giovedì 8 dicembre 2016

nuova procedura corretto smaltimento rifiuti edili

Con la delibera di G. C. numero 100 del 25/11/2016 il Comune di Roma ha adottato le procedure previste dalla D.G.R. Lazio n°34/2012 (qui un testo più leggibile dell'allegato A) sulla tracciabilità dei rifiuti edili. Tecnico nominato e committente dei lavori, qualunque sia l'entità dei lavori edili, saranno da oggi sottoposti ad una nuova procedura burocratica di dichiarazione e verifica delle quantità di rifiuti prodotti.


Anzitutto, una breve considerazione di carattere generale: questa delibera attribuisce al tecnico (che sia progettista o direttore lavori) ulteriori responsabilità gravi. Invito tutti i colleghi che dovessero capitare su questa pagina a valutare questo peso adeguando opportunamente le proprie parcelle, evitando di chiedere cifre irrisorie per le pratiche edilizie che portano tutti noi a dover abbassare le richieste che sono sempre più ridicole, a fronte delle responsabilità sempre maggiori che ci dobbiamo prendere ed alla luce di una totale assenza ormai di tariffa minima che tutelava sia noi sia il ruolo che dobbiamo ricoprire, che, non ci si dimentichi, è di interesse pubblico.

La delibera è abbastanza chiara come linee generali, comunque la sintesi è la seguente:
  • in caso di lavori edili soggetti a PdC, DIA, SCIA, CILA, CIL (non sono esplicitamente citate dunque le opere di sola manutenzione ordinaria non soggetta a comunicazione obbligatoria) nei quali viene prodotto un quantitativo di rifiuti fino a 30mc (dopo vedremo come stimarlo) e per immobili residenziali o assimilabili (dunque gli uffici e poco altro, esclusi i negozi e tutto il resto) sarà obbligatorio inviare ASSIEME all'istanza urbanistica anche il modulo di cui all'allegato 1 della delibera, nel quale il Tecnico nominato dal committente valuta la quantità di rifiuti che verranno prodotti dal cantiere. la CIL non prevede la nomina di un tecnico, dunque non si capisce cosa succede in quei casi, se andrà nominato un tecnico solamente per gestire lo smaltimento rifiuti o se di tale incombenza se ne occuperà lo stesso committente. Penso che sarà necessario sciogliere subito questo aspetto e quello legato alle manutenzioni ordinarie non soggette neanche a CIL;
  • se non si ricade nella tipologia di opere di cui al punto precedente (dunque rifiuti oltre i 30mc o interventi su immobili non residenziali o assimilabili) bisognerà predisporre un vero e proprio piano di gestione dei rifiuti, redatto secondo le linee guida della delibera 34. l'allegato 6 di questa delibera definisce il contenuto di questi piani: non c'è una modulistica predisposta (quantomeno per ora) dunque si tratterà di redigere un documento-tipo da allegare alla comunicazione/richiesta di permesso. L'elaborato grafico del titolo edilizio potrà integrare le informazioni richieste da questo piano, che sono essenzialmente la localizzazione cartografica su mappa catastale, cosa che generalmente già si fa. Per i cantieri piccoli, come può capitare nelle semplici ristrutturazioni di un locale commerciale per esempio, sarà necessario attuare questa procedura, che appare sproporzionata rispetto al "rischio";
  • a seconda della procedura che avete dovuto seguire, a fine lavori occorrerà produrre non solo i formulari discarica, ma anche un documento in cui si riepiloga l'avvenuta corretta gestione del rifiuto, che deve coincidere con quanto dichiarato in sede progettuale (quindi i metri cubi di rifiuti previsti in progetto dovranno poi coincidere con quelli effettivamente conferiti, fatta salva la possibilità di giustificare eventuali differenze);
Il piano di gestione rifiuti, se parliamo di cantieri edili di ristrutturazione, privi di materiali pericolosi e privi di rocce e terre da scavo, alla fine dei conti non è particolarmente difficile da fare: in rete si possono trovare degli esempi. Per ora, per quanto ho capito, non deve essere inviato ad altri enti se non l'ufficio tecnico e non necessita di validazione preventiva. Se il cantiere contiene materiali pericolosi (caso tipico e forse anche quasi unico, l'amianto) bisogna predisporre lo specifico piano di smaltimento, da allegare al piano di gestione generale.

L'allegato 1 o il piano di gestione rifiuti andranno (andrebbero già da oggi) allegati alle richieste di titolo edilizio o alle CILA/CIL anche se inviate telematicamente. I municipi potrebbero metterci qualche settimana o mese per adeguarsi, ma dato che la delibera è immediatamente operativa, vi suggerisco di iniziare spontaneamente a produrre questa documentazione, dato che c'è il rischio che vi venga richiesta successivamente.

per il calcolo del volume di rifiuto prodotto, io attuerei un procedimento lineare: se occorre demolire una parete tramezza lunga 3,5 metri, alta 3 metri e spessa 8 cm compresi gli intonaci e che comprende una porta, io farei il computo del volume vuoto per pieno, quindi 3,5x3x0,08=0,84 mc, senza considerare i "vuoti" dei mattoni forati ed il vuoto della porta. Nella demolizione di un pavimento con relativo massetto, si può facilmente moltiplicare la superficie calpestabile per lo spessore medio presunto, dunque per esempio per 90mq di pavimento in grès (spessore 1cm) e massetto di 5 cm si può calcolare nel seguente modo: 90 x 0,06 = 5,4mc. In verità, il volume effettivo del rifiuto è superiore al volume esatto di quanto demolito, e questo perché gli inerti edili sono incoerenti e di grossa pezzatura, e insreriti nei sacchetti occupano più spazio di quello nominale. facilmente, 5mc di rifiuto "reale" sviluppano fino a 10mc di rifiuto effettivo. La delibera non specifica quale parametro utilizzare: in mancanza di dettaglio, attuerei il calcolo vuoto per pieno "esatto": in questo modo, ben difficilmente una ristrutturazione anche integrale di appartamenti anche fino a 120mq dovrebbero rimanere all'interno dei 30mc limite.

Per calcolare il peso dei rifiuti, richiesto nella compilazione dell'allegato 1, si può procedere moltiplicando il valore di volume vuoto per pieno già calcolato per il peso specifico medio degli elememti edilizi. Un massetto tradizionale pesa circa 1.800 kg/mc, mentre una piastrella in grès generalmente sta intorno ai 2.200 kg/mc. dunque riprendendo il calcolo di prima relativo a pavimento e massetto, avremmo le seguenti: peso massetto: 90mq x 0,05 mt x 1.800kg/mc =  8.100kg = 8,1ton + peso pavimento 90mq x 0,01mt x 2.200 = 1.980kg = 1,98 ton. Demolire un pavimento e massetto di 90mq comporta quindi la produzione di circa 10 tonnellate di rifiuto edile, ovvero il peso di circa 6 automobili di dimensioni medie. Considerate che i formulari discarica vanno generalmente a peso e non a volume.

Comunque, per stimare il volume partendo dal peso, si può usare a riferimento il peso stimato medio di 1mc di detriti sciolti da edilizia (lo chiameremo peso apparente, perché si intende ricompreso dei vuoti inevitabili che si creano tra le varie scaglie di detriti), che è convenzialmente pari a 1,3 tonnellate per mc. Dunque dato che i formulari discarica (FIR) vengono quasi sempre quotati a peso (i mezzi vengono "pesati" all'ingresso e poi all'uscita, e si va per differenza), ma considerando che la norma indica il valore limite per rendere sufficiente la "semplice" comunicazione di produzione rifiuti in volume, si può facilmente desumere che il limite, pari a 30mc, corrisponde "teoricamente" a 39 tonnellate di rifiuti.

51 commenti:

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  2. Caro collega ... qui invece di semplificare le cose le stiamo complicando ... come ha detto all'inizio aumentano le responsabilità ma l'onorario per poter lavorare è sempre quello (ovvero basso). La ringrazio come sempre per la sua tempestiva ed esaustiva spiegazione. Vedremo come allegare questa nuova documentazione alla CILA telematica anche se come dice lei i municipi ci metteranno settimane ma secondo me parecchi mesi ad adeguarsi (calcoli che una CILA per lavori eseguiti presentata telematicamente il 30.08.2016 e chiusa praticamente qualche giorno dopo alla data odierna risulta appena andata in scelta esito ... assurdo)

    In sintesi: Allegato 1 a presentazione mentre l'Allegato 2 a fine lavori con i formulari in allegato giusto?

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    1. si, allegato 1 da presentarsi insieme al titolo ed allegato 2 a fine lavori.

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    2. Durante l'invio telematico però, non compare nella lista degli allegati all'istanza la casella dedicata all'allegato 1. Bisogna inviarlo subito dopo aver protocollato come comunicazione formale?

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    3. nelle CILA non lo allegherei finché non è espressamente richiesto, anche se la circolare è già operativa.

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    4. Alla presentazione di fine lavori però...il sistema genera la consegna del formulario ovvero della dichiarazione alternativa.

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    5. i formulari discarica vanno sempre prodotti: era obbligatorio anche prima di questa delibera (che difatti secondo me non introduce nulla di nuovo e non risolverà il problema).

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  3. Grazie per questo prezioso contributo. Purtroppo la responsabilità per i tecnici è sempre più pesante, ma come si gestiranno le CILA dove non è obbligatoria la figura del D.LL né sussiste l'obbligo di dichiarare la fine dei lavori? ci sarà la nomina ad hoc di un tecnico dei rifiuti ? Di certo è assurdo che l'80% dei rifiuti dei cantieri finisca abbandonato ai bordi delle strade, ma non ci vorrebbe molto a fare opera di prevenzione, fermare i soliti furgoni scassati che indisturbati si dedicano a questa forma di inquinamento ambientale e sequestrarli. Mentre noi tecnici ci troviamo l'ennesimo fardello burocratico, chi fa lavori in nero, con operai in nero e smaltimento in nero continuerà a prosperare.

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    1. se non c'è il dl la gestione rifiuti deve essere pianificata dal progettista ma poi di fatto non si sa chi ne ha la responsabilità della verifica. in verità, comunque, i rifiuti edilizi a Roma quasi mai vengono davvero abbandonati: il problema è la tracciabilità, cosa che questa delibera cerca di risolvere ma scaricando la responsabilità sui tecnici.

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  4. Ciao architetto,

    per una semplice Cila che prevede poche demolizioni/rimozioni, tipo quelle da te descritte nel post, sai se ci sono dei codici CER specifici oppure bisogna rifarsi solo alla tab. I del DGR citato?
    Grazie del sempre prezioso contributo.

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    1. non sembrano esserci modelli semplificati per cantieri minori.

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  5. Gentilissimo Marco, innanzitutto grazie per condividere le tue riflessioni su questa ennesima bega che la pubblica amministrazione ci "accolla" e di cui si parla ancora poco. Concordo sul discorso che fai sull'adeguamento delle parcelle viste le "ulteriori responsabilità gravi" che abbiamo noi progettisti (oltre al lavoro extra!), ma questa è una questione di difficile recepimento da parte della maggior parte dei clienti e ancor più difficile da far capire a colleghi diciamo così "più smaliziati".
    Quindi secondo la Delibera anche per una semplice cila per spostare un tramezzo in un c1 bisogna predisporre un piano di gestione dei rifiuti? farsi dire in anticipo dall'impresa in che discarica andrà a smaltire i materiali di risulta, calcolare le quantità di materiale prodotto (per altro divise per tipologia) e a fine lavori tutto ciò dovrà "fare scopa" con i Fir? Mi pare una follia! C'è da chiedersi a questo punto se verranno accettate tranquillamente le giustificazioni a fine lavori sulla non esattezza della stima in fase di progettazione.
    Dalla tua esperienza recente ti è già capitato che richiedessero questa ulteriore documentazione sia in fase di deposito dell'istanza che in fase di fine lavori? Oppure gli uffici tecnici dei municipi ancora non stanno seguendo le prescrizioni della delibera? ci mancava anche questa!

    saluti e complimenti per il blog, sei encomiabile!

    Gabriele

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    1. non mi è mai capitato finora che la chiedessero ufficialmente, nè il suet pare aggiornato a questa procedura. Concordo sul fatto che è un aggravio quasi inutile, anche perché il problema non è che i materiali non vengano smaltiti correttamente, perché le ditte li portano comunque in discarica.

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  6. Gentilissimo Marco, condivido le risposte che mi sono state date da due diversi municipi riguardo la questione rifiuti: al 1° mi hanno detto che loro non possono controllare anche questa cosa, che non la richiedono espressamente, che se si fa si può allegare ma che per loro ancora non è obbligatorio. Al 5° invece in fase di "revisione" pre-deposito di una scia è stata espressamente citata dal tecnico, dicendomi che va allegata in fase di deposito, e l'allegato2 coi FIR a fine lavori; io l'avevo già pronta e il tecnico l'ha guardata con curiosità chiedendomi anche specifiche su dove avessi trovato i codici CER dei rifiuti e sull'impianto di discarica da me indicato (che fa recupero degli inerti) e del quale va indicato il codice autorizzativo. Insomma ancora informazioni vage e difformi a seconda di con chi si parla e in che municipio si opera!

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  7. Ciao Marco, fortunatamente sei sempre un punto di riferimento :-)
    Mi trovo a dover fare (o meglio far fare) un piano di gestione dei rifiuti per un cantiere (che ovviamente non rientra nei famosi 30 mc). Conosci qualche figura professionale che se ne possa occupare...non avendone io mai fatti e non volendomi imbarcare in questa cosa??
    un saluto e grazie sempre per i tuoi preziosissimi contributi!!
    Marcella Pelaia

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    1. Ciao Marcella,
      no direttamente non conosco nessuno nè mi è mai capitato di dover fare questo piano finora.

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  8. Architetto buongiorno, mi è stato richiesto per la prima volta l'allegato 1 della del. 100, e mi chiedevo come compilarlo. Nello specifico, non sarebbe possibile indicare una stima in volume delle demolizioni, accorpata nel codice CER generico 17, o al limite 1701, per poi verificare la corrispondenza effettiva a fine lavori coi codici e le quantità specifiche? E poi, in fase iniziale, come compilare le voci 'Impianto/discarica ricevente', 'Operazione di recupero o smaltimento' e 'Titolo autorizzativo'? Grazie mille come sempre

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    1. il documento iniziale non può che essere orientativo, dunque è chiaro che l'unico documento che avrà concretezza è quello che si trasmetterà alla fine. per l'impianto ricevente bisogna sentire l'impresa per sapere dove andrà a scaricare. comunque la modalità operativa di questa delibera secondo me è fatta molto male perché di difficile applicazione ed interpretazione.

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  9. Personalmente, comincio a ritenere che le attività professionali che noi ING/ARCH svolgiamo, come questa del resto, ai sensi degli art. 46 e 47 del DPR 445/2000 (persona esercente un servizio di pubblica utilità ... a tutto favore dei tecnici municipali, vorrei aggiungere) dovrebbe essere retribuita: e non dal Cliente bensì dalla Istituzione stessa, magari anche mediante agevolazioni fiscali. Quanta attività professionale facciamo, ogni volta, al posto loro? ing. Giovanni Battista Lo Curzio.

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    1. si può essere d'accordo o meno sul farsi pagare dalla pubblica amministrazione per adempiere a procedure che sarebbero in carico a quest'ultima; più che altro mi sembra evidente ormai la tendenza a scaricare sul tecnico qualunque tipo di responsabilità, dopo averci addossato tutte quelle possibili immaginabili. Il problema è più che altro l'assenza di una tariffa minima: per assolvere ad un ruolo di pubblica utilità mi sembra assurdo che non ci sia un minimo tariffario.

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  10. perdonate l'intrusione ma individuo uno scollamento fra legislazione e moduli. nel Dlgs 152/2006 si specifica che (art. 193 comma 2) il FIR "deve essere compilato,datato e firmato dal produttore o il detentore", come produttore si intende colui che ha prodotto i rifiuti. Anche il D.G.R.Lazio 34/2012 Art.2.4 è chiaro: "La normativa vigente prevede per le imprese che effettuano attività di costruzione, demolizione e scavo i seguenti adempimenti: Redazione e tenuta del Formulario dei Rifiuti (FIR) per ogni carico avviato a conferimenti in impianto autorizzato..." quindi non comprendo come la modulistica far gravare tale onere sul tecnico che a fine lavori può soltanto allegare i formulari prodotti dall'impresa e non ha strumenti ne obblighi normativi per verificarne la correttezza.

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  11. perdonate l'intrusione ma individuo uno scollamento fra legislazione e moduli. nel Dlgs 152/2006 si specifica che (art. 193 comma 2) il FIR "deve essere compilato,datato e firmato dal produttore o il detentore", come produttore si intende colui che ha prodotto i rifiuti. Anche il D.G.R.Lazio 34/2012 Art.2.4 è chiaro: "La normativa vigente prevede per le imprese che effettuano attività di costruzione, demolizione e scavo i seguenti adempimenti: Redazione e tenuta del Formulario dei Rifiuti (FIR) per ogni carico avviato a conferimenti in impianto autorizzato..." quindi non comprendo come la modulistica far gravare tale onere sul tecnico che a fine lavori può soltanto allegare i formulari prodotti dall'impresa e non ha strumenti ne obblighi normativi per verificarne la correttezza.

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    1. rileggendo i passaggi normativi in effetti la responsabilità non è del tecnico ma solo dell'impresa, sebbene la giurisprudenza nel tempo ha attribuito al DL responsabilità di ogni sorta. Si potrebbe fare un interpello/esposto al nostro ordine: se hai tempo preparalo con dovizia di dettagli e riferimenti e mandamelo, così farò un post apposito per raccogliere le firme di sottoscrizione.

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    2. Hai ragione, si dovrebbe. Ci penso! Grazie.

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  12. Gentile architetto,
    al di la delle responsabilità del committente riguardo ai rifiuti edili, volevo chiederle se lo smantellamento del pavimento e dei rivestimenti delle pareti di una cucina piastrellata in appartamento, con relativa posa di nuovo pavimento e rivestimento, è soggetto a CIL? Oppure non è necessaria nessuna pratica burocratica da parte del committente?
    Grazie.

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  13. Buonasera Arch. Campagna, se vado a demolire un vano porta chiuso con mattoni e con gli stessi,quindi riutilizzandoli, vado a chiudere un varco su tramezzo non produco rifiuti in quanto li riutilizzo, come devo comportarmi nel redigere il fine lavori della cila? grazie

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  14. Buonasera arch. Campagna,

    a quanto pare ad oggi la delibera comunale 100 del 25/11/2016 impone la presentazione della dichiarazione di produzione rifiuti (allegato 1) Per Dia Scia Cila e Cil. Nel caso della Cila il Suet non ha ancora predisposto la possibilità di inserire tale dichiarazione. Parlando con un mio amico avvocato lui mi suggerisce di inviare, in qualità di progettista, il modello firmato e timbrato tramite pec al municipio di competenza e a chiusura lavori inserire nell'apposito campo sia i F.I.R. che la dichiarazione di avvenuto conferimento dei rifiuti (allegato 2) Altra tutela suggeritami: A volte mi è capitato di ricevere il FIR in copia originale (con timbro discarica) e in questo caso nessun problema. Altre volte invece ho ricevuto una copia cartacea o tramite mail. La procedura corretta è quest'ultima poichè le copie dovrebbero rimanere al produttore/detentore - al trasportatore, alla discarica e non al Direttore dei lavori. In quest'ultimo caso il consiglio è stato quello di farsi aggiungere sulla copia del fir una nota a penna "copia conforme all'originale" e di seguito firma data e timbro del trasportatore. Volevo sapere cosa pensi in merito ai due suggerimenti Grazie per il lavoro che fai con il Blog

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  15. Buongiorno architetto,
    nel caso di lavori in economia (il caso riguarda soltanto la demolizione di due pareti in un'abitazione) come si fa?
    Le spiego meglio; il proprietario farà lui stesso i lavori a casa, pertanto non essendoci un'impresa ho chiesto all'AMA e mi hanno detto che non rilasciano al privato nessuna ricevuta. In quel caso basta che faccio fare al proprietario una dichiarazione in cui mi dichiara che ha smaltito i rifiuti presso l'area ecologica xxx il giorno xx?
    Grazie mille

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    1. Purtroppo in casi del genere non ci sono indicazioni ufficiali pertanto a mio parere può essere opportuno produrre delle autocertificazioni di avvenuto smaltimento presso i centri AMA. Ciò non fornisce garanzia che qualcuno un domani non abbia qualcosa da ridire su questa procedura.

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  16. Gentile architetto, volevo porre la seguente situazione che è molto ingarbugliata.
    Cantiere aperto con CILA in un appartamento a ottobre 2016, quindi prima della Delibera sullo smaltimento dei rifiuti. Dopo una serie di problemi con la ditta esecutrice, questa è praticamente sparita lasciando l'appartamento praticamente quasi terminato, a parte alcune cose. Dopo quasi un anno di tentativi di mediazione anche tramite avvocati, si è arrivati a poter chiudere il cantiere. Chiaramente oggi essendo sparita la ditta, questa non può rilasciare alcun certificato di corretto smaltimento.
    Crede che per la chiusura lavori sia necessario redigere l'allegato 2 anche se la CILA è precedente alla Delibera di giunta?

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    1. se la cila è anteriore alla delibera, a mio parere si può omettere la procedura prevista. in ogni caso, i formulari discarica sono necessari per la chiusura dei lavori, e questo avveniva anche prima della delibera.

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    2. Grazie Architetto. Premetto che parlo come committente e non da tecnico. Ma in questo caso allora che posso fare? Se non posso chiudere il cantiere come ne esco? Ho già atteso un anno e credevo che l'incubo stesse per finire, avendo capito di poter fare le certificazioni di Rispondenza per gli impianti.

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    3. le dichiarazioni di rispondenza possono essere fatte solo per impianti ante 2008 e non possono essere prodotte per impianti fatti successivamente. Per i formulari, provate a chiedere presso la società di smaltimento dove ha portato i detriti l'impresa esecutrice: dovrebbero averne delle copie.

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    4. Mi scusi architetto, ma nelle CILA presentate prima dell'entrata in vigore della delibera, i formulari di smaltimento in discarica andavano allegati alla fine lavori?
      Grazie

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    5. Anche io sinceramente fino al 2015 non ricordo fossero richiesti per la fine lavori. Saluti, Giorgio

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    6. prima della CILA telematica, ciascun municipio aveva le sue procedure ed il "suo" modulo fine lavori: su molti di questi moduli era espressamente previsto di allegare i formulari. solo un paio di municipi non li richiedevano, se non ricordo male.

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  17. Ma se in una ristrutturazione con CILA la ditta non rilascia i formulari, dopo invito formale della D.l. è sufficiente fare denuncia alla ASL e allegarla alla documentazione di fine lavori, per poter chiudere un cantiere?

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  18. Buonasera a tutti, ho trovato questo blog molto interessante e volevo chiedervi un parere: mio suocero è alle prese con il lavoro di ristrutturazione del suo appartamento e mi chiedeva se è lui titolato a firmare il formulario di presa in carico dei rifiuti edili, da parte dell'impresa incaricata a eseguire i lavori, perchè l'impresa gli ha detto che provvede da sola. Il direttore lavori non lo ha convinto quindi ha chiesto a me di cercare maggiori informazioni ma su internet non ho trovato quello che mi serviva... Il cantiere è per la ristrutturazione di un appartamento nel comune di Roma, il cantiere è partito prima dell'entrata in vigore della delibera di cui state parlando ma per vari motivi è in fase di chiusura solo ora. Secondo voi è possibile che la ditta porti via dal cantiere i calcinacci e li smaltisca senza che il proprietario di casa firmi niente? Grazie

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    1. a mio parere la ditta ha implicita autorizzazione allo smaltimento, nel momento in cui esiste un accordo per l'esecuzione dei lavori. La legge tuttavia stabilisce che il committente ed il direttore lavori sono comunque responsabili di verificare che l'adempimento venga portato correttamente a termine.

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  19. Gentile Architetto,
    se il cantiere produce un modesto quantitativo di rifiuti (viene solamente spostata una porta di 1m e demolite due spallette da 10cm) e il committente vuole riutilizzare i calcinacci ad esempio per piccole opere per abbellire il proprio giardino privato, senza smaltirle, come ci si comporta? Secondo lei a fine lavori si può fare una dichiarazione in tal senso? La firma il DL o il proprietario?
    Grazie mille

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    1. se c'è un DL, il documento deve essere sottoscritto anche da costui, oltre che dal committente che è sempre il principale responsabile. In questo caso l'ideale sarebbe predisporre un piano di gestione rifiuti in cui si spiega come verranno riutilizzati (cosa che la legge suggerisce sempre di fare: il riuso invece dello smaltimento) e, quindi, a fine lavori far produrre al committente una auto dichiarazione di avvenuta "trasformazione" del rifiuto. Forse non è proprio il massimo del rispetto della norma (il rifiuto deve essere gestito da personale qualificato) ma per piccoli quantitativi non credo facciano storie.

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  20. Buonasera Archietto
    Le scrivo perchè nel Giugno 2017 ho aperto sul SUET una pratica CILA per opere interne. Le opere sono finite nell'arco di 2 mesi e dall'ora chiedo allla Ditta il formulario/i identificazione rifiuti che attestano l'avenuto scarico in discarica dei rifiuti, senza i quali non posso chiudere il titolo. Dato che la Ditta latita (e spero non sia fallita nel frattempo) come posso fare per non incorrere personalmente in sanzioni?

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    1. Invierei alla ditta una richiesta formale per la trasmissione di questi formulari, firmata dal direttore lavori e dal committente. Se la ditta non ottempera in un tempo ragionevole, il DL può decidere di estromettere formalmente la ditta dal cantiere e darne comunicazione al municipio e di non autorizzare il pagamento a saldo (se vi sono saldi residui). Dal punto di vista pratico, al municipio potrebbe, ma non dovrebbe, bastare questo scambio di comunicazioni per procedere al fine lavori.

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  21. Buonasera architetto, leggo sempre con molto interesse il suo blog e altre volte sono intervenuta per scambiare opinioni e esperienze. Questa volta volevo chiedere un consiglio perchè, nonostante abbia dichiarato 11000 kg di rifiuti per una ristrutturazione SCIA, la ditta mi ha fornito solo cedole per 2800 kg. In prima battuta mi ha detto che le aveva perse ma confermo che telefonando alle discariche mi è stato detto che loro informatizzano tutto e quindi, se avessero ricevuto il materiale , avrebbero potuto anche a posteriori recuperare la cedola. Dopo aver insistito con la richiesta la ditta mi ha detto che ha portato via il materiale un po' alla volta, così da venir associato ad altri carichi. Per problemi di passaggio degli scarichi abbiamo dovuto rialzare tutto l'appartamento di 6 cm così la ditta mi ha suggerito di giustificare con la macinazione e successivo riutilizzo dei calcinacci la poca quantità di rifiuti prodotta. Non ho capito nemmeno se sia lecito o meno questo riutilizzo fatto direttamente in cantiere con le macine e senza autorizzazione alcuna. Cosa mi consigliate per non rischiare di incorrere in sanzioni (sia io che il committente)? La ditta si giustifica dicendo che nesuno mai verrà a controllare!!!!! Nel modulo 2 è scritto che bisogna giustificare la mancata coerenza tra i rifiuti ipotizzati nel modulo 1 e quelli portati a discarica. Sembrerebbe più un problema mio piuttosto che di responsabilità della ditta!!! potrei chiedergli di rilasciarmi una dichiarazione a proposito su carta intestata ? grazie per i suggerimenti e scusatemi per la mancanza di sintesi nel resoconto dell'accaduto. cordiali saluti

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    1. la normativa in realtà suggerisce di provvedere al riciclo degli inerti laddove possibile, proprio per limitare la quantità di materiale da dover portare a discarica. Comunque il problema è proprio che noi tecnici non abbiamo potere di controllare l'operato della ditta nello smaltimento rifiuti, ma ne abbiamo comunque la responsabilità, ma al legislatore questo pare non interessare per niente. la responsabilità in ogni caso è anche del committente e della ditta, non solo del tecnico.

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    2. Grazie collega, oggi ho parlato con due tecnici del municipio che mi avrebbero consigliato di far redigere dalla ditta una autocertificazione sul riuso del materiale e poi, come tecnico incaricato, la allegherei prendendone atto. Comunque rischio di rimanerne coinvolta, così come la committente, per una superficialità (a meno che non sia malafede) della ditta. Altra frase tipica dei tecnici del municipio: "tanto chi verrà mai a controllare!!!!" Tu cosa mi consiglieresti di fare? Grazie mille e a presto

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    3. penso che quella suggerita dal Municipio sia una buona strada, e, se te la hanno suggerita così, è probabile che tu non sia stata la prima a chiedrgli aiuto in questa situazione. Spesso non è né superficialità né malafede, ma una questione banalmente fiscale, gestita però in modo sciocco. è anche vero che fare controlli a ritroso per l'amministrazione è oggettivamente complesso.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.