domenica 11 ottobre 2015

condizionatori e autorizzazioni

Inatallare un condizionatore d'aria può sembrare una operazione banale, e da un punto di vista prettamente tecnico certamente lo è; tuttavia ciò implica il doversi confrontare anche con la normativa urbanistica, che invece non sempre appare semplice e lineare come ci si potrebbe aspettare: solo grazie ad una recente modifica normativa, infatti, alcune installazioni sono esentate dal dover chiedere una vera e propria licenza urbanistica.

Immagine: "ACFujitsu" by Raysonho @ Open Grid Scheduler / Grid Engine - Own work. Licensed under CC0 via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:ACFujitsu.jpg#/media/File:ACFujitsu.jpg

[post rivisto ed aggiornato al 07 giugno 2017]

Il condizionatore d'aria prevede sempre, necessariamente, uno scambio termico con l'esterno: le pompe di calore per impianti ad aria infatti funzionano prelevando energia dall'atmosfera, e se non hanno uno scambiatore termico posto all'esterno, o almeno una tubazione, non possono funzionare. Altre tipologie di pompe di calore possono funzionare con altri tipi di sorgenti (p.e. il sottosuolo) ma sono di difficile applicazione negli edifici esistenti o ancora più nei singoli appartamenti di un condominio.

Da qui la necessità di avere o una coppia di fori nel muro esterno (come alcuni modelli di condizionatori di una nota marca) oppure la ormai classica apparecchiatura esterna che contiene il radiatore e la ventola. Per tali ragione, il condizionatore prevede nella quasi totalità dei casi delle opere di rilevanza esterna, le quali sono spesso soggette alla richiesta di un titolo abilitativo, con delle eccezioni.

Vediamo anzitutto quando non serve chiedere nessuna autorizzazione. Il testo unico dell'edilizia (DPR 380/01, art. 6 comma 1 lett. a, modificato nell'attuale stesura dal decreto sblocca-italia) indica l'installazione di pompe di calore aria-aria tra le opere edilizie di attività edilizia libera, cioè non soggetta alla richiesta di un titolo edilizio, purché siano al di sotto dei 12kW di potenza nominale. 12kW sono una potenza ragguardevole per una pompa di calore, tanto che i normali condizionatori mono o dual-split difficilmente si avvicinano a tale limite di potenza: è sempre bene chiedere comunque al vostro installatore, benché le schede tecniche dei prodotti sono abbastanza chiare. A proposito di schede tecniche: le pompe di calore più recenti sono quasi sempre caldo/freddo, e quindi di una singola macchina troverete due potenze nominali, una appunto per il funzionamento a freddo e l'altra per quello a caldo. In genere la potenza nominale per il funzionamento a caldo è superiore (di circa un 10%) a quella per il funzionamento a freddo: secondo me la potenza limite di legge va presa considerando il maggiore tra i due valori espressi. Attenzione ancora al fatto che la potenza nominale non è la potenza assorbita: una macchina che ha una potenza nominale di 4kW infatti può avere un assorbimento di picco intorno ad 1kW elettrico: il dato da tenere in considerazione in questo caso sono i 4kW di potenza nominale, ovviamente.

Al di sopra dei 12kW di potenza, il titolo abilitativo da richiedere è la SCIA, in quanto competente per l'installazione di volumi tecnici esterni. La normativa citata è, come spesso accade, un po vaga, e non si capisce se i 12kW di potenza nominale si vadano a sommare nel caso di installazione di più impianti singoli in una stessa unità immobiliare. La risposta più logica che si può dare a questa domanda è tendenzialmente no, nel senso che il limite sembra valere per ciascun impianto, anche se installati più d'uno all'interno della stessa unità immobiliare: ciò potrebbe portare le persone a preferire l'installazione di più micro-sistemi invece che di un unico impianto, al fine di rimanere al di fuori dell'obbligo di autorizzazione, e ciò può andare a creare problemi di deturpamento delle facciate degli edifici o problemi di ingombro di spazi condominiali.

Dunque la legge nazionale, pur con una indicazione assai generica, ha di fatto "liberalizzato" l'installazione dei condizionatori, visto che prima andavano tutti autorizzati mediante una SCIA. Rimane comunque a mio avviso il fatto di doversi confrontare con i condomini, se si installa un condizionatore in un condominio, a maggior ragione se in facciata esterna. Attenzione poi ai regolamenti di condominio che possono vietare o comunque stabilire delle regole precise per il posizionamento delle macchine.

Il nuovo dettame normativo comunque ha di fatto "legalizzato" tutte le installazioni fatte in precedenza senza titolo autorizzativo: infatti adesso, essendo attività libera che non richiede neanche la comunicazione base (CIL), è come se tutti potessero fare una sanatoria "de facto" ora per allora anche senza depositare nulla. Attenzione perché i comuni hanno comunque facoltà di richiedere un titolo edilizio o la presentazione di una comunicazione di inizio lavori, anche se la legge nazionale non lo prevede; devono però aver emesso una deliberazione in merito. Ho notizia di alcuni comuni italiani che richiedono infatti la CIL.

Ci sono dei casi però in cui anche al di sotto dei 12kW di potenza serve una autorizzazione: vediamo alcuni esempi.

Il primo esempio che si può fare di questo caso, paradossalmente, è proprio relativo a quegli impianti che al posto della macchina esterna hanno solo due buchi in facciata: la bucatura della facciata infatti è un opera edile che è comunque soggetta a SCIA edilizia, e dunque servirebbe un titolo edilizio per effettuare un opera dal minore impatto estetico; tuttavia non è detto che eventuali future sentenze sul tema andranno a dire che la liberalizzazione normativa sia valida anche in caso di installazione di condizionatori privi di macchina esterna, anche perché un buco nel muro va fatto comunque, anche per condizionatori tradizionali. 

Il titolo edilizio poi serve sempre in caso di intervento su edificio vincolato, ed è bene ricordare che i vincoli sono spesso areali e non puntuali: tutto il centro storico di Roma all'interno delle mura aureliane per esempio è un bene vincolato, e dunque per installare un condizionatore in quella zona è necessario acquisire preventivamente il nulla osta della sovrintendenza e, successivamente, presentare una SCIA edilizia. 

Per quella che è la mia esperienza anche recente con la Sovrintendenza che tutela il centro storico di Roma, posso dire che la realizzazione dei fori in facciata non è mai ben vista (al contrario di quanto probabilmente vi diranno i venditori di questi condizionatori "tutto interno") sia per una ragione squisitamente estetica (i fori si vedono, ammettiamolo, anche se tinteggiati tono su tono) sia anche per una ragione "materica" e "statica" (gli edifici del centro storico sono stati realizzati quasi tutti in epoche in cui non vi erano regole precise su come realizzare le strutture portanti): non è comunque del tutto escluso che possano essere autorizzati, ma, nel caso, lo saranno probabilmente su facciate interne, non prospettanti su suolo pubblico, o su chiostrine. In alternativa ai fori, per la tutela del centro storico è ritenuto meno invasivo prevedere la modifica dell'infisso (finestra o porta-finestra) per creare un vano tecnologico apposito per gli impianti: in questo caso però attenzione a non erodere in modo eccessivo il rapporto aeroilluminante, che deve essre sempre garantito per l'ambiente servito. 

Nel caso di realizzazione di fori in facciata in centro storico o su un bene vincolato la SCIA edilizia è necessaria proprio perché si interviene su un bene tutelato: la stessa legge nazionale infatti specifica che in caso di interventi non soggetti ad alcun titolo edilizio ma effettuati su immobili o in tessuti vincolati richiede comunque la SCIA. Lo stesso discorso vale per i vincoli paesaggistici, che sono areali e molto vasti, e spesso ricomprendono anche aree urbanizzate delle città. A Roma per esempio ci sono porzioni insospettabili di città sottoposti a vincolo paesaggistico (un paio di esempi? buona parte del Trullo e una parte di collina fleming a ridosso del Tevere: zone caratterizzate da una qualità architettonica non certo elevata e pari a molte altre zone non vincolate). Per una trattazione sul tema dell'analisi dei vincoli urbanistici e per una guida alla visura vi rimando a quest'altro mio post, ma considerate che ancor più di recente è uscito il DPR 31/17 che ha semplificato, tra le altre, proprio interventi di installazione condizionatori su alcuni tipo di vincolo paesaggistico.

Nel paragrafo precedente si è parlato di vincoli nazionali, imposti da decreti ministeriali o imposizioni regionali. Possono però esserci ulteriori vincoli imposti dal piano regolatore generale: per esempio a Roma esiste la carta per la qualità, che individua beni areali e puntuali meritevoli di tutela, anche se non sono soggetti a vicoli nazionali. In questo caso occorre seguire le norme specifiche che potrebbero vietare o normare l'installazione dei condizionatori; nel caso di Roma, per esempio, nel caso si ricada in un qualunque vincolo della carta per la qualità, è comunque necessario il nulla osta della sovrintendenza capitolina.

Vediamo infine brevemente gli adempimenti relativi alle altre normative delle sfere non urbanistiche. Secondo nuovi dettami normativi, oggi anche i condizionatori sono soggetti all'obbligo di redazione del nuovo libretto d'impianto: pretendetelo dal vostro installatore perché le multe sono abbastanza salate.
Per quanto riguarda il DM 37/08, solo al di sopra delle 40.000 frig/h (cioè impianti veramente potenti, al di sopra dei 46kW) è necessario redigere e depositare presso il comune un progetto impiantistico; in tutti gli altri casi, il dimensionamento è comunque obbligatorio ma non va depositato presso il comune (attenzione: così ho capito io ma potreste trovare indicazioni differenti, soprattutto presso altri comuni).
Secondo il nuovo decreto requisiti minimi sul contenimento del consumo energetico (punto 5.3.2. dell'allegato 1 al decreto requisiti minimi), ad ogni installazione di macchina esterna deve corrispondere una verifica tecnica calcolando l'efficienza globale media stagionale e verificando che risulti inferiore al valore di riferimento. Purtroppo questo prevede dei calcoli anche complessi e la simulazione delle dispersioni termiche dell'intera unità abitativa, da fare, vi suggerisco, solo mediante software certificati. Solo nel caso di sostituzione di macchine esistenti la verifica è "semplificata" al solo rispetto di alcuni parametri di efficienza, ma solo, anche qui, se le macchine hanno una potenza nominale inferiore ai 12kW. Facendo alcune simulazioni di calcolo con il software in uso nel mio studio, le macchine di nuova generazione rientrano molto facilmente nei parametri richiesti.

Fin qui si è parlato di condizionatori, perché la legge parla esplicitamente di quelli. In caso di insatallazione di qualunque altro elemento impiantistico di rilevanza esterna, la legge non consente "deroghe" ed è quindi sempre necessaria l'autorizzazione urbanistica, come nel caso anche delle semplici caldaie esterne, se non in sostituzione di apparecchi preesistenti. 

Riassunto dei temi del post:
AL DI SOTTO DEI 12KW DI POTENZA NOMINALE NON SERVE ALCUNA AUTORIZZAZIONE URBANISTICA, IN ZONE NON VINCOLATE
IN ZONE VINCOLATE E'SEMPRE NECESSARIO IL NULLA OSTA, TRANNE I CASI IN CUI NON SIA ESPLICITAMENTE CONSENTITO 
SE SI E'IN ZONA VINCOLATA, OCCORRE AUTORIZZARE MEDIANTE SCIA
 IN OGNI CASO, OCCORRE VERIFICARE CHE L'IMPIANTO SUPERI L'EFFICIENZA GLOBALE MEDIA STAGIONALE: LA RELATIVA DOCUMENTAZIONE PERO'NON SEMPRE VA DEPOSITATA IN COMUNE

19 commenti:

  1. Caro Marco , sempre grazie per il tuo impegno ..
    Allora sto facendo ristrutturazione interna con Cila zona città giardino e ahimè dopo aver presentato il tutto ho scoperto di essere in carta qualità .
    Chiederò quindi il parere alla soprintendenza capitolina a breve ma ho i seguenti dubbi che spero tu mi possa dissipare :1) devo far presente che ho già presentato la Cila o posso fare la gnorri e una volta ottenuto il nullaosta lo integro ?
    2) sul balcone è presente un armadio in muratura per contenere la caldaia di costruzione precedente all'acquisto ( verificato con Google Street view) che fare? Molti nel palazzo hanno la caldaia esterna
    3) condizionatori appunto dovrei mettere un trial esterno ....me lo permettono?
    Grazie aspetto la tua risposta con un certo timore
    Arianna

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    1. la sovrintendenza capitolina può procedere in accertamento di conformità, ma puoi fare una domanda come se non avessi presentato la CILA. strano anzi che tel'abbiano fatta depositare perché al terzo municipio ci stanno molto attenti a questo aspetto. per le modifiche esterne e il condizionatore, è meglio che vai a parlare prima con i tecnici della sovrintendenza, altrimenti rischi lunghe perdite di tempo nel dover presentare domande in variante di cose già presentate.

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    2. Grazie ..infatti non volevano accettarla ma avendola presentata il 28 luglio hanno avuto pietà di me con la mia parola che avrei integrato a breve ...grazie se avrò notizie interessanti per tutti le aggiungerò a questo commento
      a presto Arianna

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  2. Ciao Marco, complimenti innanzitutto per il tuo sito, davvero molto accurato e utilissimo!
    Volevo chiedere: devo fare una CILA per manutenzione straordinaria e nell'intervento è prevista la rimozione di due condizionatori (con motore esterno appeso e ben visibile) e loro sostituzione con condizionatori con motore a terra che verrà posizionato nel balcone con ringhiera in ferro. L'intervento è chiaramente migliorativo ma mi chiedo se è necessario fare la SCIA...
    Grazie mille!

    Irene

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    1. buona sera Irene, in attesa della risposta dell'arch. Campagna ti posso segnalare che in merito alla tua questione sulla SCIA andrebbe per esempio visto se sull'immobile ricadono vincoli. da quello che leggo nel post in zona vincolata (puntuale, paesaggistico, carta della qualità ecc...) ci vuole la SCIA.

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    2. se i condizionatori esistenti non sono stati autorizzati, si possono rimuovere e basta senza indicarli, salvo poi valutare la situazione nello specifico. Per il nuovo condizionatore, se sotto i 12kW, si può omettere nella pratica edilizia perché appunto va in MO, ma se si vuole comunque indicare, allora è meglio fare la SCIA, ma questa è una valutazione che deve fare il tecnico incaricato della progettazione.

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    3. Grazie a entrambi per le risposte! Sull'area non ci sono vincoli e siamo sotto i 12 kw, dubito fortemente che il precedente intervento sia stato autorizzato...
      Il tecnico sarei io :) ma sono alle prime armi e volevo capire se non citando l'intervento di rimozione e sostituzione nella CILA commetto qualche irregolarità.

      Ne approfitto per fare un'altra domanda se posso: nei grafici della CILA volevo inserire delle sezioni, ma mi è venuto il dubbio: devo indicare il controsoffitto in cartongesso? Nella pianta dell'ante operam ho scritto per ogni ambiente l'altezza interna attuale (2.90) in quella del post operam l'altezza di progetto (2.75), in sezione quindi come mi comporto?

      Grazie ancora!
      Irene

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    4. in questo caso, essendo la sostituzione - di fatto - un opera di edilizia libera, puoi rappresentarlo nella CILA appunto come citazione di opera comunque non soggetta a titolo; oppure la ignori e pace. senti comunque cosa ne pensano in municipio, perché quanto detto nel post è abbastanza recente e non tutti potrebbero essere ancora allineati.
      per i controsoffitti, se sono omogenei e vanno a coprire interamente un ambiente, sarebbe bene indicarli: in sezione ti comporti di conseguenza, rappresentandoli solo nel post-operam e non nell'ante. Se sono solo velette a parete o coprono solo una porzione di ambiente, puoi valutare di non rappresentarli.

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  3. come al solito centrato il problema. Capire, e far capire, che si tratta di sommare potenze termiche e frigorifere, non elettriche! Nei miei corsi i colleghi di varia provenienza restano quasi sempre sconcertati da tale scoperta..

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    1. Aggiungerei anche la necessità di inserire i climatizzatori nel libretto di impianto per la climatizzazione

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    2. certo, giusta osservazione: in pochissimi sanno che anche e soprattutto gli impianti di condizionamento, per quanto semplici e di scarsa potenza, necessitano oggi del libretto d'impianto!

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  4. gestisco un teatro e abbiamo presentato scia in sanatoria per la sostituzione dell'impianto di condizionamento. Prima c'era 4 macchine da 20Kw ma erano insufficienti e non introducevano aria esterna nell'impianto, così le abbiamo sostituite con una unità monoblocco da 125kw posizionata sul tetto al cx rispetto alle 4 vecchie. Chiedo: la macchina monoblocco và considerata come un volute tecnico? ed essa deve rispettare delle distanze rispetto ad edifici attigui?

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    1. tendenzialmente un chiller va considerato come "costruzione" e quindi come "locale tecnico" anche perché è un elemento in grado di limitare la veduta. Dunque in linea di massima sì, bisogna rispettare le distanze e fare anche la relazione sulla previsione dei rumori: conviene sempre chiedere il parere dell'ufficio tecnico di zona.

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  5. Buonasera e complimenti per l'articolo.
    Devo installare due condizionatori o un impianto canalizzato in un locale soggetto a vincolo. La potenza è sotto i 12KW e la macchina esterna sarà collocata all'INTERNO dell'edificio. Considerando che la sovraintendenza ha avuto da ridire persino sul colore delle pareti interne, secondo Lei che iter burocratico bisogna seguire? C'è bisogno del nullaosta della sovraintendenza? Grazie

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  6. buongiorno Marco e grazie del tuo utilissimo blog.
    Ma è vero che è uscita una circolare dall'anno scorso che regolamenta l'installazione dei motori e credo anche di caldaie che si affacciano sui cortili interni? non riesco a trovare nulla in merito.

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    1. se ti riferisci alla sovrintendenza capitolina, trovi i riferimenti qui http://architetticampagna.blogspot.it/2016/06/circolare-sovrintendenza-capitolina.html se invece ti riferisci al DPR 31/17, c'è un post apposito di non molto tempo fa.

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