domenica 21 luglio 2013

il protocollo d'intesa sbap - comune di roma

In questo blog ho spesso trattato delle delicate qurestioni che si pongono quando occorre intervenire nel centro storico di Roma, in particolare in quello interno al perimetro delle Mura Aureliane, che è specificatamente vincolato dal ministero dei beni culturali in quanto è dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Da ciò deriva il fatto che tutti gli interventi che riguardano gli esterni degli edifici, fosse anche la semplice manutenzione ordinaria, è soggetta al parere preventivo della sovrintendenza. Tuttavia, dato che non erano ben delineati i confini delle responsabilità tra Comune e Ministero, fu siglato qualche anno fa un protocollo d'intesa che solo di recente è stato pubblicato on-line. Vediamone brevemente i contenuti.


Il tema dei vincoli l'ho trattato più in generale in quest'altro post, di cui questo, in parte, si sovrappone come temi.

Il protocollo fu siglato nel 2009, circa un anno dopo l'entrata in vigore del nuovo piano regolatore il quale stabilisce che il comune e la sovrintendenza debbano collaborare in determinati ambiti. La necessità di scriverlo nasce da alcune questioni che comunque il PRG stesso non definisce in modo chiaro, per esempio il fatto se per città storica si debba intendere tutta quella definita dal PRG stesso ovvero quella esclusviamente interna al perimetro delle mura, creando quindi delle sovrapposizioni di responsabilità con la Sovritendenza Capitolina (che è un ente diverso dalla Sovritendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici che fa capo al Ministero, che di seguito chiameremo SBAP per semplificare e per distinguerla da quella capitolina). Il pdf del protocollo d'intesa è scaricabile dal sito ufficiale del dipartimento.

Senza scendere troppo nel dettaglio della storia del PRG che forse interessa a pochi, cerco di sintetizzare qui di seguito quelli che sono i principi espressi dal protocollo e come questi si traducano, nella pratica, all'interno delle autorizzazioni edilizie.

Per gli immobili specificatamente vincolati da decreto ministeriale, ovunque essi si trovino, l'unico organo competente a poter rilasciare il parere è la SBAP. A seconda del tipo di vincolo imposto, il parere può essere necessario anche per opere di semplice manutenzione ordinaria anche interna all'edificio, e in tali casi anche per le opere che per gli altri immobili non sono soggette al deposito dei titoli autorizzativi è necessario depositare una SCIA, dopo aver acuisito il parere della sovrintendenza.

Per gli immobili NON vincolati ma individuati nella Carta per la Qualità del PRG (vi rimando a quest'altro mio post per approfondire) la sovrintendenza competente è quella capitolina. Questi immobili non hanno un vincolo ministeriale, ma sono comunque "tutelati" dal PRG in quanto il Comune, nella redazione del Piano, ha valutato che alcuni immobili puntuali o anche interi tessuti di città debbano essere sottoposti ad una maggiore limitazione dell'attività edilizia e quindi ad un maggiore controllo. Sul protocollo d'intesa c'è scritto in modo sibillino "esclusi gli immobili individuati nelle morfologie degli impianti urbani" ma vi confermo che, nella pratica, il nulla osta della sovrintendenza capitolina è richiesto anche per questi tessuti. Il parere va chiesto per opere dalla Ristrutturazione Edilizia in su, quindi NON va chiesto per opere di manutenzione ordinaria, a meno che non sia espressamente previsto per il tipo di immobile individuato. La sovrintendenza capitolina, come anche specificato nel protocollo stesso, ha un silenzio-assenso di 60-80 giorni, trascorsi i quali si prescinde dal parere.

Per gli immobili NON vincolati ma posti all'interno della città storica patrimonio UNESCO, indipendentemente dal tessuto di appartenenza, se sottoposti ad interventi di rilevanza esterna (qualunque esso sia, anche la manutenzione ordinaria) sono soggetti al rilascio preventivo del parere della SBAP. Ne consegue che gli interventi che non riguardano gli esterni, anche se sono interventi invasivi tipo frazionamenti o fusioni, NON sono soggetti al rilascio del parere della sovrintendenza (sempre ammesso che non si ricada in immobili con specifico vincolo ministeriale, è ovvio). Come specificato sempre nel protocollo, anche la sostituzione degli infissi esterni con altri aventi caratteristiche diverse è soggetto all'acquisizione del parere preventivo. Ne consegue, però, che la sostituzione di infissi con altri identici è invece considerata attività libera, anche in centro storico. Se l'intervento edilizio rientra tra quelli autorizzabili in DIA, vige anche qui il silenzio-assenso di 60 giorni.

Giusto per completare il quadro procedurale, anche se non è indicato in questo protocollo, vi è il caso degli immobili individuati nei tessuti della città storica esterni al patrimonio UNESCO e non individuati nella carta per la qualità (ovvero la maggioranza degli immobili esterni alle mura aureliane della prima periferia): in questo caso, se si devono eseguire opere dalla ristrutturazione edilizia in su occorre richiedere il parere al Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia, che è sempre un dipartimento comunale. Il parere va richiesto anche per le opere di ristrutturazione edilizia interne (sono escluse sempre le manutenzioni straordinarie e quelle ordinarie, sia interne che esterne), perché non è specificato diversamente: appare quindi in controsenso che, per esempio, per frazionare un appartamento in pieno centro storico sia sufficiente il permesso al municipio mentre invece se si è esterni ad esso si debba richiedere il parere al COQUE. Consoliamoci col fatto che questo ufficio è abbastanza bene organizzato e risponde in tempi ragionevoli.


27 commenti:

  1. Ciao Marco volevo togliermi un dubbio. Ma per gli immobili inseriti in centro storico all'interno delle mura aureliane per la sola manutenzione ordinaria in facciata tipo risanamento di cornicioni di coronamento e balconi occorre comunque il nulla osta della SBAP oppure basta presentare una SCIA al primo municipio? Inoltre volevo chiederti se per immobili vincolati ai sensi del DPR 42/04 il nulla osta va richiesto solo per opere esterne e non per opere interne. Infine volevo dirti che al II municipio mi e' capitato di presentare una pratica di accorpamento ma non mi hanno richiesto il CTR per il calcolo degli oneri concessori.come mai? Grazie e buona estate

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    1. Ciao, le facciate esterne in centro storico.dentro le mura aureliane sono.vincolate quindi il parere serve anche per la manutenzione ordinaria. Sinceramente non ricordo se vai in silenzio assenso. Per il tuo.secondo dubbio, in teoria la scia e la cila non contemplano opere onerose, ma sul punto in dettaglio non c'è molta chiarezza.

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  2. Ciao Marco volevo condividere con te un'esperienza. Dovendo presentare al IX municipio una SCIA per accorpamento ad un certo punto del modulo viene richiesto di asseverare se l'unita' immobiliare non ha mai subito mutamenti oppure con quali titoli autorizzativi sono stati eseguiti lavori pregressi. Il tecnico del municipio mi ha quindi invitato a fare un accesso agli atti presso l'URP del municipio. Ma secondo te questa e' la procedura normale che va seguita per la presentazione di ogni pratica cioè' verificare all,'URP il pregresso sempre e comunque per non incorrere in errori? Credevo che verificare la conformita' della planimetria catastale con lo stato di fatto fosse sufficiente ed invece la planimetria catastale quasi non l'ha considerata. Che ne pensi? Quella che ho descritto sopra puo' considerarsi una procedura da seguire? Grazie

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    1. Teoricamente occorre sempre verificare la legittimità e non solo servirebbe l'accesso agli atti al municipio, ma pure al dipartimento x il progetto originario. Generalmente comunque è quasi sempre possibile ricostruire la storia dell'immobile con i documenti in mano al proprietario.e.cinsidera.sempre che sono tutte.cose che.dovresti trovare citate.nel rogito ultimo.

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  3. Salve a tutti. Per chi volesse il Protocollo d’Intesa tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comune di Roma (prot. 57701 in data 8 settembre 2009) il link buono è questo :
    http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/atti/circolari/MBAC2009.pdf
    altrimenti basta cercare in google : MBAC2009.pdf.

    spero torni utile.
    Saluti
    Arch. Gori

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    1. Ciao, grazie non mi ero accorto che il link non funzionava più: ho corretto l'indirizzo anche nel blog ;-)

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    2. Salve,
      volevo riferire di aver protocollato una CILA per un immobile non vincolato che ricadeva nelle morfologie degli impianti urbani - Carta della qualità. Ho spiegato che esiste un protocollo d'intesa con lo sbap (carta alla mano!) e non mi è stato chiesto il nulla osta della sovrintendenza. capitolina...sono stato fortunato?? Per me carta canta!!
      Un saluto

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    3. Non è fortuna, hai seguito le regole: le morfologie urbane incidono per la RE in su, quindi fino alla MS non devi chiedere nessun parere.

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    4. Salve, scusate l'intrusione, quindi neanche per un accorpamento (risanamento conservativo) in accertamento di conformità non dovrebbe essere necessario il parere.. l'immobile è identificato nella carta della qualità tav. g1a - in "morfologie degli impianti urbani", fuori dalle mura aureliane. In municipio II, quando gli ho fatto presente del protocollo d'intesa, dopo qualche faccia dubbiosa tra tecnici, mi hanno detto che non occorre il parere e di allegare copia del prot.lo d'intesa alla SCIA.. e se ne sono fatti una copia. L'unico dubbio che mi sorge è che il protocollo fa riferimento all'art. 24 c. 19 delle NTA di PRG che espressamente descrive le competenze per la città storica interna alle mura aureliane, pertanto mi chiedo se è valido per il resto del tessuto (città storica) esteno alle stesse.
      Grazie.
      Paolo

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    5. nelle morfologie degli impianti urbani la sovrintendenza capitolina interviene per opere di RE in su: l'accorpamento è RC, quindi secondo me non serve (mentre invece per il frazionamento, si). Il protocollo d'intesa non vale per la sovrintendenza capitolina, ma solo per quella statale.

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    6. .anche se il sito della sovrintendenza capitolina cita espressamente il protocollo d'intesa: "Gli interventi su edifici o complessi ricompresi nell’ambito della Città Storica dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, sono regolati dal Protocollo d’Intesa tra Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comune di Roma (prot. 57701 in data 8 settembre 2009)"
      http://www.sovraintendenzaroma.it/servizi_al_cittadino/pareri_urbanistici_ed_edilizi

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    7. certo, infatti quel settore spetta alla sovrintendenza statale, non a quella capitolina. ciò anche a rimarcare il concetto che non è la sovrintendenza capitolina, ma appunto quella statale, ad aver siglato il protocollo d'intesa.

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    8. ..grazie ancora. Dove posso trovare l'informazione circa l'intervento da parte della sovrintendenza capitolina per opere di RE in su? Proverò a contattarli anche per email dato che per telefono è impossibile parlare coi tecnici della sovraint capitolina.

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    9. Ho parlato con la responsabile dell'ufficio tecnico del municipio che ha chiamato in quel momento il tecnico della sovrintendenza capitolina, il quale ha confermato che tutti gli interventi interni (anche MS) sugli immobili identificati nella carta della qualità (anche tav. g1a) devono passare attraverso loro. Il protocollo d'intesa, come affermavi, riguarda la sovrintendenza statale.
      Un saluto

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    10. Buongiorno arch. Campagna, io devo presentare una cila in sanatoria per sole opere interne di costruzione tramezzi in un immobile ricadente nella tavola G1 foglio A Morfologie degli impianti urbani. In questo caso cosa dovrei fare? Per le sanatorie come ci si regola?

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    11. in teoria sarebbe necessaria la sovrintendenza capitolina anche per opere inerne (difatti non è mai esplicitamente asserito il contrario), dunque occorrerebbe chiedere il parere. alla sovrintendenza non credo interessi se si tratti di opere in sanatoria o meno, quindi farei una richiesta generica. Può darsi comunque che al municipio non te la chiedano.

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    12. Allora, riporto un'esperienza di questi giorni sulla quale ho sbattuto la testa, per le CILA per opere interne in immobili identificati nella carta della qualità come "morfologie degli impianti urbani", NON SERVE il parere della Sovrintendenza Capitolina. Lo dico con certezza. E anche con una certa arrabbiatura perché questi idioti della Sovrintendenza (mi scuso per il linguaggio, ma in questo caso non è un offesa, è un dato di fatto) questa cosa non la scrivono in maniera chiara da nessuna parte, mentre dovrebbe essere scritta a chiare lettere. Allora, vi racconto brevemente. Dovendo presentare una CILA nel primo Municipio in zona piazza Vittorio ho verificato la Carta della Qualità e ho visto che l'immobile ricadeva in questi tessuti. Ho chiesto ai miei amici e colleghi con i quali sono in contatto. Ho cercato su internet. Ho guardato ovviamente anche qui su questo blog (che è un ottima fonte di notizie, ne approfitto per ringraziare il suo estensore). Ma alla fine non ho capito bene cosa fare. Anzi mi è sembrato di capiere che "l'usanza" nel primo Municipio fosse di depositare la richiesta di nulla-osta a piazza Lovatelli e poi, con il solo numero di protocollo, senza aspettare i 60gg per il silenzio assenso, procedere con i lavori. Di conseguenza così ho fatto. Poi, quasi per curiosità, mi sono affacciato invece a via Petroselli 45, stanza 23, che è là vicino, ho fatto la mia brava fila per parlare con un tecnico e mi sono sentito dire che non dovevo presentare nulla, che l'art. 24 delle N.T.A. del P.R.G. parla chiaro nel delegare la procedura ad un successivo protocollo di intesa, e che tale protocollo, pubblicato sul sito della Sovrintendenza esclude esplicitamente gli immobili ricadenti nei Tessuti di Morfologie degli impianti urbani dalla richiesta di Nulla-Osta in caso di OPERE INTERNE. Tornato in ufficio ho verificato di nuovo e meglio il testo del protocollo di intesa, ed è proprio alla luce di questa ulteriore modifica che posso affermare che la Sovrintendenza Capitolina è gestita male e fa male il suo lavoro. Perché questa notizia andrebbe evidenziata in ben altra maniera sul sito. Dovrebbero chiarire meglio le procedure. Persino i tecnici del Municipio non le sanno, e sono procedure in vigore dal 2009 ovvero, ad oggi, da ben 7 anni. Questo a riprova della totale e assoluta inadeguatezza dei vertici di questo Ente.

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    13. nel post stesso confermo la possibilità di operare in tal senso, proprio perché in centro storico è presente il vincolo ministeriale che "sovrasta" quello della carta per la qualità. solo in centro storico è possibile appunto depositare istanze per opere interne senza il nulla osta della capitolina anche se in carta per la qualità, ammesso che non siano immobili di rilevante interesse, per i quali invece la capitolina serve, ammesso che non abbiano anche il vincolo ministeriale, nel qual caso va chiesto il nulla osta solo alla SBAP.

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  4. Gentile architetto,
    Le sottopongo il seguente quesito. Zona carcere Regina Coeli Intervento di RC con rilevanza esterna.
    Per immobili individuati nei tessuti della città storica (T2 nel mio caso) esterni al patrimonio UNESCO (e intendo mura Aureliane) e non individuati nella carta per la qualità.
    Per quanto sia da Lei postato, sia da mie verifiche non avrei bisogno del Parere della Sovrintendenza. Ma proprio oggi sono stato al San Michele. Per loro intendono Perimetro Unesco l'area del centro storico individuata nel PTPR (zona rossa).
    Quindi comprensiva dell'area del mio intervento.
    Cosa ne pensa al riguardo, visto anche che il protocollo d'intesa con il Comune cita (sintetizzo):
    "considerato che la parte di città storica dichiarata dall'Unesco ....... è chiramente individuata nel PTPR ...... che l'applicazione dei quanto disposto dall'art. 24 co.19 ...., si è quindi convenuto circa l'opportunità di riferirsi a tale perimetrazione CERTA RICONOSCIBILE "

    La ringrazio

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    1. In effetti le mura aureliane sono un riferimento generico: quello che fa fede è la perimetrazione del PTPR, che in effetti non coincide al 100% con il giro delle mura. Dunque se si è all'interno della perimetrazione del PTPR siamo nella zona di competenza della sovrintendenza statale.

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  5. Buongiorno,pongo il seguente quesito, siamo in centro storico rione sant Eustachio per l installazione di vetrofanie dovrò richiedere il parere preventivo alla sbap, l immobile non e vincolato, il tecnico mi ha detto di presentare progetto ante e post opera, relazione tecnica e inquadramento storici critico dell immobile, poi è uscito un problema che alla esterno del negozio c e una vetrina che la soprintendenza vorrebbe far togliere, ma sono riuscito a reperire un documento del 1957 che autorizzava la vetrina, quindi io credo che non possa essere toccata, pero la vetrina e inutilizzata ad oggi, e addirittura l Aequa ha fatto un verbale dicendo di regolarizzare la vetrina.
    ora mi chiedo per trovare documentazione storica sulla edificio posso andare alla archivio storico capitolino? Per trovare info sulla proprietà ho il catastale del 1939che riporta la ditta, ma non so se è la prima proprietà del negozio. So che alla archivio storico ci sono documenti fino al 1931, altrimenti devo andare al dipartimento. un altra cosa lo sbap mi ha richiesto tra la documentazione anche il foto inserimento, ma intendono il post operam e quindi nel mio caso inserire le vetrofanie nella foto? Perche mi hanno detto che si fa con un programma, insomma non e stata molto chiara.

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    1. per fotoinserimento intendono un fotomontaggio in cui partendo da una foto dello stato di fatto si fa vedere il post-operam. Si può fare con photoshop o altri programmi di grafica, o anche con software di rendering se è il caso.
      la documentazione del fabbricato è probabile che si trovi all'archivio storico, dove si possono fare ricerche per nominativo o anche per via, ma bisogna stare attenti al fatto che alcune vie hanno cambiato nome nel tempo, e bisognerebbe risalire al nome esatto. spesso comunque gli immobili vengono individuati almeno da due vie per delimitare l'isolato.

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  6. Marco ti ringrazio molto per le informazioni che metti a disposizione in questa giungla di vincoli. L'altro giorno sono stata dalla sovrintendente capitolina per sottoporre la questione di un rifacimento facciata in via cola di rienzo. Ma poi guardando le tavole ho visto che la via pur essendo nel primo municipio è fuori dall'area Unesco perciò mi è venuto il dubbio che non sia necessario il parere della sovrintendenza ma poi ho visto che la zona è inserita nella carta qualità nella tavola G1 A come impianti a progetto unitario ecc. in questo caso allora il parere della sovrintendenza serve facciamo l'ipotesi che non trovo lo stesso colore e quindi siamo in MS?Oppure serve il COQUE. Grazie infinite Marizia

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  7. Marco ti ringrazio molto per le informazioni che metti a disposizione in questa giungla di vincoli. L'altro giorno sono stata dalla sovrintendente capitolina per sottoporre la questione di un rifacimento facciata in via cola di rienzo. Ma poi guardando le tavole ho visto che la via pur essendo nel primo municipio è fuori dall'area Unesco perciò mi è venuto il dubbio che non sia necessario il parere della sovrintendenza ma poi ho visto che la zona è inserita nella carta qualità nella tavola G1 A come impianti a progetto unitario ecc. in questo caso allora il parere della sovrintendenza serve facciamo l'ipotesi che non trovo lo stesso colore e quindi siamo in MS?Oppure serve il COQUE. Grazie infinite Marizia

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    1. se sei in carta per la qualità, anche se volessi fare opere di MO servirebbe comunque il parere della sovrintendenza capitolina, che deve darti le indicazioni sul colore. Se sei fuori dalla carta per la qualità ed in città storica, allora serve il coque ma solo per opere dalla RE in su, e quindi non per MO su facciate: così è come ho sempre capito io.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.