martedì 6 agosto 2019

istituzione nuovo vincolo paesaggistico quartieri nomentano e trieste a Roma

Il 15 luglio 2019 è stato pubblicato sull'Albo Pretorio di Roma capitale la proposta di Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico - cioè per l'apposizione di un vincolo Paesaggistico - in una ampia (ma non amplissima) porzione di città grosso modo ricompresa tra le vie Nomentana, Regina Margherita, Tagliamento e piazza Istria, ovviamente a Roma.


Anzitutto, alcuni link:
notizia sul sito di Roma Capitale
Pubblicazione sull'albo pretorio (attenzione: il link trascorso il termine di pubblicazione non sarà più valido. quando ciò accadrà, potrete scaricare il documento dal solo link di seguito)
Link alternativo per scaricare l'allegato alla pubblicazione sull'Albo Pretorio 
Link alla notizia della pubblicazione sul sito della Regione Lazio

Di fatto insomma si tratta della procedura per l'apposizione di un vincolo di tipo Paesaggistico, ai sensi dell'art. 136 comma 1 lett. c) del Codice dei Beni Culturali, ovviamente parte III del Codice. La procedura, anche se non esplicitato, pare essere mossa ai sensi dell'art. 138 comma 3.

L'obiettivo del vincolo è quello di tutelare una delle zone dei cosiddetti "villini" della Capitale, ovvero quei quartieri, sviluppatisi principalmente sulla base della pianificazione del PRG del 1909, che sono caratterizzate da una densità edilizia medio-bassa (edifici da non più di quattro piani, distanziati tra loro, e quindi con del "verde" attorno, da cui la classificazione a "villini" distinta da quella a "palazzine" rimasta anche nel PRG del 1931) e da edifici che, per volontà precisa del Regolamento Edilizio di allora, dovevano avere le facciate decorate. Ciò ha permesso la nascita di quartieri dall'estetica veramente particolare (anche se poi spesso internamente questi edifici erano e sono molto sciatti e "poveri", in netto contrasto con gli esterni), resi unici sia dalla composizione architettonica dei singoli edifici, sia dall'insieme degli stessi che, nel loro essere variegati e disomogenei, consegnano al semplice cittadino che passa per la strada quel senso di disorientamento e di disomogeneità che inconsciamente ci dona un senso di apprezzamento e serenità.

Dopo la ormai famosa vicenda di via Ticino (di cui non metto link perché su google si trovano copiosi articoli a copertura della vicenda) in cui uno di questi villini è stato abbattuto per edificare un nuovo edificio che introduce inevitabilmente un linguaggio diverso, l'opinione pubblica è stata scossa e, per conseguenza, anche la Soprtintendenza ha quindi mosso i suoi scacchi per tutelare l'innegabile spettacolo che le bellezze di questi quartieri dona al visitatore.

Come mio solito, non toccherò il tema della opportunità della rigenerazione urbana messa in contrasto con la tutela dell'esistente, perché finirei per dare un giudizio personale delle operazioni di sostituzione edilizia: dato che questo blog vuole essere una raccolta di informazioni e documentazione sostanzialmente tecnica, mi guardo bene dal dare giudizi in questo ambito.

estratto del PTPR Lazio tavola B
Qualora l'iter autorizzativo arrivi a conclusione senza significativi stravolgimenti, avremo quindi un nuovo vincolo a cui prestare attenzione. Cominciamo col dire che i vincoli in questi quartieri già sono presenti (vedi immagine sopra, estratta dalle tavole B del PTPR Lazio), dunque non è una novità assoluta. Quello che forse è un qualcosa di innovativo per questa zona è l'estensione del vincolo, visto che attualmente sono presenti solo perimetrazioni abbastanza localizzate che si estendono al massimo ad un gruppetto di edifici.
estratto della documentazione pubblicata per la procedura
di apposizione del nuovo vincolo
Che conseguenze avrà l'apposizione di un vincolo di questo tipo? leggendo le indicazioni, la procedura di tutela non è volta solo ad impedire demolizioni e ricostruzioni selvagge, ma anche a tutelare l'aspetto esteriore dell'edificio contro ogni possibile forma di incisiva manomissione.
Estrapolando alcuni interventi che risulteranno del tutto vietati, vi cito quelli che maggiormente possono interessare l'attività edilizia più "spicciola":
  • realizzazione o modifica di infissi e aperture esterne, ivi comprese vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche;
  • modifica o chiusura di balconi, terrazze o similari;
  • aperture nelle coperture a falde (c.d. "velux");
  • sostituzione della tipologia dei manti di copertura;
  • sopraelevazioni;
  • accorpamenti e rifusioni tra unità edilizie distinte e non contigue;

Dunque dopo l'apposizione del vincolo gli interventi sopra elencati, nell'area di interesse, saranno tendenzialmente vietati; gli altri interventi non espressamente vietati potranno essere autorizzati, ma sempre previa acquisizione del nulla osta paesaggistico (ordinario o "semplificato", a seconda del tipo di opera) da ottenere nelle forme attualmente in vigore (andrà quindi presentata richiesta al Dipartimento, in quanto il Comune di Roma è subdelegato dalla Regione Lazio alla gestione delle autorizzazioni paesaggistiche).

Attenzione perché diventerà a questo punto più complesso procedere alla sanatoria delle trasformazioni sopra elencate o comunque in generale a qualunque trasformazione che possa aver riguardato l'esterno degli edifici: chi frequenta questo blog sa bene quanto è diffusa la difformità edilizia in questa città, e molti avventori sono giunti su queste pagine proprio per cercare informazioni su come sanare situazioni di illegittimità che spesso e volentieri ricomprendono balconi e finestre che compaiono nel progetto ma non presenti nell'edificio o vice-versa, per non parlare poi delle aperture sulle falde dei tetti. Domani che il vincolo sarà attivo, per procedere alla sanatoria edilizia delle difformità, occorrera preventivamente acquisire l'accertamento di compatibilità paesaggistica, seguendo l'art. 167 del Codice dei Beni Culturali, cosa che comporta lungaggini importanti e ulteriori oblazioni, anche se gli interventi risalgono ad epoca precedente l'apposizione del vincolo (in tal caso, la Regione nel valutare la sanatoria dovrebbe però considerare la data effettiva di esecuzione dell'"abuso").

Trattandosi di un vincolo paesaggistico, tuttavia, varranno le disposizioni del DPR 31/17 avente ad oggetto l'introduzione di una serie di interventi non soggetti ad alcuna autorizzazione paesaggistica (anche in sanatoria).

2 commenti:

  1. Mi domando se saranno respinte le domande del terzo condono edilizio ricadenti in queste aree, ora vincolate , qualora non fosse stata ritirata la concessione in sanatoria.

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    1. considerando che il terzo condono non è ammissibile in aree soggette a vincolo, e che l'istruttoria del condono deve considerare i vincoli presenti al momento dell'istruttoria e non quelli in vigore solo al momento dell'abuso, tenderei a pensare che tali domande siano destinate a rigetto. tuttavia il vincolo non è stato ancora istituito: deve trascorrere il tempo di pubblicazione e, in caso di osservazioni, dovranno valutarle e solo dopo verrà istituito il vincolo, il quale dovrà risultare sul PTPR.

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