martedì 28 maggio 2013

tutela del centro storico di Roma: cosa è possibile autorizzare

Il centro storico di Roma per chi non lo sapesse è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. I confini effettivi coincidono con le mura aureliane e, quindi, con il "vecchio" territorio del primo municipio di Roma Capitale (prima quindi che venisse fuso con il vecchio diciassettesimo). In virtù di questo vincolo, la sovrintendenza statale attua delle precise regole per la tutela: vorrei brevemente descriverne i principi per sommi capi, visto che recentemente ho dovuto approfondire il tema per un cliente.
questo post è stato aggiornato il 08 febbraio 2017
Anzitutto, per una infarinata sul discorso vincoli vi rimando a questo altro mio post specifico sui vincoli a Roma, ma anche a quest'altro più recente.

In quanto patrimonio dell'umanità, il centro storico è tutelato contro ogni forma di variazione dell'esistente: la Sovrintendenza (quella competente per il centro storico è la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma che ha sede in via di San Michele) sarà riluttante  ad avallare richieste di parere circa le modifiche degli esterni, tipo apertura o chiusura di vani finestra, trasformazioni di finestre in porte-finestre o vice-versa, sopraelevazioni, ampliamenti e generalmente tutto ciò che riguarda le modifiche definibili di ristrutturazione edilizia che possono riguardare gli esterni degli edifici.

Conviene spendere due parole per descrivere la natura di questo vincolo particolare, perché di fatto non si tratta nè di un vincolo puntuale, di quelli normati nella parte I e II del Codice dei beni culturali, nè è un vero e proprio vincolo paesaggistico di quelli invece descritti nella parte III. Questa particolarità deriva dalla presenza del riconoscimento UNESCO, che non può non imprimere a tutta la zona un livello di tutela più restrittivo di quello che può avere un generico vincolo paesaggistico, benché di fatto è molto più vicino appunto ad un vincolo paesaggistico che non ad uno puntuale. Da ciò ne deriva che alcune parti del titolo III del Codice non possono essere utilizzate nel centro storico, come per esempio l'art. 167, l'accertamento di compatibilità paesaggistica per interventi realizzati abusivamente. Particolare è anche il fatto che il vincolo di Roma non ha la fascia di rispetto di 150 metri che invece hanno tutti gli altri vincoli di questo tipo nella Regione Lazio.

Per espressa previsione di un accordo stipulato tra Comune e Sovrintendenza, sono escluse dalla necessità di richiedere il parere tutte le opere interne o che comunque non riguardano in nessun modo gli esterni, a meno che, ovviamente, l'immobile non sia vincolato con l'emanazione di uno specifico decreto di vincolo ministeriale. Per tutti gli interventi interni si ricomprendono proprio tutti: dalla semplice manutenzione ordinaria fino ai frazionamenti/fusioni delle unità edilizie.

Per gli esterni, dicevamo, il discorso è molto delicato. Le variazioni esterne che si possono definire di ristrutturazione edilizia hanno qualche speranza di essere approvate solo nel caso di interventi di restauro ragionati e sviluppati assieme alla sovrintendenza stessa: possono essere oggetto di nulla osta positivo quei progetti di restauro che mirano, per esempio, al ripristino dello "stato normale" dell'edificio e che quindi possono prevedere la demolizione di superfetazioni non coerenti con la storia del fabbricato o la realizzazione di elementi dell'edificio, intesi anche paradossalmente come ampliamenti, necessari al suo "completamento".

Ovviamente gli edifici devono essere sottoposti a manutenzione regolare, come per esempio la tinteggiatura degli esterni o il restauro degli intonaci o degli elementi architettonici o del tetto, e a questo tipo di interventi nessuno si deve poter opporre. Nel centro storico però occorre presentare un progetto alla sovrintendenza anche per la semplice tinteggiatura delle facciate, ma anche semplice ristrutturazione di cornicioni, marcapiano o comunque qualunque intervento localizzato che riguardi gli esterni.

In caso di interventi localizzati, è possibile ottenere il nulla osta per opere puntuali (tipo appunto il cornicione e basta): in tal caso il progetto si focalizzerà solo su questo aspetto e potrà ignorare il resto dell'edificio, anche se vi sono difformità pregresse. Nel caso in cui l'intevento localizzato comporti la modifica di una porzione di superficie (p.e. rifacimento di uno strappo di intonaco magari in distacco) o il rifacimento di uno solo degli elementi architettonici ripetitivi del fabbricato (p.e. la cornice di una finestra), probabilmente vi sarà chiesto di estendere la lavorazione anche alle superfici o agli elementi limitrofi per far si che l'intervento sia comunque omogeneo, sebbene comunque parziale. Difficilmente vi autorizzeranno modifiche parziali su immobili con vincolo puntuale o in zone di maggior pregio.

Se l'intervento riguarda l'intera facciata, o comunque ampie porzioni, si dovrà prevedere la "bonifica" di eventuali difformità che sono andate col tempo stratificandosi: caso tipico può essere quello della diversa coloritura delle persiane (magari perché qualcuno, nel rifarle o nel ristrutturarle, ne ha modificato il colore, anche leggermente) oppure quello dell'installazione di condizionatori esterni.

è importante sottolineare che le facciate tutelate sono sia, ovviamente, quelle che affacciano sulle strade pubbliche, ma lo sono anche tutte quelle invisibili dall'esterno, quindi anche cortili interni, e spazi anche molto difficilmente accessibili. Rientrano tra le superfici oggetto di tutela anche le pavimentazioni dei balconi e delle terrazze, nonché dei lastrici solari e, ovviamente, le falde dei tetti: dunque il nulla osta è necessario, per esempio, anche se si volesse sostituire il pavimento di un lastrico solare con uno diverso. è utile ricordare, ancora, che la sovrintendenza non rilascerà mai pareri positivi per domande di realizzazione di canne fumarie esterne, nè per la realizzazione di volumi tecnici chiusi per impianti di servizio degli edifici come extracorsa degli ascensori o simili. Possono essere ammessi impianti esterni che non richiedono volumi tecnici chiusi nè fissi, ma occorre sempre valutare preventivamente la fattibilità assieme ai tecnici della sovrintendenza, ed è sempre esclusa la possibilità di mettere questi impianti in facciata (p.e. le macchine dell'aria condizionata). E'bene esplicitare che per la Sovrintendenza NON è ammissibile nemmeno la realizzazione di un foro nel muro esterno per una ventilazione o per installare i condizionatori con motocondensante interna, salvo casi particolari in cui il foro può essere realizzato con visibilità quasi nulla. L'unico foro che viene ammesso, è quello sui vetri degli infissi.

qualche parola spendiamola per gli infissi: in centro storico generalmente non è possibile sostituire gli infissi esistenti con altri aventi caratteristiche diverse da quelli originali. Laddove possibile, conviene restaurare quelli esistenti (p.e. un buon infisso in legno di pino può essere implementato con del vetrocamera e con battute paraspiffero, diventando così un infisso con ottime caratteristiche termiche), e solo quando è impossibile per l'eccessivo deterioramento degli infissi originali, sostituirli con dei nuovi. Consiglio sempre di sostituire gli infissi con altri identici, sia riguardo la partitura, sia riguardo il materiale nonché il colore di finitura esterno: in questo caso non avrete bisogno di chiedere permessi nè pareri per sostituirli. Vi ricordo che un infisso in legno è per sua natura coibente: è vero che l'alluminio è eterno e il legno no, ma nell'ottica della tutela si può pur fare qualche sacrificio. Nel caso in cui l'immobile fosse vincolato con decreto ministeriale, anche per intervenire sugli infissi per un semplice restauro è necessario il parere della sovrintendenza.

Vale la pena citare brevemente i fori per la realizzazione dei famosi condizionatori "tutto interno": questi sono elementi che vanno inevitabilmente ad impattare con l'estetica del fabbricato, dunque sono tendenzialmente non approvati, fatto salvo che vengano integrati architettonicamente e comunque posizionati in punti di basso impatto. Tuttavia, non è da escludere a priori la possibilità di farseli autorizzare. Purtroppo, in generale, l'adeguamento tecnologico stride fortemente con le esigenze di tutela, ma proponendo degli interventi complessivi sull'intero fabbricato è magari possibile ottenere il permesso per posizionare dei nuovi elementi impiantistici, magari dove meno visibili. è sempre comunque bene concepire, laddove possibile, una "climatizzazione passiva" degli edifici storici così da limitare al minimo la necessità di interventi esterni, oppure l'impiego di sistemi di riscaldamento a zero impatto estetico (come i sistemi a resistenza elettrica, i quali sono però talmente inefficienti da essere praticamente banditi dalle leggi sul risparmio energetico).

Nel caso in cui le opere di rilevanza esterna siano invece state realizzate abusivamente (capita molto più spesso di quanto si possa pensare, soprattutto perché la legittimità degli immobili in centro storico è spesso rappresentata dal catastale del 1939/40 che non di rado è un documento redatto con superficialità) la procedura da seguire, per legge (art. 37 comma 3 DPR 380/01) è la seguente: occorre depositare una SCIA o DIA (a seconda di quale titolo sia competente per il tipo di intervento abusivo realizzato) presso il municipio con contestuale richiesta di parere presso la sovrintendenza, la quale, ai sensi di legge, ha 60 giorni per esprimersi circa la preferenza tra obbligo di ripristino dello stato originario dei luoghi e applicazione della sanzione amministrativa (generalmente, il triplo del costo di costruzione): trascorso il termine indicato, il municipio procede per conto proprio (generalmente irroga la sanzione amministrativa). La sovrintendenza dovrebbe quindi in questi casi rigettare domande rivolte direttamente presso di lei, e non provenienti dal municipio, per accertamenti di conformità, perché non è una procedura prevista per legge.

Da un punto di vista procedurale, una volta ottenuto il parere della sovrintendenza è necessario depositare una SCIA o DIA al municipio primo (nessun'altro municipio ha porzioni di città storica UNESCO). la SCIA per opere in ambiti vincolati va depositata anche per la semplice manutenzione ordinaria, quindi se l'ambito di intervento è sottoposto a tutela, le opere che al di fuori del partimonio unesco sarebbero o di semplice attività libera o soggette a CILA, sono comunque soggette a SCIA.

Quello che ho scritto è frutto della mia esperienza personale, che ovviamente non è universale: se avete letto cose che voi sapete essere sbagliate o non completamente corrette per favore segnalatemelo, anche con commenti pubblici.

35 commenti:

  1. complimenti per la tue preziose condivisioni di informazioni!!
    volevo solo precisare le intestazioni delle due Sovrintendenze:
    la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma è quella di cui parli nel post e che si occupa della città storica e dei beni culturali ed è in via di San Michele, mentre la Sovraintendenza Comunale è in via del portico d'ottavia e si occupa dei beni inseriti nella carta della qualità.
    grazie ancora per la condivisione delle tue competenze e la mia precisazione vuole solo aiutarci a fare chiarezza.
    ciao!

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    1. Grazie Manuel della precisazione: ora modifico il post così che il link alla sovrintendenza abbia il nome esatto.

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  2. Ciao Marco è solo un messaggio di prova per vedere se la registrazione è andata a buon fine. Ne approfitto per farti i complimenti per le tue dispense preziosissime. Spero di condividere con te esperienze ed informazioni

    buon lavoro

    Alessandro

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    1. registrazione andata a buon fine ;) grazie dei complimenti e se vorrai condividere con tutti qualche esperienza te ne saremo grati! :)

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  3. Ciao Marco, per la presentazione della richiesta di parere alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma in via di San Michele pensi che vadano utilizzati i moduli disponibili on line, in particolare "Autorizzazione per l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali" o va predisposto autonomamente?
    Grazie mille!
    Buona giornata

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    1. io utilizzerei i moduli disponibili on-line se vanno bene per la richiesta che devi fare. Se invece hai un ambito particolare, ti consiglio di andare a chiedere prima di depositare la pratica, altrimenti rischi il rigetto per presentazione fuori standard.

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  4. Ma poi ci sono alcuni interventi che richiedono Parere Preventivo da parte della Sovrintendenza Comunale che si esprime "entro 60 giorni" (art.16 NTA). In particolare il comma 10 è una delizia intanto perchè mi rimane oscuro chi sia "il responsabile del procedimento di abilitazione" così come il cosiddetto "soggetto attuatore". Questo comma riguarda gli elementi "non tutelati per legge" il che vuol dire quelli non sottoposti a vincolo? Purtroppo io non ho tanta pratica e quindi molte normative sono verametne di difficile interpretazione! un caro saluto!!!!

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    1. Esatto sofia: la sovrintendenza capitolina, che ha sede in via del portico d'ottavia, si interessa del rilascio dei pareri su quegli immobili che sono individuati nella carta per la qualità ma che sono esterni al centro storico racchiuso dalle mura aureliane. Questa differenza c'è perché sul centro interno alle mura c'è il vincolo monumentale collegato al patrimonio unesco, e quindi la competenza spetta alla sovrintendenza statale. Mentre i vincoli della carta per la qualità sono vincoli non ex normativa nazionale (dlg 42/04) ma sono più "semplici" vincoli di PRG. Inoltre, ancora, se volessi fare modifiche sui prospetti esterni di un edificio interno ai tessuti storici ma sempre esterno alle mura e non individuato nella carta per la qualità allora l'ufficio competente è il coque. Sia il coque che la sovrintendenza comunale hanno il silenzio-assenso, proprio perché i beni interessati non sono tutelati per legge.

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  5. Ciao Marco, scrivo per un dubbio.
    Per eseguire opere di RC di un prospetto esterno in città Storica e internamente alle mura Aureliane è stato chiesto parere consultivo alla Sovrintendenza e trascorsi 60 giorni senza risposta, è stata protocollata SCIA presso il Municipio. Dopo 90 giorni la Sovrintendenza risponde.... e dà un parere favorevole a condizione. In particolare vuole che sia dimostrata la legittimità dei motori esterni dei condizionatori...alternativa è la rimozione degli stessi.
    Io mi chiedo antecedentemente al PRG del 2008 non sarei rientrata nell'attività edilizia libera, quindi avrei potuto prescindere da quanto mi viene richiesto?

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    1. Più che sul PRG, c'è da valutare la questione normativa e procedurale. L'installazione di un macchinario esterno, fosse anche piccolo, ha sempre richiesto un titolo abilitativo: nessuno ha mai chiesto l'autorizzazine per i cdz esterni perché tutti - forse giustamente - l'hanno ritenuta un eccesso di burocrazia, visto il fatto che i condizionatori sono rimovibili "senza demolizioni". Dunque secondo me non puoi invocare precedenti situazioni normative che ti legittimerebbero le macchine...e quindi hai un grosso problema. O i condòmini si installano i condizionatori con la motocondensante interna, oppure si fa un impianto di condizionamento centralizzato (con costi consequenziali) con le macchine poste magari sul tetto, d'accordo con la sovrintendenza (la quale tuttavia per un altro progetto mi ha proibito di mettere le macchine sul tetto...è stato un casino...).

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    2. Argh!!!!Come immaginavo.
      Al momento i condomini si sono mostrati disponibili a rimuovere le macchine in accordo con il municipio...ma non ci credo fintanto che non vedo le macchine rimosse!
      Grazie ancora una volta!

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  6. Buonasera Architetto,
    Ho una domanda da farle.
    Un cliente ha un appartamento al centro e precisamente in Via Cola di Rienzo, ora Municipio I.
    Deve fare dei piccoli lavori di ristrutturazione: pavimenti e rivestimenti e demolizione di un muretto basso.
    Sotto consiglio di un altro collega voleva presentare una DIA perché si preoccupava di essere in centro e per la presenza di condomini non molto "simpatici".
    Secondo me la DIA è esagerata. Pensavo più che fosse un'attività di edilizia libera e quindi presentare una semplice comunicazione in carta semplice.
    Non ho mai fatto pratiche nel centro di Roma quindi volevo chiederle un consiglio su come potevo muovermi.
    Il muretto basso non credo rientri in qualche categoria d'intervento particolare.
    La sua preoccupazione è che portando via qualche calcinaccio un eventuale condomino si poteva infastidire di questo e mandare qualche controllo.

    Spero di essermi spiegato bene.

    Cordiali Saluti

    Emanuele

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    1. Se l'edificio non ha vincoli, per le opere interne che non interessano tramezzi nè posizione delle porte è sufficiente la comunicazione che pensavi. La DIA è davvero esagerata per questo tipo di opere. Se invece l'immobile fosse vincolato con decreto ministeriale, occorrerebbe la SCIA anche per le opere di manutenzione ordinaria come queste.

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  7. Grazie per la risposta.
    Sa se c'è una modulistica del comune per queste comunicazioni oppure basta una in lettera semplice firmata dal proprietario?
    Grazie mille e buon fine settimana.

    Emanuele

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    1. alcuni municipi hanno predisposto un modulo anche per la CIL,conviene controllare sul sito del municipio.

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  8. Buonasera di nuovo, architetto. Leggo nel prospetto vincoli: "L'ambito di intervento non è interessato da limitazioni all'attività edificatoria". Un edificio sito nel centro storico "esterno" e non nella carta della qualità, mi pare si possa dire che alcuni limiti li abbia, tanto è vero che è previsto il parere del Coque per alcuni interventi. Ma nella voce "opposta" dello stesso prospetto vincoli, non mi pare sia elencata l'appartenenza a quel territorio: come si deve intendere e comportarsi? Grazie, Giovanni.

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    1. il prospetto vincoli evidenzia solo quelli di natura statale. il coque e la sovrintendenza capitolina sono vincoli di natura comunale imposti attraverso il PRG.

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  9. Buonasera architetto. Complimenti per il suo blog preciso e davvero utile. Vorrei acquistare un immobile in centro storico non abitato da anni. nel muro del palazzo affianco quasi attaccato al balconcino, sono stati applicati due motori di condizionatori con relative tubature nere...veramente oscene. È possibile fare qualcosa visto che non si sa da quanto ci sono tali impianti? Grazie mille. Patrizio

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    1. il vincolo monumentale esiste circa dagli anni '80, dunque se l'impianto fosse stato installato prima di tale datra sarebbe comunque legittimo. Se invece fosse evidente che è posteriore, allora si potrebbe denunciare la cosa per chiedere di verificare la documentazione autorizzativa.

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  10. Buongiorno Architetto,
    la contatto per capire come potermi muovere in una situazione delicata.
    Su un immobile del centro storico di Roma, su cui ricade un vincolo diretto, in passato sono state realizzate opere interne senza la presentazione della documentazione per il rilascio di Nulla Osta della Soprintendenza. Le opere consistono nella realizzazione di un tramezzo per realizzazione wc e demolizione tramezzi di un ripostiglio.
    So che bisogna presentare una pratica in Soprintendenza e che, se sono opere che loro avrebbero autorizzato se fosse stato richiesto il parere preventivamente, il proprietario dovrà pagare una sanzione. Sa dirmi se come tecnico devo presentare anche una perizia giurata o altra documentazione oltre gli elaborati grafici, documentazione fotografica e relazioni (tecnica e storica)?
    Grazie. Flavia

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    1. Io so che la sovrintendenza non può proprio procedere al rilascio di nulla osta in "accertamento di conformità": lo può fare solo per i vincoli paesaggistici, ma non per i vincoli ministeriali puntuali. Quantomeno questo è quello che a me è sempre stato detto. Conviene andare a parlare con il tecnico di zona e vedere quello che si può fare.

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  11. Buonasera premetto che vivo nel centro storico e precisamente al primo piano di un appartamentonelle vicinanza di piazza del popolo. si rilevano due problemi: il primo riguarda il portone di ingresso in legno di enorme stazza e quando viene chiuso genera un fortissimo rumore e vibrazioni ed avendo la camera da letto esattamente in corrispondenza del portone genera forte disagi. Il secondo problema riguarda un condizionatore presente al terzo piano del cortile interno che genera fortissimi rumori ed e' ubicato nel balcone che affaccia al cortile interno ed esattamente sopra terrazzo di pertinenza del mio appartamento. Avvertito l'amministratore se ne è sempre disinteressato e da ultimo mi ha detto di chiamare l'arpa. Cosa posso fare? Un ultima cosa: nel mio terrazzo ho un gazzeto che non è ancorato in alcun modo nè al pavimento ne' al muro: posso tenerlo ? La ringrazio anticipatamente per la sua risposta.

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    1. per il portone, occorre risolvere da un punto di vista tecnico: va rinforzato e dotato di cerniere adeguate, se ne dovrebbe fare carico il condominio se arreca disturbo. Per il condizionatore, io chiamerei più che l'ARPA un tecnico acustico che possa rilevare il disturbo ambientale: se superiore alle soglie minime di legge, si può imporre la mitigazione del problema, ma se il condomino non lo fa non rimane altro che la causa civile. In ogni caso, sia il condizionatore che il suo gazebo dovrebbero in linea di massima avere l'autorizzazione della sovrintendenza (va comunque verificato il caso specifico): se non cel'hanno, vanno rimossi entrambi.

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    2. anche se il gazebo NON e' ancorato in alcun modo ne' al pavimento nè al muro? in quanto essendo circordato da muri non necessitava di essere ancorato!

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    3. secondo me è considerata comunque una modifica soggetta ad autorizzazione: se vuole una risposta definitiva deve chiedere ai tecnici della sovrintendenza SBAP.

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    4. Preg.mo Architetto,
      La ringrazio per la Sua cortese e soprattutto immediata risposta!

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  12. Complimenti per i consigli tra colleghi che ci fornisci sempre!
    Vorrei qualche conferma: "Classico intervento di ordinaria manutenzione su un palazzo di via Cavour (1° municipio palazzo dell'800), mero ripristino di intonaco e pittura":
    -Richiesta N.O. alla SBAP (o prima devo chiedere se sia vincolato o meno?)
    -dopo il N.O. (o in silenzio assenso) presentazione cila al comune?
    o se non è vincolato alla SBAP si passa alla richiesta anche della Sovraintendenza capitolina??

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    1. la verifica se c'è il vincolo puntuale è la prima cosa da fare. comunque trattandosi di opere esterne, serve comunque il parere della SBAP e, successivamente, depositare una SCIA, unico titolo competente per opere dalla RC in giù, compresa la MO, su beni vincolati.

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    2. quindi sono due pratiche diverse? il parere alla sbap e la richiesta di "eventuale vincolo"?

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    3. la verifica del vincolo non è una procedura complicata: si va in sede in sala visura e in pochi minuti si verifica se ci sono vincoli, assieme ai visuristi. Se c'è il vincolo, è poi necessario inviare la richiesta di certificato di vincolo e contestuale richiesta copia del decreto di vincolo; se non c'è vincolo, la procedura finisce lì.

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    4. Grazie, mi mancava come passaggio, si parla semrpe della sede di via san michele, aperta al pubblico un solo giorno a settimana!
      Grazie di tutto

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    5. dovrebbe essere ancora lì, ma stanno spostando alcuni servizi della sovrintendenza quindi non posso essere certo che la sala visure sia anora lì o che ci rimanga. Se dovessi andarci e vedere che l'hanno spostata, per favore comunicacelo scrivendo un nuovo commento :)

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  13. Buongiorno Marco. Mi permetto di disturbarti per un tuo prezioso parere in merito ad un intervento di un condominio in via di ripetta.
    In sostanza un pluviale che a circa 2 mt esce dal muro e cammina a filo di quest'ultimo, nella parte di entrata nel muro ha una perdita che sta causando fenomeni di condensa e cedimento degli intonaci. L'intervento prevede la rottura di una piccola porzione del muro, la sostituzione della porzione di tubo ammalorato e la ripresa degli intonaci. Tendenzialmente in altri siti farei una cil ma credo che nel primo municipio sia necessario il parere preventivo ed una successiva SCIA/DIA. cosa mi consigli in merito al titolo autorizzativo da utilizzare?
    Grazie.

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    1. si tratta evidentemente di opere di manutenzione ordinaria, e il PRG ed il protocollo d'intesa parlano di obbligo di parere sbap a partire dalla MS in su. Se il vincolo unesco fosse di tipo paesaggistico puro, l'intervento sarebbe di semplice riparazione, ma dato che il vincolo è invece particolare, conviene andare a chiedere, ma secondo me non serve chiedere parere preventivo. Se dovessero richiederlo, l'intervento andrebbe comunque in SCIA.

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    2. Si.. il dubbio mi e' sorto perché vedendo la guida cil presente tra la modulistica del I municipio si evidenzia che la cil autorizza manutenzione straordinaria ai sensi della legge 384/2001(!?) inoltre pretendono elaborati grafici, durc e tutta la doc.ascrivibile alle ms in cila.... purtroppo avere un chiarimento telefonico con i tecnici e' impossibile, cosi come prendere app mediante l'app istituita. veramente una giungla.

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