sabato 16 luglio 2016

decreto SCIA 2: cosa cambia nella sostanza

Tra poco dovrebbe essere pubblicato il Decreto Legislativo "SCIA 2" (ancora non ha un numero ufficiale perché non ancora pubblicato in gazzetta) che andrà ad apportare alcune modifiche al DPR 380/01. Questo post si basa sulla bozza di decreto messa a disposizione da Edilportale. In questo post, vorrei brevemente capire con voi cosa andrà a cambiare nella sostanza.
[28 nov 2016] il decreto "scia 2" é stato pubblicato in gazzetta il 26 novembre 2016 ed ha preso il nome di d.lgs. 222/2016. Le amministrazioni interessate avranno tempo fino a giugno 2017 per adeguare le procedure alle nuove disposizioni. Il testo di questo post l'ho parzialmente aggiornato al testo definitivo, in quanto la bozza di decreto era un po'diversa, ma più nella forma che nella sostanza.

il decreto si compone di due parti: il corpo del decreto vero e proprio, di poche pagine, che contiene le modifiche da apportare al DPR 380/01, ed un allegato molto corposo, che contiene delle tabelle nelle quali viene specificata la corrispondenza tra titolo edilizio e tipologia di opera. Il decreto interviene anche nel definire meglio anche la SCIA commerciale, ma in questo post mi occuperò solo dell'aspetto edilizio.

il Decreto impone a diverse amministrazioni di produrre, entro 60 giorni dalla pubblicazione, il "glossario unico" delle definizioni normative in ambito edilizio, del quale parlerò quando sarà definitivamente pubblicato.

Interessante il disposto dell'art. 1 comma 3, secondo cui le amministrazioni devono fornire gratuitamente l'attività di consulenza funzionale all'istruttoria in relazione alle attività individuate nell'allegato: questo disposto di fatto obbliga l'amministrazione ad aiutare il tecnico privato nella redazione dell'istanza qualora questi abbia difficoltà con l'interpretazione della singola amministrazione su qualche specifico aspetto applicativo. Purtroppo per quanto il governo possa scrivere definizioni e normative, finché saranno i singoli comuni ad accogliere le istanze edilizie, questi avranno sempre un loro margine di interpretazione. Con questa frase diventa istituzionalizzato il rapporto di collaborazione e dialogo che deve sempre esserci tra pubblico e privato.

Qui di seguito commenterò prima le modifiche introdotte al DPR 380 nella prima parte del decreto e, successivamente, parlerò della tabella A.

MODIFICHE AL DPR 380

Le modifiche apportate al testo unico dell'edilizia sono abbastanza diffuse ma tutto sommato si possono sintetizzare nelle seguenti:
  1.  viene introdotta, nella L 241/90, un doppio regime di SCIA: quella di cui all'art. 19, ovvero la SCIA che già conosciamo, e quella di cui all'art. 19bis e la SCIA unica: rimando ad un eventuale successivo post l'approfondimento riguardo a questa differenza.
  2. scompare la CIL, ovvero la semplice comunicazione non asseverata, in quanto il decreto abroga i commi 2 e 4 dell'art. 6 che vi facevano riferimento, spostando gli interventi ivi previsti sotto il comma 1 dell'art. 6, cioè attività totalmente libera. Forse questa è una delle novità più interessanti stante il fatto che la CIL prduceva delle incongruenze evidenti, come quella di avere un costo amministrativo (per Roma 250 euro circa) per autorizzare opere del tutto minori (pavimentazione spazi esterni) o di risparmio energetico (installazione pannello solare per Acs);
  3. la CILA avrà un articolo tutto per sè, il 6 bis, ma nella sostanza non cambia nulla rispetto all'attuale procedura, anche se non ha più un elenco definito di interventi edilizi di competenza ma semplicemente gli vengono attribuite quelle di tutto ciò che non è normato negli altri articoli: di fatto dunque la CILA diventa competente per tutto ciò che esplicitamente non ricade in attività libera, in SCIA o in Permesso. Viene in parte modificata, ma di fatto rimane, l'ambigua indicazione relativa alla variazione catastale, che obbligherebbe ad allegare al fine lavori della CILA la modulistica per la variazione catastale, che il Comune dovrebbe inviare all'agenzia delle Entrate: il legislatore sembra voler ignorare il funzionamento dell'aggiornamento catastale, che il tecnico esegue prima del fine lavori. Di fatto si tratta di un dispositivo che non ha senso.
  4. la DIA scompare definitivamente, dopo che, ultimamente, era stata relegata solo ad alcune limitate funzioni residuali (come nell'applicazione dell'art. 22 comma 3 - che diventerà art. 23 comma 01 dopo la pubblicazione di questo decreto - o, a Roma, nei cambi d'uso tra categorie differenti in immobili non adibiti ad esercizio d'impresa): si chiamerà adesso SCIA, ma, nella sostanza dei fatti, non cambia gran ché in quanto le opere che sono soggette ad onerosità continueranno ad esserlo. Chi sperava che con la SCIA almeno si eliminassero i 30 giorni di silenzio assenso rimarrà deluso, perché se la SCIA è in alternativa al Permesso, ha comunque tale dispositivo: insomma cambia davvero esclusivamente il nome;
  5. la procedura per il rilascio del certificato di agibilità si trasforma nella "segnalazione certificata di agibilità": sostanzialmente, oltre a cambiare nome, l'unica altra cosa è l'implicita trasformazione in una comunicazione in cui la responsabilità ricade esclusivamente sul tecnico asseverante; per il resto, come detto, proceduralmente non cambia gran ché.
come visto insomma ci sono molte cose che cambiano nome ma pochi cambiamenti concreti alle procedure reali che noi tecnici andremo a realizzare di qui a poco.

INTRODUZIONE DELLA TABELLA A

Come detto, il decreto è composto anche da un corposo allegato, la Tabella A, in cui viene dettagliata la corrispondenza tra tipologia di intervento e titolo edilizio richiesto. in sostanza, si tratta di una tabella in cui vengono risintetizzati i temi già trattati nello stesso decreto (e nel DPR 380/01), dunque, anche in questo caso, non viene di fatto detto o introdotto nulla di sostanzialmente nuovo. Anche qui, forse la novità più interessante potrà essere il glossario che il decreto chiede al ministero delle infrastrutture, che potrebbe aiutare a definire meglio i contorni di validità delle singole procedure nei casi non chiaramente riconducibili a nessuna casistica.

Si possono comunque notare alcune novità contenute nella tabella A che andranno a modificare la prassi per esempio nella città di Roma. Le sintetizzo qui appresso senza pretesa di esaustività:
  1. a seguito dell'eliminazione della CIL, come visto sopra, diventano attività totalmente libera le pavimentazioni esterne (punto 27) e l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio delle singole unità (punto 28). I pannelli solari non sono esplicitamente trascritti nella tabella, ma sono citati nel nuovo art. 6 comma 1; se in zona A di PRG sono comunque soggette a CILA (in realtà non è specificato ma secondo me vi ricade come clausola residuale di cui al punto 30);
  2. vengono ampliate le competenze della CILA ad ulteriori opere tra cui anche le varianti ai permessi di costruire con anche modifiche di sagoma (in immobili non vincolati, punto 35), la realizzazione di pertinenze (punto 34), ed altro. Ciò potrebbe pensare al ritorno in auge della CILA in variante alla CILA, attualmente di fatto scomparsa;
  3. interessante la distinzione, prima assente, tra manutenzione straordinaria leggera e pesante: la prima è quella che conosciamo, e che rimane in CILA, la seconda si ha quando l'intervento riguarda le strutture, e rimane, come oggi, in SCIA. 
  4. Anche nel risanamento conservativo viene individuata la distinzione tra leggera e pesante: stavolta la differenza è sostanziale in quanto nella prima si opererà in CILA, nella seconda in SCIA, posto invece che adesso si operava sempre in SCIA. il RC leggero contempla opere anche di installazione nuovi impianti a servizio delle unità edilizie (posto che sarà indispensabile attendere la pubblicazione del glossario) e si potrebbe quindi pensare che in CILA possano rientrare anche l'installazione di caldaie esterne o anche le relative canne fumarie (sarà difficile ma vedremo il glossario), operazioni che oggi vanno in SCIA o DIA; il RC pesante si distingue dal leggero solo quando interessa parti strutturali dell'edificio. Viene pertanto reso molto simile alla manutenzione straordinaria per quanto riguarda il regime autorizzativo. In ciò vi è variazione rispetto a prima perché il RC ricadeva sempre in SCIA, quantomeno a Roma;
  5. anche gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche vengono ora distinti in leggeri e pesanti: sono leggeri (punto 21) quando non comportano realizzazione di ascensori esterni e in generale quando non riguarda la sagoma, e vanno in attività totalmente libera; sono pesanti (punto 22) in tutti gli altri casi, compresi ascensori esterni, e vanno in CILA;
  6. per quanto riguarda la ristrutturazione edilizia, si va a confermare l'interpretazione romana che si è sempre data: è pesante (ex art. 22 comma 3) quando contempla la modifica di prospetti e volumi e quando, in zona A, contempla mutamento di destinazione d'uso urbanisticamente rilevante, e andrà d'ora in poi in SCIA o in autorizzazione; negli altri casi si parla di ristrutturazione leggera (punto 6): qui rispetto a prima non cambia veramente nulla, prima era DIA (art. 22 comma 1 o art. 22 comma 3) ora si chiamerà SCIA;
  7. riguardo al mutamento di destinazione d'uso, di cui al punto 39, vi è invece un inasprimento delle procedure: oggi vanno serenamente in DIA, mentre invece per come sono indicati andrebbero d'ora in poi in permesso di costruire (ma con silenzio-assenso);
le porzioni successive della tabella riguardano ulteriori dettagli relativi alle procedure da adottare in caso di presenza di vincoli; prosegue ancora con la descrizione dei procedimenti da seguire DOPO l'esecuzione dei lavori, ma qui in diversi punti si contraddice con la normativa stessa. per esempio, il punto 102 sembrerebbe dire che dopo l'installazione di un impianto solare bisognerebbe inviare una comunicazione, ai sensi del d.lgs. 28/2011 art. 7: ma questo articolo parla di comunicazione preventiva ai lavori, e non successiva, ed in ogni caso il decreto che stiamo commentando sposta invece l'intervento nell'attività totalmente libera. Speriamo che in sede di avallo definitivo questa ed altre piccole incongruenze vengano risolte.

24 commenti:

  1. Salve architetto Campagna
    Sono un giovane collega ,anche se ancora alle prime armi, che le scrive per prima cosa per ringraziarla per il suo blog e per i suoi post sempre interessantissimi ed esplicativi, e poi soprattutto per chiederle un consiglio in merito ad un intervento di ristrutturazione edeilizia qui a Roma.
    Si tratta della ristrutturazione edilizia di un appartamento (no vincoli, no ricadente all'interno della carta qualità)che necessita sia di opere di manutenzione ordinaria che straordinaria , opere interne ed all'esterno ,essendo un piano terreno, ed in più con l'esistenza di spazi di pertinenzialità non proprio in regola dal pv autorizzativo.
    Le spiego meglio quali sono gli interventi previsti:

    LE OPERE INTERNE SONO:
    diversa distribuzione spazi interni, demolizione ricostruzione tramezzi e/o vani porta, impianti da mettere a norma e nuovi da realizzare, nuova destinazione uso realizzazione nuovo vano,opere di pittura,ecc.
    ma soprattutto anche L'ESISTENZA DI OPERE INTERNE NON DICHIARATE (unica LETTO che invece è diventata con un tramezzo divisorio attualmente L1 e L2).

    LE OPERE ESTERNE SONO( TUTTE NON AUTORIZZATE):
    ESISTENZA TETTOIA (almeno inferiore ail 15% SUL e a 3m di altezza)
    PENSILINA (INFERIORE A 120 CM)
    Presenza di un CANCELLO CARRAIO.

    INOLTRE si vorrebbe affiancare alla pensilina esistente, da sanare, una NUOVA PENSILINA.

    Ora la mia prima domanda è:" trattandosi di più interventi e riguardando diversi permessi autorizzativi si può PRESENTARE UN'UNICA PRATICA? E QUALE?"
    Io avrei pensato a un DIA IN SANATORIA, sbaglio?quanto è onerosa? cosa e quanto rischia per l'abuso il richiedente?

    Seconda domanda :"come va rappresentato negli elaborati l'esistenza di un abuso? "
    un pò come una planimetria demolizioni/ricostruzioni con legenda e uso di colori? cosa si deve indicare ulteriormente?qulche dato fondamentale?data abuso per esempio?


    Sono davvero in confusione, anche perchè dopo questo suo ultimo post relativo al DECRETO SCIA 2..ho ancora più dubbi..nel senso mi conviene allora temporeggiare attendere l'ufficialità del nuovo decreto almeno per ovviare il periodo dei 30 giorni da attendere in caso di presentazione di una DIA? Potrebbe essere più semplice e/o meno oneroso?

    Anticipatamente la ringrazio per una sua certa attenzione , attendo fiduciosa un suo sicuramente puntuale chiarimento ed aiuto.

    Buona Giornata
    B.U










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    1. Ciao: la prossima volta evita di scrivere interventi così lunghi, se hai questioni complesse scrivimi via email, oppure cerca di essere sintetico. Le opere attualmente vanno in DIA in accertamento di conformità; se non ci sono vincoli non devi fare nulla di più della stessa pratica. Per calcoalre l'onerosità, leggi gli altri numerosi e corposi post sull'argomento. IN ogni caso, la cosa più importante è partire dall'ultimo stato legittimato dell'immobile (leggi il post sui documenti per la legittimità).

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  2. buon giorno architetto
    nel presentare una scia per apertura canne fumarie il mio cliente vorebbe creare un forno a legno in muratura ,U.I. uso commerciale nuova apertura pizzeria, il forno essendo in muratura lo devo disegnare nel progetto giusto?

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    1. è una attrezzatura quindi secondo me non è soggetta a normativa urbansitica, ma può essere indicato rappresentarlo.

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  3. Buonasera architetto, alla luce della nuova legge secondo lei ci sono variazioni rispetto al passato riguardo la sostituzione degli infissi?
    Grazie anticipatamente

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    1. non mi pare di scorgere variazioni in tal senso nella bozza di decreto, comunque è sempre bene attendere la veste definitiva.

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  4. buonasera architetto, grazie sempre dei preziosissimi contributi. Per quanto riguarda un'opera strutturale all'interno di un vano (la rimozione di un setto e la sua sostituzione con sistema trave pilastro) fermo restando che è tutto regolarmente calcolato e protocollato al genio in attesa di autorizzazione, la SCIA che ne consegue può essere protocollata a mano? Non ho ancora capito se SUET o simili sono in grado di offrire già il servizio telematico. E' contestuale o ha dei tempi di attesa poi?
    grazie di nuovo

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  5. aggiungo un aspetto che ho sottovalutato per una risposta completa. Dobbiamo anche realizzare due aperture che insistono sul terrazzo privato. Sostanzialmente dal salone al terrazzo di proprietà. Ho bisogno di una DIA? A questo punto non riesco a far rientrare le due opere (quelle strutturali e quelle sui prospetti) in un unico titolo abilitativo?
    di nuovo grazie

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    1. se si scofnina nella RE, occorre una DIA, la quale può ovviamente ricomprendere gli interventi soggetti a SCIA, sotto un unico titolo.

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    2. grazie marco delle tue risposte sempre così puntuali. Leggevo più attentamente il testo della riforma e se ho capito bene fa ricadere in SCIA anche gli interventi di ristrutturazione che implicano modifiche sostanziali come variazioni alla volumetria e ai prospetti, cambio di destinazione d’uso degli edifici nei centri storici e cambio di sagoma degli edifici vincolati. Diciamo le tre categorie per cui a mio avviso più comunemente in una ristrutturazione si sconfinava nella superDIA. Varrebbe quasi la pena per quelli che come me hanno gli operai con il demolitore in mano attendere dodici giorni e procedere con il nuovo titolo, non trovi?
      grazie un saluto

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    3. se leggi bene nel decreto o nell'allegato, c'è scritto che le SCIA che andranno in art. 22 comma 3 avranno sempre i 30 giorni di silenzio-assenso. Dunque è solo ed esclusivamente un cambio di nome, il resto rimane uguale.

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  6. però scusa io personalmente rilevo una discrepanza. Innani tutto il comma 3 dell'art. 22 è stato abrogato dalla riforma. Lo esprime chiaramente il decreto 222 del 2016 (uno dei decreti attuativi della riforma Madia) al capo f) punto 4). Sempre lo stesso decreto al punto 3) dell'art. 2) rimanda all'art. 19 della legge 241 del 1990 per quei casi in cui in tabella A (allegata al decreto) venga indicata la SCIA come procedura necessaria per le opere del caso. Ora, la discrepanza. La tabella A dice di attendere i 30gg, la legge a cui il decreto rimanda per le procedure dice che la SCIA parte subito. A mio parere, ma giusto a titolo informativo, ciò può dare adito ad interpretazioni.

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    1. concordo, ma finché rimarrà la dicitura nella tabella allegata, anche se non presente esplicitamente nella normativa e nell'attesa di un pronunciamento interpretativo, vedrai che le amministrazioni intenderanno i permessi come soggetti a silenzio-assenso.

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    2. Sono anche io d'accordo con te. Ho un po' paura da un lato poiché le procedure troppo soggette ad interpretazione aprono gineprai che ben conosciamo. Dall'altro può essere spazio di azione di cui approfittare in un certo senso, tutto stà al buonsenso di chi opera e di chi giudica. Grazie del confronto sempre utile Marco spero con il mio punto di vista un po' provocatorio di aver arricchito il dibattito. Un saluto

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  7. In merito al cambio d'uso, il punto 39 si riferisce a quelli urbanisticamente rilevanti. Ma se il cambio d'uso fosse non rilevante basterebbe una cila?

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  8. ho notato una cosa "strana": nella tabella A allegata al decreto, la voce manutenzione straodinaria è diversa dalla definizione dell'art. 3 che è invece rimasta immutata. Mi riferisco sempre al cambio di destinazione d'uso: in tabella A, si dice che con la manutenzione straordinaria leggera (quindi in CILA) si possono effettuare interventi che non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d'uso rimandando all'art. 3 e 6bis. Ma se si va a leggere l'art. 3, nella manutenzione straordinaria non rientrano interventi che comportino (genericamente) mutamenti della destinazione d'uso. Contraddizione?!

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    1. non è secondo me scritto nella formulazione più corretta, comunque i cambi d'uso in CILA esistono dal 2012 e sono quelli effettuati in immobili ad esercizio d'impresa. non credo comunque sia del tutto corretto dire che sono opere di MS.

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  9. Gentilissimo Marco, condivido un feedback sul decreto SCIA2 dopo un incontro con un tecnico del 5° municipio. Mi è stato confermato che a Roma non si è mosso ancora niente (hanno tempo fino a Giugno 2017 mi ha detto), pare che verrà pubblicato un quadro degli interventi e relative procedure amministrative (magari!) e riguardo al discorso del "restauro e risanamento conservativo leggero" in CILA sembra che ci dovrebbero rientrare i fori di areazione e ventilazione di bagni, caldaie e cucine; per gli infissi con partizione diversa non si sa... comunque tutto sul vago e sul potrebbe, dipende, secondo me...
    Per quanto riguarda la modulistica da utilizzare mi ha detto di usare quella della Regione Lazio (lunghissima!)e che quella che si trova sul sito del Comune non va più bene dal dicembre 2014. Ma a te risulta questo?

    Ti ringrazio, saluti

    Gabriele

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    1. ciao grazie del feedback. Sull'applicabilità del decreto ci sono visioni veramente differenti, anche all'interno dello stesso ufficio. Secondo me la legge stessa parla chiaro: se le amministrazioni non lo recepiscono espressamente, il decreto entra in vigore solo a giugno p.v.. sulla modulistica SCIA, io di recente ho usato quella del comune (in altri municipi) e nessuno mi ha fatto questioni.

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  10. Gentile arch. Campagna, le chiedo se al momento e' stato recepito il decreto Scia 2 , in qunto dovrei far installare un piccolo impianto Fv a servizio di un edificio fuori dal centro storico nel municipio IX e volevo sapere se occorre presentare ancora la Cil e quindi pagare 251 euro,

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    1. ufficialmente il comune non ha ancora recepito nulla, dunque si deve attendere la scadenza naturale del 30 giugno.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.