giovedì 19 novembre 2015

controsoffitti, cartongesso e pratiche autorizzative

Molto spesso nelle ristrutturazioni edilizie si realizzano degli elementi in cartongesso, siano essi controsoffitti, contropareti (magari per isolamento), velette luminose o anche veri e propri soppalchi contenitivi. Secondo la mia esperienza, non sempre questi elementi devono necessariamente essere indicati nelle pratiche edilizie e, parallelamente, non necessariamente serve una pratica edilizia per realizzare alcune di queste strutture.


Comincerò col dire che non c'è una normativa o un riferimento nazionale relativamente a questo ambito d'intervento, tuttavia potrebbero esserci realtà locali, regionali o comunali, che possono aver legiferato in materia: per esempio potremmo trovare alcuni regolamenti edilizi che hanno stabilito quali opere vadano in autorizzazione e quali altre invece no.

Come al solito in questo blog, mi focalizzerò sulla città di Roma, città dove opero professionalmente. Roma ha un vecchio regolamento edilizio nel quale non è descritto nulla di significativo riguardo ai controsoffitti, ma esiste una circolare dipartimentale a cui si fa generalmente riferimento per alcuni interventi più in dettaglio. Ritenendo inutile fare dei discorsi generalizzati su ambiti di intervento anche spicciolo, farei una sorta di raggruppamento in paragrafi.

OPERE CHE POSSONO ESSERE FATTE SENZA ALCUN TITOLO
o, anche, opere che se previste all'interno di una ristrutturazione che già di per sè prevede una CILA, possono essere del tutto omesse, salvo valutazione del tecnico progettista. In questa categoria generalmente rientrano quegli elementi che, per un motivo o per un altro, possono essere assimilati all'arredo mobile.

  • mobilio realizzato in cartongesso, se inteso come mobili tv, librerie, et simila. Valgono solo elementi "aperti" che non possano essere considerati vani chiusi accessibili con porta.
  • velette in cartongesso finalizzate esclusivamente a produrre effetti luminosi o ribassamenti localizzati o perimetrali di ambienti, per esempio anche per nascondere una tubazione impiantistica: in questo caso i ribassamenti possono anche essere fatti ad altezza inferiore a 270cm (o 240 nei bagni e ripostigli) purché appunto non riguardino la superficie dell'intero ambiente ma siano limitati ad alcuni settori o ad alcune pareti
  • elementi architettonici come testiere di letti sagomate, quinte sceniche, elementi orizzontali sempre finalizzati alla produzione di effetti luminosi 
  • finti archi o finte piattabande, se realizzati all'interno di aperture murarie già autorizzate
OPERE CHE NON NECESSITEREBBERO UNA CILA SPECIFICA
ma che, nel caso in cui sono previste in una ristrutturazione che già prevede una CILA, si può valutare se rappresentare (la valutazione spetta al tecnico progettista che incaricherete).

  • ribassamenti uniformi di interi ambienti a fini estetici o di isolamento acustico o termico, anche se privi di illuminazione. Il ribassamento non può creare ambienti più bassi di 270 cm (a meno che non siano finalizzati al contenimento dei consumi energetici: in tal caso c'è una deroga nel nuovo decreto energetico di 10cm) o di 240cm se riferiti a bagni e ripostigli
  • controfodere in cartongesso su pareti interne, a scopo di isolamento acustico o termico
  • spallette murarie di dimensioni modeste (20/30cm) 
  • elementi di arredo in cartongesso di dimensioni importanti, come per esempio una libreria in muratura che occupa una intera parete; scaffalature di profondità importante
  • nicchie, finti archi o finte piattabande, se per farli occorre realizzare modeste spallette
  • rialzi di pavimentazioni effettuate a scopo estetico o per passaggi impiantistici, realizzati con pavimentazioni flottanti o anche con sistemi costruttivi simili al cartongesso (attenzione a rispettare sempre l'altezza di 240cm)
OPERE CHE NECESSITANO UNA SCIA O UNA CILA
anche indipendentemente dal fatto se si realizzano contestualmente ad altre opere edilizie che necessitano una istanza urbanistica
  • pareti in cartongesso e spallette di dimensioni importanti (CILA)
  • librerie o elementi equiparabili all'arredo che, chiudendo interamente un vano, vanno a creare una separazione che produce due ambienti distinti (CILA)
  • interi ambienti, per esempio cabine armadio o ripostigli realizzati come ambienti chiusi dotati di porta (CILA)
  • soppalchi e palchettoni in cartongesso finalizzati allo stivaggio di oggetti (CILA o SCIA, a seconda del municipio) - attenzione a rispettare sempre l'altezza di 240cm.
Il presente post, sebbene basato sull'esperienza professionale dell'autore, tratta argomenti che possono trovare diversa applicazione nei vari contesti, per i motivi più svariati: sollevandomi dunque da qualunque responsabilità in caso in cui quanto descritto non sia pienamente rispondente a realtà, vi rimando alle valutazioni del vostro tecnico di fiducia.

21 commenti:

  1. Gentile Arch. Campana
    le porgo una semplice domanda.
    considerando l'art. 41 del R.e.c. di Roma è possibile realizzare un contro-sofftitto a 2.70 in cucina, mantenendo i 15 mc previsti?
    Geom. CAVATERRA

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    1. il RE dice che la cucina non deve essere più bassa degli altri ambienti, comunque secondo me è coerente con le norme l'abbassamento della cucina a 270cm mantenendo la cubatura minima e la finestratura prescritta.

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  2. Ciao Marco,
    mi trovo ad elaborare una dia in sanatoria per un appartamento sito all'interno del patrimonio Unesco di Roma. L'appartamento è articolato su tre piani: 4-5-6. Il quesito che ti pongo riguarda i piani 5-6, entrambi legittimati come residenziali da domanda di condono e relativa concessione edilizia in sanatoria ritirata. Nel catastale sanato del piano 5 c'è scritto che l'altezza interna è 2,70. Successivamente al condono, ma parecchi anni fa, la proprietà ha realizzato, negli ambienti del piano 5, dei controsoffitti uniformi per l'isolamento termico portando l'altezza dei locali a 2,60 e 2,52. Dovendo io oggi presentare una dia a sanatoria (per modifiche interne e di facciata) dovrei far realizzare, come opera di completamento, la rimozione dei controsoffitti per ripristinare l'altezza utile di 2,70 e poter quindi dichiarare che sono abitabili. La domanda quindi è: esiste una norma che deroga dall'altezza minima di 2,70 per edifici in centro storico oppure per il risparmio energetico? Se si che estremi ha? E ancora...se si, come tecnico che oggi deposita una pratica edilizia e che quindi deve dichiarare la funzione di isolamento termico di quei controsoffitti per poter, di conseguenza, derogare dall'altezza minima interna, cosa devo produrre? Non ho idea di come sia stato fatto l'isolamento al di sopra, quindi, secondo te, sarebbe opportuno fare un saggio con delle foto da allegare?

    Ti ringrazio e buon lavoro

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    1. l'attuale nuovo decreto ministeriale sul contenimento energetico ti consente di derogare di 10 cm, ma solo in caso di opere correttamente progettate con relazione legge 10. altre deroghe non mi risultano.

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  3. Salve architetto,
    In un living/cucina, in una CILA da presentare a Roma, in una porzione della zona cucina, a causa degli impianti (si prevede una isola), prevede un controsoffitto a 255 cm, mentre nel resto del locale, la zona living è a 300cm. È fattibile? O i 270cm sono comunque inderogabili?
    Grazie

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    1. come scritto nel post, se sono ribassamenti che non riguardano l'intero ambiente a mio avviso possono essere esclusi dal dover essere indicati. se vengono indicati nell'istanza, potrebbero essere oggetto di diniego perché inferiori ai 270cm.

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  4. Salve architetto,
    mi trovo nella situazione di dover asseverare la conformità di un appartamento con la situazione catastale.
    Sulla planimetria l'altezza degli ambienti è specificata come 3 mt, ma l'appartamento in oggetto ha un controsoffitto di tipo "ufficio" che rende gli ambienti alti 2.70 m ... posso asseverare ugualmente, considerando che l'unico ambiente senza controsoffitto ha la stessa altezza indicata sulla planimetria catastale?

    Grazie!

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    1. penso che sia asseverabile la conformità: in questi casi è un po a discrezione di noi tecnici.

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  5. Gentile Collega, ora non ricordo che mi disse che i divisori alti non più di 260 possono essere considerati arredo. per tempo mi sono basata su questa "diceria" ma voelndo aver la certezza mi sono accorta che c'è un vuoto normativo terrificante. Ora il problema si aggrava se si tratta di divisori per cabine estetiche o didivosori sempre alti 2,60 che dividono l'area di vendita dall'area magazzino. Come comportarsi?

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    1. la questione è molto poco chiara, non risultandomi esserci mai stata una delibera o una circolare che abbia chiarito in modo netto come comportarsi. Bisogna in questi casi vedere come la pensa il municipio, e regolarsi di conseguenza.

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  6. Buongiorno,
    Vorrei realizzare una parete divisoria in cartongesso su un locale commerciale. La parete serve per dividere la zona vendita con la zona assistenza. Quando il negozio è chiuso chiudo la porta a soffietto e non si vede niente sulla zona assistenza. Serve qualche permesso?

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  7. Mi sono dimenticato di dirvi che la parete sarà alta massimo 2,30 mt in quanto non può arrivare a soffitto perche ci sono i neon!

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    1. secondo l'interpretazione a mio avviso più corretta, serve una CILA e successiva variazione catastale. Se invece la separazione viene fatta con degli elementi che sono arredi in tutto e per tutto, allora sarebbe assimilabile all'attività libera.

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  8. Dovrei togliere un muro in cartongesso che divide un negozio da me affittato di 30 mq,questo muro è registrato al catasto, quanto costa toglierlo e chi deve pagare? Grazie

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    1. occorre una istanza edilizia di autorizzazione: deve contattare un tecnico qualificato che valuterà i costi in base alla situazione.

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  9. Ciao Marco, ho una domanda di cui non trovo una soluzione certa... ho necessita ai fini di isolamento acustico di istallare dei pannelli trasparenti in policarbonato al di sotto di un lucernario molto grande... una sorta di doppio infisso. Secondo te è attività libera o serve un titolo abilitativo? grazie per la tua disponibilità

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    1. se non si modifica l'apribilità (o non apribilità) del lucernario con l'intervento, mi sembra che può ricadere nell'attività libera.

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Buona sera architetto, ho un quesito per il quale ho ricevuto pareri contrastanti: dovrei progettare una controsoffittafura in una chiesa (27x8 mq), a scopo puramente estetico: quale pratica seguire? Cosa presentare al comune?
    Grazie per la disponibilità!

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    1. secondo me rientra nella MS quindi segue il titolo di conseguenza, giusto per dichiarare che l'altezza utile che rimane è superiore a quella minima imposta. senti anche il comune che ne pensa.

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  12. Buona sera, qual'è la delibera a cui fa riferimento per valutare se le opere in cartongesso sono da segnalare in scia?

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.