martedì 9 aprile 2013

precisazione sui rapporti aeroilluminanti negli edifici storici

Su questo stesso blog abbiamo parlato dei rapporti aeroilluminanti (per esempio in questo post) che devono essere rispettati per alcuni degli ambienti residenziali (ricordiamolo: nelle camere da letto, camere da pranzo e saloni le finestre devono avere una superficie apribile all'aria aperta non inferiore ad 1/8 della superficie calpestabile dell'ambiente; le cucine devono avere minimo 1,5mq di superficie apribile indipendentemente dalla superficie), ma soprattutto negli edifici del tessuto storico spesso questi rapporti sono irragiungibili, anche perché molti degli edifici sono stati costruiti prima che entrasse in vigore questa regola (precisamente nel 1934, anno di pubblicazione del regolamento edilizio tuttora in vigore a Roma): oggi ho sottoposto la questione ai tecnici del I municipio con i quali abbiamo delineato dei concetti importanti che vi trascrivo qui di seguito.




Teoricamente, anche se si interviene su edifici esistenti, le norme tecniche in vigore vanno rispettate comunque, anche se quelle in essere al momento della realizzazione del fabbricato erano diverse se non del tutto inesistenti. Il principio ha una sua logica se applicato a quegli elementi dell'edilizia che sono soggetti ad aggiornamento e perfezionamento più o meno continui, come per esempio gli impianti, ma la logica perde totalmente di efficacia se si pensa per esempio alle strutture portanti: non è pensabile che si possano adeguare le strutture portanti di un fabbricato alla normativa in vigore - che si aggiorna ciclicamente ogni 3-5 anni circa - quando si fanno interventi limitati al singolo appartamento, e pure se si ristrutturasse l'intero stabile potrebbe essere veramente dispendioso e compromissivo adeguare strutture magari di più di cento anni fa alle norme tecniche attualmente in vigore (di fatto si tratterebbe di intervenire dalle fondamenta al tetto, cosa non facile in nessun caso, se non in una demolizione e totale fedele ricostruzione, in cui il rispetto della normativa strutturale è assolutamente prioritario). 

Poi ci sono delle norme che potremmo definire "borderline", cioè normative che potrebbero essere rispettate ma eventualmente a costo di compromettere le possibilità progettuali: è il caso appunto dei rapporti aeroilluminanti di cui parlavo in premessa. Cosa fare se le finestre del nostro appartamento sono troppo piccole per servire gli ambienti che abbiamo progettato? le possibilità sono le seguenti:
  •  progettando una distribuzione interna che tenga principalmente conto della superficie delle finestre a disposizione, anche accorpando ambienti contigui per poter sommare le relative superfici finestrate (magari abbiamo due stanze vicine: una piccola con una finestra grande ed una grande con finestra piccola: se le unissimo magari raggiungeremmo facilmente i limiti normativi imposti) - questo ovviamente significa imporci un modo "strano" di vivere la casa: due camere da letto non possono essere comunicanti, per esempio, ma si possono sviluppare sistemi di chiusura parziali e/o removibili che qui non vi sto a suggerire per non allungare troppo il brodo;
  • riducendo la superficie degli ambienti con finestre sottodimensionate creando ambienti di servizio come bagni (che possono essere ciechi), ripostigli o cabine armadio, sempre mantenendo le superfici minime imposte per gli ambienti abitabili, in modo tale che la finestra risulti sufficiente per la superficie servita;
  • SE e SOLO SE abbiamo a che fare con un immobile costruito prima del 1934, e quindi prima dell'entrata in vigore del regolamento edilizio che impone i rapporti aeroilluminanti, abbiamo facoltà di farci autorizzare dei rapporti inferiori a quelli imposti (specificandolo nel progetto e nella relazione tecnica), ma in questo caso dobbiamo mantenere l'ambiente esattamente così come fu autorizzato all'epoca (farà fede il catastale del 1939 o il vecchio progetto di costruzione) o comunque è opportuno non ampliarne la superficie, ma semmai ridurla. Badate bene che questa è una regola "tacita", perché il regolamento edilizio non prevede deroghe in tal senso (come invece avviene in regolamenti edilizi più recenti di altri comuni d'Italia: sarebbe ora che anche Roma svecchiasse un po il suo, ormai decisamente anacronistico), e potrebbe non essere accettata in municipi diversi dal primo.
  • allargare le finestre esterne per renderle conformi. Ovviamente qui sconfiniamo nelle modifiche dei prospetti esterni, che in generale ma in centro storico in particolare sono molto complesse da autorizzare se non proprio proibite.
Se invece il nostro problema riguarda un locale commerciale od un locale per attività diversa dall'abitazione, è buona norma, in caso in cui le aperture non siano sufficienti e SEMPRE SOLO nel caso in cui interveniamo su immobili ante 1934 è possibile realizzare un impianto di ventilazione meccanica che effettui i ricambi d'aria come da normativa vigente. Ho in preparazione da un po di tempo un post specifico sulle problematiche dei locali commerciali, in cui parlerò più compiutamente di questo aspetto nello specifico.

è utile ricordare anche che se la nostra finestra affaccia su uno spazio intercluso tra diversi fabbricati è opportuno verificare se questo spazio ha le dimensioni giuste per poter ospitare finestre aperte "all'aria aperta": per questa verifica vi rimando sempre a questo mio post, già linkato in premessa.

in generale potete far riferimento anche a questi altri miei post:
una chiacchierata con un tecnico municipale a Roma
la CILA a Roma: i segreti per non sbagliare




35 commenti:

  1. Salve, chiedo consiglio anche in merito a questo, tra gli interventi previsti, oltre all'installazione dell'impianto termico...vorrei spostare un tramezzo per creare un disimpegno tra due stanze e nella stanza dove c'è il tramezzo adesso un ambiente unico cucina/soggiorno...solo che controllando i rapporti tra superficie finestrata/superficie abitabile di ogni stanza mi sono accorto che il rapporto della stanza che non avrà più il tramezzo è 0.11 inferiore ad 1/8...sono in fallo!!...come posso ovviare senza aumentare la superfice delle finestre ed incorrere in variazioni prospettiche??
    GRAZie

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    1. Ciao,
      l'ideale sarebbe correggere il progetto per fare in modo che la superficie dell'ambiente possa essere servita dalle finestre che hai a disposizione. In alternativa, puoi provare ad individuare all'interno dello spazio una zona che può essere definita di passaggio o di disimpegno ed escluderla dal conteggio anche se non è uno spazio separato da quello più grande. Diciamo che è un artifizio che è bene usare nei casi in cui proprio non si può fare diversamente: in genere se è ben congegnato, ai municipi chiudono un occhio (tanto il responsabile sei tu :P)

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  2. Opto per la prima...variando qualcosina tra finestre e superficie cerco di ottenere lo 0.125 tanto cercato!!...:D...e ki se visto se visto...anche perchè non sono molto lontano!!..:) altre operazioni implicano dei costi che la committente non sosterrà...quindi...Amen!!

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  3. grazie Marco ho scritto il post sulla cila in merito ai rapporti aeroilluminanti proprio su questo argomento che è stato trattato qui, chiedo venia decidi se cancellarlo.
    purtroppo il mio problema persiste.


    Ho esperienza (sempre per lavori per me stesso>) su perugia, lì in centro storico il rapporto aerolliminante può scendere ad 1/16 peraltro nel mio caso di roma la qualità di illuminazione è assolutamente molto alta.

    mi viene in mente che potrei dichiarare come ripostigli tutte le camere con rapporti non adeguati, nulla vieta il ripostiglio finestrato con più di 9 mq e non penso che si debba verificare un rapporto aero illuminante per un ripostiglio.

    grazie del generoso aiuto.

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    1. Ti ho risposto anche sull'altro post. In linea teorica, non puoi dichiarare ripostiglio gli ambienti con finestra con superficie superiore ai 9mq, almeno se sei a Roma, perché il regolamento edilizio specifica solo che "ambienti dichiarati ripostiglio, se superiori a 4mq, non possono essere finestrati", senza specificare valori al di sopra dei quali il limite non si applica più. Ricorda comunque che un appartamento deve per forza avere almeno una camera da letto, un salone, una cucina ed un bagno.

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    2. accidenti Marco questo sposta per una altra vecchia questione che ti ho sottoposto.

      mi sembrava di aver capito che i ripostigli se finestrati possono essere sopra i 9 mq

      come gestisci allora quegli ambienti che affacciano su delle chiostrine? con dimensione superiore a 4 mq?

      non possono neanche essere delle normali camere perché non possono affacciare sulle chiostrine
      è da leggere anche l'altro post

      stai realizzando un blog fantastico, complimenti

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    3. il discorso è che se un ripostiglio ha una finestra e supera i 9mq, allora va dichiarato come camera, perché ne ha i requisiti. certo se affaccia sulla chiostrina, però, non può essere tale ma può essere invece solo ripostiglio. Da questi cul-de-sac ne esco in genere facendo tamponare la finestra dall'interno, in modo tale che non esiste più a servire il vano, facendolo diventare dunque cieco, oppure non faccio realizzare la porta che chiude il vano, facendolo quindi diventare una "parte rientrante" del corridoio; poi se il committente "stampona" la finestra o mette la porta dopo che ho chiusto la pratica il mio occhio non vede e il mio cuore non duole...

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  4. Gentile Marco, ho un problema con una richiesta di agibilità di un locale magazzino. L'immobile in questione, realizzato senza licenza è stato condonato nel 1985, ma non è stata richiesta all'epoca l'agibilità. Ora il mio cliente ha affittato il locale e l'affittuario gli richiede l'agibilità. il problema è questo: sul modulo di perizia tecnica, predisposto dall'usce, si richiede un RAI pari ad 1/12 ed il locale in questione non ce l'ha. Pertanto sempre secondo il modulo si dovrà integrare l'areazione con "ventilazione naturale sussidiaria o artificiale allo scopo di assicurare l’indispensabile cubo d’aria". dove trovo i parametri RAi per un magazzino? nelle altre regioni ho visto che, di media, il Rai per un locale tipo questo è pari ad 1/30 ! Tra l'altro il mio cliente non ha la possibilità di istallare un impianto di ventilazione e non riesce a percepire l'affitto per questo problema. grazie del prezioso aiuto che ci dai. flaminia

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    1. Ciao,
      è un po che non mi occupo di agibilità per magazzini, dovresti spulciarti la documentazione che, per Roma, è tutta on-line sul sito urbanistica.comune.roma.it nella sezione normativa, capitolo condono. lì trovi tutte le delibere e le determinazioni dirigenziali specifiche.

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  5. Gentile Architetto avrei bisogno di un suo consiglio. Devo sanare un appartamento al piano seminterrato di un immobile costruito nel 1949, di cui ho l'agibilità, che presenta uno stato dei luoghi difforme dall'impianto e privo di titolo. Il problema è che non sono rispettati i rapporti aeroilluminanti nella misura di 1/8, ne' con la distribuzione degli spazi dell'epoca, ne tanto meno in quella attuale ( e abusiva). L'unica soluzione che mi viene in mente è creare un dedalo di corridoi e disimpegni a servire ambienti non più grandi di 9 mq. ( finestre massimo da 1,20 mq ) Secondo Lei ci sono vie d'uscita meno abominevoli? Il tecnico del V municipio mi ha parlato di un regolamento di igiene del 1950 prima del quale i RAI erano 1/12....mi ha detto di utilizzare i vecchi moduli della cila in modo da poter spiegare questa cosa, ma la cosa non mi convince. Che farebbe al mio posto? Grazie infinite. Marco

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    1. Negli anni 50 il RAI con buona probabilità era 1/10, puoi leggere un più recente post sulle evoluzioni dei regolamenti edilizi di Roma. Ciò comunque ti consentirebbe di legittimare una distribuzione originaria coerente con la licenza, ma non di derogare sulla nuova distribuzione, che dovrà rispettare 1/8 che tra l'altro non è derogabile perché deriva da una norma nazionale e non da un regolamento locale.

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  6. Architetto buongiorno, mi trovo conn un immobile costruito nel 1940 e che nasce con due camere che hanno finestre troppo piccole in quanto seminterrato. Secondo lei se una delle due stanze la lascio come nasce puo' essere < per convenzione > accettabile o devo per forza ridurla? Se la riduco mi ritroverei infatti una casa con due stanze singole! In alternativa ho pensato di ridurre la stanza semplicemente abbassando a cm 260 la porzione di superficie eccedente : in questo modo la parte ribassata perde la abitabilita' come stanza e posso qualificarla come zona ripostiglio o guardaroba / cabina armadi anche se non esiste un muro che la separi dal resto della camera, che ne pensa?in fondo quando si calcola la superficie di una stanza spesso i vani finestra non possono essere considerati proprio perche' di altezza inferiore a cm 270!
    Grazie e buon lavoro

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    1. come è scritto nel post, le dimensioni degli ambienti legittimati da documentazione ante 1942 possono rimanere tali anche se fuori standard, a patto che le dimensioni di questi ambienti, se modificati, vengano al massimo ridotte: insomma non si devono incrementare le situazioni fuori standard.

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  7. Buonasera Marco,
    una porta completamente vetrata ed apribile, che è porta di ingresso per un locale al piano terra su strada (quindi prende aria e luce direttamente dall'esterno) affiancato da due vetrate laterali fisse), contribuisce al rapporto aeroilluminante della sala d'attesa su cui si affaccia?
    Municipio ed Asl mi danno risposte differenti, ma girando e rigirando leggo che le porte di ingresso non contribuiscono al rapporto aeroilluminante solo se non affacciano verso l'esterno.
    Grazie

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    1. la questione è controversa ed in effetti manca una normativa chiara. Nei locali commerciali, comunque, le porte di ingresso sono considerate come vetrate apribili ai fini dei RAI; nelle abitazioni già la questione è più controversa. Gli uffici poi stanno in mezzo tra le due.

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  8. Buonasera Marco, anche io ho un problema con il rai di un appartamento seminterrato. Si accede allo stesso tramite una terrazza privata il cui accesso avviene dal cortile condominiale. Considerando il portoncino d'ingresso vetrato raggiungo 1/8, ma il tecnico del municipio mi ha detto che quest'ultimo non concorre a raggiungere la superficie richiesta, mentre due tecnici di altri municipio affermano che si possa considerare e quindi il Rai sia soddisfatto. Come mai non c'è una uniformità di giudizio in tal senso? Quale è la norma che non consente di conteggiare la porta di accesso vetrata che tra l'altro affaccia su uno spazio privato ad uso esclusivo? Grazie per il tuo prezioso contributo

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    1. si so bene che c'è questa differenza di vedute, sinceramente non ho mai dovuto andare a spulciare la normativa per trovare un passaggio che sia derimente della questione.

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  9. Salve mi trovo a valutare la superfice utile di un soggiorno al fine di verificare la corretta superfice aeroilluminate (1/8)delle superfici finestrate.
    Il soggiorno dell'appartamento è confinante con un vano scale tramite cui si accede al piano superiore dell'abitazione, questo vano scale ha una finestra , la mia domanda è :
    la superfice della finestra del vano scala può essere sommata alle superfici finestrate del soggiorno , essendo questa posizionata sulla parete di testa iniziale di una scala ad L (4°gradino)?

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    1. non ho capito: è una finestra che affaccia su un vano scale chiuso? in tal caso ovviamente non può essere considerata nel calcolo dei rapporti aeroilluminanti. Se il vano scala fosse aperto, cioè senza muratura perimetrale, allora sotto certi aspetti si potrebbe essere considerata.

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    2. a ringrazio Arch.Campagna , le descrivo sinteticamente l'ambiente :
      -il soggiorno è di forma rettangolare , sul lato lungo ovest sono presenti delle superfici finestrate .
      -il vano scale si attesta dietro il lato corto del soggiorno (lato Sud) ed è costituito da una rampa (Ovest-Est inglobata in due setti ciechi paralleli) con risvolti e fazzoletti ,il cui accesso si ha dal lato corto del soggiorno angolo ovest.
      -la superfice finestrata del vano scale è sul lato corto del vano scale lato ovest da cui si ha accesso tramite 4 gradini da soggiorno.

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    3. tenderei a non considerare le finestre del vano scale per il soggiorno, anche se non vi è una porta a separare i due ambienti.

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  10. Ciao Marco. Per un immobile commerciale c/1, condonato, che deve fare dei lavori utilizzando una CILA il rapporto aeroilluminante deve essere sempre di 1/8? A livello di illuminazione naturale lo supera ampiamente, ma per l'aerazione no. Urbanisticamente non posso giustificare con la ventilazione forzata l'eventuale mancanza di superficie apribile degli infissi?

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    1. i municipi non sempre sono d'accordo, comunque i rapporti aeroilluminanti sono integrabili da impianti di ventilazione o illuminazione, opportunamente progettati, previa autorizzazione specifica della ASL.

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    2. Quindi se dici che se io vado con autorizzazione asl al municipio e presento una pratica edilizia (SCIA, CILA, ecc) il municipio potrebbe soprassedere ? Il Municipio in questione è il XIV

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    3. in realtà dovrebbe, perché con la deroga ASL si superano i vincoli del regolamento edilizio. Ma purtroppo da nessuna parte sta scritto che appunto la procedura può agire su questa deroga, e quindi alcuni municipi, leggendo in modo stringente la norma, vietano la possibilità di fare opere. altri municipi sono più ragionevoli. In quel municipio non so come la pensano sul punto nello specifico.

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  11. Salve architetto ho un dubbio interpretativo riguardo l'utilizzo o meno di un vano scala quale fonte di luce ed areazione.
    Il piano terra (unico ambiente) è collegato al piano seminterrato tramite scala a giorno, secondo lei posso utilizzare le superfici aeroilluminanti delle finestre presenti nei due livelli considerando, visto la scala aperta, un unico vano ?

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    1. in linea teorica per me sì, così come sono da considerarsi valide le finestre che aprono sui ballatoi.

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  12. Ciao Marco, mi trovo a combattere con una sanatoria di un immobile ante '34. Tra le varie questioni vi è quella di un ambiente che non rispetta il rapporto di 1/8, ambiente che però non è mai stato modificato nella sua consistenza rispetto alla planimetria catastale del 1939. Volevo sapere come poterne uscire, non potendo ovviamente ridimensionare l'ambiente per rispettare le norme attuali. Esiste effettivamente la possibilità di dichiarare, allegando ovviamente la plani del '39, che la stanza in questione non è stata oggetto di modifiche ed è conforme alle consistenze del progetto approvato? Se il progetto fosse post 1912 - anno in cui fu introdotto il rapporto di 1/10 da una precedente versione del Regolamento Edilizio, tale rapporto andrebbe comunque rispettato?

    Grazie

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    1. come scritto nel post, gli ambienti possono mantenere delle condizioni non conformi se rimangono in uno stato di legittimità precedente. se non esiste il progetto originario del fabbricato, e quindi la legittimità è attestata dal catastale 1939, allora l'ambiente può rimanere delle dimensioni che ha, se appunto è così indicato nel catastale 1939

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  13. Buongiorno architetto Campagna,
    ho a che fare con un appartamento seminterrato, cat. catastale A7, parte di un villino storico, costituito da una stanza, un bagno e un ambiente di 40 mq. Tutti gli ambienti sono finestrati anche se non viene rispettato il rapporto aeroilluminante poichè l'edificio è stato costruito prima del 1930. Il proprietario vuole dividere l'ambiente di 40 mq in due parti realizzando una camera e un soggiorno con angolo cottura utilizzando una finestra per la camera e la porta finestra da cui si accede per il resto dello spazio.
    Partendo dal presupposto che esiste la deroga per il rapporto aeroilluminante trovandoci in edificio ante 1930 e considerando che è bene ridurre gli spazi anzichè ingrandirli, posso fare affidamento sulla porta vetrata di ingresso per illuminare il salone?

    Grazie!

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    1. secondo la ASL le porte vetrate possono essere considerate nei rapporti aeroilluminanti solo per i locali commerciali ma non per le abitazioni.

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    2. Quindi secondo lei in questo caso sarebbe meglio non suddividere l'ambiente in più locali?

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    3. non posso dare risposte più precise senza vedere la documentazione: situazioni di questo tipo vanno studiate ambiente per ambiente.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.