giovedì 18 ottobre 2012

rifacimento impianti uguale manutenzione straordinaria? parliamone

ho già parlato in generale sulle detrazioni fiscali in edilizia, ma stavolta vorrei approfondire un tema veramente difficile da trattare, e riguarda i casi reali in cui è possibile usufruire della detrazione fiscale del 50% (ex 36%) nelle ristrutturazioni. La questione spinosa è la seguente: la legge dice che tale detrazione fiscale è applicabile, nelle abitazioni private, solo alle opere di manutenzione straordinaria, differenziandole da quelle di manutenzione ordinaria che invece sono detraibili solo e soltanto se sono opere fatte su parti condominiali del fabbricato. Ok, qual'è il problema? il problema è che ci sono alcune opere che non si capisce bene se rientrano nella manutenzione ordinaria o straordinaria, tipo il rifacimento impianti. Cerchiamo di capirci qualcosa.
attenzione: nella guida dell'Agenzia delle Entrate relativa alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie di ultima emanazione (dicembre 2013) c'è una importante novità che in parte smentisce i ragionamenti che faccio in questo più vecchio post: oggi per definire quali opere sono di manutenzione ordinaria e quali di straordinaria si fa esplicito riferimento alla normativa urbanistica e non più a definizioni interne dell'agenzia stessa. Dunque il fisco sembra adeguarsi alla normativa tecnica per quanto riguarda le definizioni di opere agevolabili (il che mi sembra una cosa del tutto giusta), il che rende le manutenzioni ordinarie (dunqueil solo rifacimento impianti e pavimenti, senza modifica di tramezzi) non agevolabili se non riguardanti parti condominiali. è anche vero che la procedura per le detrazioni fa ancora riferimento alla vecchia circolare dell'agenzia delle entrate citata nel post, ma a questo punto aspettiamoci a breve una circolare correttiva (se è già uscita per favore avvisatemi). [25 gennaio 2014]


anzitutto: chi è che si pone questo problema? sostanzialmente chi sta per affrontare dei lavori edili in cui non c'è spostamento di tramezzature interne o in cui lo si potrebbe/vorrebbe evitare e, dovendo comunque rifare gli impianti, non sa se questi rientrano appunto nella definizione di straordinaria od ordinaria manutenzione.
cerchiamo di capire: il DPR 380/01, che è la normativa urbanistica di riferimento, definisce le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria nel seguente modo (art. 3 comma 1):

a) "interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;

 nelle definizioni precedenti rimane sospesa in aria, quindi, quale sia la reale collocazione del rifacimento completo degli impianti, dato che nell'ordinaria manutenzione rientrano, a leggere, le sole opere per il "mantenimento in efficienza" degli impianti senza specificare oltre.
Tuttavia cerchiamo di distinguere i due contesti: da un lato ci sono le norme urbanistiche, descritte nel DPR 380 citato e definite nel dettaglio dai comuni, e dall'altra ci sono le norme fiscali. In un paese normale, quello che dice l'urbanistica coinciderebbe con quello che direbbe il fisco o qualunque altro organo statale, ma come abbiamo imparato a capire il nostro è il paese della contraddizione, quindi quello che è manutenzione straordinaria per il fisco potrebbe risultare essere manutenzione ordinaria per le leggi urbanistiche e, di fatto, come vedremo è proprio così.
Il nostro riferimento stavolta è la circolare n°57 del 1998 dell'agenzia delle entrate: qui vengono elencate le opere per tipologia, in base a come vengono interpretate dal fisco le norme urbanistiche. Una contraddizione su tutte? il fisco definisce come "risanamento conservativo" la ristrutturazione interna di un appartamento con demolizione e ricostruzione di tramezzi, mentre nei comuni queste opere sono universalmente definite come "manutenzione straordinaria". Potrebbe apparire più logica l'interpretazione del fisco piuttosto che quella dei comuni ma il punto non è questo: il problema è che fisco e legge hanno due visioni diverse su come vadano definite le opere edili. Vabbè, cerchiamo di andare avanti.
Senza stare troppo a condannare questo tipo di fenomeni veniamo al punto che ci interessa: alla fine della fiera quali opere posso detrarre? ed in quali contesti? facciamo un ragionamento logico: chi ci concede il diritto delle detrazioni? di fatto, l'agenzia delle entrate, perché è l'organo governativo che controlla le nostre dichiarazioni dei redditi per conto dello stato. Anche la guardia di finanza in caso di controlli farebbe sua l'interpretazione dell'agenzia delle entrate, e, quindi, io ritengo che sia corretto far fede a quello che dice l'agenzia delle entrate anche se contrasta con quello che dicono le amministrazioni locali nell'interpretazione del DPR 380. Anzitutto, vi dico quello che io ho sempre interpretato fino ad oggi: credevo fossero detraibili tutte le opere connesse ad una manutenzione straordinaria, così come definita dai comuni. Quindi nella detrazione, secondo quanto pensavo, rientrano sì tutte le opere definite di manutenzione ordinaria ma solo se ricomprese in un cantiere in cui si faceva almeno una piccola, parziale opera di manutenzione straordinaria, tipo lo spostamento di un muro o di un ambiente intero. La mia interpretazione era anche sostenuta dal fatto che sul vecchio modello di comunicazione da inviare al centro operativo di pescara, obbligatorio fino a qualche anno fa, era necessario citare gli estremi della pratica edilizia ovvero dichiarare di esserne in possesso: dato che molte delle opere che loro definiscono manutenzione straordinaria per i comuni sono ordinaria, e dato che per la manutenzione ordinaria non è richiesta la presentazione di alcuna pratica, di fatto si tendeva ad escludere la possibilità di detrarre lavori di manutenzione ordinaria così come definiti dai comuni. Ora invece scopro che, andando a leggere la sopra linkata circolare,l'agenzia delle entrate, si intuisce che il rifacimento degli impianti idrico ed elettrico potrebbe essere interpretato più come manutenzione straordinaria che non come ordinaria (nella quale è specificato che appartiene all'ordinaria solo la sostituzione di elementi d'impianto: si potrebbe quindi intuire che il rifacimento completo sia straordinaria), ma in ogni caso l'impianto elettrico nello specifico secondo me è sempre detraibile perché rientra nelle opere di "messa a norma degli edifici" che sono sempre ammesse alla detrazione. Quindi rifare da capo l'impianto elettrico è certamente un opera che, da sola, è detraibile indipendentemente dalla classificazione delle opere edili in cui si inserisce: quindi sono detraibili anche tutte le opere connesse, quali per esempio apertura tracce nei muri per poter stendere i nuovi corrugati e conseguente ritinteggiatura di tutte le pareti. ma non solo: se decidessimo di far passare le dorsali impiantistiche nel massetto, sarebbero detraibili a questo punto tutte le opere per il rifacimento massetti e nuove pavimentazioni: insomma la ristrutturazione completa dell'appartamento. Per l'impianto idrico invece il discorso non è così lineare: la circolare infatti specifica che sono detraibili le opere di adeguamento per quegli impianti che sono da certificare per legge, e l'impianto idrico tecnicamente non lo è. Tuttavia nella definizione di "manutenzione straordinaria" c'è scritto "realizzazione ed integrazione di servizi igienico sanitari" il che lascerebbe presupporre che il totale rifacimento di un bagno o di una cucina rientrerebbe in questa definizione.
Per concludere queste riflessioni, riassumo.
Per come la interpreto ora, sono detraibili fiscalmente le seguenti tipologie di opere edili, anche se il vostro Comune le classificasse come opere di manutezione ordinaria:
  •  le "classiche" ristrutturazioni degli appartamenti, con spostamento tramezzi, rifacimento impianti, sostituzione rivestimenti, etc. Sono detraibili tutte le spese relative ai lavori edili ed impiantistici, alle forniture materiali, alle prestazioni professionali dei progettisti per sopralluoghi, progettazione e direzione lavori;
  • il solo rifacimento dell'impianto elettrico quindi senza altre opere murarie, comprese le spese necessarie per apertura e chiusura tracce e quindi per il ripristino di tutte le superfici interessate, siano esse pareti pitturate, pareti rivestite, massetti e pavimenti. L'impianto nuovo dovrà avere tutte le certificazioni obbligatorie per legge, e dovrà essere indicato dal tecnico perché l'impianto precedente non era a norma (ed era quindi non sicuro);
  • il solo rifacimento di un bagno o della cucina, nel caso in cui si rifaccia completamente l'impianto idrico interessato, anche senza spostare i tramezzi;
  • la sostituzione degli infissi con altri aventi migliori prestazioni energetiche (per queste opere avreste maggiore convenienza ad usufruire della detrazione al 55%);
  • opere generiche per il miglioramento delle prestazioni termiche dell'edificio anche senza rispettare i parametri di cui al dlgs 59/09 (dato che ora la detrazione è al 50% e dato che per usufruire del 55% è necessario fare un vero e proprio progetto di dispersione termica, che ha un costo non indifferente, ritengo molto conveniente poter usufruire dell'agevolazione per questa cosa);
  • opere per impedire a terzi di compiere atti illeciti verso la nostra abitazione: p.e. installazione grate in ferro, infissi con vetro antisfondamento, persiane rinforzate;
fate comunque sempre riferimento alla guida ufficiale dell'agenzia delle entrate, dalla cui lettura si possono ulteriorimente rafforzare i concetti qui espressi.  
Brevemente, infine, le cose da fare obbligatoriamente per usufruire della detrazione:
  • farsi fare le fatture di ogni lavorazione (o, in caso di fattura unica per tutti i lavori svolti, chiedete che siano specificate per bene tutte le opere fatte, con le quantità, i dettagli, le caratteristiche) e farle intestare a chi fisicamente farà il pagamento (quindi se chi chiede la detrazione sono due persone diverse, io mi farei fare due fatture diverse intestate in modo diverso);
  • effettuare il pagamento esclusivamente con bonifico bancario, specificando che è un bonifico "speciale" per la detrazione fiscale. Questo punto è abbastanza importante perché la banca deve seguire una procedura diversa per fare questo tipo di pagamento rispetto ad un bonifico normale: deve anzitutto applicare una ritenuta d'acconto del 4% e poi deve comunicare il dato all'agenzia delle entrate. Attenzione: non tutte le banche danno la possibilità di effettuare questa speciale procedura on-line, quindi nel caso dovrete recarvi allo sportello;
  • farsi dare la certificazione di tutti gli impianti soggetti a certificazione; conservare con cura tutta la documentazione eventualmente prodotta da un tecnico; in caso di interventi energetici, farsi consegnare le schede tecniche dei materiali impiegati.
Questo post non ha la pretesa di sostituirsi alle guide fiscali, nè io ritengo di avere l'onniscenza, in particolare in campo burocratico: pertanto se deciderete di scaricarvi spese che qui ho indicato che sono deducibili e poi dovesse risultare che non è vero, io non avrò nessuna responsabilità in merito :-)
  

32 commenti:

  1. ciao Marco:)
    vorrei condividere con tutti i lettori del blog questo mio piccolo episodio a proposito dell'agenzia delle entrate.
    ieri mattina alle 8 sono andato all'agenzia delle entrate (roma aurelio) perchè volevo chiedere alcuni chiarimenti sulla possibilità di detrarre dall'IRPEF le spese per la ristrutturazione che sto seguendo. mi è stato impedito. perchè, testuali parole dell'addetto a dare i numeri per le file ai vari sportelli, : "qui non trova nessuno in grado di dare informazioni su questo argomento. deve rivolgersi o ai commercialisti o ai caf. noi abbiamo fatto le circolari e gli opuscoli, non possiamo fare il lavoro dei commercialisti". ma io dico...va bene leggere circolari e opuscoli però non è sicuro che questi riescano a chiarire ogni dubbio per ogni caso specifico.
    se sono loro l'ente competente, se sono loro che dettano le regole per le detrazioni IRPEF perchè non devono essere loro a rispondere a delle domande specifiche di un cittadino che vuole essere sicuro di potersi muovere nel giusto? stiamo parlando dell'agenzia delle entrate diamine, un ente pubblico. no, invece il cittadino si deve affidare alle interpretazioni dei privati commercialisti poi se c'è qualcosa che non va allora si ecco che arriva pronta l'agenzia delle entrate a dire questo va bene questo no...questo atteggiamento è vergognoso:(

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    1. accidenti! comunque considera che l'atteggiamento è in contrasto con la "filosofia" generale dell'AdE che invece tende sempre a rispondere ai vari quesiti. Certo, per esperienza personale, se chiami tre volte al call-center per chiedere la stessa cosa ti danno tre risposte diverse...ma questa è un altra storia :P Comunque io tempo fa andai all'ufficio territorialmente competente per risolvere un problema su una mia dichiarazione e ne approfittai per fare la stessa cosa che volevi fare tu: però a me è andata meglio, mi hanno indirizzato verso una stanza in cui potevo chiedere informazioni. L'impiegato era un po scocciato e, sbuffando, qualcosa a mezza bocca mel'ha detta...la cosa è comunque scandalosa e vergognosa: fanno delle norme incomprensibili, complesse, articolate, stratificate e poi nemmeno loro sanno darti informazioni chiare.

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  2. Mi sto arrovellando per riuscire anche io ad usufruire di queste detrazioni e tra mille siti di notizie e info a riguardo ero arrivato alle tue stesse conclusioni.
    Ora procedo con la richiesta di manutenzione straordinaria e seguirò i tuoi consigli nella speranza di poter usufruire del 50% dello sgravio per tutti i lavori suggeriti.
    Il tuo articolo mi è stato di notevole aiuto.
    grazie

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  3. Buonasera Architetto, complimenti per il blog.
    Le chiedo di togliermi un paio di dubbi.
    Devo apprestarmi ad effettuare alcune opere nella mia abitazione:
    -spostamento e adeguamento impianti della cucina
    -conseguente demolizione e rifacimento dei rivestimenti
    -sostituzione finestre
    -installazione impianto di riscaldamento a pompa di calore o attraverso split o fancoil direttamente su muratura esterna
    -acquisto cucina ed elettrodomestici
    Leggendo la circolare dell'agenzia delle entrate parrebbe che tutto ciò sia manutenzione ordinaria e quindi non incentivabile, giusto?
    Qualora vi fosse la necessità di sostituire alcuni architravi in legno (la casa è di inizio '900) questo intervento porterebbe il tutto in una manutenzione straordinaria?
    Un ultimo dubbio: la semplice sostituzione delle finestre mi obbliga a portarle al rapporto di 1/8 della SU o non essendo già presente in origine posso mantenere le stesse dimensioni attuali?
    Grazie dell'attenzione

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    1. Completo per precisione.
      Le mie domande sono rivolte sopratutto in vista di incentivi per ristrutturazione e mobili.
      Gli incentivi su finestre e pompe di calore fanno parte del bonus (ora del 65%) sul risparmio energetico ottenibile indipendentemente da interventi di ristrutturazione.

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    2. Le opere sono incentivabili, in quanto per l'agenzia delle entrate sono definibili di "manutenzione straordinaria". Ovviamente non è possibile accedere a quella per i mobili, perché per questo occorre fare una ristrutturazione più "invasiva". Le finestre e l'impianto è incentivabile al 65% purché entrambi gli elementi rispettino i restrittivi parametri normativi richiesti.
      La sostituzione dell'infisso non obbliga, paradossalmente, alla verifica dell'1/8, ma se il valore rimane verificato è meglio.

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  5. Buongiorno collega, complimentandomi per la chiarezza e l'esaustività dei post che ho avuto occasione di leggere volevo porre un quesito riguardo l'interpretazione da parte dell'agenzia delle entrate per la detrazione del 50% per opere di manutenzione straordinaria.
    Partendo dalla definizione di "manutenzione straordinaria" dell'agenzia dove c'è scritto "realizzazione ed INTEGRAZIONE di servizi igienico sanitari", chiedo:
    Se si effettuano dei lavori di "sostituzione" di una vasca da bagno con la realizzazione nella stessa area di sedime di un box doccia in muratura e di un parziale nuovo impianto di adduzione e scarico per l'installazione di una una lavatrice possono questi essere considerati INTEGRAZIONE di servizi igienico sanitari ed ususfruire quindi della detrazione del 50% oppure pensi si debba necessariamente ristrutturare tutto il bagno?
    Grazie
    Giovanni

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    1. Ciao,
      penso che per "integrazione" possa intendersi una lavorazione del genere: tuttavia non ho una casistica di eventuali rifiuti dell'agenzia delle entrate su opere di così modesta entità. Diciamo che a leggere le circolari, nulla osterebbe a detrarsi opere di questo tipo.
      Ciao!

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  6. Salve Arch. la vedo preparatissimo, e le pongo un quesito.
    Dovrei installare un clima a pompa di calore, sostituire la vasca con una doccia, posare piastrelle e i sanitari attualmente mancanti.
    A mio avviso non dovrei fare pratiche autorizzative e volevo chiederle se per rientrare nella detrazione 50% sulle ristrutturazioni basta presentare una dichiarazione sostitutiva per atto di notorietà comunicando che faccio questi lavori.
    Inoltre vorrei accedere al bonus mobili, secondo lei è possibile?
    La ringrazio moltissimo in anticipo.

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    1. secondo me sulle opere indicate non è possibile usufruire delle agevolazioni, perché la sola installazione dei sanitari non rappresenta delle opere tese a "ristrutturare" impianti esistenti. La sostituzione della vasca con la doccia è un po più vicina ad una ristrutturazione di impianti, ma secondo me comunque non rientra. il clima a pompa di calore è incentivabile se rientra nei parametri di efficienza richiesti dalla normativa.

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    2. La ringrazio per la pronta e veloce risposta.
      Un ultima domanda, secondo lei installando un condizionatore con pompa di calore con parametri corretti richiesti dalla normativa e utilizzando la detrazione del 50% relativa alle ristrutturazioni (solo per il clima) potrei rientrare nel bonus mobili? Mille grazie ancora mi è stato molto utile.

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    3. Al bonus mobili comunque non potrebbe accedere, perché l'agenzia delle entrate ha chiarito che occorre realizzare opere che loro definiscono di "ristrutturazione edilizia" (ovvero la manutenzione straordinaria per la legge urbanistica) per potervi accedere, ovvero spostamento di muri e riconfigurazione ambienti.

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  7. Salve Arch., volevo chiederle, se con il cambio della caldaia con una a condensazione ho diritto anche al bonus mobili del 50% sull'IRPEF; oppure devo rifare un bagno con i suoi impianti nuovi senza toccare le altezze?
    Ringrazio per la risposta

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    1. Secondo me con la sola caldaia non può usufruire del bonus mobili. faccia riferimento a questa pagina dell'agenzia delle entrate che è abbastanza esaustiva: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/DetrRistrEdil36/Bonus+Arredi+DetrRistrEdil36/

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  8. Gentile architetto, ho letto con piacere i suoi ragionamenti interpretativi sulle norme per le detrazioni fiscali sulla manutenzione straordinaria. Il mio problema é che, ad oggi, ancora non riesco a comprendere il mio caso in quale casistica ricomprenderla (manutenzione ordinaria o straordinaria). Dovró a breve rifare un bagno, sostituzione piastrelle, sanitari ed eventualmente rifacimento del massetto con sostituzione, per il solo ambiente del bagno, dell'impianto idrico oltre a nuovi collegamenti elettrici per la realizzazione di nuovi punti luce. L'ufficio tecnico del comune nel quale risiedo in provincia di Udine, mi ha fatto capire che per loro, in seguito anche a recenti disposizioni della Regione FVG, questa che mi appresto a fare é una manutenzione ordinaria e che comunque se fosse interpretata come straordinaria necessiterebbe di pratica edilizia da parte di un tecnico e che comunque a lui dovrei rivolgermi. Ma ho letto da qualche parte, su vari forum, che il rifacimento dell'impianto idrico di un bagno, pur rientrando in una "fattispecie" detraibile é considerato intervento di edilizia libera e quindi non soggetto a particolari formalitá. Come devo comportarmi secondo lei?

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    1. Ciao, fino a qualche tempo fa effettivamente c'era poca chiarezza sul punto, ed il rifacimento del bagno era interpretabile come manutenzione ordinaria per i Comuni e straordinaria per il fisco. Oggi però il fisco sembra essersi allineato alle interpretazioni delle leggi urbanistiche (il che secondo me è un bene e va a vantaggio della chiarezza, anche se poi sulle lavorazioni nello specifico ci sono tante, diverse interpretazioni locali) per cui tendenzialmente interpreto come le sue opere tutte come manutenzione ordinaria, e quindi NON detraibili fiscalmente.

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    2. La ringrazio per la cortese e celere risposta ma purtroppo i miei dubbi continuano. Ho letto molto attentamente la guida dell'Agenzia delle Entrate ed in effetti per quanto concerne l'individuazione dei lavori da intendersi come manutenzione straordinaria si fa riferimento alle lettere b) c) d) del t.u. dell'edilizia ma rileggendo le guide precedenti nulla sembra cambiato. A pag. 10 come esempio di spesa detraibile viene riportato realizzazione e MIGLIORAMENTO dei servizi igienici. Capirá che vuol dire tutto e niente e sempre lí siamo. Il Comune non intende tale manutenzione come straordinaria e quindi non richiede formalitá mentre l'Agenzia delle Entrate potrebbe intenderlo come no. Sono andato oggi all'A.d.e. L'impiegato mi ha risposto che secondo lui posso farlo passare come manutenzione straordinaria ma che quello che pensa lui non é certezza e bisognerebbe vedere cosa penserebbe il suo collega che controllerebbe eventualmente la mia dichiarazione in futuro. No, dico, vabbé che siamo in Italia....peró. La ringrazio ancora

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  9. Salve Architetto e complimenti per il suo blog. Io ho un quesito un po' più complesso: dovrei convertire il mio attuale sgabuzzino nel secondo bagno. Ciò comporta una dichiarazione di inizio lavori al comune e pratica asseverata da un tecnico abilitato. A fine lavori verrà fatto anche un aggiornamento della piantina della mia casa al catasto (dovrà risultato un bagno dove ora c'è uno sgabuzzino).
    Così dovrei poter accedere al discorso MANUTENZIONE STRAORDINARIA a cui poi collegherei le detrazioni fiscali per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. Il quesito che le pongo però è un altro: mio suocero è sempre stato capace di eseguire lavori di idraulica anche di una certa complessità però nella vita faceva altro come mestiere. Sarebbe possibile far fare a lui lavori idrici (traccia, istallazione ecc. ecc.) oppure devono essere per forza fatturati da una ditta specializzata? So che non potrei ovviamente accedere all'incentivo però così facendo avrei bisogno solo dei lavori edili (Che farei fare a una ditta) e mi risparmierei quelli dell'idraulico. E' possibile secondo lei?

    graize

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    1. formalmente i lavori devono risultare essere svolti da un'impresa, regolarmente iscritta alla camera di commercio e con partita iva. Alla fine dei lavori, per legge, l'impresa o chi ha eseguito gli impianti deve emettere le relative dichiarazioni di conformità (per l'elettrico e per l'idrico, ed anche per il gas se viene toccato), dunque il problema principale starebbe nel fatto che suo suocero non essendo iscritto non può emettere le dichiarazioni, perché formalmente non è qualificato per effettuare il lavoro.

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  10. Buongiorno architetto, prima di iniziare la ringrazio già solo di aver letto il mio messaggio e di essere(visti i msg precedenti) a disposizione :), spero possa avere anche il tempo di rispondere alla mia domanda.
    Mio fidanzato ha comprato da poco casa e vorrebbe usufruire di queste famose ristrutturazioni, ma non siamo sicuri di tutto ciò che potrebbe essere considerato ai fini di queste detrazioni per non parlare anche delle possibili agevolazioni sull'IVA...La casa è da rifare tutta, è degli anni 70, quindi verranno fatte le tracce per il nuovo impianto elettrico, idraulico, il bagno, pavimentazione(c'è anche un piccolo balconcino), rivestimenti, infissi nuovi(forse anche cassoni nuovi)avvolgibili, porta blindata, cucina nuova(attacchi, rivestimenti, la cucina in sé con tutti gli elettrodomestici A+ o A++), mobili(quest'ultimi li inserisco perché da qualche parte ho letto che potrebbero essere considerati utili per ottenere la detrazione)...eventualmente,di tutto questo, cosa potremo ritenere manutenzione straordinaria o cmq detraibile fiscalmente????...la ringrazio ancora e buon inizio di settimana :D

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    1. Delle opere che mi hai elencato, tutte rientrano nella manutenzione ordinaria: da qualche tempo il fisco si è adeguato alla definizione tecnica dell'urbanistica, pertanto temo che nel tuo caso non puoi detrarre nulla, proprio perché non "sconfini" nella manutenzione straordinaria. Di pari passo, non potendo accedere alla detrazione per le ristrutturazioni, non puoi avere neanche quella per i mobili e per gli elettrodomestici. L'iva invece è applicabile al 10% su tutte le lavorazioni indicate.

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  11. Rileggendo ciò che ormai ho scritto, ho visto degli errori, mi scuso tanto, ma sono le 2am e sono tanto stanca , Spero comunque che possa capire queste poche nonché confuse righe ...

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  12. Egr. Architetto,
    mi permetto di segnalarle che è uscita la nuova circolare dell'ADE (gennaio 2014), la quale, a pagina 25 elenca dettagliatamente le opere incentivabili.
    Risultano ricomprese, a mio parere, diverse opere considerate di 'ordinaria manutenzione', tipo la sostituzione impianto idraulico, o l'ammodernamento dell'impianto di riscaldamento autonomo. Io devo fare alcuni lavori di manutenzione su un immobile (sostituzione impianto elettrico e termosanitario per messa a norma, rifacimento completo impianto idraulico, rifacimento bagno e cucina, sostituzione termosifoni, pavimenti, pavimento terrazzo esterno, tinteggi. Secondo lei, questi lavori (che per il Comune ricadono nella manutenzione ordinaria), potrò detrarli? A mio avviso, alla luce della nuova guida citata, direi di si, se non altro in quanto derivati da lavori di messa a norma. Qualche dubbio su eventuali arredi (cucina ed elettrodomestici). Lei cosa dice? Grazie!

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    1. In delle precedenti circolari mi sembrava che l'AdE si fosse allineata alle definizioni di opere delle leggi urbanistiche, ma questa nuova sembra smentire le precedenti e tornare al "vecchio" concetto secondo cui le opere di MS per l'AdE sono anche quelle di rifacimento impianti, che invece per l'urbanistica sono MO e quindi in teoria non incentivabili. Sui mobili anche non c'è grande chiarezza ma il discorso sembra più netto: a questa agevolazione si può accedere solo se si fanno opere che per l'AdE sono RE (quindi MS per l'urbanistica).

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    2. In questo articolo del Sole 24 ore (http://tinyurl.com/l4ayk9r) nel quale vengono riportate le risposte dell'AdE ad alcuni quesiti, viene esplicitamente fatto riferimento al rifacimento degli impianto elettrico come titolo sufficiente (in quanto opera di manutenzione straordinaria per l'AdE) per ottenere la detraibilità dei mobili di arredamento. Direi che non vi sono dubbi: per l'AdE i lavori di rifacimento impianti (elettrico, ma anche idraulico) sono opwere di manutenzione straordinaria, danno diritto a tutte le detrazioni previste, all'IVA agevolata e alla detrazione mobili. Così mi sembra di capire leggendo l'ultima guida alle detrazioni del gennaio 2014 e i sopracitati articoli.

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  13. Mi permetto di segnalare anche questa serie di articoli del Sole 24 ore, abbastanza esaurienti sul tema:
    http://tinyurl.com/mmc4t5u

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  14. Buongiorno Architetto, complimenti per il blog.
    Avrei un quesito da porre. Ho una casa con giardino circostante. Vorrei fare un lavoro elettrico consistente nell'estensione dell'impianto elettrico di casa già esistente, al giardino esterno dell'abitazione, di modo da poter illuminare il giardino ed offrire altri servizi quali prese di corrente esterne, alimentazione del cancello automatico, ecc... Il lavoro consiste nella predisposizione di apposito quadro di comando all'interno, di tracce per passaggio corrugati sia all'esterno che all'interno, di cablaggi, e di posa in opera di apparati illuminanti e quant'altro necessario. L'ADE mi dice che, per poter accedere alla detrazione del 50%, deve trattarsi di "integrazione per messa a norma". La domanda che pongo è: il lavoro che intendo svolgere è configurabile come "integrazione per messa a norma" ? Grazie.

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    1. da un punto di vista urbanistico la sua è una manutenzione ordinaria che non sarebbe soggetta agli incentivi, mentre invece per le interpretazioni fiscali potrebbe in effetti essere intesa come manutenzione straordinaria dell'impianto. Sulla questione c'è ancora molta confusione: le ultime circolari dell'AdE sono un po contraddittorie fra loro.

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    2. Architetto, grazie per la risposta.
      Vorrei porre un secondo quesito: ho una piscina interrata in cemento armato alla quale vorrei rifare il rivestimento interno passando ad un rivestimento in liner. Leggo sulla guida dell'Agenzia delle entrate che, per una piscina, il "Rifacimento modificando caratteri preesistenti" viene riportato tra gli interventi ammessi alla detrazione irpef. Posso considerare che il rifacimento del rivestimento rientri in questa casistica? grazie.

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    3. Non ho esperienza diretta di casi come il suo, comunque consideriamo che la piscina è un elemento con valenza estetica esterna, quindi anche la modifica del rivestimento è un opera classificabile più come ristrutturazione edilizia che non come manutenzione ordinaria. Comunque preferisco non sbilanciarmi sul punto perché non ho sufficienti elementi.

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