giovedì 19 ottobre 2017

scegliere il metro laser

Come sapete, su questo blog non faccio pubblicità (vi troverete giusto quella di google, e rari altri casi di specifiche eccezioni opportunamente segnalate) dunque in questo post, dal titolo a potenziali fini di malcelato doppio scopo, non troverete altro che mie personali considerazioni su quelli che possono essere eventuali aspetti da tenere in considerazione nella scelta dell'ormai indispensabile metro laser, visto che ormai ritengo di avere una certa esperienza nell'uso di apparecchi di un po tutte le fasce di prezzo.
breve excursus se chi legge deve acquistare per la prima volta il prodotto: i metri laser di base misurano una distanza, dal punto in cui è posizionato, al punto in cui è posto il cursore luminoso. Il metro laser, a differenza di quelli ad infrasuoni (con puntatore laser: attenzione alla radicale differenza), misura esattamente nel punto in cui arriva il cursore luminoso, anche se a brevissima distanza ci sono altri ostacoli a distanza diversa. Se effettuate rilievi metrici che devono avere una certa precisione (per restituzioni in scala inferiore a 1:100) avrete bisogno di un metro laser e non di quello ad infrasuoni, che misura la distanza in modo grossolano e solo verso una superficie omogenea (pareti senza mobili ed a squadro o soffitti).

Direi di passare all'analisi dei singoli aspetti a cui io ritengo di dover fare attenzione alla scelta dello strumento.

1. le funzioni

di base i metri laser misurano la distanza appunto dal piano di posa dell'apparecchio (fondo) fino a dove esattamente arriva il cursore luminoso. Utile è poter scegliere, però, se dare la misura dal piano posteriore dell'apparecchio o da quello anteriore, per prendere per esempio una misura da una spalletta muraria dall'estradosso invece che dall'intradosso: generalmente anche i metri più economici hanno questa possibilità.

Generalmente, sono presenti funzioni di calcolo tipo area o volume di ambienti regolari, o anche la funzione pitagora, che consente di rilevare indirettamente una altezza prendendo la misura orizzontale e la diagonale. A meno che non facciate rilievi spesso esterni, è una fuzione che si usa poco.

fondalmentale, e difatti in genere è presente su tutti i metri anche quelli più economici, la funzione di misurazione continua con memorizzazione del valore minimo e massimo: veramente irrinunciabile nella misura delle diagonali. Potrebbero esistere metri che non cel'hanno, in tal caso valutate attentamente.

Alcuni metri di marche diverse sono dotati di inclinometro interno, cioè automaticamente misurano l'inclinazione del metro rispetto all'orizzontale (oltre che darvi anche la verticale zenitale, se vi serve). La funzione è praticamente fondamentale nei rilievi degli appartamenti i quali, se ammobiliati, presentano ostacoli spesso insuperabili per prendere una misura orizzontale di una parete: con l'inclinometro, anche se prendete la misura con il metro inclinato verso l'alto (o verso il basso), potete farvi restituire in automatico dallo strumento la misura in proiezione orizzontale. Attenzione perché gli inclinometri non sono tutti uguali: in alcuni metri funziona indipendentemente da come è orientato il metro, ma leggono solo all'interno di un certo range di inclinazione (tipicamente +/- 45°) mentre altri hanno inclinometro a 360° ma funzionano solo se il metro è orientato in una certa posizione (tipicamente con lo schermo rivolto verso l'alto). Entrambi i sistemi hanno dei limiti: se devo scegliere, tra i due personalmente preferisco il secondo, anche se spesso è scomodo perché il tasto di lettura è verso l'alto, e se si deve prendere una misura tenendo il metro in alto diventa un po' acrobatico. L'inclinometro elegantemente supera la necessità delle funzioni pitagora. Considerate comunque che per esperienza personale l'inclinometro non è mai molto preciso, anche sugli apparecchi di fascia medio-alta, dunque la misura orizzontale potrebbe avere un errore anche fino a 0,5cm/100cm, comunque inferiore al margine di errore che avreste se doveste prendere la misura "spezzata" per aggirare un ostacolo.

Alcuni metri hanno la funzione timer per prendere la misura. A chi non fa rilievi col metro laser potrebbe sembrare una funzione inutile quasi da riderci sopra, ma in effetti quando si sta prendendo una lettura magari in punta di piedi, sporgendosi un metro fuori da una balaustra e tenendo l'apparecchio con due dita, e contemporaneamente bisogna centrare uno spazietto di tre centimetri, il mantenere fermo l'apparecchio mentre si preme anche il bottone di lettura è un esercizio degno delle olimpiadi. Con il timer, potete premere il pulsante con tutta comodità e quindi avere il tempo di tenere il metro più o meno fermo al momento dello "scatto". Se fate rilievi spesso avventurieri, è una cosa da tenere in considerazione.

Oggi i metri di tutte le fasce vengono offerti con la protezione certificata IP65: diciamo che per fare rilievi in condizioni anche gravose ma in interni non in cantiere non è fondamentale. può essere utile quell'unica volta in cui il metro vi cadrà in una pozzanghera, ma voi metterete sempre il cinturino al polso perché per quanto possano certificarli contro le cadute, si tratta sempre di apparecchi delicati che se cadono una volta rimarranno compromessi per sempre.

2. gli accessori

secondo me molto importante è che il metro sia dotato di accessorio specifico integrato, una specie di palpebra apribile o levetta, per prendere le misure dagli angoli acuti, per misurare per esempio le diagonali di una stanza da un lato all'altro. I metri più economici possono non averlo; quelli di prezzo intermedio spesso cel'hanno ma è un semplice elemento di plastica o di metallo che si estrae o ruota, e una volta estratto bisogna settare sull'apparecchio che la misura la deve calcolare dalla estremità dell'accessorio e non dal fondo dello strumento. Alcuni metri invece hanno la funzione di rilevazione automatica dell'apertura della palpebra, e quindi senza indicare nulla al metro, la misura verrà calcolata dall'estremità dell'accessorio: può sembrare secondario ma può capitare di dimenticarsi di settare la distanza con la palpebra aperta nei metri privi di rilevazione automatica, oppure di dimenticarvi di rimettere l'impostazione della lettura sul fondo dello strumento quando avete chiuso l'accessorio, e questo comporta un errore nelle misurazioni riportate di 3-4cm che possono far sballare il conto complessivo. Il rilevamento automatico dell'apertura della palpebra io lo trovo molto utile, ma è specifico di alcuni  metri di fascia medio-alta.

Altro accessorio presente quasi sempre, anche nei metri più economici, è la presenza dell'alloggiamento per la vite, per poter mettere il metro su cavalletto, come se fosse una macchina fotografica. Se si effettuano misurazioni sempre dallo stesso punto, può essere importante tenere in considerazione questo aspetto.

Molti metri ormai hanno una gittata importante, spesso oltre i 60 metri ed alcuni anche fino a 250 metri. prendere una misura all'aperto, di giorno, ad una distanza superiore a 30-40 metri significa comunque non vedere praticamente più dove sta il puntatore, neanche se aveste gli occhi di un falco. Alcuni (rari) metri hanno un mirino integrato, altri invece, tra i più costosi, hanno una telecamera integrata che vi fa vedere sullo schermo l'immagine di dove state puntando. Se il vostro lavoro vi porta a fare moltissime misurazioni all'aperto, tenete seriamente in considerazione queste opzioni. Gli occhiali "rossi" aiutano ad aumentare un pochino nell'individuazione del puntino, ma non di molto.

In alcuni contesti, può essere utile togliere il suono ("bip") alla lettura: non tutti i metri cel'hanno e qui la presenza di questa funzione è un po' random nel senso che a volte è presente sui metri di fascia bassa ma assente su quelli di fascia media.

3. la batteria

ovviamente, i metri sono sempre dotati di batterie. I metri più vecchi avevano un consumo di batterie abbastanza importante, tant'è che spesso mi dovevo portare sempre appresso un set di batterie nuove per non rimanere a secco durante un rilievo (oltre a considerare il costo dei set di batterie, che a lungo andare incide sull'investimento). I metri di nuova generazione invece hanno un consumo di batterie effettivamente ridotto (dichiarano circa 5.000 letture con due batterie AAA, ma attenzione ai metri con accessori che possono aumentare il consumo tipo schermi a colori o telecamere). Purtroppo spesso i metri sono dotati solo di batterie AAA e non possono montare quelle ricaricabili, ma in effetti oggi la durata delle batterie è da ritenersi sufficiente e quindi il costo della sostituzione delle batterie è diventato marginale.

Esistono metri che hanno la batteria integrata ricaricabile, ma attenzione al fatto che queste batterie, anche se di ottima qualità, hanno sempre una vita utile di massimo 4-5 anni, dopo i quali smetterà di funzionare  o ridurrà la sua capacità in modo drammatico, rendendo il metro ovviamente inutilizzabile. Da un lato è invece comodo non dover pensare al set di batterie da avere appresso.

4. i metri cinesi

Posto che spesso anche quelli di marca balsonata sono fabbricati in cina (in fondo lo è anche l'I-Phone), troverete sul mercato prodotti di marche sconosciute a prezzi imbarazzantemente bassi, rispetto alle marche "note", tanto da farvi sollevare il dubbio se si accendano davvero quando li dovrete utilizzare. Io ho dovuto per emergenza comprarne uno (costo 35 euro circa) e devo dire che come funzione di base fa il suo lavoro ed è anche preciso se messo a confronto con l'altro che ho comprato successivamente (di marca blasonata), ma la lettura andava in crisi sulle superfici lisce (piastrelle smaltate, pitture a smalto, etc) e, sebbene avesse una gittata nominale dichiarata di 60 metri, già intorno ai 27-30 metri non riusciva a fare la lettura. Ne ho avuto solo uno di questi (che ancora funziona ovviamente), quindi potrei non fare testo. Se non avete velleità e non ne fate un uso professionale o pesante, potreste anche valutare.



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