Proseguono i miei post dedicati alle novità introdotte dalla Legge Regione Lazio 30 luglio 2025 n°12: stavolta il focus è sulla Legge Regionale 15/2008 dedicata alla vigilanza urbanistico-edilizia ed alle procedure di accertamento di conformità.
blog di aggiornamento e riflessione sulla professione tecnica di architetto e non solo, rivolto sia ai colleghi tecnici che agli avventori alle prese con il progetto di ristrutturazione della casa piuttosto che con i problemi urbanistici del proprio immobile.
Proseguono i miei post dedicati alle novità introdotte dalla Legge Regione Lazio 30 luglio 2025 n°12: stavolta il focus è sulla Legge Regionale 15/2008 dedicata alla vigilanza urbanistico-edilizia ed alle procedure di accertamento di conformità.
Il Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024 convertito con L. 105/24) benché pubblicato ormai quasi un anno fa continua a produrre novità. Abbiamo già parlato in questo blog di diversi aspetti di novità della norma che sono stati svelati nel tempo con vari provvedimenti (tra cui la pubblicazione delle linee-guida che nel presente blog ancora non hanno un proprio post) tra cui l'ultimo, in ordine di tempo, è rappresentato dalla pubblicazione della modulistica aggiornata: vediamo quali novità comporta questo nuovo provvedimento.
Il decreto salva-casa (D.L. 69/2024 e L. 105/2024) è ormai in vigore, nella sua veste definitiva, da oltre tre mesi dunque si inizia a stratificare una certa quantità di interpretazioni, di riflessioni e di proposte operative più o meno condivisibili. Uno dei punti che rimane ancora parzialmente oscuro o, almeno, forse non approfondito in modo specifico (almeno per quel che è capitato a me di leggere) è, quando si deve operare ai sensi dell'art. 36-bis, in quali casi occorra presentare la SCIA ed in quali il Permesso.
Talvolta è possibile imbattersi in dei documenti della propria casa (o locale commerciale), sicuramente datati, da cui si capisce che hanno a che fare con interventi di ristrutturazione eseguiti nel passato, ma che sembrano scritti in modo eccessivamente semplicistico rispetto alle pratiche edilizie "contemporanee": se avete avuto questa sensazione osservando dei documenti datati trovati nel cassetto, è probabile che vi siate imbattuti in una procedura edilizia depositata ai sensi degli articoli 26 o 48 della L. 47/1985
All’indomani della pubblicazione del decreto salva-casa (D.L. 69/2024) e della sua legge di conversione (L. 105/2024) è emersa in modo prorompente una problematica interpretativa che prima delle innovazioni apportate dal decreto citato risultava di scarso impatto, ovvero il fatto che nel TUE non è presente una esplicita e chiara definizione di quali sono le variazioni essenziali, se non il contenuto dell’art. 32 il quale dispone una serie di regole essenziali, demandando poi alle singole regioni lo sviluppo di definizioni apposite.
Le norme italiane, si sa, sono complesse ma nella loro complessità, spesso si generano dei controsensi temporali. Un caso particolare di questa complessità è quello che emerge dalla nuovissima versione dell'art. 34 bis comma 3 bis DPR 380/01 che è entrato in vigore proprio oggi, 28 luglio 2024, all'indomani della pubblicazione in gazzetta della L. 105/2024 di conversione del DL 69/24 "salva-casa".
Eccoci giunti al momento che in molti aspettavano, ovvero la pubblicazione di quelle che sono per ora delle bozze del possibile decreto legge sul "condono" - che, diciamolo subito, condono non è - annunciato dal Ministro Matteo Salvini già da qualche settimana. In questo post condividerò con i lettori delle prime impressioni "a caldo", comunque sul tema nei prossimi giorni organizzeremo dei webinar ed altre iniziative sull'argomento.
Una recente interessante sentenza (TAR Piemonte, Torino, sez. II, n°80/2022) mi spinge a fare un nuovo post, in particolare nel merito del concetto, recentemente innovato, delle tolleranze costruttive, nonché del rapporto tra agibilità e legittimità edilizia, concetto anch'esso di recente introduzione.
Oggi un post breve per riflettere attorno alla sentenza CdS n°3096 del 15 aprile 2021 (qui su Lexambiente). La sentenza entra nel merito specifico della legittimità di annullamento di un PdC rilasciato in accertamento di conformità in quanto a posteriori si è riscontrata l'assenza dei prescritti adempimenti per la realizzazione di strutture in zona sismica.
Si apprende che il Legislatore sta componendo un nuovo testo unico dell'edilizia, con completa riscrittura della norma, dunque in totale sostituzione dell'attuale DPR 380/01 del quale probabilmente non sentiremo la mancanza. In questo post, un mio breve commento sull'ipotesi, contenuta nelle bozze del testo, che porterà a delle innovazioni nel tema delle sanatorie edilizie.
la CILA è un titolo abilitativo (in verità ibrido, in quanto fino a non molto tempo fa era classificato tra le procedure delle opere di edilizia libera) che, come gli altri, può gestire sia interventi da eseguirsi, sia sanare opere già eseguite, purché, ovviamente, rientrino nell'alveo di competenza della procedura.
in questo blog si è parlato moltissimo di vincoli del Codice dei Beni Culturali (d.lgs. 22 gennaio 2004 n°42) ma in effetti mancava un post organico in cui ne descrivevo per sommi capi i dettagli e le differenze delle varie tipologie: cerco di rimediare con questo Post.
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| Immagine da Pixabay |
| nella foto, mansarda ristrutturata dal mio studio diversi anni fa |