giovedì 5 maggio 2016

Sentenza CdS su pergotende e chiusure laterali

Parliamo di pergotende, e, soprattutto, di chiusure laterali di tamponatura delle stesse: un tema davvero delicatissimo su cui, finora, non vi erano mai state sentenze chiare. Per fortuna invece adesso abbiamo una sentenza ampia, chiara, e che specifica finalmente quando sono da considerarsi autorizzabili, e quando no, le chiusure laterali delle pergotende.

Breve briefing sul discorso pergotende: queste sono considerate, dalle norme urbanistiche in generale ed in particolare dalle circolari interpretative di Roma Capitale come attività completamente libera, fatto salvo se in zone ricadenti in vincolo paesaggistico o storico-architettonico (nel qual caso vanno comunque autorizzate in SCIA, previo rilascio del nulla osta dell'ente tutore del vincolo). La pergotenda è definita come un elemento realizzato in struttura precaria (può essere anche in legno di sezione non proprio esigua), dotato di telo amovibile o retrattile, avente una struttura anche infissa (ma non "murata") alle pareti ed al pavimento, atta esclusivamente al sostegno del telo.

Grazie alle sue caratteristiche di precarietà, è esclusa dal dover rispettare le norme sulle distanze nelle costruzioni e non rileva nemmeno in tema di distanze di codice civile.

Quello che non è mai stato chiarito, almeno finora, era invece come dovessero essere interpretate le eventuali chiusure laterali a tamponatura delle strutture: c'era chi, come me, le considerava sempre una cosa del tutto vietata, e c'era chi invece si riteneva possibilista se le tamponature erano realizzate anch'esse in modo, diciamo, "precario", cioè in plastica o in telo anch'esse. Chi la pensava in questo secondo modo ha azzeccato l'orientamento del Consiglio di Stato.

Ora, la sentenza: CdS 1619 del 27 aprile 2016. Si derime una questione su un unico appartamento nel comune di Roma in cui sono state realizzate due tipologie diverse di pergotende (e qui sta il carattere di preziosità di questa sentenza, che tratta e distingue le due), entrambe composte da una struttura in "alluminio anodizzato" su cui scorre un telo in pvc, sempre entrambe dotate di chiusura trasparente nei timpani, ma distinte: la prima, più grande, chiusa su entrambi i lati liberi (si tratta evidentemente di due pergotende realizzate su dei terrazzi angolari, in cui due pareti sono già preesistenti) da teli avvolgibili in pvc trasparente; la seconda, più piccola, chiusa sempre su entrambi i lati liberi da infissi in vetro impacchettabili.

Della sentenza è importante cogliere tutte le sfumature, comunque l'estrema sintesi è la seguente:
  1. della pergotenda di maggiori dimensioni, si è considerato legittimo tutto l'insieme della struttura, compresa sia del telo orizzontale che delle chiusure verticali laterali in pvc trasparente;
  2. della pergotenda chiusa con i vetri impacchettabili, invece, viene considerato abusivo l'apposizione dei vetri, considerati chiusure alla stregua di ambienti chiusi e quindi non precari, ma non il resto della struttura.
Di questa decisione è dunque fondamentale rilevare che vi è, per la giurisprudenza, una sensibilissima differenza tra semplici chiusure in plastica trasparente, che coincidono con una visione di precarietà coerente con la definizione di base della stessa pergotenda, e gli infissi in vetro, anche se impacchettabili, che invece vengono considerati incompatibili con il carattere di precarietà e quindi suscettibili di trasformare l'utilizzo potenziale dello spazio, cosa che non si avrebbe invece con i soli teli in pvc trasparente. 

Ha senso soffermarsi sul concetto che, per il Consiglio, ha distinto le due tipologie, che è quello non tanto della precarietà (nella sentenza verrà chiaramente scritto che le strutture non sono considerabili come precarie, perché sono concepite per rimanere fisse) quanto quello della possibilità di configurazione di uno spazio atto a soddisfare esigenze non temporanee: posto che l'attenzione va focalizzata sulla tenda, che è elemento di chiaro utilizzo stagionale, la presenza del vetro nella pergotenda pià piccola, secondo il Consiglio va a configurare uno spazio che è suscettibile di essere utilizzato tutto l'anno, al contrario di quello con le chiusure in plastica, e, soprattutto, cambia il ruolo della struttura in alluminio di sostegno, che non è più solo sostegno della tenda ma diventa un vero e proprio telaio che costitusce a questo punto un vero e proprio ruolo edilizio. Lo spazio configurato della pergotenda con i teli in pvc laterali non si può configurare come spazio chiuso e delimitato e, pertanto, non ha i caratteri della consistenza e rilevanza che possono essere attribuiti ad una "costruzione": la struttura portante della pergotenda pertanto va vista come mero elemento portante della tenda, che è ciò che davvero configura la funzione del tutto.

Sulla questione della chiusura con elementi vetrati è successivamente subentrata una seconda sentenza sempre del Consiglio di Stato (la numero 1822/2016, sezione V) secondo la quale la chiusura con pannelli in vetro di uno spazio originariamente esterno configura sempre un ampliamento volumetrico, anche se i vetri sono amovibili: appunto perché non è l'amovibilità che può determinare il carattere di precarietà.

tornando alla sentenza di cui all'oggetto, è importante sottolineare anche che non rileva l'ancoraggio della struttura, il quale per il Consiglio deve necessariamente esserci essendo elementi esposti all'azione del vento. Vi è comunque da specificare, cosa che non si rileva nella sentenza, che un conto è un ancoraggio superficiale, effettuato con tasselli infissi anche nella muratura o nel calcestruzzo, e che è certamente compatibile con il carattere di precarietà, ma un altro conto possono essere strutture inserite all'interno delle murature o compenetrate in plinti o in massetti cementizi, che più facilmente si configurano come strutture stabili e, pertanto, individuabili come "costruzioni" soggette ad autorizzazione edilizia.


16 commenti:

  1. Gentile Architetto,
    La sua disamina è perfetta. Io (ci siamo già scritti in un altro post) abito in una zona soggetta a vincolo paesaggistico e pur avendo ottenuto il nulla osta dall'ente preposto il municipio insiste nell'interpretare le pergotende (peraltro le mie non hanno assolutamente chiusure laterali) come strutture che fanno cubatura e quindi soggette al 15% della sul.
    Non capisco una cosa: le norme urbanistiche applicate nelle aree vincolate non sono le stesse per le altre aree, a condizione che si ottenga il via libera dall'ente preposto?

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    1. in genere, a meno di specifiche limitazioni dell'area vincolata, la classificazione delle opere è la stessa della normativa generale, quindi se la pergotenda rispetta le caratteristiche della circolare dipartimentale, il municipio non può chiedere che sia interpretata come tettoia, a meno che non ci siano condizioni particolari.

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  2. Quindi se capisco bene, secondo questa sentenza, le chiusure laterali, se realizzate in vetro, anche se di tipo scorrevole e senza infisso, non sono mai realizzabili. Non è una questione di tipo di attività (libera o soggetta a SCIA). È corretto?
    Grazie

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    1. grosso modo sì, è corretto. Comunque il discorso vale in via generale solo per le strutture realizzate su superfici pertinenziali ad abitazioni residenziali.

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  3. Buonasera invio il mex del proprietario del primo piano che mi dice questo:

    "ho visto che l'assemblea è prevista già x giovedì e che si discuterà del gazebo e pergo tenda.
    Ho avuto modo di riflettere in questi giorni sulle tue proposte e sono arrivato alla conclusione che qualsiasi struttura fissa posta sotto il balcone compromette la sicurezza del primo piano. Per cui, purtroppo, con tutta la buona volontà non riesco proprio a venirti incontro. Ho rinunciato al piano terra per il primo piano ed ho investito soldi per allarme, inferriate, etc. pur di avere il buon livello di sicurezza attuale... dopo tutto ciò, sarebbe il colmo piazzarmi una struttura fissa sotto il balcone. Mettiti nei miei panni, l'ultima cosa che vorrei è creare ostacoli ma non posso proprio aiutarti.
    Tra l'altro, oltre ad un problema di sicurezza, il regolamento di condominio non prevede la pergotenda o strutture così invasive adiacenti ai balconi, ma al massimo un pergolato scoperto altezza standard e per legge le strutture fisse devono garantire il diritto di affaccio e di veduta appiombo, quindi non sarebbe neanche a norma se non dista 3m (orizzontale-verticale) dagli affacci sovrastanti, come x le piante.
    Il mio consiglio, per arrivare a giovedì con la possibilità che tu possa chiudere rapidamente la tua questione, è di valutare soluzioni diverse... anche un buon gazebo, non fisso e ad altezza standard, come quello che avevi, stile sig. Z., che se pur coperto mi creava un bel po' di spazio davanti al balcone.
    Se ne vedono di pergotenda o pergolati in giro ma spesso il piano superiore è dello stesso proprietario. A presto.
    Buona giornata.

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    1. i regolamenti condominiali possono imporre limitazioni di quasi qualunque tipo, comunque non è vero che le pergotende incidono sulle vedute: ne ho parlato negli altri post con tag "distanze".

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  4. Buonasera Architetto,
    a suo avviso, una eventuale chiusura dei lati di un portico preesistente con teli in pvc scorrevoli, potrebbe 'rientrare' nella stessa casistica ? In questo caso la struttura di sostegno dei teli sarebbe composta dalle colonne che sostengono il portico stesso. Grazie.
    Enrico Virgili

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    1. seguendo la linea interpretativa del Consiglio, secondo me no, perché la struttura del portico si configurerà come elemento di intelaiatura della chiusura in plastica, andando a cambiare l'uso potenziale dello spazio. il discorso secondo me vale limitatamente alle pergotende, dove la struttura su cui scorre la tenda è da intendersi come unicamente utilizzata come binario e non per sorreggere un qualcosa di fisso, come è nel caso della tettoia.

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  5. Gent.mo Architetto,
    Le chiedo lumi alla luce di questa nuova sentenza, quindi è ammissimbile senza alcun titolo abilitativo dotare una pergotenda, di timpani, frangivento e teli laterali senza quindi il tutto possa configurarsi come aumento di cubatura? Parliamo della possibilità di ottenere uno spazio esterno completamente chiuso/ermetico senza alcuna autorizzazione?
    Questo vuol far intendere la sentenza?
    La ringrazio per l'opportunità e l'attenzione.
    Cordiali saluti.

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    1. la sentenza usa, come sempre, i termini con grande attenzione: nel post mi sono sforzato di estrapolare da queste parole le varie sfumature. Non si tratta, però, di un espediente per fare ampliamenti "gratuiti", se questa è la domanda.

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    2. Scusi se insisto, non è mia intenzione indurla ad eventuali ammissioni, ma solo per far chiarezza, e capisco benissimo la prudenza su questioni che lasciano comunque sempre un minimo di interpretabilità.
      Lei scrive "Lo spazio configurato della pergotenda con i teli in pvc laterali non si può configurare come spazio chiuso e delimitato e, pertanto, non ha i caratteri della consistenza e rilevanza che possono essere attribuiti ad una "costruzione": la struttura portante della pergotenda pertanto va vista come mero elemento portante della tenda, che è ciò che davvero configura la funzione del tutto."
      Non capisco allora in relazione ad una pergotenda, perchè mi parla di "ampliamenti", sempre in riferimento ai miei quesiti.
      Felice se vorrà rispondermi ancora.
      Ringrazio nuovamente.
      Cordiali saluti

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    3. un aumento di cubatura, da lei citato nella prima domanda, è un ampliamento in termini urbanistici. La pergotenda anche se chiusa da timpani non si configura comunque come tale, perché non produce implicitamente modifica della destinazione d'uso. Tuttavia può configurarsi un uso improprio, secondo me: cioè se si realizza una pergotenda, chiusa con timpani, avvolgibili in plastica verticali, il tutto sigillato, e si modifica lo spazio interno per esempio installando il parquet, ampliando gli impianti o addirittura elminando gli infissi che separano spazio interno dallo spazio "sotto pergotenda" allora certamente questo sarà visto come aumento di cubatura.

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    4. La ringrazio per la disponibilità e le precisazioni.
      Ora ho ben compreso cosa volesse intendere con "ampliamenti "gratuiti"".
      Cordiali saluti.

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  6. Gentile collega,
    ti sottopongo il seguente quesito:
    nell'installare una pergotenda su un balcone, con fissaggio della struttura (traverso orizzontale alto) sulla parete di facciata dell'appartamento (con finestre e portefinestre),
    possono, a tuo avviso, essere considerati alterati i rapporti aereoilluminanti (luce e ricambio d’aria) dei locali che si affacciano sul balcone "chiuso", nel caso di apertura completa della tenda e dei teli (pvc) verticali perimetrali ?

    Secondo te, vengono meno le condizioni igienico-sanitarie previste dal regolamento edilizio,
    tale la problematica è stata riscontrata anche nel caso delle serre bioclimatiche.

    Grazie e Saluti

    Daniele Serretti



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    1. le tende secondo me non alterano i rapporti aeroilluminanti: lo fanno invece le tettoie fisse, ma non come rapporto in sè, quanto piuttosto perché influisce molto negativamente sul fattore medio di luce diurna. tuttavia, non ho mai colto nei municipi una sensibilità rispetto a questo aspetto.

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    2. Grazie del confronto.

      Saluti

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.