giovedì 21 maggio 2020

ecobonus al 110%: facciamo il punto

a valle della definitiva approvazione del Decreto Rilancio (il quale è un Decreto Legge dunque deve essere convertito in legge entro 60 giorni e potrebbe nel frattempo subire modifiche) possiamo tirare le somme di questa ormai già famosa estensione dell'ecobonus fino al 110% degli importi sostenuti.
Immagine da Pixabay


l'articolo 119 del Decreto Legge 19 maggio 2020 n°34 ha ampliato la percentuale di detrazione che spetta al cittadino a seguito degli interventi di riqualificazione energetica dal 50/65% fino al 110%, introducendo tuttavia delle leggere differenze rispetto all'applicazione "normale" del beneficio (che rimane in vigore senza modifiche) a cui bisogna prestare attenzione, perché di fatto si è creato un sistema ibrido.

In questo post non parlerò della correlata ed interessantissima estensione del beneficio agli interventi di mitigazione del rischio sismico, anche perché (per fortuna) in ciò il decreto si limita ad innalzarne la soglia di beneficio, senza introdurre ulteriori prescrizioni.

Mi preme puntualizzare subito una cosa: anche se non vi era necessità, nel Decreto è stata inserita la specifica, chiara e tonda, circa il fatto che le eventuali false dichiarazioni dei tecnici che attestano i requisiti previsti dalla Legge comportano non solo il decadimento del beneficio (con conseguente azione da parte dello Stato di recupero del credito indebitamente goduto), ma anche il fatto che lo stesso professionista sarà ritenuto responsabile del danno cagionato (ma probabilmente le eventuali future azioni risarcitorie verranno indirizzate anche verso il committente e verso l'impresa esecutrice), e verrà applicata anche una sanzione amministrativa, salvo le rilevanze penali da accertarsi nelle opportune sedi. Questa non è una novità perché già più o meno così recitava (e recita) il comma 348 dell'art. 1 L. 269/06. Per questo, il decreto obbliga alla stipula di specifiche assicurazioni professionali le quali, però, generalmente hanno una clausola di disapplicazione nel caso in cui il tecnico abbia agito con dolo dimostrato. Dato che come è naturale che sia gli interventi comportano opere che possono valere diverse centinaia di migliaia di euro in singole applicazioni in condomini, penso sia il caso di prestare la massima attenzione alle modalità con le quali il tecnico svolge le proprie prestazioni professionali (e questo vale anche per i committenti, che avrebbero quantomeno l'obbligo di verificare, per quanto possibile, che il professionista stia operando secondo Legge).

Alcune case produttrici di software per la redazione delle relazioni ai sensi del d.lgs. 192/05 (ex legge 10/91) hanno già sviluppato degli applicativi specifici, o estensioni di altri software, che aiutano il professionista nella progettazione nel rispetto dei requisiti del Decreto Rilancio per il bonus del 110%.

Specifichiamo subito che il nuovo decreto inquadra gli interventi riconducibili all'ecobonus facendo un riferimento normativo "a caduta": il comma 1 difatti evoca l'art. 14 del D.L. 4 giugno 2013 n°63 il quale a sua volta fa riferimento all'art. 1 comma 48 della L. 13 dicembre 2020 n°220 la quale ancora a sua volta si riferisce ai commi dal 344 al 347 della L. 27 dicembre 2006 n°296. Dunque in sostanza l'incipit generale della legge è che ci si riferisce alle opere già incentivate descritte ai commi citati della L. 296/96. Questi commi riguardano: il 344, interventi di riqualificazione energetica, con tetto fino a 100.00 euro ma con il fine di ottenere un certo valore minimo di fabbisogno di energia primaria; il 345, relativo ad interventi di efficientamento mirati su singoli componenti disperdenti (pareti, soffitti o infissi) il cui presupposto è il raggiungimento della trasmittanza minima imposta (diversa dalla trasmittanza minima del decreto requisiti minimi), 346 pannelli solai; 347 sostituzione impianti termici.

l'articolo 14 dell'attuale versione del D.L. 63/13 contempla anche ulteriori tipologie di detrazione oltre a quelle "base" della L. 296/06, tra cui quella di cui al comma 2-quater che è simile a quella evocata al comma 1 lettera a) del DL 34/20: realizzazione di coibentazioni su almeno il 25% della superficie, con tetto 40.000 euro per unità immobiliare, ma con ripartizione in dieci anni.

Il DL Rilancio infatti al comma 2 indica che l'aliquota del 110% si applica anche agli "altri" interventi previsti dall'art. 14 del DL 63/13, ma già il comma 1 fa riferimento a "tutti" gli interventi previsti dallo stesso articolo: probabilmente, l'intenzione era quella di introdurre una detrazione nuova, a sé stante, sulla quale potevano "poggiare", beneficiando dell'estensione dell'aliquota, anche gli altri interventi già previsti dalla norma vigente, applicando le relative e specifiche soglie di spesa preesistenti. L'impostazione, dunque non è del tutto chiara e verrà probabilmente meglio definita con provvedimenti successivi o con circolari ministeriali interpretative.

il decreto, pur basandosi sulle detrazioni già esistenti, delinea delle fattispecie più circoscritte specificando alcune limitazioni ulteriori rispetto all'ecobonus "base" che già conoscevamo, e quelle che ho rilevato sono le seguenti (fatte salve ulteriori eventuali che non ho per ora notato):
  1. gli interventi di efficientamento delle prestazioni dell'involucro disperdente (limitatamente alle superfici opache, dunque apparentemente escludendo gli infissi) devono riguardare una percentuale di superficie disperdente non inferiore al 25% della superficie lorda disperdente (quindi intanto attenzione: l'intervento incentivato è quello delle coibentazioni su superfici opache ma il 25% deve calcolarsi rispetto alla superficie disperdente lorda, quindi comprensiva degli elementi non opachi: questo comporta che edifici che hanno ampie superfici vetrate potrebbero avere problemi a rispettare il presupposto). In ciò, la norma sembra voler fare riferimento più o meno diretto alle opere già incentivate dal comma 2-quater dell'art.14 DL 63/13, anche se con diversi presupposti. Dunque nei fatti sono escluse le "riqualificazioni energetiche" che sono appunto gli interventi che interessano una percentuale inferiore di superficie disperdente. ciò comporta che si opererà sempre in "ristrutturazione importante" di primo o secondo livello, a seconda se l'intervento supera il 50% di superficie lorda disperdente e se è connesso o meno alla ristrutturazione dell'impianto termico (ristrutturazione di secondo livello è quando si è oltre il 25% della superficie lorda, ma non si tocca l'impianto termico; rimane di secondo livello, toccando l'impianto, se si opera contestualmente su una superficie fino al 50%; se si opera sia sull'impianto e sia sull'involucro oltre il 50%, è ristrutturazione di primo livello). Chi dunque dovesse, per scelta o per costrizione, operare riqualificazioni su superfici fino al 25% dell'involucro (che si calcola, immagino, sempre come involucro lordo totale dell'edificio), dovrà "accontentarsi" dell'ecobonus con le ordinarie aliquote di detrazione ma seguendo le regole relative che sono tutto sommato più blande di quelle del "nuovo" ecobonus. per fortuna in questo il decreto è allineato alle disposizioni del Decreto Requisiti minimi senza introdurre procedure in contrasto o soglie trasversali. rispetto all'ecobonus "normale", però, le regole sono diverse perché non vi è distinzione, nel testo del Decreto Rilancio, tra intervento in comma 344 o 345 (dell'art. 1 della L. 27 dic 2006 n°296) o meglio non vi è espresso richiamo ad uno specifico comma, dunque in entrambi i casi si opera con un tetto di 60.000 euro per unità immobiliare ma in cinque quote annuali invece che in 10. non vi è dunque espressa distinzione tra tipologia di intervento ma ritengo opportuno operare, nella progettazione, inquadrando l'intervento all'interno del comma 344 o 345 a seconda dei casi, e rispettare comunque le specifiche disposizioni previste nella L.696/2006. Attenzione difatti perché il comma 3 sibillinamente recita che "ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 rispettano i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3 ter dell'art. 14 del D.L. 63/13" e quindi sono i requisiti minimi sia degli interventi ai sensi del 345 sia del 344 (il comma 3 ter introduceva la necessità di un nuovo decreto; tuttavia questo non risulta ancora pubblicato dunque si dovrebbe continuare a far riferimento al decreto del 2008, link poco più sotto). Per non sbagliare interpretazione, potrebbe quindi essere opportuno che l'intervento sia concepito per rispettare sia le trasmittanze lineari "puntuali" richieste dal comma 345, sia il valore massimo di fabbisogno energia primaria del comma 344, di cui all'allegato A del decreto 11 marzo 2008 aggiornato dal decreto 26 gennaio 2010 ma in caso di intervento non "esteso" questo può essere oggettivamente un problema quindi ciascun professionista deve valutare come operare: è ovvio quindi che la preparazione e la capacità tecnica del professionista siano oltremodo fondamentali per cercare di sbagliare il meno possibile (evitare di sbagliare è sempre impossibile in edilizia, con queste leggi). Se volete accogliere un consiglio, operate sempre con ampio margine progettuale;
  2. oltre alla realizzazione di isolamenti esterni, si può accedere alla detrazione anche sostituendo impianti centralizzati per il riscaldamento invernale (o trasformando un sistema di tanti autonomi in un unico centralizzato, o, ai sensi della lettera c, sostituire gli impianti di un edificio unifamiliare - ed attenti alla definizione), con sistemi di nuova generazione a condensazione, a pompa di calore anche del tipo ibridi o geotermici. l'intervento non è alternativo a quello delle coibentazioni ed ha un suo plafond di spesa autonomo (30.000 euro per unità immobiliare);
  3. essendoci il limite di intervento minimo sul 25% alla superficie disperdente complessiva, è facile dedurre che il beneficio è difficilmente applicabile a singoli appartamenti in condominio, salvo casi molto particolari di condomini molto piccoli o villette plurifamiliari in cui un singolo appartamento, per motivi geometrici, sviluppa più di tale soglia (e nel caso si è obbligati ad operare su tutta la superficie, per raggiungere il minimo del 25%). ovviamente nessun problema per le case unifamiliari, purché siano adibite, come detto, ad abitazione principale. non sembra esclusa apparentemente la possibilità di accordarsi tra singoli condomini per effettuare interventi su solo una porzione di un fabbricato in multiproprietà, nel caso in cui non ci sia accordo unanime;
  4. il bonus del 110%, a differenza dei bonus "standard", non può essere applicato indistintamente su tutti gli immobili residenziali, ma ci sono dei vincoli: si può certamente applicare nei condomini senza alcuna limitazione (la norma è evidentemente concepita per facilitare gli interventi su interi fabbricati multiproprietà) e sulle case adibite ad abitazione principale (che non è la stessa cosa della prima casa), ma è invece espressamente escluso l'intervento sugli edifici unifamiliari che non sono appunto abitazione principale;
  5. l'intervento deve comportare uno scatto migliorativo di almeno due classi di efficienza energetica, da certificarsi facendo due APE, uno ante operam ed uno post-operam. Se non è possibile fare questo scatto, allora bisogna raggiungere la classe più elevata. Quando si interviene su edifici risalenti a oltre tre decenni fa, è molto facile ottenere un beneficio di almeno due classi, mentre invece sugli edifici più recenti questo può essere più complesso per via del miglioramento delle prestazioni degli involucri nel corso del tempo. Purtroppo questa valutazione non può non prescindere da una conoscenza approfondita dell'involucro esistente, ottenibile mediante saggi per quegli immobili costruiti quando non era in vigore l'obbligo di deposito di un progetto energetico o dei dettagli esecutivi. In alcuni contesti non si riesce ad ottenere questo "scatto" senza intervenire sull'impianto termico, ed allora nel caso bisogna fare attenzione quando si passa da ristrutturazioni di secondo livello a quelle di primo, perché i requisiti sono diversi e più stringenti: insomma è un fattore a cui prestare attenzione perché non in tutti i casi può essere facile da ottenere. Aggiungerei che è pure il caso di verificare che l'involucro su cui si interviene sia a sua volta stato realizzato nel rispetto delle regole in vigore al momento in cui è stato fatto, ed eventualmente valutare come operare nel caso in cui si rilevassero delle incongruenze;
  6. contestualmente agli interventi di efficientamento (art. 119 comma 1 del Decreto Rilancio) si può beneficiare di un bonus del 110% per la contestuale installazione di impianti fotovoltaici (comma 5 e 6) e per ulteriori interventi. in alcuni casi, il plafond di spesa rimane autonomo, quindi la cosa può essere interessante in quei casi in cui si operi arrivando al limite dei 60.000 euro ma si vogliano fare ulteriori interventi ricomprendendoli nel bonus del 110%.l'intervento agevolato in tal caso vincola a cedere l'energia non auto-consumata al GSE;
  7. il comma 1 parla di isolamenti di superfici opache, apparentemente ignorando le superfici trasparenti, cioè gli infissi. Le stesse comunque sono incentivate ai sensi del comma 345, ed in tal caso il comma 4 dell'art. 119 sembra estendervi implicitamente l'aliquota maggiorata. tuttavia, per beneficiare del bonus anche sugli infissi, è necessario porre in essere almeno uno degli interventi di cui al comma 1, dunque la sostituzione infissi "puntuale" senza ulteriori interventi continua a beneficiare delle aliquote ordinarie;
  8. i materiali utilizzati dovranno rispettare i Criteri Ambientali Minimi di cui al decreto ministeriale 11 ottobre 2017 sulla eco compatibilità dei prodotti. questo decreto è specifico per gli edifici pubblici dunque generalmente non si applica negli appalti privati: in questo caso, dato che è lo Stato di fatto che finanzia l'intervento, si è scelto di sottoporre alla verifica di qualità relegata agli appalti pubblici, anche questi specifici interventi privati. Il decreto specifica che i prodotti isolanti devono essere, a seconda della composizione, o prodotti con l'impiego di una certa percentuale di materiale riciclato, e/o essere prodotti con processi ad impatto ridotto. Solo alcuni dei prodotti in commercio hanno la certificazione di rispondenza a questi requisiti minimi ambientali, dunque si presti attenzione a prevedere l'impiego di questo tipo di prodotti o di prodotti per i quali è possibile attestare la rispondenza alla norma. Attenzione perché questo può facilmente essere un errore o una leggerezza in cui si può incappare come progettisti (ma anche l'impresa dovrebbe verificare): prevedere l'impiego di un materiale magari efficiente dal punto di vista energetico ma che non è certificato per i Criteri Ambientali Minimi può essere causa di decadenza dal beneficio, con conseguenti problemi a catena.
Ovviamente, a parte le specifiche indicazioni del Decreto Rilancio, gli interventi che prevedono esecuzione di cappotti esterni o installazione di pannelli solari o altro devono rispondere alle disposizioni normative generali attualmente in vigore e quindi:
  • rispetto delle direttive del decreto requisiti minimi (trasmittanze lineari, verifica di H't, verifica dei parametri vari dell'edificio di riferimento) e, in generale, degli adempimenti del d.lgs. 192/05 (deposito della relazione di cui all'art. 8 prima dell'inizio dei lavori; consegna della certificazione di regolare esecuzione con allegato attestato di qualificazione energetica; redazione dell'attestato di Prestazione Energetica);
  • rispetto delle norme urbanistiche: un cappotto termico a parere di chi scrive non è un intervento urbanisticamente semplificato, anche se tutti noi ci saremmo aspettati che lo fosse: delle possibili implicazioni di questa cosa, ne ho parlato in un recente post apposito;
  • rispetto delle norme antincendio: per alcune tipologie di edifici civili, il rifacimento delle facciate implica dei livelli di attenzione ai fini della prevenzione incendi: ne ho parlato nello stesso post linkato al punto precedente;
  • implicazioni di tipo strutturale: alcune opere possono prevedere degli adempimenti per quanto riguarda la progettazione di strutture in zone sismiche, come ad esempio in alcune regioni è soggetto a deposito l'installazione di pannelli solari sul tetto degli edifici laddove abbiano un peso superiore ad un certo livello;
  • valutazione delle deroghe alle distanze tra costruzioni ed alle altezze massime degli edifici, nel caso in cui nell'effettuare un cappotto termico si vada ad incidere sulle distanze minime inderogabili previste dalla normativa vigente (ne ho parlato sempre nel post linkato al secondo punto di questo elenco);
Il Decreto Rilancio non vieta che si effettuino contestualmente gli interventi di messa in sicurezza sismica di cui all'art. 16 del D.L. 4 giugno 2013 n°63 ma anzi ne aumenta la percentuale di detrazione fino al 110%, senza indicare dei limiti di spesa (ma secondo me valgono quelli già imposti nel DL 63/13 e non significa che non ci sono limiti). attenzione alle zone sismiche 4 in cui l'innalzamento della soglia espressamente non si applica.

in sintesi, qualche suggerimento per i colleghi progettisti e per i committenti:
  • per non rischiare di incorrere in interpretazioni pericolose, suggerisco di effettuare progetti di isolamento termico che rispettano i requisiti sia del comma 344 (indice di prestazione energetica massimo) che del comma 345 (trasmittanza termica lineare  massima del singolo elemento opaco, compresi i ponti termici), secondo le specifiche dei decreti 2008 e 2010. se volete un consiglio spassionato, tenetevi sempre un margine di "sicurezza" sui calcoli, e, se la committenza o la ditta vi contesta questa scelta, mettete un qualcosa per iscritto oppure valutate se rinunciare all'incarico. nella lettera d'incarico lasciatevi espressa libertà di valutazione tecnica;
  • attenzione alle imprese creative che vorranno proporre interventi a costi fuori mercato per accaparrarsi crediti superiori al valore delle opere: è vero che il decreto Rilancio nulla dice nel merito di eventuali soglie di costi unitari (rimane ferma solo la soglia massima di costo totale per ciascuna unità immobiliare), ma l'art. 14 comma 3-ter del DL 63/13 indica che deve essere emanato un decreto che dovrebbe contenere "i massimali di costo specifici per ogni singola tipologia di intervento". dato che questo passaggio è espressamente evocato dal Decreto Rilancio, è possibile che a breve venga emanato questo decreto proprio per evitare un dilagare di preventivi fantasiosi: nell'attesa, sarebbe opportuno controllare la congruità dei prezzi offerti, sia se si è professionisti tecnici, sia se si è committenti.
in questo post ho tradotto gli studi che ho personalmente fatto sul decreto, e le deduzioni che mi sono sembrate naturali. non mi assumo responsabilità nel caso in cui le valutazioni di cui sopra non dovessero risultare veritiere: ciascun tecnico, committente e impresa deve assumersi le proprie responsabilità nell'ambito dell'intervento edilizio messo in opera. Si prenda il presente post come una condivisione collettiva di appunti personali.

10 commenti:

  1. Buonasera architetto, grazie per l'articolo sempre chiaro ed esaustivo. Mi pare di capire che se devo fare una riqualificazione dal punto di vista energetico di una struttura opaca orizzontale (copertura) di estensione inferiore al 25% dell'edificio posso comunque beneficiare di una detrazione al 65% ai sensi del comma 345 dell'art. 1 comma L.296/2006 richiamato dall'art 14 della L.220 13-12-2010 come modificato dalla legge di bilancio 2020, giusto? Ho provato a districarmi ma è un vero ginepraio. Grazie

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    1. la norma non mi risulta che vada ad annullare le detrazioni precedenti

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  2. Ciao Marco, al punto 3) riporti che:
    "essendoci il limite di intervento minimo sul 25% alla superficie disperdente complessiva, è facile dedurre che il beneficio è difficilmente applicabile a singoli appartamenti in condominio". Questa è una tua interpretazione o hai trovato da qualche parte un riferimento certo sul fatto che la norma si riferisce al 25% della superficie disperdente dell'intero fabbricato e non della singola unità immobiliare?
    Perché in realtà, in determinate condizioni, con intervento di cappotto interno (tramite insufflaggio nell'intercapedine) e sostituzione infissi potrebbe essere raggiunto il miglioramento di due classi, intervenendo però su una superficie minore del 25% se rapportata a quella disperdente dell'intero fabbricato (superiore e anche di molto se rapportata a quella della singola unità).

    Grazie mille

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    1. mi sembra di ricordare che così espressamente riporta la legge (25% dell'intero edificio) ma ora non posso controllare. i presupposti sono più di uno: sia intervenire su almeno il 25%, sia migliorare di due classi. Dunque da come ho capito io il solo miglioramento di due classi (facilmente ottenibile su immobili datati) non consente di per sè di accedere al bonus.

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  3. Buongiorno, ma una costruzione bifamiliare che ha in comune un lato verticale senza altro in comune come è considerata rispetto alla definizione di edificio unifamiliare per l'accesso al bonus?

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    1. è una situazione da interpretare con grande attenzione. le norme non forniscono definizioni del tutto nette di questa condizione, attenderei delle circolari ufficiali che si spera arrivino per tempo.

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  4. Buongiorno Marco,
    sono un collega che legge sempre con interesse i tuoi articoli...
    Anche io, come altri, mi sono bloccato sulla questione del singolo appartamento e non sono per niente sicuro che non sia aperto anche a questi, la possibilita' di usufruire del bonus, anche in virtu' del fatto che, come per altri casi, le definizioni che noi tecnici diamo a determinate cose, spesso differiscono con quelle dell'agenzia delle entrate (vedi ad esempio il concetto di manutenzione straordinaria...).
    Grazie e buona giornata

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    1. la norma non lo vieta espressamente: possono esserci casi limite in cui intervenendo su un singolo appartamento si possono raggiungere i requisiti della norma, ma i paletti imposti devono essere sempre verificati tutti, a pena di vedersi recuperare a posteriori il credito indebitamente goduto.

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  5. Buongiorno Architetto, vorrei chiederle gentilmente un chiarimento per l'accesso al nuovo ecobonus 110%. Il mio caso è di una ristrutturazione di prima casa, edificio unifamiliare, con Scia presentata ad ottobre 2019, quindi già iniziata ma con pochi interventi realizzati (relativi principalmente a demolizioni e piccoli lavori realizzati in economia e sospesi per durante il periodo di blocco causa Covid) e un ordine di nuovi infissi per cui è stato versato un acconto del 30%. Non sono in possesso della certificazione energetica precedente all'inizio dei lavori. Specifico che sono previsti gli interventi di efficientamento energetico rientranti nel nuovo decreto, ( esempio installazione pavimento radiante e pompa di calore, scambiatori di calore, fotovoltaico, infissi triplo vetro, non il cappotto perché l'involucro è già isolato). Il mio quesito è se fatto salvo il criterio di miglioramento delle classi energetiche necessarie, per le spese effettuate dal primo luglio per il miglioramento energetico potrò beneficiare della nuova detrazione al 110% e cosa mancherebbe: se producendo una certificazione energetica ante opera a lavori iniziati sarebbe valida o questo già mi preclude ogni possibilità di accesso, se devo ripresentare un'altra Scia.... la ringrazio anticipatamente per la risposta se avrà modo di darmela.

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    1. la norma non specifica cosa succede in caso di lavori già in essere, ma penso che la detrazione non sia preclusa (ovviamente non sarà recuperabile sugli importi versati prima del 1 luglio): tuttavia essendo un caso particolare, suggerisco di mandare un interpello all'agenzia delle entrate (la quale penso ancora deve farsi bene un'idea delle varie questioni). in ogni caso aspetterei la conversione in legge della norma.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.