mercoledì 13 aprile 2016

sovrintendenza e silenzio-assenso

Quando si ha a che fare con un immobile sottoposto a vincolo, che sia puntuale (nel caso di singoli edifici interessati da provvedimenti di tutela diretta), o areale (nel caso dei vincoli paesaggistici, per esempio), una delle prime cose che vengono chieste a noi tecnici è se si applica il silenzio-assenso. In questo post vedremo quando si applica questa procedura e quando no.
Dividiamo anzitutto i vincoli in due grandi famiglie, già accennate prima: i vincoli puntuali, che riguardano a volte singole parti di un edificio o, più di frequente, interi edifici o interi isolati; i vincoli areali, cioè intere aree soggette a vincolo senza specificità nei singoli edifici inseriti nel tessuto tutelato.

Nel primo caso, quello dei beni vincolati puntualmente (ma, più in generale, parliamo di beni culturali così come definiti nella parte seconda del codice dei beni culturali), la procedura di autorizzazione ai lavori si espleta direttamente presso la sovrintendenza statale, cui è affidata la tutela nella quasi totalità dei casi di vincolo ministeriale: la domanda si deposita direttamente presso questi uffici e segue le indicazioni dell'art. 22 del D. Lgs. 42/2004 secondo cui il richiedente deve attendere l'esito dell'istruttoria della sovrintendenza. Nell'articolo c'è scritto che l'ufficio provvede entro 120 giorni dalla richiesta, ma il termine non prevede il silenzio-assenso, tant'è che nello stesso articolo viene richiamata la possibilità di procedere avverso il silenzio dell'amministrazione, seguendo i dettami di un articolo (art. 21 bis della L. 1034/1971) che, però, non esiste più (è stato abrogato nel 2010, ma il codice dei beni culturali non è stato aggiornato). Di fatto, dunque, la Legge impone un tempo entro cui l'amministrazione dovrebbe evadere la richiesta, ma questo non equivale al silenzio-assenso.

Nel secondo caso, quello dei vincoli areali (ma, più precisamente, parliamo di beni paesaggistici così come definiti nella parte terza del codice dei beni culturali), la procedura di autorizzazione è descritta all'art. 146 del codice dei beni culturali, fermo restando il fatto che all'art. 149 sono descritti gli interventi che è possibile fare senza autorizzazione. Per capire invece la distinzione tra opere che possono andare in procedura semplificata, si deve fare riferimento al DPR 139/2010.


Mentre per i beni puntuali è sempre responsabile il ministero, e quindi c'è uniformità di modalità di autorizzazione su tutto il territorio nazionale, la parte terza del codice è demandata alle Regioni, le quali possono essersi dotate di norme specifiche per regolare la procedura autorizzativa. Il Lazio si è dotato della legge 59/1995 (fatta quindi quando era in vigore ancora la vecchia normativa e quando ancora non c'era il DPR 139/2010, ma è valida tuttora) con la quale ha demandato ai Comuni (cioè li ha subdelegati) la competenza sulla procedura autorizzativa per alcune tipologie di interventi. Occorre specificare che non tutti i comuni del Lazio sono stati subdelegati, quindi la prima cosa da fare è vedere se il comune che ci interessa è nell'elenco dei comuni autorizzati: se non c'è, la domanda va inviata comunque alla Regione.

Nella Regione Lazio le opere che devono essere autorizzate attraverso il comune sono quelle meno invasive che vanno, sintetizzando estremamente, dalla manutenzione ordinaria al risanamento conservativo e che sono indicate nella legge regionale sopra indicata (attenzione: questa distinzione vale appunto solo nel Lazio, anche se altre regioni potrebbero essersi dotate di procedure analoghe se non identiche) e che ricomprendono le opere che vanno in autorizzazione paesaggistica semplificata ai sensi del DPR 139/2010; dalla ristrutturazione edilizia* in su, invece, l'autorizzazione va comunque depositata presso la Regione. In entrambi i casi, l'amministrazione invia alla sovrintendenza la documentazione solo dopo aver emesso un primo parere sulle opere progettate: dato che questa prima fase valutativa dell'amministrazione (che può avere esito negativo) può impiegare un certo tempo, non è detto che la documentazione verrà inviata alla sovrintendenza in tempi brevi, dunque sebbene è vero che la legge consente il silenzio-assenso dopo 60gg per l'intera procedura, è sempre necessario attendere la conclusione dell'iter. Generalmente, la procedura si esaurisce verosimilmente in 4-5 mesi, quantomeno a Roma (e comunque escluso il discorso del centro storico, di cui parlerò più avanti).

* alcuni interventi che definiremmo di ristrutturazione edilizia, come la modifica dei prospetti, sono ricompresi tra quelli autorizzabili in semplificata, dunque attenzione alla distinzione.

Attenzione: non sono mai valide le autorizzazioni paesaggistiche inviate direttamente alla sovrintendenza (ma leggasi dopo nel caso specifico di Roma) senza passare prima per la Regione, perché si ha violazione procedurale: queste domande non vengono neanche trattate dall'ufficio, nel senso che neanche vi risponderanno per dirvi che sono invalide.

A questo punto potremmo farci una domanda emblematica: il vincolo che ricade sul centro storico di Roma, i cui confini coincidono grosso modo con il tracciato delle mura Aureliane ma che è chiaramente e precisamente individuato sempre nel PTPR, è del primo o del secondo tipo? in realtà, il vincolo di centro storico di Roma, sebbene a differenza di quasi tutti gli altri centri storici italiani abbia in più l'importante riconoscimento dell'UNESCO come patrimonio dell'umanità, e sebbene ancora si sia in attesa di un regolamento di gestione diretto del vincolo, si può consideare assimilabile altri vincoli paesaggistici imposti dal PTPR, pur non essendo esattamente la stessa cosa. Data la particolarità del sito, Roma Capitale e la Sovrintendenza Statale hanno sottoscritto un apposito protocollo d'intesa che regolamenta le procedure autorizzative in questo caso specifico.

A conferma del fatto che il vincolo sul centro storico di Roma è assimilabile a quelli del tipo paesaggistico vi sono, appunto, i periodi di silenzio-assenso: nello stesso protocollo d'intesa è specificatamente indicato che la sovrintendenza, a cui solo in questo caso va inviata direttamente la domanda, ha 45 giorni di tempo per rispondere e, comunque, trascorsi 60 giorni si prescinde dal parere medesimo.

Nel protocollo d'intesa non è specificato come e se si possa procedere nel caso di accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell'art. 167 del codice dei beni culturali: teoricamente, essendo appunto il vincolo prettamente paesaggistico, la procedura può comunque trovare applicazione, ma sulla questione nello specifico non sembrano esserci percorsi amministrativi codificati. Si potrebbe ipotizzare che essendo una procedura appunto non specificatamente definita, potrebbe seguire la procedura generale che prevede l'invio della domanda alla Regione Lazio.

Può essere utile riepilogare qualche indicazione per operare nel centro storico di Roma, su palazzi non vincolati specificatamente:
  •  il vincolo riguarda sempre tutte le porzioni esterne degli edifici, dunque non solo ovviamente le facciate ma anche i tetti, i lastrici solari, le facciate interne (cioè non su suolo pubblico) ma anche le chiostrine;
  • il nulla osta della sovrintendenza va chiesto anche per opere minori, come p.e. il restauro di un cornicione, di un marcapiano, la sostituzione del pavimento di un lastrico solare, o anche semplicemente per la sostituzione di persiane o finestre (a meno che non siano di fattura, materiali, dimensioni e colori identici agli originali - anche se pure qui c'è chi ritiene che vada comunque chiesto il parere);
  • generalmente non vengono autorizzate variazioni dell'aspetto esteriore, come p.e. la realizzazione di nuove forature (finestre o anche solo i fori per i condizionatori) ma se gli interventi rientrano in un complesso di opere sull'intero fabbricato per un adeguamento sia estetico che tecnologico, possono essere autorizzate modifiche;
  • non è quasi mai possibile autorizzare nuove canne fumarie o, in generale, nuovi elementi impiantistici con rilevanza esterna;
  • occhio comunque anche agli altri vincoli che si trovano nella capitale.
può in generale tornarvi utile questa mappa realizzata su base google maps che vi indica la perimetrazione dei rioni di Roma.


7 commenti:

  1. buona sera Marco,
    ho il seguente quesito, a proposito (forse) di silenzio-assenso in sede al metodo di lavoro della SBAP per Roma.
    volendo muovermi in via ufficiale documenti alla mano nei confronti della committenza interessata, in Marzo ho deciso di inviare richiesta di "rilascio di certificazione di esistenza di provvedimento di tutela ai sensi del Dlgs. 42/2004 e smi" per un immobile. online c'è esplicitamente scritto che tale richiesta si deve inviare per posta all'indirizzo della SBAP per Roma. ho inviato la raccomandata in data 26 Marzo, risulta ricevuta in data 30 Marzo. ad oggi, a distanza di 22 giorni dalla ricezione (festivi compresi), non ho ricevuto comunicazioni di alcun tipo. secondo la tua esperienza come devo interpretare tale silenzio...devo aspettare i 30 gg. lavorativi? e qualora passino in silenzio anche i 30 gg. lavorativi...si deve dedurre che non ci sono vincoli da certificare (come personalmente ritengo probabile)?...oppure per avere un minimo di certezze sarò costretto a recarmi di persona presso la SBAP (cosa che avrei voluto evitare)? grazie;)

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    1. La certificazione di vincolo presuppone una risposta da parte dell'ufficio: devi aspettare purtroppo. l'ultima che ho fatto è arrivata dopo una quarantina di giorni.

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    2. arrivata oggi 2 maggio via posta ordinaria portalettere delle PT...sulla busta c'è il timbro del CMP di Fiumicino del 22 Aprile...la SBAP aveva risposto anche prima dei 30 giorni, però poi purtroppo è capitato il super ponte...:)

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  2. Buongiorno,
    sono lo stesso che ier le ha posto il quesito sui soppalchi; a proposito dell'asssurdità del parere preventivo prescrittivo anche per CILA riguardanti interventi esclusivamente interni alle unità immobiliari ricadenti all'interno di edifici non sottoposte a vincolo diretto, rientranti però in uno dei tematismi della carta della qualità, ho letto qui e in giro,nonchè parlato con dei colleghi riguardo alla prassi consolidata in alcuni municipi circa l'accettazione della CILA quando è accompagnata almeno dalla richiesta di parere protocollata; tralasciando i rischi paventati dai tecnici dei vari municipi capitolini riguardo alle conseguenze di un inizio lavori senza che sia nel frattempo sopraggiunto l'esito della richiesta (mi viene da pensare che siano minimi dal momento in cui viene suggerita questa prassi), mi chiedevo se si potesse ancora utilizzare questo stratagemma con la nuova modalità di presentazione telematica al SUET delle CILA e se sì, in che modo.
    Grazie!

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    1. non ho ancora sperimentato ma immagino di no. tuttavia sembra prossima l'approvazione di una circolare - o deliberazione, non si è capito - che liberalizzerà la questione.

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    2. le ho posto un quesito collegato a questo nel post "carta per la qualità: istruzioni per l'uso"
      Grazie!

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  3. Buonasera, per il sopralluogo preliminare per installazione di una velux serve il parere di un ingegnere o va bene anche un geometra?

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.