giovedì 16 giugno 2016

circolare sovrintendenza capitolina: annullamento necessità parere preventivo per opere interne in morfologie urbane

Due giorni fa è stata pubblicata dalla Sovrintendenza Capitolina la circolare di cui sotto, che ha finalmente posto fine ad una questione che si trascinava avanti da diversi anni ormai e che a tutti - tecnici, amministrativi, committenti - sembrava un controsenso, cioè il fatto di dover necessariamente chiedere il parere preventivo all'ufficio anche per opere esclusivamente interne in immobili inseriti nella carta per la qualità - morfologie degli impianti urbani.



La circolare, prot. 16722 del 14 giugno 2016 (il documento è ora disponibile anche direttamente dal sito della sovrintendenza capitolina: questo è il link al documento sul sito ufficiale) - immediatamente operativa - contiene quindi, al punto 2, la casistica degli interventi non soggetti a parere preventivo, che sono, appunto, le opere esclusivamente interne, soggette a qualunque tipo di titolo edilizio (quindi anche ristrutturazioni edilizie, ma nella stragrande maggioranza dei casi saranno opere riconducibili a CILA), ricadenti esclusivamente nelle morfologie degli impianti urbani. Rimane quindi obbligatorio il parere preventivo anche per opere interne in tutte le altre tipologie di vincolo individuato nella carta per la qualità. In ciò, nei fatti, la sovrintendenza capitolina fa suo lo stesso accordo che c'era già tra sovrintendenza statale e Roma Capitale per quanto riguarda gli immobili ricadenti nel vincolo del centro storico individuato dal PTPR.

Nel documento è riportata, a pagina 2, una utilissima nota che riassume gli interventi comunque soggetti a parere preventivo anche nelle morfologie degli impianti urbani. In questo elenco c'è la conferma di quanto io già sostenevo, come per esempio nel caso di installazione di qualunque tipo di condizionatore, anche se di potenza inferiore ai 12kW nominali. Vi sono poi conferme di interventi dei quali io stesso ero in dubbio, tra cui installazione di pergotende e installazione di grate all'interno del vano finestra.

La circolare prosegue, al punto 3, con delle indicazioni sull'installazione di pannelli solari e fotovoltaici negli edifici soggetti a vincolo. Interessante notare, come già peraltro intuibile, la grande difficoltà di poter installare detti elementi sugli immobili soggetti a vincolo. In caso di tetto piano, è possibile l'installazione di elementi impiantistici solo se non eccedenti la quota dei parapetti perimetrali, in modo tale da non oltrepassare il "filo" ultimo della copertura; nel caso di tetti a falde, invece, è ammissibile solo l'installazione di tegole fotovoltaiche e comunque solo per una certa superficie e comunque dietro approvazione dell'ufficio.

Questo incide sugli eventuali permessi richiesti in zone vincolate per il recupero dei sottotetti o piani casa che intervengono su edifici esistenti: entrambe le leggi obbligano alla dotazione di impianti da fonte rinnovabile, ma la sovrintendenza, con questa circolare, ne esclude a priori la possibilità di installazione in alcuni casi, e quindi nelle procedure urbanistiche si potrà provare ad utilizzare questa circolare per aggirare l'obbligo.

il quarto ed ultimo punto di questa importante circolare riguarda le canne fumarie. la sovrintendenza indica che la sostituzione delle canne esistenti sarà sempre considerata fattibile: ovviamente occorrerà comuqnue depositare la domanda di parere preventivo per valutare i caratteri estetici della nuova canna fumaria. Maggiori problematiche invece si intravedono nella realizzazione di nuove canne, che per la sovrintendenza sono ammesse solo nelle chiostrine e nei pozzi di luce (così definiti nel regolamento edilizio) ma NON ammissibili invece all'interno dei cortili e dei cortili secondari (sempre come definiti dal regolamento edilizio, di cui la stessa circolare riporta i relativi estratti). Ovviamente è da escludersi la possibilità di realizzare le canne fumarie in facciata, in quanto operazione incompatibile con i requisiti di tutela dettati dall'elaborato "guida alla qualità degli interventi". Di fatto, dunque, negli immobili inseriti nella carta per la qualità l'unica possibilità di realizzare nuove canne fumarie è quella di sfruttare chiostrine o pozzi di luce.

Il vincolo pertanto incide nel caso in cui si è nella necessità di dover installare una nuova caldaia non in sostituzione di una preesistente, perché di fatto la realizzazione della nuova canna fumaria sembrerebbe in molti casi preclusa. In mancanza di una chiostrina, sarà obbligatorio installare sistemi ibridi compatti che sono senz'altro più efficienti ma dal costo probabilmente sproporzionato per singole unità immobiliari.

16 commenti:

  1. Buongiorno,
    sa se essa sia retroattiva e dunque tutte le pratiche presentate prima della sua uscita e per le quali non sia ancora stato formulato un parere o non siano trascorsi i 60 gg. previsti per il silenzio-assenso, possano già da oggi stesso presentare formale comunicazione di inizio lavori?
    Grazie!

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    1. certo, se eravate in attesa del nulla-osta, con questa circolare potete direttamente depositare la CILA, a patto di essere in morfologie degli impianti urbani e per opere esclusivamente interne.

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  2. mi riferisco a tutti quei casi come il mio in cui è stata presentata la Cila con il metodo telematico SUET qualche settimana orsono e che hanno dovuto spuntare l'opzione dell'inizio lavori subordinato all'acquisizione degli atti necessari (parere Soprintendenza) da parte dello Sportello Unico

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    1. non ho trovato indicazioni specifiche: regolatevi come meglio credete o sentite il municipio.

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  3. Massimo
    se un edificio rientra sia nella tavola "a" sia nella "b", vale la prescrizione più restrittiva (dunque la b) oppure il semplice fatto che l'intervento da eseguire sia individuato nella tavola a mi permette di non chiedere parere preventivo vincolante?

    grazie

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  4. Innanzi tutto grazie per i tuoi preziosi contributi tecnici molto professionali vorrei porti un quesito: il fabbricato che comprende l'appartamento di un mio cliente oggetto di CILA è inserito nella Carta della Qualità sia nella G1.a (morfologie degli impianti urbani) che nella G1.b (edifici complessi edilizi moderni) quindi se ho ben capito il nocciolo della nuova circolare dovrei comunque richiedere il parere preventivo alla sovrintendenza capitolina in virtù del fatto che solo le morfologie degli impianti urbani (opere interne) sono escluse da tale parere. Vorrei un tuo parere in merito. Grazie

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    1. certo è così: in caso di vincolo molteplice, vale sempre il più restrittivo.

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  5. Buonasera,
    sono un architetto di roma da poco tempo alle prese con la libera professione e anche io come molti miei colleghi la mattina prima di aprire la mail apro il suo blog!
    Stavolta però mi trovo in una situazione che non riesco a risolvere semplicemente leggendo quindi riporto di seguito il problema confidando in un aiuto.
    Si tratta di un appartamento collocato in quartiere ardeatino, municipio VIII, segnalato in carta per la qualità in "morfologie etc etc" (G1A). Chiarito che non è necessario il parere preventivo per le opere interne, mi si chiede una risistemazione dell'ampio terrazzo di cui l'abitazione (ultimo piano) è dotata, intervento che, come si legge nella nota della circolare, è soggetto al parere.
    Il problema sorge nel momento in cui su questo terrazzo è stata montata dai precedenti proprietari una pergotenda...ora primo dubbio:
    - la pergotenda non richiede titolo abilitativo ma nel mio caso richiederebbe parere della sovrintendenza quindi...è abusiva? io purtroppo direi di si e quindi, volendola mantenere dovrei procedere con una sanatoria...ma di che tipo?
    - altra soluzione smontarla e richiedere il parere della capitolina sia per il rifacimento del terrazzo sia per la nuova pergotenda (che dio ci assista)...anche qui però ho alcuni dubbi, aldilà del discorso chiusure perimetrali, tende retrattili etc, ci sono limiti dimensionali di aggetto o quant'altro da rispettare? inoltre qualcuno sostiene che, anche per le pergotende, seppur ricadenti in AEL, sia necessario il Genio Civile....possibile?
    Grazie

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    1. la sanatoria della pergotenda la si può chiedere solo alla sovrintendenza: urbanisticamente non richiede titolo edilizio (anche se la questione è controversa, perché secondo un altro filone interpretativo potrebbe richiedere la SCIA). Non ci sono dimensioni massime della pergotenda: non fa volume quindi non è soggetta, o quantomeno questo è quello che finora si è sempre detto e fatto. Sul genio civile, non penso proprio serva.

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  6. Salve Architetto, complimenti per il suo ottimo blog. A breve devo eseguire, per conto di un mio cliente, una MS inerente opere interne (demolizione tramezzi, impianti, ecc..). L’immobile in oggetto si trova all’interno delle Mura Aureliane presso Viale Glorioso (in prossimità del Ministero dell’Istruzione), tessuto T5 da PRG. Consultando la Carta per la Qualità l’immobile risulta inserito negli EDIFICI E COMPLESSI EDILIZI MODERNI campito come OPERA DI RILEVANTE INTERESSE ARCHITETTONICO O URBANO nonostante non sia provvisto di vincoli puntuali. Ciò premesso, la domanda è la seguente: devo chiedere il parere alla sovrintendenza capitolina perché il manufatto è inserito nella carta per la qualità (foglio G1b) o posso aggirare l’ostacolo in luogo della sua posizione all’interno delle Mura Aureliane (avvalendomi del famoso protocollo d’intesa) e quindi di conseguenza presento solo la SCIA al Comune?

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    1. la risposta è in questo post http://architetticampagna.blogspot.it/2016/05/carta-per-la-qualita-istruzioni-per-luso.html linkato all'inizio. serve comunque il parere della capitolina.

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  7. Buongiorno arch.Campagna Le scrivo per avere una delucidazione in merito alla installazione di una canna fumaria con aggetto su suolo pubblico, sono in città storica ma fuori della carta della qualità, è corretto che viene vietata l'installazzione in base all'art.59 del Regolamento Edilizio? la ringrazio del suo interessamento

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    1. il regolamento edilzio è derogabile, a volte, ma la deroga la deve concedere il comune.

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  8. Buongiorno, sono un architetto e il mio dubbio è questo: devo fare la procedura telematica SUET per opere interne già eseguite (cila in sanatoria), l'immobile che è un edificio residenziale in zona Tiburtina ricade in EDIFICI E COMPLESSI EDILIZI MODERNI come OPERA DI RILEVANTE INTERESSE ARCHITETTONICO O URBANO, pertanto nella procedura suet dovrei allegare una relazione storico-critica con foto; di cosa si tratta? c'è un modello da seguire? Grazie

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    1. non esistono modelli: io ho sempre fatto una relazione in cui descrivo il fabbricato, poi l'immobile, e poi gli interventi da fare o già fatti. aggiungo qualche foto. nel caso approfondisco alcuni aspetti se nella "guida per la qualità degli interventi" vedo che viene chiesto di fare attenzione.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.