità del parere.
  2. se siamo invece in un qualunque tessuto storico esterno alle mura aureliane (quindi qualunque municipio diverso dal primo) la competenza per la tutela spetta al Co.Q.U.E. il quale non si è dotato di uno strumento che esclude le opere esclusivamente interne dagli obblighi del parere, e quindi di fatto in caso di ristrutturazion edilizie interne agli appartamenti è necessario chiedere il parere al coque.
si delinea quindi uno scenario ambiguo che secondo me è un vero e proprio controsenso: laddove si necessiterebbe maggiore attenzione agli interventi (tessuti dentro le mura aureliane) vi è la possibilità di dichiarare che le opere, nel caso in cui siano esclusivamente interne, non necessitano del parere della sovrintendenza e quindi depositare la DIA priva di alcun atto di assenso di altri enti. In altri tessuti, magari comunque notevoli dal punto di vista qualitativo ma decisamente meno pregiati (pur senza voler togliere nulla al pregio di zone come piazza bologna, prati, piazza re di roma è indubbio che il centro storico all'inerno delle mura aureliane sia più bisognoso di tutela della città che ne è all'esterno) invece si è tenuti alla richiesta di parere coque che comunque - va detto - è una procedura abbastanza snella (prevede il silenzio-assenso). Occorre comunque notare che dopo il decreto sblocca-italia le opere di ristrutturazione edilizia che riguardano gli interni degli immobili sono praticamente scomparsi.

207 commenti:

  1. VORREI FARE UNA DOMANDA. SE SONO ALL'ESTERNO DELLA CITTA' STORICA, MA IN ZONA INDIVIDUATA DALLA CARTA PER LA QUALITA' (OLGIATA) ANCHE PER SEMPLICE INTERVENTO DI MODIFICA PROSPETTICA VA RICHIESTO IL PARERE AL COQUE?. DA QUANTO SI DICE IN QUESTO POST SEMBRA DI NO, MA LA XX CIRCOSCRIZIONE PARLA DELL'ESISTENZA DI UN VINCOLO MORFOLOGICO E PER TALE MOTIVO VA RICHIESTO. A ME NON SEMBRA DI RIENTRARE NELLA CASISTICA ELENCATA NELLA MODULISTICA DEL COMUNE DI ROMA .GRAZIE ARCH. SILVIA VESCOVI

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    1. Ciao Silvia, se l'immobile o comunque l'ambito d'intervento del tuo progetto rientra nella carta per la qualità allora è necessario ottenere il parere del coque. Se invece l'immobile è individuato nella carta della qualità perché e specificatamente vincolato dalla sovrintendenza, allora il coque provvederà a girare a quell'ufficio la richiesta di parere. Oppure, ancora, se c'è il vincolo paesaggistico, sempre il coque provvederà a rilasciare il parere perché ha la sub-delega della regione. Dovresti anche visionare il PTPR come ho linkato nel post. Se vuoi farmi domande più specifiche ma non vuoi renderle pubbliche mandami pure un email.

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    2. Buongiorno Architetto, sto preparando una SCIA e vorrei capire se l'immobile in esame, sito in via Nocera Umbra (Municipio VII) è vincolato o meno. sulla carta per la qualità non è segnalato, però vorrei un aiuto se fosse possibile. LA ringrazio, Arch. Lea Stazi

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  2. Un saluto a tutti.
    Vorrei solo specificare una cosa importante. Un immobile segnalato sulla carta per la qualità può anche NON essere vincolato. In questo caso il soggetto cambia il soggetto a cui chiedere il nulla osta. In sintesi:
    IMMOBILE SEGNALATO SULLA C.Q. VINCOLATO: Competenza della Soprintendenza Statale (Via di San Michele);
    IMMOBILE SEGNALATO SULLA C.Q. NON VINCOLATO: Competenza della Sovrintendenza Capitolina (Via del Teatro Marcello, 5);
    Il tutto è chiaramente evidenziato nelle NTA del PRG art. 16 comma 9 e 10.
    Spero di essere stato utile a questo bellissimo blog!
    Un saluto

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    1. ciao Cristiano, grazie del tuo contributo! mi confermi che l'unico modo per sapere se l'immobile è vincolato è recandosi a via di san michele? comunque in teoria si potrebbe depositare la richiesta di nulla osta direttamente al coque, al dipartimento PAU, e dovrebbe essere loro lavoro girare la richiesta alla "giusta" sovrintendenza. Tuttavia il caso specifico ancora non mi è capitato quindi grazie per la tua esperienza.

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    2. Ciao Marco,
      in teoria il proprietario dell'immobile in caso di vincolo dovrebbe aver ricevuto dal ministero per i beni culturali una sorta di attestazione/certificato di vincolo. Nel mio caso (ristrutturazione di un appartamento contenuto in un edificio segnalato sulla C.Q.) sono andato all'ufficio vincoli di via san michele con foglio e particella. Il tizio ha controllato sull'archivio e ha sentenziato "nessun vincolo". Il problema è che il tutto rimane in forma verbale, quindi non documentato. Come al solito al tecnico rimangono tutte le responsabilità! Si può anche fare come dici tu, cioè il PAU o il Municipio che richiedono il NO...ma i tempi si allungano tantissimo.
      Inotre nella selva normativa italiana e romana esite anche un ulteriore caso: immobile localizzato all'interno delle mura aureliane (patrimonio unesco) e immobile fuori dalle mura. Per il caso interno alle mura esiste un particolare "Protocollo d’Intesa tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comune di Roma" (prot. 57701 in data 8 settembre 2009) che dovrebbe stabilire le linee guida per l'iter autorizzativo. Purtroppo lo sto disperatamente cercando...in rete non si trova il testo! Anzi...se tu o gli altri utenti ne trovate traccia postate il link!!!
      Un saluto a tutti...

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    3. Salve,
      mi intrometto per chiedervi di confutare questo mio lemma, che riguarda una situazione circostanziata, ma frequente e per me, ad oggi, impellente.

      Sostengo che, se sussistono le seguenti tre condizioni, l'approvazione dell'intervento non è subordinata al parere favorevole della Sovrintendenza comunale (né al Co.Q.U.E.):

      1)il bene non è vincolato;
      2)il bene appartiene ad un elemento individuato nella della Carta per la Qualità;
      3) l'intervento non richiede titolo abilitativo (p.es. M.S. comunicata tramite C.I.L.A.).

      La dimostrazione si trova leggendo con attenzione le:
      N.T.A.
      Art. 16 - Carta per la Qualità
      comma 10. Se gli elementi inseriti nella Carta per la qualità non sono tutelati per legge, l’approvazione dei relativi progetti o di quelli soggetti alle prescrizioni di cui al comma 5, è subordinata al parere favorevole della Sovrintendenza comunale, che si esprime entro 60 giorni dalla richiesta formulata dal responsabile del procedimento di abilitazione; [..].

      In altri termini:
      se non vi è un procedimento di abilitazione non vi sarà il relativo responsabile (ve ne sarà uno di responsabile, ma per il procedimento di recepimento e controllo della C.I.L.A., in merito a dei lavori per i quali "la normativa vigente non prevede il rilascio di un titolo abilitativo"). Quindi nessuno è tenuto a formulare una richiesta alla Sovrintendenza comunale e nessuno potrà mai rispondere.

      Auspico un vostro autorevole riscontro in merito :-)

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    4. Il problema è che se gli immobili sono vincolati nella carta per la qualità, anche le manutenzioni ordinarie (quantomeno sugli esterni), che per definizione non richiedono titolo abilitativo e non lo richiedevano neanche prima quando è stato scritto il PRG, hanno bisogno del nulla osta dell'ente preposto (coque o sovrintendenza) dunque il concetto è estensibile oggi anche alle M.S. per le quali la legge non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. Il tuo lemma ha una sua logica, ma non andrei a fare mie interpretazioni così cavillose. Approfondirò le norme di PRG che in questo istante non posso consultare, ma mi sembra che ad un certo punto sia chiarito il discorso delle M.O.

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    5. Mi scuso per il ritardo e provo ad esprimere il mio pensiero:
      Quali sono i titoli abilitativi? L'unico titolo abilitativo (che prevede cioè un'iter di approvazione certificata dell'amministrazione) è il Permesso di Costruire (che per esperienza so che può essere contestato e impugnato dalla stessa amministrazione che l'ha approvato). Tutte le altre pratiche come cil, cila, scia, dia in realtà non sono titoli autorizzativi ma sono autocertificazioni e dichiarazioni che il tecnico fa assumendosene le responsabilità. Hanno valore solo perchè dimostrano la presenza di una regolarizzazione legata ad un'iter urbanistico/amministrativo. Tutto questo lo sappiamo. Il procedimento di abilitazione citato dalle NTA è quello che tu stesso certifichi con la presentazione della CILA.
      Altra considerazione...la CILA, diversamente dalla più semplice CIL, comorta comunque un'asseverazione. Perchè mai esporsi?
      Un saluto

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    6. rappresentano titoli abilitativi ufficialmente rilasciati le pratiche di PdC, DIA e SCIA, trascorsi gli eventuali periodi di silenzio-assenso. solo CIL e CILA sono comunicazioni per opere "per le quali la legge non prescrive il rilascio di un titolO".

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Salve a tutti. Torno su questo forum con una questione già proposta, ma da cui non riesco ad uscirne. Spero di riuscire a chiarirmi le idee.
    Devono essere eseguiti interventi di rifacimento intonaci e nuove coloriture (delle esistente non c'è traccia) su un prospetto di un cortile interno di un immobile ricadente in Tessuto T4, situato nella città storica all'interno delle Mura Aureliane, non individuato sulla Carta per la Qualità.
    Sull'immobile esiste il vincolo dell'UNESCO (art.19 NTA), ma il mio dubbio è se tale vincolo riguarda tutti i prospetti o solo quelli su strada.
    L'intervento da eseguirsi è un intervento di Restauro e risanamento conservativo(RC, che eseguo presentando una SCIA al Municipio di competenza (I). Se esiste il vincolo anche sui prospetti interni, dovrei chiedere il parere al COQUE o alla Sovraintendenza Statale per i Beni Architettonici e Paesaggistici a via di San Michele?
    In Municipio non mi hanno saputo dire se il fatto che sia un prospetto interno conti qualcosa.
    Mi sapete aiutare?

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    1. Ciao Laura,
      sto trattando una questione simile in questi giorni, entro domani dovrei sapere dalla sovrintendenza se loro intendono come vincolati anche i prospetti interni che non sono visibili da nessuna strada pubblica: l'idea che mi sono fatto io è che siano comunque vincolati anche quelli interni se è vero, come è vero, che in tutto il centro storico unesco non è possibile chiedere, per esempio, nemmeno l'autorizzazione per una canna fumaria, pur se completamente interna ed invisibile da qualunque angolazione su suolo pubblico. Comunque ti ripeto, a breve dovrei chiarire questo punto e ti saprò dire meglio. In ogni caso, l'organo competente è la sovrintendenza di via di san michele: volendo puoi presentare la domanda anche al coque, ma loro la gireranno alla sovrintendenza perché non hanno la sub-delega come invece hanno per il paesaggistico regionale.
      Ti aggiorno presto.

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    2. Ciao di nuovo Laura,
      come promesso mi sono informato meglio presso la Sovrintendenza di via di san michele: il vincolo UNESCO ricade anche sulle facciate interne di cortili et simila, quindi anche per quelle bisogna chiedere il nulla osta per il tipo di intervento che devi fare tu.

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    3. Grazie Marco.
      Scrivevo di nuovo proprio perchè sono stamattina sono stata direttamente presso la Sovrintendenza a via di San Michele per avere qualche informazione....e, come hai anticipato, anche i prospetti interni sono vincolati e devo passare tramite loro.
      Grazie comunque delle informazioni.
      Alla prossima!

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    4. Nel frattempo ho leggermente aggiornato il post, così che ora questo concetto è scritto anche nel testo principale.

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  5. Salve a tutti.
    Sto eseguendo un intervento RC su facciata esterna in edificio perimetrato in Carta per la qualità e ricadente in città storica (fuori le mura, zona EUR). Si è resa necessaria richiesta di parere preventivo (art. 16 c.10 NTA) alla Sovrintendenza Capitolina ai BB.CC., da esprimersi entro 60 gg (non ancora trascorsi, ad oggi): mi comunicano dalla sovrintendenza stessa che vale il silenzio-assenso. Sapete se esiste una delibera a cui fare riferimento all'atto del protocollo della SCIA in municipio?

    Ringrazio anticipatamente

    Lica

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    1. Ti posso confermare che sulla sovrintendenza capitolina c'è il silenzio-assenso, ma non so citarti documenti che effettivamente lo attestino.

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    2. Grazie. Purtroppo nemmeno loro lo sanno. Continuo a cercare.

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  6. Ho presentato richiesta di nulla osta al coque per un impianto fotovoltaico da installare presso la mia abitazione. Dopo 30 giorni non avendo ricevuto risposta ho chiamato in dipartimento e mi hanno detto che il parere è favorevole ma devono aspettare(giustamente) la firma del dirigente. alla mia richiesta delle tempistiche per ottenere questa firma mi hanno risposto che non lo sanno perchè il dirigente è in ferie. Allora ho chiesto se vale il silenzio-assenso, ma mi hanno detto di no. ma è vero? grazie

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    1. Non so nello specifico per gli impianti fotovoltaici, ma in generale per i pareri sui lavori in centro storico il coque ha un silenzio-assenso di 45 giorni. COmunque le ripeto: per gli impianti da fonte rinnovabile potrebbe esserci una procedura differente.

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  7. Salve,

    ho fatto richiesta alla sovrintendenza ai beni architettonici per la creazione di un locale tecnico di 4 metri quadri.

    Una volta ricevuto parere ostativo (modifica stato dei luoghi per via del parco dell'insugherata), ho risposto alle osservazioni entro i dieci giorni.

    Da allora sono passati 60 giorni e il funzionario della sovrintendenza ai beni architettonici mi ha riferito che non sarebbe riuscito a rispondere e di conseguenza mi posso avvalere per il silenzio assenso.

    Che Lei sappia, qual è la prossima mossa ? A chi devo richiedere il nulla osta ?

    Grazie

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    1. Se il tipo di vincolo prevede il silenzio assenso allora trascorsi 60gg.dalle sue osservazioni in teoria potrebbe procedere al deposito della dia presso il municipio. Tuttavia avendo già ricevuto una prima risposta negativa io cercherei di accertarmi presso il tecnico della sovrintendenza che i motivi ostativi siano.davvero stati superati con le sue controdeduzioni, altrimenti potrebbero esserci problemi in futuro.

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  8. Salve,

    L'abitazione di un nostro cliente a Roma (al di fuori del raccordo), sul cui tetto installeremo un impianto fotovoltaico, si trova all'interno della fascia di rispetto di un corso d'acqua per cui andrebbe richiesto N.O. paesaggistico. In viale Civiltà del Lavoro ci hanno detto che se prima dell'entrata in vigore della legge 431, 8 agosto 1985 (legge Galasso) il territorio in questione fosse classificato come zona territoriale omogenea B, il vincolo non sarebbe cogente. Purtroppo se del PRG di Roma attualmente in vigore si trova facilmente la documentazione necessaria, per quello del 1965 e delle successive variazioni non riusciamo a trovare agilmente le informazioni necessarie. Ci saprebbe indicare un modo per individuare quale fosse, alla data di entrata in vigore della legge Galasso, la suddivisione del territorio di Roma in zone omogenee secondo la legge 1444 del 1968?

    La ringrazio in anticipo e le faccio i miei complimenti per questo interessantissimo blog.

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    1. Il vecchio PRG di Roma è reperibile a questo indirizzo: http://www.unoholding.it/prg/PRGdefault.htm
      ma la definizione non è un gran chè. Ma sei sicuro che serva il paesaggistico per la fascia di rispetto di un corso d'acqua? prova ad andare a chiedere in Regione, a piazzale del caravaggio, zona montagnola: loro dovrebbero essere preposti alla tutela del vincolo.

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  9. Complimenti per il blog è davvero fatto bene e soprattutto utilissimo!!!
    Un quesito: devo installare un impianto fotovoltaico su un immobile situato all'interno della città storica tessuto T6, all'esterno delle mura Aureliane e non individuato dalla carta per la qualità. Al Municipio II mi dicono di fare prima la richiesta al Co.Q.U.E. (e fino a qui ci sono) e poi, una volta ottenuto il nulla osta, dovrei presentare una SCIA nei loro uffici. Il Co.Q.U.E. invita a leggere, relativamente ai titoli abilitativi corretti da presentare, una Circolare esplicativa dalla quale si evince che la SCIA non è mai contemplata come titolo abilitativo per l'installazione di un impianto fotovoltaico. A questo punto a chi devo dar retta? E soprattutto il permesso preventivo al Co.Q.U.E. va richiesto solo in caso di D.I.A e S.C.I.A. o anche per qualsiasi altro titolo abilitativo? La ringrazio per l'aiuto!!!

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    1. La circolare a cui ti chiedono di fare riferimento è questa: http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/Circolare_eplicativa_interventi_edilizi_2012.pdf la quale alle pagine 34 e seguenti parla proprio di autorizzazioni edilizie per gli impianti da fonte rinnovabile: per molti casi, per il fotovoltaico basta addirittura la CIL, forse rientri nel caso della CILA, comunque in alternativa a queste due c'è solo la PAS, dunque in effetti la SCIA non è mai contemplata. Tra il dipartimento e il municipio "vince" il dipartimento, che è l'organo superiore per importanza, ma valuta che la SCIA la puoi presentare anche per opere che richiederebbero la CILA (perché è più "forte"), quindi comunque non rischieresti un diniego se preferisci rispettare quello che ti dice il municipio.

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  10. Buongiorno,
    avrei bisogno di un chiarimento sulla questione seguente: a dicembre ho chiuso una scia in sanatoria per degli interventi sulla distribuzione interna di un appartamento; ho commesso uno sbaglio poiché non mi sono accorta che l'edificio ricadeva nella carta della qualità e quindi non l'ho segnalato, di conseguenza non ho neanche richiesto il parere preventivo della soprintendenza; tuttavia non mi è stato segnalato da nessuno l'errore, ed ho potuto chiudere la pratica. Oggi devo presentare una nuova pratica per lo stesso appartamento, un cambio di destinazione d'uso, ed accorgendomi dell'errore so che devo chiedere il parere preventivo alla soprintendenza capitolina; il problema è che dovendo indicare gli interventi precedenti da cui è stato interessato l'appartamento, comparirà la scia precedente per la quale non è stato richiesto il parere. Volevo chiedere cortesemente un consiglio su come procedere e sulle eventuali conseguenze dell'errore commesso.
    Grazie mille per la disponibilità!

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    1. se nella precedente SCIA sono state autorizzate solo opere interne, quasi certamente il parere preventivo della sovrintendenza non era necessario, in quanto questo interviene solo ed esclusivamente per opere esterne o per opere di RE, ma bisogna comunque vedere nello specifico a quale tessuto di carta della qualità appartiene l'immobile. Se venisse confermata la non necessità di parere per le opere in SCIA, non ci sono problemi (la SCIA sarebbe viziata solo per un errore di compilazione della modulistica, ma non vi sarebbero vizi procedurali tali da inibirla); altrimenti, occorrerebbe ottenere dalla sovrintendenza un parere a posteriori - procedura che però non ho mai avuto modo di sperimentare.

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  11. Ciao Marco, quando ho qualche dubbio a causa delle "chiarissime" normative procedurali comunali e statali, leggere il tuo blog mi dà sempre interessanti spunti di riflessione...

    Secondo te, volendo installare un ascensore in una chiostrina di un palazzo che si trova nel centro storico, all'incrocio fra Corso Vittorio e Via dei Baullari, non essendo lo stabile segnalato nella carta della qualità, a chi dovrei chiedere il parere preventivo? Alla soprintendenza Capitolina o a quella dei Beni Architettonici? O alla Regione, visto che il PTPR, ovviamente, dà il vincolo del Centro Storico...???

    Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità e ti auguro una buona serata,

    Davide

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    1. Ciao,
      la competenza nel centro entro le mura aureliane è della sovrintendenza statale, comunque, dato che questa, nella convenzione stipulata col Comune, ha stabilito che se le opere non hanno nessuna rilevanza esterna il loro parere non serve, allora se appunto si riesce a fare l'ascensore senza modificare gli esterni, non necessita di nessun parere, ma solo della pratica urbanistica (una SCIA, immagino). Fammi sapere se la pensano così anche al Municipio.

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    2. Ciao Marco, in realtà l'ascensore deve essere realizzato nella chiostrina, quindi i prospetti (secondari) vengono modificati ed oggi alla Soprintendenza Capitolina mi hanno confermato che devo passare (con mia immensa "gioia") alla Soprintendenza per i Beni Architettonici del San Michele...domattina ci vado e vediamo se loro sono sufficienti o se serve anche l'Archeologica.

      In Municipio non sono ancora riuscito a passare (dato che mi devo occupare solo della parte che precede la DIA/SCIA) ma tendo sempre a pensare che il Municipio debba accontentarsi del/dei Nulla Osta che prevede la normativa...nulla di più e nulla di meno...e spesso mi trovo a discutere con i tecnici che, nel dubbio, chiedono più di quel che serve...ma, nella maggior parte dei casi, se si va con una buona conoscenza delle norme, devono rassegnarsi... ;)

      Poi è anche vero che se il Comune di Roma, come ha fatto in modo ammirevole per i titoli edilizi, facesse anche un documento di sintesi CHIARO relativo alla vincolistica ed ai relativi obblighi da assolvere nei vari casi, concertato con le Soprintendenze e la Regione, credo che farebbe cosa assolutamente gradita a tutti i tecnici che, in certi casi, per avere la certezza di un iter da seguire, devono prima fare il giro per tutti gli uffici tecnici di municipi, soprintendenze varie, regione......

      Buona giornata!!!

      Davide

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    3. A me alla sovrintendenza statale hanno sempre detto che non danno nessun nulla osta per modifiche di prospetti, siano essi interni sia, ovviamente ed a maggior ragione, esterni. Sono tassativamente vietate persino le canne fumarie.
      Fammi sapere se tante volte ti dovessero dare parere contrario.

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    4. comunque se sei in prospetto al municipio andrebbe certamente in DIA

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    5. Ciao Marco, oggi mi sono recato alla Soprintendenza per i Beni Architettonici, presso il San Michele, ed ho parlato con la responsabile di zona per il Rione in cui si trova il fabbricato dove va realizzato l'intervento. Mi ha detto che, trattandosi di modifiche esterne, loro devono comunque esprimersi, ma che possono presentarsi due diversi scenari:

      - Esistenza di un vincolo sul fabbricato, nel qual caso è necessario richiedere un Nulla Osta vero e proprio e per il rilascio del quale l'ufficio ha 120 giorni;

      - Assenza di un vincolo, nel qual caso va richiesto solamente un parere consultivo, in teoria non vincolante per il Municipio, per il quale è previsto il silenzio assenso dopo 60 giorni.

      Questo è quanto...ribadisco che sarebbe utile un bel diagramma di flusso per schematizzare gli adempimenti da attuare nei vari casi che si possono presentare...! Quasi quasi, appena mi chiarisco un po' di dubbi, lo butto giù io...!!!

      Buon lavoro,

      Davide

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    6. Ok grazie del feedback! mi sembra che siano diventati possibilisti su queste cose, meglio così.

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  12. Ciao Marco ed ancora complimenti per il blog. mi trovo in una situazione un po paradossale.. in sostanza sto facendo una cila in sanatoria per un cliente che ha spostato una porta e deve vendere (ovviamente vuole la conformita) parliamo di citta storica, torrino, nonostante i fabbricati siano di discutibile fattura e sono del 1995 (torri parnasi per capirci) ho visto che tutta la zona inglobbata in quel quadrante tra via di decima e ora minore e' in carta della qualita individuata come"tessuti caratterizzati dall'impianto volumetrico degli edifici" Ora, pur trattandosi di opere interne devo chiedere autorizzazione alla sovraintendenza?
    Grazie...

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    1. in alcuni municipi chiedono il parere anche per opere interne, perché nella convenzione si sono "dimenticati" di escludere questa casistica dalle opere soggette a vincolo di carta per la qualità, come invece è per la sovrintendenza statale per gli immobili entro le mura aureliane. Comunque chiedi al municipio: molti, secondo me seguendo il buon senso, non la richiedono, ma se volessi essere super-pignolo, dovresti.

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  13. buona sera Marco,
    girovagando online mi sono imbattuto nella pagina del PAU riferita al Co.Q.U.E. http://www.urbanistica.comune.roma.it/140-dipartimento/trasformazione/uo-qualita/coque.html nella quale c'è scritto:
    "L’attività del Comitato è cessata a partire dal 24 luglio 2013, in quanto i membri sono decaduti con la fine del mandato del Sindaco, ai sensi dell’art. 1 del Regolamento Speciale del Co.Q.U.E.
    Pertanto nelle more della nomina dei nuovi membri non potranno essere espressi pareri." + "L’Amministrazione Capitolina sta provvedendo a porre in essere le modifiche e le integrazioni necessarie al Regolamento Speciale CO.Q.U.E. in ottemperanza alle nuove prescrizioni normative previste in ambito ambientale nonché sul contenimento della spesa pubblica.
    Inoltre, sono in corso di trasferimento alla Istituenda “Commissione Locale per il Paesaggio” le competenze relative al parere in materia paesaggistica.
    Ciò al fine di garantire la differenziazione organizzativa tra attività di tutela paesaggistica e l’esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia previste dal D.Lgs. n. 42/2004 e la L.R. Lazio n. 8/2012".
    mi sembra di cadere dalle nuvole ma la domanda che mi viene spontanea è: ma ad oggi sono stati nominati i nuovi membri? e se no...come ha funzionato il sistema nell'ultimo anno?

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    1. Funzionava all'itaGliana: si presentava comunque la domanda di parere al CoQUE ma, non essendoci alcuna commissione, tutte le domande andavano in sienzio-assenso dopo 45 giorni.

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    2. Alla pagina del coque (http://www.urbanistica.comune.roma.it/coque.html)
      oggi si legge la seguente

      «NOVITÀ
      Si informa che, in attesa della nomina dei nuovi membri del CoQUE di Roma Capitale, l’Assessore alla Trasformazione Urbana, Prof. arch. Giovanni Caudo, con Direttiva n. 1 del 14.07.2014, ha disposto di prescindere dall’osservanza della decorrenza del termine di 45 giorni dalla richiesta del soggetto attuatore, per l’ottenimento del parere come previsto dall’art. 24, comma 12/13 delle N.T.A. del P.R.G. vigente.
      Pertanto, nella fase transitoria di ricostituzione del Comitato, va inoltrata la richiesta di parere compilando il nuovo modulo presente nella sezione “CoQUE Modulistica”.»

      E' la presa d'atto della soluzione all'itagliana di cui parlavi (dopo 45 giorni l'assenso è automatico), oppure la diffida a cominciare qualsiasi lavoro perché il parere può anche arrivare dopo sei mesi e allora chissà che succede?

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    3. da come la interpreto io, è la presa di coscienza della soluzione all'itaGliana, ma in più dicono, giustamente, di "prescindere" dai 45 giorni: cioè presenti la domanda al coque ed è immediatamente valida, senza attendere il trascorrere dei giorni. questa mia interpretazione è infatti confermata dalla nota inserita nella nuova modulistica temporanea. http://www.urbanistica.comune.roma.it/coque-modulistica.html

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    4. Giusto. Qui è molto più chiaro:

      "considerato che allo stato attuale il Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia di Roma Capitale risulta inattivo (...) l'inoperatività del Comitato rende inutile l'attesa del termine previsto dalle disposizioni vigenti per la procedibilità dell'istanza."

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  14. Devo eseguire una scia IN SANATORIA per un immobile non vincolato ma ricadente all'interno delle mura aureliane. Sono opere interne per accorpamento di un magazzino al piano seminterrato con il negozio soprastante. Il parere consultivo della soprintendenza va chiesto lo stesso? nella modulistica non si parla di opere in sanatoria ma solo di opere da eseguire. In questo caso come ci si comporta?
    Grazie

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    1. la sovrintendenza statale non ha procedure di sanatoria. comunque nel tuo caso non servirebbe: se sono solo ed esclusivamente opere interne, per gli immobili non specificatamente vincolati non c'è obbligo di parere. Vedi anche il mio altro post specifico su "il protocollo d'intesa SBAP - Roma Capitale".

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    2. salve Marco,
      intanto complimenti per il sito, mi trovo nella stessa situazione di zia Princy ma per delle opere esterne (tre lucernai e un piccolo terrazzino leggermente ingrandito) l'immobile si trova all'aventino (patrimonio Unesco) anche il mio fabbricato non ha vincolo puntuale ma ricade comunque in zona vincolata, i lavori sono già stati eseguiti, esiste una procedura in sanatoria per il parere della soprintendenza?
      grazie mille

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    3. salve Maurizio,
      il suo caso invece è complesso: le opere citate hanno rilevanza esterna e dunque sarebbe stato obbligatorio richiedere il parere della sovrintendenza prima di eseguirle (indipendentemente dalla data di esecuzione: a meno che non si può dimostrare che sono opere antecedenti all'apposizione del vincolo, e allora in quel caso c'è solo la questione urbanistica, fermo restando comunque una presa d'atto della cosa da parte della sovrintendenza), la quale non contempla procedure di sanatoria. Ogni volta che ho presentato un caso simile alla sovrintendenza mi hanno sempre risposto che era necessario anzitutto ripristinare l'originario stato dei luoghi, e quindi depositare richiesta per eseguire le opere; una volta ottenuto il parere, quindi, si potrà depositare l'autorizzazione urbanistica ed eseguire i lavori.

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  15. salve, in merito vorrei chiedere se, per quanto riguarda un accertamento di conformità per apertura di finestra su cortile interno chiuso, quindi prospetto interno, in un immobile ricadente ne vincolo beni pesaggistici (affianco al parco della caffarella) sia necessario chiedere il nulla osta (accertamento di compatibilità) alla regione lazio. Il dubbio mi viene perchè in realtà non si tratta di prospetto esterno ma interno, quindi non visibile al pubblico traffico. C'è un articolo o cavillo di legge che mi deroga ?? i miei saluti

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    1. in sovrintendenza (quantomeno quella architettonica) ritiene che anche i prospetti interni siano sottoposti a vincolo: ritengo quindi che anche la paesaggistica (alla quale la Regione inoltra le pratiche) si regoli allo stesso modo, comunque per togliersi il dubbio l'unico modo è andare a chiedere (la sovrintendenza sia architettonica che paesaggistica è a via di san michele).

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  16. Caro Marco, sottolineo caro perchè il lavoro che fai in questo blog è impagabile,
    per noi tecnici ma anche per tutti coloro che non credono alle nostre parole quando gli descriviamo quanto sono complicati gli iter burocratici a Roma.
    Sono alcuni anni che ti seguo anche se ultimamente ero decisa a chiudere con questa professione visto gli scarsi risultati economici a fronte di un lavoro complesso e difficile.
    Proprio in questi giorni ho ricevuto due incarichi che hanno riacceso parte della mia passione.
    Devo eseguire una cila per Manutenzione Straordinaria eseguta (si dice così o Cila in Sanatoria?) per un cliente che acquisterà un appartamento dove c'è difformità planimetrica (una porta spostata e un muro in meno).
    Io devo prima sanare per conto del venditore, che è all'estero, e poi dopo l'acquisto presentare la cila per ristrutturazione per l'acquirente.
    L'appartamento si trova nell' attuale III municipuo in via della Bufalotta Controllando i vincoli mi sono accorta che ricade nella Carta della Qualità foglio G1.11 nelle zone di "Morfologia degli impianti urbani dell'espansione otto-novecentesca" come "impianto con progetto unitario e disegno urbano irregolare", credo quindi che non sia un vincolo puntuale.
    Da quello che capisco da un precedente post sono nel caso di "IMMOBILE SEGNALATO SULLA C.Q. NON VINCOLATO: Competenza della Sovrintendenza Capitolina (Via del Teatro Marcello, 5)"
    Io devo sanare e poi eseguire opere interne, credi, secondo la tua esperienza, che debba chedere il parere alla Sovrintendenza Capitolina?
    Sai come si orienta il III municipio ex IV ?
    Nel caso si può fare un'unica richiesta di parere alla soprintendenza?
    Ed infine, non avendo mai fatto pratiche per la Sovrintendenza Capitolina, hai qualche indicazione da darmi ( iter, durata, costi, forse hai già scritto qualcosa che mi è sfuggito)?
    Ti ringrazio anticipatamente.
    Sabrina

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    1. Ciao Sabrina, ti confermo che in quel municipio anche per le CILA richiedono il parere della sovrintendenza, e dovrai chiederlo, distintamente, sia per la sanatoria della situazione attuale che per la situazione futura. puoi anche depositare le due domande assieme, credo, specificando che sono una propedeutica all'altra. ovviamente dovrai fare due domande diverse, con due diversi protocolli e due distinte reversali. Fino a qualche settimana fa si depositava al portico d'ottavia, ora non so se hanno spostato gli uffici: a via del teatro di marcello ci stanno solo i tecnici, non si deposita.
      Sui pareri preventivi per opere con questo tipo di vincolo in sovrintendenza ci vanno molto alla leggera, perché sanno che è una forzatura farci fare questo iter, ma purtroppo va fatto, e quindi io le mie domande alla sovrintendenza le faccio sempre fatte per bene: fai una relazione esaustiva, descrivi il fabbricato e in dettaglio l'immobile, la condizione di manutenzione di entrambi, e le opere che devi fare, specificando che sono compatibili con l'elaborato G2 "guida alla qualità degli interventi" che ovviamente ti andrai subito a leggere (ma per quel tipo di vincolo non dice proprio nulla riguardo le opere interne).
      i diritti di segreteria sono 20 euro, si presenta la relazione in unica copia e gli elaborati in duplice copia (possono essere gli stessi identici disegni che porterai in CILA), per il parere ci vogliono circa 60 giorni: se passa questo tempo, vai in silenzio assenso anche se al municipio ritengono di no.

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    2. devi anche allegare un CD/DVD con dentro gli elaborati in formato pdf.

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  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  18. Ciao Marco,
    Per un SCIA in sanatoria per un box interrato (Tognoli) in area interna alla carta per la qualità senza ulteriori vincoli individuati dal PTPR, al Municipio mi hanno chiesto il Nulla Osta alla Soprintendenza Capitolina. La soprintendente mi ha richiesto anche il nulla osta alla soprintendenza archeologica della bassa etruria... non ho capito perchè lo abbia chiesto lei e non il municipio, ammesso che sia necessario. Che ne pensi?

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    1. Forse nella carta per la qualità sono individuate delle preesistenze nel sottosuolo (tavola G1-c se sei in zona centro) che devono quindi essere valutate dalla corrispondente sovrintendenza archeologica; immagino che stiamo parlando di un immobile in zona roma nord, parco di Veio e simili.

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    2. Si la zona è quella, ma sulla carta non era individuato nulla!! per quello mi sono meravigliato della richiesta.

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    3. si se non sta nel PTPR è strano.

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  19. Buongiorno, vorrei porre una domanda da tecnico esterno alla realtà capitolina. Dobbiamo presentare un piano casa, municipio IV via tiburtina, zona con vincolo archeologico, vincolo paesaggistico ambientale, immobile non inserito nella carta della qualità. Dobbiamo allegare alla DIA tutti i pareri per il municipio. La soprintendenza per i beni archeologici del Lazio ha già rilasciato nulla-osta all'esecuzione dei lavori. Ora stiamo aspettando il parere paesaggistico del Dipartimento IX. Non ho capito se dobbiamo richiedere ulteriore parere archeologico a qualche altro ufficio Comunale o se è sufficente quello emesso dalla Regione Lazio. La destinazione di PRG è Città da ristrutturare, tessuti prevalentemente per attività (l'intervento naturalmente è AMP). Grazie!

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    1. ogni vincolo vuole il suo nulla osta: se non ci sono altri vincoli, non serve ulteriore documentazione autorizzativa.
      verificate di non ricadere negli ambiti di applicazione delle norme sull'impatto acustico ambientale e le altre norme indicate nel modulo DIA.

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  20. Buongiorno, complimenti per il sito perchè è utilissimo. Devo presentare una DIA per RE2 su un fabbricato rurale esistente adibito a magazzino, per modifiche prospettiche. Il proprietario deve installare una caldaia all'interno del magazzino, la quale richiede una nuova porta di accesso dall'esterno per le leggi antiincendio ecc.. L'immobile non è censito nella Carta della Qualità, però nel PTPR B, ricade all'interno dei 100m di fascia di rispetto per vincolo archeologico. All'art.41 comma 7a delle NTA del PTPR si legge "per gli edifici esistenti si ammettono interventi di RC e RE che non comportino totale demolizione e tali interventi non necessitano del preventivo parere della Soprintendenza Archeologica". Le chiedo dunque devo presentare richiesta di autorizzazione paesaggistica comunque? Al Coque e aspettare i 45 gg di silenzio assenso e poi presentare la DIA? Il fabbricato è a Roma fuori del Raccordo, Municipio XIV. Grazie della sua risposta.

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    1. se nelle norme del ptpr è esplicitamente escluso il caso, può indicare che il vincolo c'è ma "per espressa previsione di norma" non è richiesto il parere. il coque serve solo se si è in città storica, che non credo sia il suo caso.

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  21. Buonasera Architetto. Complimenti per il sito.Devo presentare Cila per manutenzione straordinaria e fusione di due appartamenti, in tessuto T3 - città consolidata, non censito nella Carta della Qualità ma ricadente per il PTPR in beni d'insieme (sia bellezze panoramiche, sia interesse archeologico). In tal caso, per lavori che non comportano modifiche prospettiche, va richiesto parere?

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    1. In genere non è richiesto ma è bene leggere con attenzione l'articolo delle norme tecniche del PTPR a cui si fa riferimento.

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  22. architetto, ma un immobile in via eleonora d'arborea (zona piazza bologna) città storica, tessuto T5 piano terreno da sottoporre a cambio di dest. d'uso con opere (solo INTERNE) da abitazione a servizi alle persone, al di fuori delle mura aureliane, inserito (a quanto pare) nella carta della qualità nelle "morfologie degli impianti urbani dell'espansione otto-novecentesca, con progetto unitario e disegno urbano a struttura regolare, a detta del tecnico del municipio deve essere sottoposto a rilascio di N.O. della sovrintendenza capitolina..........è vero? stanno così le cose? grazie per la risposta e per il preziosissimo lavoro che svolge.

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    1. Si è vero, necessita del parere poiché nella stesura delle norme della carta per la qualità non è stata inserita alcuna esclusione di casistica di opere, dunque anche quelle interne sono sottoposte a tutela. Alcuni municipi accolgono le istanze anche solo con il protocollo della domanda della sovrintendenza, senza cioè il parere rilasciato. Forse cambieranno la procedura, ma per ora si va avanti così.

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  23. Buongiorno Architetto Campagna, mi trovo in una situazione un pò articolata e spero che Lei possa darmi qualche suggerimento.
    Il proprietario di un immobile degli anni '60 vincolato dalla soprintendenza capitolina (è presente solo nella carta per la qualità), ha effettuato nel 1991 dei lavori interni di modifica ed ora bisogna procedere a sanare gli abusi.
    La mia domanda è questa. Essendo gli abusi del 1991 e quindi pre-carta per la qualità, bisogna chiedere comunque il parere in sanatoria alla Soprintendenza capitolina?
    Inoltre sa per caso quando è stata istituita la Soprintendenza Capitolina e l'obbligo di richiesta del parere? Con l'approvazione del PRG?
    E se l'abuso è stato commesso prima della sua istituzione e dell'apposizione del vincolo sull'edificio?

    Mi scuso per le innumerevoli domande e la ringrazio infinitamente.

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    1. la carta per la qualità è entrata in vigore assieme al PRG nel 2008. Comunque dovendo sanare oggi, bisogna seguire le procedure previste per la CILA di oggi dunque occorre il parere "in sanatoria" anche della sovrintendenza capitolina.

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  24. Gentilissimo architetto Campagna, la ringrazio innanzitutto per l'aiuto che ci da attraverso il suo utilissimo blog.
    Avrei una questione spinosa che vorrei sottoporle: devo fare una pratica per un'opera di street art. L'opera verrà fatta su un edificio del 1911, fuori Mura Aureliane, non presente su carta della Qualità ne' sui vincoli online. Si trova sul V Municipio zona Prenestino/Casilino. L'edificio è una ex farmaceutoca, quindi sono in dubbio se serva il parere della Sovrintendenza. Lei che ne pensa? Sono già andata ma il tecnico è stato fumoso. Posso fare solo la CILA per Manutenzione Straordinaria e iniziare i lavori? Preciso che l'opera occuperà il primo piano di un lato dell'edificio che si affaccia su spazio pubblico. grazie mille per l'aiuto!

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    1. in pratica si tratta di eseguire una diversa tinteggiatura della facciata esterna: tale operazione richiede una autorizzazione solo se si è all'interno delle mura aureliane o se l'immobile è campito in una qualsiasi dei vincoli della carta della qualità. Se l'immobile è in città storica, non dovrebbe servire il parere del coque in quanto questo interviene solo per opere dalla RC in su, e quella che voi andrete a fare sarebbe in teoria classificabile come MO. Per scrupolo, andrei a chiedere al dipartimento PAU.

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  25. Salve a tutti,
    ho bisogno di un consulto tra tecnici..
    Per la realizzazione di un nuovo fabbricato, è necessario procedere con uno scavo di 150 mq per un altezza di 2m..un totale di 300 mc quindi.
    Il tecnico del municipio mi ha detto di mandare un fax alla soprintendenza archeologica per avere da loro un tacito assenso per questo scavo.
    Lei Architetto Campagna sa qualcosa di più preciso al riguardo?
    L'edificio si trova in zona con vincolo paesaggistico e per questo è stata già inoltrata pratica di autorizzazione paesaggistica presso il Dipartimento.

    ps:non so se è il post giusto!

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    1. se sull'area sono segnalati dei possibili resti archeologici è indispensabile informare la sovrintendenza archeologica, ma nel caso non credo sia sufficiente un fax.

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    2. Non ci sono resti. Il tecnico mi diceva fosse necessario a Roma interpellare la soprintendenza per qualsiasi scavo per più di 50 cm di altezza.

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    3. non mi risulta, ma tutto può essere.

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  26. La Capobianco in Soprintendenza Capitolina sostiene la stessa cosa, come scavi hai bisogno dell'archeologica!!

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  27. Buongiorno Marco,
    ti scrivo per chiederti lumi riguardo l'iter amministrativo da dover precorrere per presentare richiesta per sostituzione copertura lignea (con stessa geometria dell'esistente), installazione pannelli fotovoltaici in copertura e modifica di prospetto (modifica di finestra in porta di ingresso e di attuale porta ingresso in finestra) da attuare su un immobile in via Pietralata.
    Consultando la tav.B del PTPR, l'immobile risulta situato in "fascia di rispetto fiume Aniene" (Riferiemto Legge R.D. 17/2/1910) ed in area archeologica "Bassa Valle dell'Aniene: proposta di vincolo 1089", Vincolo "Ambiti aree Roma", Num. PTP 15/9.
    Sai indicarmi a quale ufficio debbo eventualmente rivolgermi prima di presentare la DIA al Municipio di competenza? sarà, quindi, necessario un nulla osta da parte di un particolare ente?
    Oppure, se evitassi di eseguire l'intervento di modifica del prospetto, ricadendo quindi in restauro e risanamento conservativo (SCIA e non più DIA), sarebbe comunque necessario un eventuale nulla osta?
    Grazie anticipatamente per la risposta ed i chiarimenti che, certamente, saprai darmi! :)
    Giona

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    1. devi presentare in comune (dipartimento PAU) la domanda semplificata di parere paesaggistico. verifica in che livello di tutela ricadi del PTP: se è urbanizzato comunque dovrebbe essere tutela limitata. del 15/9 si trovano gli elaborati in rete. però tu hai anche l'archeologico, e non so quindi se la domanda la devi presentare comunque al comune o direttamente alla regione: ti consiglio di andare a chiedere al PAU, stanze al piano terra, in fondo al corridoio di destra guardando lo sportello delle informazioni, dopo la cassa.

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    2. Grazie mille Marco,
      Sei stato, come sempre, velocissimo, precisissimo e gentilissimo!!!
      Un saluto e buon lavoro ;)

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  28. Buon giorno Marco,
    avrei questo quesito:
    una manutenzione straordinaria d’appartamento, in città storica patrimonio UNESCO ma senza vincolo specifico e senza carta della qualità, che prevede solo opere edili interne ma anche la sostituzione di tutte le finestre (restiamo all’interno) e di tutte persiane (intervento esterno)…
    con la competenza in capo alla Soprintendenza statale, l’obbligo di parere preventivo scatterebbe solo a causa della sostituzione delle persiane?
    Grazie…

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    Risposte
    1. sulle persiane sicuramente scatta l'obbligo di nulla osta, ma secondo me solo nel caso di sostituzione con persiane aventi caratteristiche o colori diversi da quelle originali (quantomeno l'ultima volta che in sovrintendenza ho chiesto una cosa del genere mi è stato risposto così). La questione delle finestre dietro gli scuri invece è meno definita.

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    2. ok. si in effetti se si rimane con caratteristiche e colori uguali/molto simili si potrebbe fare a meno del parere. a questo punto anche io stesso sconsiglierei cambiamenti evidenti alla committenza.
      in ogni caso un minimo di confronto con gli istruttori mi sembra necessario, anche alla luce dell'incertezza sulle finestre che non sono esclusivamente un elemento interno, dall'esterno possono vedersi bene anche loro. se sarò chiamato in causa si vedrà...grazie Marco a presto:)

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    3. Gentile architetto Campagna, in merito ad una situazione simile a quanto richiesto dall'arch. Palombi, quindi il parere della Soprintendenza non è necessario per la sostituzione di infissi esterni con le stesse caratteristiche dei precedenti? (leggevo anche il post specifico a riguardo...)

      Per la sostituzione del pavimento esterno del terrazzo attico invece mi consiglia di chiedere un parere direttamente al Soprintendente del Rione oppure anche quello non è sottoposto a nulla osta secondo Lei? Ringrazio in anticipo per la sua sempre cortese attenzione.
      Alessia

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    4. se l'immobile non ha un vincolo puntuale, secondo me si possono sostituire gli infissi senza chiedere il parere se e solo se si rifanno identici agli originali, anche come materiali e non solo come coloriture. Per i pavimenti stesso discorso: se si cambiano, anche di poco, serve il parere; se solo assolutamente identici, in quanto a forme, colori, dimensioni e schema di posa, no.

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  29. Salve a tutti,
    è possibile che esista un vincolo (ope legis) solo perchè l'immobile è ante 1930? Ho visto quello sui casali anche non censiti dal PTPR, ma un immobile ante 1930 ad un piano che non ha le caratteristiche di un casale è vincolato?
    grazie a tutti

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    1. se non è di proprietà pubblica tendenzialmente no, ma se è inserito in un vincolo paesaggistico areale allora si.

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  30. Nel mio caso il vincolo è solo della carta della qualità, morfologie degli impianti urbani moderni, quindi non un vincolo da 42/04. Quindi dovrei solo chiedere il parere alla sovrintendenza capitolina se non sbaglio, siamo nella città della trasformazione.

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    1. Se è in carta per la qualità allora è presente un vincolo "comunale" o di PRG, e bisogna sottostare alle relative regole in caso di interventi edilizi.

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  31. Salve arch. Campagna,
    mi scusi se la disturbo ma ho un parere da rivolgerle su questo tema, spero possa essere utile perché molti potrebbero avere lo stesso problema:

    A causa di infiltrazioni debbo ritinteggiare le pareti (tempera bianca) di un mio magazzino in un immobile all'interno di un perimetro della carta della qualità (zona in giallo della mappa G1.a..
    Per eseguire il lavoro dovremo riposizionare una nuova guaina, togliere e rimettere LE STESSE PIETRE sul pavimento di una chiostrina-cortiletto interna, non c'è nessuna parte che interessa prospetti estetici. Nessuna modifica, perché tutto ritorna com'era.
    Cosa faccio? Debbo presentare un progetto firmato da un tecnico presso la Sovrintendenza?
    Posso capire laddove la manutenzione interessi parti VISIBILI ESTERNAMENTE dell'edificio, ma lavori dentro casa mia o ripavimentare una chiostrina interna mi sembra un pò assurdo chiedere pareri architettonici.

    Volevo sapere per questo se c'è un elenco di opere di manutenzione ordinaria che sono soggette a chiedere parere e altre no.

    Scusi lo sfogo ma, sinceramente, mi sembra davvero che si esageri con questi vincoli e, se permette, non è che abbiano poi migliorato l'immagine della città di Roma.

    Grazie per l'attenzione.

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    1. Di fatto non è specificato da nessuna parte, comunque è prassi che per laovri di manutenzione ordinaria molto localizzati non serva richiedere alcun parere alla sovrintendenza: lo stesso dicasi per lavori esclusivamente interni, sempre se di manutenzione ordinaria. Se fosse stato necessario ritinteggiare l'intera facciata, anche se con il medesimo colore, allora si, avrebbe dovuto essere richiesto il parere preventivo.

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    2. Grazie per la risposta. Il fatto che non sia normato ti mette sempre sotto le grinfie del controllore di turno, però.
      Io non capisco, nella mia ignoranza, che "parere" possa esprimere un ente quando alla fine dei lavori tutto rimane esattamente come era prima.
      Che senso ha? Basterebbe dare delle linee guida e basta. Grazie ancora, non la disturbo oltre, però il paradosso è evidente.

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    3. se volete stare completamente sicuri potete andare a parlare con i tecnici della sovrintendenza e valutare se inviare loro una specie di comunicazione di attività "libera".

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  32. Com'è tutto complicato. Parlo da committente alla ricerca di un professionista bravo e serio. Mi sono affidato a una ditta che in un appartamento a Colle Oppio era pronta a fare i lavori di manutenzione straordinaria con una semplice CIL. Poi ho posto domande, anche per poter fruire delle agevolazioni fiscali. Ed ecco i problemi. Sempre di più. Ora siamo alla Cila, titolo autorizzativo necessario per emettere il primo bonifico e dare serio inizio ai lavori. Ma sorge il problema della Soprintendenza.L'appartamento è perimetrato all'interno dell'elaborato G1a come Morfologia degli impianti urbani - Impianti con progetto unitaraioe disegno urbano a struttura geometrica regolare. Quindi? Si presenta la Cila ma non si possono iniziare i lavori se non trascorrono 60 giorni, silenzio - assenso della Soprint.? Corretto? E anche i bonifici per i lavoretti propedeutici già svolti con la CIL non posso farli. O, meglio, non posso detrarli? Che guazzabuglio...

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    1. Deborah, in attesa della risposta di Marco, mi inserisco per consigliarle solo di non affidarsi alle imprese ed ai tecnici pagati da loro, per la redazione del progetto e per farsi seguire nelle pratiche amministrative.
      Non sempre gli interessi di impresa e committenza sono comuni. Se lei si affida direttamente ad un tecnico avrà sicuramente una consulenza migliore... e scevra da conflitti di interesse.
      Per il resto ritengo che dipende dal tipo di lavori che deve fare: in CIL alcuni sono detraibili altri no, io, in linea di massima, le consiglierei di aspettare la risposta della Soprintendenza.
      (poi purtroppo, non sempre le risposte alle stesse domande sono univoche quando si ha a che fare con il nostro apparato normativo e con il modo diverso di interpretarlo dei vari tecnici dei vari uffici delle varie amministrazioni...)
      Buona fortuna!!

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    2. Grazie Alessandro per aver sottolineato un tema sempre molto importante, cioè quello dell'indipendenza e contraddittorio che devono sempre esserci tra impresa e tecnico.
      Deborah, per quanto riguarda il tuo problema, la CILA andrà depostata solo dopo aver ottenuto il parere preventivo dalla sovrintendenza, dunque dovrai procrastinare l'inizio effettivo dei relativi lavori. Quello che hai effettuato in CIL è detraibile solo se riguarda esclusivamente l'adeguamento impiantistico in senso stretto, ma le maglie della definizione sono abbastanza larghe e non ci sono definizioni esatte di cosa sia detraibile e cosa no. Molto dipende comunque da come sono state impostate le fatture.
      In generale, purtroppo la burocrazia nel nostro paese complica sempre le cose: per questo quando si fa un qualunque lavoro edile è bene muoversi per tempo interpellando un buon tecnico.

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    3. Grazie mille per le sollecite risposte. E gli ottimi consigli. Nell'attesa della risposta avevo creduto di individuare uno spiraglio alla mia situazione nella lettura del protocollo firmato l'8 settembre 2009 tra Comune e Soprintendenza, laddove si esclude dalla richiesta del parere preventivo gli immobili "inseriti nella 'morfologie degli impianti urbani, di cui all'art. 16 co.1 lett.a" delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG. ma ancor prima di leggere questa risposta, un altro suo (preziosissimo) post mi ha disilluso. Restiamo il paese degli azzeccagarbugli...
      E va bene, purtroppo ho sbagliato il primo passo. Ho perso almeno un paio di mesi, e due mesi di affitto buttati. Ora devo riaggiustare il tiro e ripartire con il piede giusto. Sentirò un commercialista per capire se le fatture emesse prima dell'inizio effettivo dei lavori, ma tuttavia riconducibili a interventi di manutenzione straordinaria (acquisto sanitari, consulenze e sopralluoghi tecnici, primi interventi demolitivi) avviati successivamente, se pagate con bonifico e nel rispetto delle disposizioni di legge siano o meno detraibili. Se non fosse...oltre al danno la beffa!
      Grazie ancora

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    4. Una mia cliente in una situazione più o meno analoga, dopo aver interpellato l'agenzia delle entrate, ha scoperto che i pagamenti fatti prima del deposito dell'istanza urbanistica non possono essere portati in detrazione. Mi sembra una esagerazione, ed un eventuale ricorso in commissione tributaria potrebbe essere vincente; la ringrazio se mi vorrà far sapere l'esito delle sue ricerche, così per statistica.

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    5. Sto usando un altro account, ma vi aggiorno.
      Sull'aspetto fiscale a precisa domanda posta all'Agenzia delle Entrate ci è stato risposto che sì, possiamo, purché la ditta beneficiaria del bonifico sia la stessa presente nella Cila o Scia.
      Sulla questione parere preventivo della Soprintendenza, il tecnico del Municipio I al quale con il nostro geometra ci siamo rivolti, lo stesso tanto per intenderci che in caso di segnalazione verrebbe a fare le verifiche, ha detto che vale quanto critto nel protocollodel 2009 tra comune e soprintendenza. Ossia che, rientrando nelle Morfologie Urbane" NON E' NECESSARIO ALCUN PARERE se gli interventi restano confnati all'interno dell'appartamento.
      Credo che Kafka abbia raccontato favolette, al cospetto di quanto la realtà romana del 2015 ci offre...

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    6. Ah certo se siamo nel I municipio certo, la sovrintendenza capitolina non è necessaria in quanto è presente il vincolo monumentale del patrimonio UNESCO: per tale ragione vige il protocollo d'intesa che, solo nelle aree sottoposte a vincolo monumentale, esclude le opere esclusivamente interne dal dover chiedere il parere, e siccome la sovrintendenza statale è superiore alla soprintendenza capitolina, se la prima nel protocollo assume che non serve il parere, la seconda si deve adeguare.

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  33. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  34. Gentile architetto, il municipio XV, a seguito di presentazione DIA per modifica di prospetto (ampliamento bucature) mi ha richiesto il NO dell'Ente preposto alla tutela del vincolo, nello specifico "vincolo dichiarativo lett. c) - beni d'insieme vaste località per zone di interesse archeologico". Visto che le opere sono già completate, vorrei sapere qual'è l'Ente preposto al rilascio del NO e il tipo di NO da richiedere, se in sanatoria o meno. Da quanto ho potuto capire l'Ente preposto potrebbe essere il Co.Q.U.E., è corretto?

    Grazie anticipatamente

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    1. il COQUE a quanto mi risulta non gestisce nessun vincolo, ma potrei sbagliarmi. I vincoli archeologici generalmente fanno capo alla relativa sovrintendenza.

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  35. Salve architetto, ho un problema al primo municipio, sono a trastevere interno delle mure aureliane, centro storico, ho una planimentria del 1939 dove mi fa vedere una finestra su una faccia, che non da su strada, in realtà quella finestra non è su quella facciata ma su un altra facciata che da sempre all'interno. Ora la domanda sicuramente è una scia in sanatoria, ma da come si legge se non danno autorizzazioni per aperture e chiusure di finestre, danno nulla osta in sanatoria?

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  36. Salve architetto, ho un problema al primo municipio, sono a trastevere interno delle mure aureliane, centro storico, ho una planimentria del 1939 dove mi fa vedere una finestra su una faccia, che non da su strada, in realtà quella finestra non è su quella facciata ma su un altra facciata che da sempre all'interno. Ora la domanda sicuramente è una scia in sanatoria, ma da come si legge se non danno autorizzazioni per aperture e chiusure di finestre, danno nulla osta in sanatoria?

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    1. la legge (testo unico beni culturali e quello dell'edilizia) prevede in questi casi di dover prima fare la DIA al municipio il quale, successivamente, deve chiedere il parere alla sovrintendenza che deve esprimersi sulla preferenza tra il disporre il ripristino dello stato dei luoghi o l'applicazione della sanzione con il mantenimento dello status quo. Al municipio però generalmente chiedono di fare il contrario, cioè prima chiedere un parere della sovrintendenza, la quale però si esprime con difficoltà anche perché, appunto, non ha una procedura specifica per esprimersi su istanze del privato cittadino in questi casi. comunque una finestra spostata va in DIA e non in SCIA.

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    2. Infatti i miei dubbi, sono sorti parlando al primo municipio, che hanno detto di fare la scia ma di avere prima il nulla osta eventuale, mi hanno detto di fare anche dei saggi per verificare se questa finestra c'è mai stata oppure no. Infatti questo è un ultimo piano e dalla foto della facciata che ho fatto si evince che non ci sono finestre chiuse neanche negli altri piani, e neanche all'interno della stanza c'è la rientranza nei muri (cosa presente su tutte le altre finestre della casa) e viceversa nell'altra facciata ci sono le finestre. La mia idea era di riuscire a prendere le planimetrie di impianto degli altri appartamenti per verificare se le finestre sono messe allo stesso modo.

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    3. prendere le planimetrie delle altre unità può essere utile ma comunque non necessariamente è determinante, perché comunque la sovrintendenza (e il municipio) devono partire dalla documentazione che si ha e che è relativa alla singola unità immobiliare. si può comunque provare a cercare l'eventuale progetto in conservatoria, se l'edificio risale alla seconda metà dell'ottocento o primi decenni del novecento.

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    4. Lei intende il progetto all'archivio capitolino di stato?

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    5. si, archivio capitolino in piazza dell'orologio.

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  37. Scusate, qualcuno sa dirmi se esiste vincolo archeologico su immobili in zona Ostia Antica, via delle saline? Grazie. Daniele Catena danicatena18@gmail

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  38. Scusate, qualcuno sa dirmi se esiste vincolo archeologico su immobili in zona Ostia Antica, via delle saline? Grazie. Daniele Catena danicatena18@gmail

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    1. devi verificare presso la sovrintendenza archeologica.

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  39. Salve Architetto, avrei bisogno di un informazione in merito ad una DIA. Dovrei aprire una nuova finestra e modificare una finestra in portafinestra in un villino a Casalpalocco. Lo stesso rientra sia nella carta della qualità sia nella fascia di rispetto di un corso d'acqua (PTPR). Le chiedo prima di presentare la DIA al municipio devo ottenere preventivamente i pareri della SOvrintendenza Capitolina e l'autorizzazione paesaggistica (semplificata)? e se si posso presentarli contestualmente alla DIa? Grazie anticipatamente

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    1. i vincoli per i corsi d'acqua mi pare che vadano richiesti solo in caso di nuove costruzioni o ampliamenti: verifica sulle norme tecniche di attuazione del PTPR. in questo caso non devi richiedere nulla, basterà dichiararlo. Per la sovrintendenza invece si, serve il parere preventivo acquisito prima di poter depositare la DIA.

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    2. Ho provato a verificare sulle norme di attuazione del PTPR in particolare agli art. 11(autorizzazioni e pareri) e art.35(protezione dei corsi delle acque pubbliche) ma non riesco a trovare una dicitura che mi sollevi dal richiedere l'autorizzazione. Sembra che per interventi tipo il mio ovvero sui prospetti degli edifici esistenti, quali: aperture di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per dimensione e posizione si debba far riferimento al Dpr n. 139 del 9 luglio 2010, “Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni”. Mi sta sfuggendo qualcosa? non sto prendendo in considerazione la norma giusta? grazie di nuovo

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  40. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  41. buonasera architetto volevo fare una domanda. sto acquistando un immobile di rilievo architettonico, quindi dovrei richiedere parere alla sovrintendenza. Solo che non mi posso permettere di aspettare 2 mesi prima di iniziare i lavori. Siccome il rogito avverrà teoricamente tra oltre un mese, posso presentare la domanda con il solo priliminare registrato (non trascritto)? oppure posso inoltrare la domanda e allo stesso momento richiedere cila in comune? l'immobile è al villaggio olimpico di roma.
    Grazie mille per la cortese risposta fin da ora.

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    1. Ah dimenticavo, ovviamente dovrò abbattere dei tramezzi per ridistribuire gli spazi interni e come unico intervento esterno cambiare gli infissi....

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    2. può richiedere anche adesso il parere a nome dell'attuale proprietario, o farsi rilasciare una delega specifica.

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  42. Buongiorno Architetto, volevo farLe una domanda: devo chiedere l'autorizzazione paesaggistica per una DIA con cambio di destinazione d'uso (da A10 a A2) con opere SOLAMENTE interne (realizzazione cucina) in una zona vincolata?

    vincoli: tav A ambito di recupero e valorizzazione paesistica/ punti visuali - tav B vaste località con valore estetico tradizionale.

    il dlgs 42 del 2004 all'art 149 comma 1 lett a, dice che per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici non è necessaria l'autorizzazione.

    Dovendo presentare una DIA per il cambio di destinazione d'uso, non posso ritenere le opere interne come manutenzione straordinaria, seppur di fatto lo siano. Razionalmente però, mi sembra assurdo chiedere un'autorizzazione paesaggistica per opere di piccolissima entità e perlopiù all'interno dell'immobbile.

    La ringrazio per l'attenzione.

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    1. gli interventi dovrebbero essere esclusi dall'applicazione del decreto, ma è bene sentire sul punto l'ente tutore del vincolo, che probabilmente è la regione stessa.

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    2. ok, grazie per la risposta e per l'estrema validità del suo blog!

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  43. buonasera,

    Devo fare delle opere di pittura in alcuni locali di un edificio vincolato ai sensi del DPR 42/04.
    Ho ottenuto il nulla osta e ora mi accingevo a presentare la pratica al municipio I.
    Prendendo la modulistica SCIA mi sono reso conto che tra le opzioni la manutenzione ordinaria non è contemplata. Si parla solo di MO di cui all'art 24 comma 21 dell NTA (opere all'esterno del fabbricato). Nessuna delle altre opzioni contempla la MO. Stesso dicasi del modulo CILA. A questo punto mi chiedo: che pratica presento?

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    1. Nessuno si è trovato nella mia condizione? mi verrebbe da mandare al municipio una semplice comunicazione allegando il nulla osta. Riempire il modulo SCIA e pagare la reversale per ridipingere gli ambienti interni mi sembra troppo.

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    2. la pratica è comunque la SCIA: sul modulo del primo municipio http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/sciacorretto.pdf c'è l'opzione per opere di manutenzione ordinaria su edifici vincolati.

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    3. Grazie. In realtà avevo visto pure io quell'opzione ma se non sbaglio si riferisce solo a lavori su parti comuni e all'esterno del fabbricato. Controllerò meglio ma così mi sembra che l'opzione di MO all'interno non sia contemplata.

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    4. Qualche giorno fa al primo municipio mi hanno dato che se ho il nulla osta e devo fare solo opere di pittura all'interno non devo fare nessuna comunicazione...

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  44. Buonasera Marco, mi rivolgo a te data la tua grande esperienza e disponibilità per fugare un dubbio. Devo iniziate dei lavori di MO delle facciate di una palazzina che ricade nella città storica tessuto T7, fuori le mura e non perimetrata nella carta per le qualità( zona Monteverde nuovo). Il tecnico del municipio di riferimento mi dice che devo presentare richiesta di parere al Coque e poi, dato che voglio dare comunicazione al municipio, mi ha detto eventualmente di presentare una cil. Guardando il modulo del coque, è la prima volta che devo presentare una richiesta di parere, non viene proprio presa in considerazione la MO. La domanda è: devo effettivamente presentare richiesta di parere? Non ho elaborati grafici da allegare perche non modifico nulla, vado a fare interventi cosi come definiti alla circolare esplicativa sugli interventi edilizi alla voce manutenzione ordinaria, al punto 2-2.1 "rifacimento di intonaci, rivestimenti e coloriture di prospetti esterni sempre che eseguita senza modifiche ai preesistenti aggettivi materiali ornamenti e colori". posso predisporre una relazione asseverata e documentazione fotografica. Cosa ne pensi? Inoltre la cil al municipio è il titolo corretto? Grazie mille!

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    1. il PRG è abbastanza chiaro sul CoQUE: l'art. 24 comma 12, secondo periodo, recita così:

      [...] ove riguardino interventi di categoria RE, DR, AMP, NE, sono obbligatoriamente sottoposti, ai fini dell’approvazione o abilitazione, al parere consultivo del “Comitato per la qualità
      urbana e edilizia”, che si esprime entro 45 giorni dalla richiesta del responsabile del procedimento, decorsi infruttuosamente i
      quali si prescinde dal parere medesimo.

      Dunque facendo opere di MO, non ricadi nelle opere soggette a CoQUE.

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    2. Ti ringrazio, quindi non dovrei presentare nulla, come avevo immaginato. però il tecnico ritiene che se voglio presentare una cil per informare il municipio dei lavori, gli devo allegare il solo protocollo della richiesta di parere fatta al Coque, quindi soldi in più da richiedere al condominio per un adempimento non necessario. Tu cosa faresti al mio posto? Grazie ancora

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    3. beh devi valutare tu: presentare la domanda al coque significa fare degli elaborati e della documentazione che per una semplice manutenzione ordinaria non faresti. è pure vero che finché il comitato non è nominato, puoi inviargli anche due pezzi di carta, che però rimangono agli atti. Io gli manderei una cil senza niente, e se dovessero scriverti, gli rispondi citando le norme del PRG.

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    4. Grazie ancora, sei davvero mitico!!

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  45. Buongiorno Marco, congratulazioni per il tuo blog, prima di tutto.
    Vorrei chiederti un parere: sto iniziando a lavorare su un edificio privato del centro storico a Roma, su cui è apposto un vincolo nel quale lo si descrive come originario del XVI secolo. In realtà la ricerca storica ha dimostrato senza dubbio che l'edificio è stato costruito nel 1900. Secondo la tua esperienza è possibile cambiare il vincolo in senso meno restrittivo o, meno probabilmente, toglierlo del tutto?
    Ti ringrazio per la tua attenzione
    Alessandro D'Agostino

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    1. ne discuterei direttamente con il tecnico di zona della sovrintendenza.

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  46. buona sera Marco,
    mi trovo con un immobile che "rischia" di ricadere all'interno della fascia di rispetto di una strada di cui alla tavola B del PTPR: Vincoli ricognitivi di Piano - tl_001 - beni lineari, testimonianza dei caratteri identitari archeologici e storici e relativa fascia di rispetto di 100 metri.
    operando sulla tavola PTPR rasterizzata, mi viene da pensare che sia da valutare un attimo il metodo con il quale si misurano questi 100 metri. secondo te che metodo conviene usare, si parte dal centro oppure dal bordo esterno della tavola disegnata sulla tavola? grazie;)

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    1. generalmente le fasce di rispetto partono dal confine del monumento o dell'area, e non dal suo "asse" teorico. Comunque penso tu possa andare in sovrintendenza a chiedere un certificato di vincolo.

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  47. Ciao MArco,
    per una MO di facciate di un edificio in carta della qualità, mi sembra che tu pensi che sia sufficiente portare, sia in sprintendenza capitolina che in municipio, solo elaborati fotografici senza dover ridisegnare i prospetti. Ho capito bene?

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    1. dipende dai contesti, comunque alla fine una riproduzione anche molto schematica della struttura della facciata è sempre necessaria.

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  48. Buongiorno,
    approfitto della sua disponibilità per una domanda banale ma per me fondamentale.
    Sto acquistando una casa in Via Carlo Alberto (pochi metri da Santa maria maggiore) all'interno della carta della qualità l'edificio risulta "impianto con progetto unitario e disegno urbano a struttura geometrica regolare". Devo ovviamente ristrutturare internamente (rifacimento pavimenti impianti e spostare un paio di tramezzi). Sul sito della 1° circoscrizione leggo che è sufficiente una C.I.L.A. e che il parere della sovrintendenza è necessario solo in caso di bene vincolato. Leggendo invece il suo blog mi sembra di capire che devo presentare prima il progetto alla sovrintendenza e attendere i 60 gg di silenzio assenso prima di poter presentare la C.I.L.A. in Municipio.
    Nel frattempo amici che già abitano in zona mi dicono che hanno ristrutturato da poco e non hanno comunicato alla sovrintendenza...
    Come ne esco?

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    1. salve, la risposta la trova nel post, al penultimo punto. nelle morfologie in centro storico non serve la capitolina perché prevale il protocollo d'intesa.

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  49. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. secondo me si, ma se vuole essere certo deve andare a chiedere all'ufficio comunale che si occupa di sub-delega al paesaggistico, che sta al dipartimento PAU.

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  50. Pure oggi, con lo strumendo della CILA c'è bisogno del parere della sovraintedenza per opere interne, per gli immobili ricadenti nella carta della qualità?

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    1. non è ancora cambiato nulla perciò sì, ancora serve. comunque molti municipi si accontentano solo del deposito della richiesta, senza che siano trascorsi i 60gg o senza che ci sia stata risposta dalla sovrintendenza.

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    2. Trovo pazzesca questa cosa.
      Grazie mille per la risposta

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  51. Vorrei installare una caldaia ad incasso esternamente a casa mia, ma all'interno del mio giardino privato, chiedendo il permesso di realizzare una piccola nicchia sul muro condominiale per poi chiuderla con sportello in ferro ritinteggiato con il colore della facciata dell'edificio. Sto al XV municipio in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Devo richiedere necessariamente il nulla osta paesaggistico o è sufficiente una sola SCIA?

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    1. gli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica sono quelli descritti all'art. 149 del testo unico dei beni culturali: se si può dimostrare che l'intervento non alterna in alcun modo l'aspetto esteriore (la qual cosa andrebbe comunque certificata da un tecnico che se ne assuma la responsabilità), allora è possibile farlo senza autorizzazione.

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  52. Salve Marco, mi trovo con un immobile inserito in carta della qualità (zona tufello - municipio 3) per opere interne (demolizione e ricostruzione tramezzi) mi chiedono parere della soprintendenza capitolina. Mi chiedo se devo allegare documentazione fotografica dell'interno dell'appartamento o dell'esterno del fabbricato (anche se l'esterno non è oggetto delle opere), considerando il modello della richiesta per il parere e gli allegati richiesti. Grazie Arch G Bruzzone

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    1. in genere metto un paio di foto esterne ed un altro paio interne.

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  53. architetto buongiorno,
    per un immobile che ricade in carta qualità elaborato G1b , è necessario il parere della carta per la qualità anche nel caso di semplici opere interne di ordinaria manutenzione ? (tinteggiatura pareti, rimozione e sostituzione rivestimenti ceramici, modifica impianti idraulici ed elettrici etc.)
    grazie e buona giornata

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  54. Una pavimentazione per esterno rimovibile e drenante(pedane in legno, gres posato a secco, autobloccanti, ecc ecc) altera lo stato dei luoghi?Richiede un'autorizzazione paesaggistica o può bastare una CIL?Sto al XV Municipio e in base al tecnico con cui m'interfaccio ricevo delle risposte differenti. Come mi devo comportare architetto?

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    1. letta in modo pedissequo, è variazione delle superfici esterne e quindi andrei in SCIA.

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  55. Buongiorno e grazie in anticipo. Complimenti per il blog veramente molto utile soprattutto per chi, come me, sta affrontando un progetto in Roma ma stando a Milano.
    Il ns caso è questo: piazza ippolito Nievo (Trastevere), quindi Municipio XII , dentro città storica, ma fuori da Mura Aureliane. La Carta della qualità non segnala nulla in particolare. Dobbiamo intervenire con opere interne di manutenz. Straordinaria, ma anche con alcune opere sull'esterno (sostituzione serramenti, tinteggiatura, eliminazione insegne). Possiamo muoverci con richiesta di parere al CoQue e poi con una SCIA? grazie ancora

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    1. il coque subentra dalla RE in sù, dunque secondo me non lo dovete chiedere.

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  56. Buonasera Marco,
    mi accingo a fare una variante di una CILA per un appartamento sito in via Lanciani, tessuto T7 di espansione novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme. Francamente, per leggerezza, nella prima presentazione non avevo considerato potesse ricadere nella carta qualità, mentre invece ricontrollando ho visto che il fabbricato ospitante l'appartamento rientra nell'area campita come "Elementi degli spazi aperti - Strade e viali con caratteristiche di tracciati ordinatori con alto grado di identità alla scala della parte urbana". A questo punto mi domandavo se pure per lavori di MS interna, vada presentata la relazione storico critica (che comunque non avevo presentato inizialmente) e l'eventuale richiesta di parere al CoQue.
    Grazie in anticipo per i chiarimenti che saprai darmi.

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    1. le MS in generale non sono soggette a coque. se non sei nelle morfologie degli impianti urbani sei comunque esentato dalla sovrintendenza per opere esclusivamente interne.

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  57. Ciao Marco, grazie mille per la tua pronta risposta, che spero potrà essere utile in futuro ad altri viandanti!

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  58. News sulle autorizzazioni paesaggistiche. Signori, quando diventerà operativo il tutto?

    http://www.edilportale.com/news/2016/06/normativa/autorizzazione-paesaggistica-per-i-piccoli-interventi-non-servirà_52504_15.html

    http://www.lavoripubblici.it/news/2016/06/AMBIENTE/Autorizzazione-paesaggistica-semplificata-razionalizzate-le-procedure-gli-interventi-di-lieve-entit-_17048.html

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    1. interessante, mi era sfuggita questa novità. Si tratta di una bozza di DPR, dunque se seguisse l'iter ordinario potrebbe essere pubblicato in gazzetta entro qualche mese.

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  59. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  60. grazie
    ritrovo lo spirito che c'era in facoltà durante il '68 quando un collega mi informò che la macchina di un professore mi aveva arrecato un danno e lui aveva fatto finta di nulla andandosene.
    Se avessimo conservato quello spirito forse oggi l'Italia sarebbe diversa.
    grazie ancora, a presto
    Carlo Serafini

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  61. Pure il Consiglio di Stato ha dato l'ok alla riforma. A vostro avviso quanto tempo manca per far entrare in vigore la legge?
    http://www.ediltecnico.it/48290/autorizzazione-paesaggistica-semplificata-approvata-dal-consiglio-di-stato/

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  62. Buongiorno Architetto, dovrei richiedere un nulla osta in quanto ricado in zona vincolata R4 dell'autorità di bacino del tevere, mi saprebbe dire a chi va fatta la richiesta per il nulla osta? Ho provato a chiamare l'autorità di bacino del tevere, ma mi hanno detto che non è di loro competenza. Grazie

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  63. Salve Architetto

    Le scrivo per chiedere una informazione: quali sono le caratteristiche (materiali utilizzabili) che le insegne devono avere al di sopra degli esercizi commerciali nella città storica? Analizzando la normativa 260/97 e seguenti integrazioni non si parla di queste caratteristiche eppure i fornitori di insegne mi hanno (tutti) risposto che le insegne devono essere in metallo obbligatoriamente. Come posso quindi giustificare la cosa al cliente?
    Grazie anticipatamente per la risposta

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  64. Buonasera Marco, mi pare (forse sbaglio) che nelle casistiche da te dettagliatamente analizzate, non ci sia quella in cui un immobile ricade all'interno della città storica (fuori però dal perimetro delle mura Aureliane) ed è ANCHE individuato all'interno della carta della qualità (come tessuto). In questo caso, parere Sovrintendenza Comunale e non anche Co.Q.U.E., giusto? Perché sul modulo SCIA quando si parla di Qualità Urbana ed Edilizia, e di immobile ricadente in città storica fuori dalle mura, le possibilità di scelta sono:
    1. non necessita il parere in quanto tutelato per legge ai sensi del 42/04 ed avendo già acquisito...
    2. è stata presentata richiesta al coque
    3. è stato acquisito parere favorevole del coque.

    Non c'è la possibilità di spuntare una casella in cui si dica "non è necessario il parere del coque perché è stato richiesto quello della sovrintendenza capitolina". Non so se mi spiego...
    Grazie per l'eventuale risposta, complimenti per il blog, e buon lavoro!
    Saluti, Marco Crisciotti

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    1. la prassi dice che basta il parere sovrintendenza, anche se in concreto andrebbe chiesto anche il parere coque, se le opere sono di RE o superiore. finché il comitato rimane non nominato, scanso equivoci conviene ocmunque depositare la richiesta.

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  65. Ciao Marco! Volevo chiederti se per la richiesta di autorizzazione paesaggistica per un immobile vincolato, devo richiedere il nulla osta alla sovrintendenza (San Michele) e anche alla Regione Lazio?

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    1. se l'immobile è sia vincolato puntualmente che inserito in un vincolo areale dovrebbe essere necessario chiedere entrambi i pareri, ma sinceramente non mi è mai capitato finora.

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  66. Ciao Marco,

    buon pomeriggio. Sono in procinto di costruire una piscina in una porzione di villa bifamiliare all'interno del concorzio dell'Olgiata ed ho contattato il mio Municipio di riferimento (il XX, adesso accorpato nel XV) ed ho avuto come risposta "serve solo una DIA, salvo altri vincoli". Poiché all'Olgiata ci sono tantissime piscine, mi chiedo: quale vincolo ci potrebbe essere? Quello del vicino Parco di Veio? Un qualche vincolo paesaggistico? Tra l'altro pare che, in questo caso, ci vogliano altri 60 giorni per la pratica, più i 30 giorni di silenzio-assenso per la DIA. Insomma, qual'è la procedura completa e corretta da attivare preventivamente alla costruzione di una piscina interrata di 5x10 metri?
    Grazie per la risposta che vorrai darmi.
    Elio.

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    1. Ciao Elio,
      l'Olgiata fu costruita (forse apposta?) in una zona in cui i vincoli paesaggistici sono pressocché assenti. vi sono tuttavia delle piccole singolarità di vincolo, ma più che altro nelle zone più perfieriche. La piscina si configura comunque come "costruzione", quindi secondo me deve rispettare le distanze dai confini (5mt) e possibilmente anche dallo stesso fabbricato (10mt). Potrebbe però esistere un piano particolareggiato che può imporre ulteriori vincoli.

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    2. E dove si va per indagare se "esiste un piano particolareggiato"?

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    3. ho verificato: l'olgiata da PRG è città consolidata, dunque sono tessuti ad urbanizzazione limitata (pressocché nulla) in cui se è mai esistito un piano particolareggiato, è stato abrogato o non è più in vigore. Dunque in linea di massima non vedo difficoltà nella pratica: l'unica complicatezza potrebbe venire dalla sovrintendenza archeologica, che va comunque interpellata per effettuare scavi con profondità maggiore di 30cm.

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    4. L'Olgiata è nella Carta della Qualità quindi bisogna chiedere il nulla osta alla sovrintendenza capitolina, sempre dopo l'archeologica di Valle Giulia.

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    5. è vero, in effetti è individuata nelle morfologie degli impianti urbani. dunque la prima cosa da fare è ottenere il parere preventivo della sovrintendenza capitolina. grazie del contributo.

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    6. Grazie per le risposte: dovrebbe essere questo, allora: http://www.sovraintendenzaroma.it/servizi_al_cittadino/pareri_urbanistici_ed_edilizi. Corretto?

      Quindi ci sarà da attendere i 60 giorni per il silenzio-assenso.

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    7. si è quella la pagina della procedura da seguire: all'istanza va allegato il progetto (lo stesso che poi si depositerà in municipio) ed una relazione descrittiva delle opere.

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    8. a completamento della disamina, la piscina va in DIA perché la circolare del dipartimento PAU del 2012 le cita espressamente tra le opere ricadenti in RE2, pertanto non essendo considerata nuova costruzione, va in procedura semplificata.

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  67. Buongiorno architetto, come ho scritto in altro suo blog, senza i suoi preziosi contributi il piano casa rimarrebbe indecifrabile. Le pongo il mio quesito sperando abbia tempo per rispondermi. Sono in attesa dalla Regione Lazio di N.O paesaggistico, art. 167 D.lgs 42/04 e sono interessato a presentare domanda per il Piano casa ma scade il 31 gennaio 2017.
    La mia domanda è la seguente: visto che le autorizzazioni tardano ad arrivare, posso presentare comunque il piano casa al Comune indicando che sono in attesa del nulla osta che se favorevole darà validità alla DIA/SCIA presentata entro il 31 gennaio 2017?? Oppure devo attendere prima l'autorizzazione paesaggistica e poi presentare DIA/SCIA che nel frattempo mi scade?
    Cordiali saluti

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  68. Buongiorno architetto, ho un dubbio sulla procedura da seguire per la seguente situazione: Edificio esistente, l'intervento consiste nell'ampliamento del parcheggio privato (realizzato con percorsi pedonali in battuto di cls e semplice posa di graniglia nella zona di posteggio auto). Nella zona dove è previsto il nuovo parcheggio una parte della superficie ricade sotto vincolo archeologico come fascia di rispetto da un bene puntuale (tav B PTPR). La mia domanda è: c'è bisogno della autorizzazione paesaggistica? C'è bisogno del parere della sovrintendenza anche se l'intervento non comporterà scavi oltre i 50cm?
    Grazie

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    1. dovrebbe essere soggetto a paesaggistico, ma dipende dal tipo di vincolo e da come compare nel ptpr.

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    2. Secondo il PTPR l'area sottoposta a vincolo è classificata come Area Archeologica. Al centro di quest'area si trova una linea archeologica.
      Così viene classificato il vincolo dal PTPR. Che ne pensa?

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    3. è in zona di rispetto archeologico dunque, secondo me serve comunque il paesaggistico.

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    4. La ringrazio! E grazie per questo blog!

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  69. buona sera architetto. sono Valentina e avrei una domanda.
    ti ringrazio della tua disponibilità e delle tue risposte sempre precise. dovrò fare una manutenzione straordinaria all'interno di un appartamento che ricade in una zona con vincolo dichiarativo art.136 dlgs 42_2004 beni d'insieme in una zona al di fuori delle mura aureliane. da quello che ho capito, dimmi se sbaglio, non dovrei preoccuparmi del parere della Regione. Al massimo di quello del Coque se cambio un infisso. ma per fare lavori interni di manutenzione straordinaria posso stare serena presentando unicamente la cila...spero. il problema c'è invece per l'attuale proprietario, visto che la mia amica deve ancora comprare da questo signore, perchè l'immobile ha svariati abusi all'interno, muri porte etc., che invece sono da sanare e a quel punto dovrà richiedere il parere della regione...grazie

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    1. le opere esclusivamente interne non sono soggette a parere paesaggistico, e questo vale sia per le opere di progetto che per quelle da sanare. se le difformità sono anche esterne, allora sì servirà un accertamento di compatibilità paesaggistica, i cui tempi però possono incidere notevolmente sulla trattativa di compravendita.

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  70. Ciao Marco, intanto grazie per il tuo fantastico blog, ti leggo spesso e sei di grande aiuto!
    Per un intervento di manutenzione straordinaria ho per ora verificato su “vincoli in rete” che non dovrebbe essere presente il vincolo ministeriale.
    Ho controllato anche sul PTPR, e l’immobile in oggetto, scusa l’ingenuità, si trova su una sottile striscia (200m di larghezza) in cui si vede solo aereofotogrammetria, senza alcun retino sopra … ma è circondata da aree retinate. Se sono riuscita ad interpretare la legenda, non ci dovrebbe essere vincolo paesaggistico!
    Per quanto riguarda le limitazioni comunali, l’intervento si terrà in un appartamento nella citta’ storica ma fuori delimitazione unesco/mura aureliane: precisamente in un tessuto t4 che in carta qualita’ tavola g1b rientra nella voce edifici e complessi moderni, nello specifico "complessi di edifici di rilevante interesse architettonico urbano e ambientale".
    Dunque se non ho capito male, si tratta di “Immobile senza vincolo puntuale ma inserito nella carta per la qualità” e occorre rivolgersi alla sovrintendenza di roma capitale anche per sole opere interne, e non al Coque?
    Grazie ancora,
    Valentina

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    1. si è così: è competente la sovrintendenza capitolina anche per opere interne in questo caso.

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  71. Buonasera Marco.
    Sono in procinto di acquisto di un immobile con una difformità urbanistica inserito in fascia con vincolo paesaggistico presso il quartiere appio latino, con il vincolo dato dal parco della caffarella.
    L'immobile è degli anni 50 e come spesso capita il costruttore non deposito il progetto di varianta, dopo che realizzò i balconi in modo non conforme al progetto...
    La Proprietà ha messo tutto in mano ad un tecnico che ha presentato la pratica in regione il 23.12.2016. Per la tua esperienza pensi che le tempistiche previste(180g) saranno rispettate? Una volta ottenuto il parere andrà presentata una dia/scia in sanatoria se non erro, i 30giorni sono plausibile per un parere?
    Grazie e complimenti per la tua preparazione ed il tuo lavoro

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    1. alla regione giurano che in 6 mesi lavorano la pratica, ma può volerci anche di più. trascorsi i 6 mesi senza risposta, chiedete al tecnico di tornare in regione a parlare col responsabile. Una volta ottenuto il parere occorre la sanatoria urbanistica da fars in DIA (ma per allora sarà SCIA). in quel municipio è verosimile che in un mese lavorino l'istanza di sanatoria, comunque dato che sarà una SCIA, è probabile che diventerà un atto acquisito al momento del deposito: ma questo lo vedremo solo quando sarà.

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    2. Grazie mille.
      Per la tua esperienza ci sono possibilità di esito negativo per questo accertamento di conformità paesaggistica, legato a differenze di prospetto del palazzo, legato a balconi realizzati diversamente dal progetto? I mq totali sono minori che da progetto ma un terrazzo singolo è invece separato in due balconi distinti, su uno dei quali era prevista una finestra e non la porta finestra che invece c'è.
      Come detto il problema è su ogni piano....

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    3. dipende dal vincolo e dalle prescrizioni specifiche del PTP. comunque ti conviene andare in regione a parlare con i tecnici.

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  72. Marco buongiorno,
    mi confermi che per un intervento di RC (modifica di rivestimenti e coloriture di prospetto esterno) per un immobile in città storica, tessuto T4, esterno alle mura aureliane, non c'è bisogno di parere né del Coque né della Soprintendenza? grazie

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    1. coque no, perché parte dalla RE in su. Sovrintendenza statale no, se il bene non è vincolato. Sovrintendenza capitolina no, se non è in carta per la qualità in qualunque tipo di vincolo.

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  73. Buonasera architetto e grazie per tutti i suoi preziosi consigli.
    Domanda: uffici che ricadono in carta per la qualità G1 e interni alle mura aureliane. E' necessario il parere della Soprintendenza capitolina e di quella statale? per tutte le opere o solo per quelle esterne? consideri che all'esterno in realtà si tratta solo di sostituire i vetri con dentro le veneziane che sono rotte (no gli infissi) e di sostituire la macchina esterna dei condizionatori che è tuttora posizionata su una loggia visibile su strada. Grazie

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    1. dipende se siamo in g1a o g1b. in g1a prevale sempre il vincolo che gestisce la SBAP, in g1b invece bisogna chiedere il parere alla capitolina per opere interne in immobili non vincolati SBAP, ed alla SBAP comunque per opere esterne. Se c'è in vincolo puntuale invece sempre solo SBAP.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.