lunedì 4 giugno 2018

compilare il modulo unificato scia per agibilità

In questo post, faccio un approfondimento sul modulo unificato per la SCIA per l'agibilità. Come sempre da prassi per questo Blog, la procedura è focalizzata sulle sfumature procedurali che sono ritenute opportune qui a Roma, e dunque alcune affermazioni che qui andrò a fare potrebbero non trovare riscontro in altri comuni d'Italia.

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brevissimo sunto: l'agibilità serve in moltissime occasioni, forse è più semplice sintetizzare quando non serve (almeno qui a Roma). Se in una ristrutturazione di un immobile esistente si effettua una diversa distribuzione interna senza modifica dei vani (attenzione, non si intendono quelli catastali ma i vani contati come si faceva con le vecchie regole dell'agibilità, cioè ogni vano, anche accessorio o di servizio, conta sempre uno), allora non serve presentare nuova agibilità, così come in generale nelle manutenzioni ordinarie, con qualche eccezione. In praticamente tutti gli altri casi, sì. per i dovuti approfondimenti sul vasto tema, potete fare riferimento ai vari post di questo blog con tag agibilità.

Da non molto tempo, la procedura di agibilità è stata resa unica ed omogenea in tutta Italia grazie all'introduzione della modulistica unificata e all'introduzione del concetto di SCIA per l'agibilità. Prima l'agibilità era una procedura che prevedeva comunque una risposta da parte del Comune (anche se più di recente era stato introdotto il concetto di silenzio-assenso), mentre oggi, quindi, non più (leggi: sempre nuove e maggiori responsabilità per i tecnici privati, sempre meno invece per le amministrazioni).

Prima di addentrarci nel discorso della SCIA, se dovete operare su un immobile oggetto di condono, è utile a mio parere che si legga questo mio altro post relativo a quale ufficio è competente in caso di immobili in questa condizione. Vi sono infatti delle casistiche in cui l'agibilità non può essere prodotta tramite SCIA ma occorre seguire ancora la procedura precedente presso la UO Condoni.

A Roma le SCIA per l'agibilità (qui il link al modulo adottato da Roma, e non dimenticate di compilare anche il modulo ricevuta di deposito) sono soggette a controllo su un campione del 10% tra quelle depositate: il sorteggio in passato si è fatto ogni tre mesi, ma si dovrebbe tendere ad andare verso sorteggi mensili. Le SCIA non estratte di fatto sono da considerarsi acquisite, fatto salvo sempre il concetto che l'agibilità è valida solo se è stata allegata alla domanda tutta la documentazione richiesta e che nella stessa non siano contenuti dei falsi: altrimenti, anche in caso di maturazione del silenzio-assenso, si deve intendere invalida. La SCIA per l'agibilità produce i suoi effetti al momento del deposito e non alla maturazione di un termine.

A Roma, il modulo SCIA per l'agibilità deve essere consegnato in triplice originale (uno viene restituito al richiedente) mentre due sono le copie di tutti gli allegati (una rimane al richiedente).

Responsabilità: di chi e su cosa

il modulo è diviso grosso modo in base alle responsabilità che vengono attribuite a chi presenta il documento ed a chi assevera la relazione, ed è diviso in quattro sezioni: la divisione è fatta ovviamente in conformità alle disposizioni di legge. Salvo diverso accordo, a mio parere la responsabilità di predisporre e depositare l'istanza è del titolare del permesso (art. 24 c. 2 dpr 380/01), e non del tecnico incaricato: in caso di mancata presentazione, dunque, a mio parere non può essere data la colpa al tecnico che ha gestito l'eventuale istanza autorizzativa.

Il titolare dell'istanza di SCIA per l'agibilità è responsabile della dichiarazione circa i titoli che giustificano e legittimano l'intervento (ciò in coerenza anche con l'art. 29 DPR 380/01), nonché della completezza della documentazione da allegare (noterete che la sezione D, documentazione allegata, lo sottoscrive difatti solo il titolare e non anche il tecnico), tutte cose che vengono dichiarate nella compilazione della sezione A del modulo, che sottoscrive solo il richiedente.

Il tecnico asseverante invece come vedremo ha la responsabilità del contenuto della zezione B, ovvero la relazione tecnica, esattamente come è per i titoli edilizi.



Scendiamo nel dettaglio della modulistica.

sezione A

Nella prima pagina vi è lo spazio per indicare quale è il titolo edilizio che ha giustificato le opere per le quali si chiede l'agibilità. Lo spazio prevede l'inserimento di un solo titolo, tuttavia, a Roma, si chiede di indicare, se presenti, anche altri titoli precedenti o comunque se possibile di ripercorrere tutta la storia autorizzativa dell'immobile. Purtroppo lo spazio non è molto perché il modulo non lo prevede: in caso di numerosi riferimenti, forse è il caso di produrre un foglio a parte.

Successivamente, bisogna specificare per quale ambito si presenta l'agibilità, e le opzioni sono tre:

  1. presentazione di agibilità "a seguito di intervento edilizio" che, implicitamente, si intende per l'intero fabbricato: questa opzione a Roma viene interpretata da scegliersi solo se si sta presentando l'agibilità appunto per interi fabbricati a seguito di nuova edificazione o di ristrutturazione di interi fabbricati, oppure se si sta presentando una SCIA per aggiornare un certificato preesistente senza voler seguire le procedure di cui ai punti successivi (che secondo me però nel caso sono da preferire);
  2. agibilità parziale per porzioni di fabbricato (art. 24 comma 4 lett a dpr 380/01)
  3. agibilità parziale per singole unità immobiliari, opzione da scegliersi in tutti i casi in cui appunto la segnalazione riguarda una singola unità. (art. 24 comma 4 lett b dpr 380/01)
sezione B

Questa sezione contiene la relazione tecnica, che deve essere sottoscritta dal tecnico incaricato.

I vari punti da indicare mi sembrano abbastanza chiari: considerate che la sezione va compilata con riguardo all'ultimo intervento effettuato per il quale scaturisce la necessità dell'agibilità. Tuttavia, se l'edificio ha attraversato più fasi autorizzative prima di arrivare all'agibilità, può avere senso compilare la sezione in riferimento a tutti i titoli trascorsi oppure, in casi limite, anche presentando più sezioni B una per ciascun intervento trascorso, anche se questa cosa sarebbe sbagliata perché il tecnico che assevera questa relazione, si deve assumere la responsabilità solo per l'intervento che effettivamente ha diretto, dunque per gli interventi precedenti non agirebbe in qualità di direttore lavori. Questa cosa va valutata caso per caso e può essere opportuno confrontarsi di volta in volta con l'ufficio (considerate che tutti stiamo ancora studiando questo modulo, anche gli stessi comuni).

nel punto 1 bisogna dichiarare quali impianti sono stati modificati o installati. Per il dettaglio di come procedere e su quali opzioni barrare, vi rimando all'ultima parte di questo post.

Particolare attenzione è da porre al punto 2, dove si deve dichiarare se l'intervento ha interessato elementi strutturali. In caso negativo, ovviamente si può barrare l'opzione in cui si dichiara che nulla è stato predisposto, ma attenzione: se stiamo presentando una agibilità, anche parziale, su di un fabbricato che non ha mai avuto una agibilità, di fatto occorre predisporre ed allegare il collaudo statico della struttura dell'intero fabbricato.

Per le altre dichiarazioni (parti 3, 4, 5, 6, 7), occorre essere consapevoli di cosa si sta dichiarando: se vi è anche un solo punto oscuro tra quelli che vi si chiede di asseverare, è opportuno andarsi a studiare il contesto normativo relativo o fare le opportune ricerche documentali.
In generale, in questo post ho racchiuso alcuni degli ambiti normativi che sovrastano l'edilizia.

Attenzione comunque alla necessità degli adempimenti sul contenimento energetico: l'obbligo normativo può scattare anche per interventi considerabili come semplici, tipo anche solo la sostituzione degli infissi (dato che le norme non ne prevedono l'espressa deroga, di fatto il sostituire gli infissi implica sia l'obbligo di redazione della relazione legge 10/91, sia l'aggiornamento dell'agibilità).

la parte 8, relativa all'ascensore, può non essere compilata se non di pertinenza.

per quanto riguarda la legge 13/89, trovate l'approfondimento in questo ampio post. è bene sottolineare che gli adempimenti di questa legge, per come è stata impostata la norma stessa, hanno più peso nell'agibilità che non nell'istaza urbanistica.


sezione C

è il semplice modulo dei soggetti coinvolti, da compilare a seconda delle esigenze. La compilazione è a cura del proprietario o soggetto che richiede l'agibilità ed ha eguale valore di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà: attenzione perché il fatto di omettere dei titolari può essere intesa come falsa dichiarazione, cosa che può far decadere il titolo.

non penso valga la pena di spenderci altre parole.

sezione D

Al modulo vanno allegati tutti i documenti che vengono citati nell'elenco della sezione D e che si ritengono necessari, anche i documenti che non sono espressamente previsti nell'elenco riprodotto.

l'ufficio romano ritiene che questa sezione vada sottoscritta anche dal tecnico, ma di fatto sulla modulistica ministeriale vi è lo spazio per la firma del solo richiedente. Mi atterrei a quanto indicato nel modulo, comunque valutate voi.

Occorre riprodurre, anche se già in possesso dell'amministrazione, la documentazione relativa al titolo edilizio che ha autorizzato l'intervento, ovvero, in caso di più interventi pregressi, allegare la copia di tutti i titoli che sono stati acquisiti per autorizzare i vari passaggi, anche se sono state delle sanatorie. Se a questi precedenti titoli sono seguite delle agibilità, a mio parere basta inviare l'agibilità acquisita, senza riprodurre tutto il relativo titolo.

Va ricordato che la Legge indica che non devono essere prodotti all'amministrazione dei documenti che sono già in possesso di altri enti pubblici, ivi compreso ovviamente lo stesso comune, ma va considerato che Roma è un comune che ha una tale vastità di uffici che, in effetti, se uno dovesse acquisire tutta la documentazione citata perderebbe un sacco di tempo: dato che il tecnico che assevera deve comunque prendere visione di tutta la documentazione necessaria e quindi si presuppone che l'abbia in copia, vi chiedono di allegarla anche se la legge vi consentirebbe di non farlo. Probabilmente è una situazione temporanea nell'attesa che venga informatizzato e digitalizzato tutto l'archivio (per esempio quando sarà a pieno regime il SUET). Dunque se volete accogliere un suggerimento, vi invito a non formalizzarvi troppo sul punto, anche nello spirito di collaborazione tra amministrazione e cittadini.

Se si sta facendo una agibilità parziale in un fabbricato che è privo della agibilità complessiva, l'ufficio romano ritiene che debba essere allegata la documentazione afferente gli spazi comuni di cui può fruire l'immobile oggetto di agibilità; dunque per esempio se il fabbricato è diviso in due scale, con ciascuna un ascensore, si può trasmettere la documentazione solo dell'ascensore, che serve la scala in cui insiste l'immobile, oltre alle certificazioni degli altri impianti ; analogamente, se esiste un garage soggetto a CPI, ma l'immobile non ha pertinenze in quel locale, si può omettere la relativa documentazione. Io sono dell'avviso, comunque, di allegare tutto. Sempre in questo caso, il certificato di collaudo strutturale invece va prodotto a mio parere sempre per l'intero stabile, a meno che il fabbricato non sia composto da porzioni strutturali distinte e separate (ma nel caso non sarebbe un unico "fabbricato" secondo la definizione ministeriale).

Sulla necessità di produzione del certificato di collaudo strutturale, che alla fine è il vero oggetto del contendere in moltissimi casi, vi devo rimandare a quest'altro post.

Vi è poi un punto che appare oscuro a leggerlo, ed è quello in cui si indica che tra gli allegati deve essere presente un "elaborato planimetrico" che individua l'immobile oggetto dell'intervento. Purtroppo qui ci sono diverse interpretazioni: per "elaborato planimetrico", noi che siamo avvezzi al DOCFA, in genere intendiamo appunto quell'elaborato catastale di individuazione della suddivisione dei subalterni in una singola particella, ma dato il respiro generale dell'istanza di SCIA, in verità sembra volersi riferire a qualcos'altro. Generalmente finora ho ritenuto sufficiente allegare, se presenti, gli elaborati grafici allegati ai titoli edilizi, i quali ovviamente rappresentano e circoscrivono l'immobile; in assenza dei precedenti elaborati, può risultare opportuno effettuare un disegno di individuazione dell'immobile, ma purtroppo nel caso non vi sono indicazioni su come redigerlo.

per quanto riguarda le conformità degli impianti, è bene allegare sia la ricevuta di deposito (Roma ha uno sportello apposito per il deposito delle DiCo, ed è sempre al Dipartimento PAU), sia la copia dell'atto medesimo (lo so, è lo stesso ufficio nello stesso edificio e potrebbero loro andarsi a prendere la copia, ma vi rimando al commento fatto in uno dei paragrafi precedenti). Per le caldaie, è bene allegare anche i libretti e le prove fumi, documenti che invece non sono richiesti come allegati nel deposito allo sportello preposto.

A Roma lo sportello dedicato del Dipartimento per il ricevimento delle DiCo le acquisisce solo nei seguenti specifici casi: 1. interventi di nuova costruzione o comunque interventi effettuati a seguito di istanze depositate presso il Dipartimento (dunque non quelle dei municipi, come le CILA e le SCIA ordinarie, che sono la stragrande maggioranza) 2. interventi che sono soggetti a scia per l'agibilità, indipendentemente dal tipo di intervento. Dunque se si effettua una ristrutturazione che non richiede l'agibilità, di fatto non vi è a Roma uno sportello in cui poter depositare le certificazioni ed assolvere così all'obbligo normativo.

Rimandando l'approfondimento sugli impianti a quest'altro post più specifico, vi ricordo che per quelli realizzati successivamente all'anno 2008 deve sempre esserci una dichiarazione di conformità e non può essere sostituita da niente altro; se l'impianto non ha una DiCo ed è posteriore al 2008, deve essere praticamente rifatto da capo, la legge non prevede altre scappatoie. Se l'impianto è stato fatto tra il 1990 ed il 2008 si può produrre una Dichiarazione di Rispondenza oppure, se se ne è in possesso, la documentazione di certificazione redatta ai sensi della legge in vigore tra quegli anni (46/90). Se invece l'impianto è ante 1990, non era di fatto soggetto a certificazione e quindi in questo caso il proprietario deve produrre una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui dichiara la circostanza: questa dichiarazione varrà come documentazione d'impianto ai fini dell'agibilità.

Per ricapitolare, riguardo agli impianti:

- se ante 1990, le conformità sono sostituite da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa da parte del richiedente/proprietario; detto documento non va protocollato all'ufficio impianti ma va direttamente allegato alla SCIA;
- se tra 1990 e 2008, può avere o la documentazione originaria redatta ai sensi della 46/90 oppure, in assenza, si può produrre una dichiarazione di rispondenza, da far eseguire sempre ad un tecnico qualificato. in questo caso va depositata presso l'ufficio impianti del Dipartimento (attenzione, il modulo accompagnatorio per le DiCo non è ancora disponibile on-line, va preso direttamente presso l'ufficio);
- se post 2008, l'impianto non può non avere la dichiarazione di conformità, la quale non può essere sostituita. Dunque in assenza di tale documento, di fatto bisogna eseguire un nuovo impianto; La DiCo va depositata presso lo sportello impianti del Dipartimento, accompagnata dal modulo da scaricarsi a questa pagina;

i protocolli delle DiRi e delle DiCo vanno riportati nella tabella di pag. 6 (sezione B, seconda pagina) a fianco alle lettere "pg" che starebbero per protocollo generale.

Il presente post è frutto della mia esperienza personale come tecnico professionista privato, condivisa con la collettività per spirito di collaborazione tra tecnici ed anche verso i comuni cittadini che hanno desiderio di approfondire: non è un post prodotto da nessuna amministrazione e in ogni caso non può considerarsi un documento ufficiale. Non posso pertanto assumermi alcuna responsabilità circa la veridicità di quanto qui riportato. In ogni caso, invito chiunque avesse informazioni in aggiunta o in contrasto con quanto rappresentato, di farmelo presente, anche in forma privata se ritiene, così da poter correggere o ampliare le informazioni di pubblico dominio.


7 commenti:

  1. Ciao Marco, volevo farti un paio di domande.
    Sto preparando una SCIA per agibilità di un appartamento che ho seguito quale Progettazione e D.L. qualche anno fa e che ora viene venduto.
    Ovviamente sono stati rifatti gli impianti elettrici ed idrico sanitario.
    Devo depositare oggi i certificati di conformità al Dipartimento o basta allegare alla domanda di SCIA una copia?
    seconda domanda sul collaudo statico.
    Con la CILA eseguita nel 2015 non venivano toccate le strutture dell'immobile, era una semplice diversa distribuzione spazi interni e rifacimento impianti, devo fare i calcoli sulle murature di un edificio costruito negli anni trenta in muratura a mattoni pieni di spessore dai 60 ai 65 cm? E tra l'altro aveva la planimentria con impianto del 1939.
    Se fosse una risposta affermativa sarebbe davvero allucinante una burocrazia che obbliga a fare documentazioni quasi un secolo dopo la realizzazione dei manufatti.
    Ti ringrazio per la risposta che vorrai darmi.
    Arch. Daniela Fittante

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    1. le DiCo (o DiRi se del caso) vanno depositate allo sportello impianti del Dipartimento; alla SCIA allegherai sia copia del documento, sia copia della ricevuta di protocollo. trovi tutto scritto nel post.
      per il secondo quesito, ti rimando ad un post specifico di qualche mese fa comunque per ora non mi risulta sia cambiata la procedura, e, nel caso di specie e per quello che posso capire da quello che scrivi, serve un certificato di idoneità dell'intero fabbricato.

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  2. Buonasera Architetto, le faccio una domanda banale, ma le CILA vanno sempre chiuse con fine lavori ed eventualmente la variazione catastale, oppure va presentata anche per le CILA l'agibilità?

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    1. a seconda delle regole locali, a volte anche a seguito di CILA è necessario procedere all'aggiornamento dell'agibilità. Sul tema ci sono anche dei post specifici su questo blog, uno dovrebbe chiamarsi "CILA ed agibilità".

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  3. Ok, mi riferivo alla questione di Roma; in altri comuni infatti anche per interventi soggetti a CILA, il procedimento in alcuni casi si chiude con l'autocertificazione dell'Agibilità, che è più snella come procedimento di quella ordinaria.

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    1. l'autocertificazione di agibilità è una procedura che è esistita per brevissimo tempo, ed era contenuta nell'art. 25 del tue, poi abrogato. adesso esiste solo la SCIA per agibilità, che può essere utilizzata anche come fine lavori. comunque a Roma le cila necessitano sempre il fine lavori perché si è ritenuto di rendere obbligatoria la figura del DL.

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    2. Si, approvo quello che ha scritto!! ;)

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.