lunedì 7 gennaio 2013

un monolocale ed una mini cucina su misura

Un buon progetto di ristrutturazione di un appartamento non può prescindere da una ottimale organizzazione degli spazi, sempre tenendo conto delle esigenze specifiche del proprietario. Oggi vi mostro una realizzazione di qualche tempo fa: un monolocale a roma con la sua micro-cucina, in zona piazza Ungheria.
Dalla pianta si può già intuire che questo monolocale deriva dal frazionamento di un appartamento di circa 130mq già dotato di due ingressi autonomi: rimando ad un futuro post la sistemazione, seguita sempre dal nostro studio, dell'altro appartamento ricavato, che è un bilocale. La superficie calpestabile del monolocale è circa 48mq, mentre la superficie lorda arriva a 65mq per via delle murature perimetrali abbastanza spesse. La commessa progettuale esigeva la realizzazione di uno spazio il più possibile unitario che unificasse living e zona letto ma comunque tenendo distinte, funzionalmente, le due zone, limitando al minimo sindacale le superfici per servizi (bagni e cucina). L'idea progettuale è stata quindi quella di dare un orientamento diagonale alle pareti fondamentali, anche per poter ovviare alla posizione non ottimale della porta d'ingresso rispetto alle finestre dell'ambiente principale e quindi ricavare spazi sufficientemente abitabili. Una parete, interrotta circa a 2/3 del salone, consente di dividere nelle due zone funzionali l'unico ambiente, e la creazione di una pedana in muratura (facilitata dalla forte altezza degli ambienti) il cui salto di quota coincide con la parete contribuisce non solo alla separazione delle funzioni, ma anche a dare dinamismo all'ambiente (è l'appartamento di un giovane all'epoca sotto i trent'anni). Il salone è impreziosito da delle controsoffittature poste su più livelli (con le gole luminose, che sono un po la nostra firma professionale) che hanno anche soprattutto il ruolo di raccordare le quote dei diversi ambienti. Successivamente, la porzione di muro "aperta" è stata chiusa con una porta per la sopraggiunta esigenza di chiudere la camera da letto: dato che il progetto iniziale così è stato un po snaturato, non troverete le foto di questo "salto di quota". La pedana è sfruttata anche per creare un vano per inserire un letto matrimoniale su ruote a totale scomparsa ("scompare" al di sotto del pavimento della zona rialzata).
L'altra parete obliqua, parallela a quella che caratterizza il salone, divide il living dagli spazi serventi: qui ho dovuto dare fondo a tutta la mia diligenza progettuale per creare - come da volontà del proprietario - spazi che occupino la minore superficie possibile ma che siano dotati di tutti gli accessori necessari e superflui. Il bagno trovava la sua collocazione fin dall'origine nell"insenatura" in altro a sinistra (colorata in celeste nella pianta) anche perché lì si trovavano gli scarichi. E' stato necessario rialzare tutto il bagno per poter dare pendenza allo scarico del vaso, e ciò è stato sfruttato per "ritagliare" il rivestimento (in tesserine di mosaico monocromatico in gres) come se fosse una tappezzeria. Il bagno ha la particolarità di avere la doccia realizzata non proprio a pavimento ma comunque integrata nella pavimentazione e divisa dal resto del bagno da un solo cristallo fisso, lasciando uno spazio vuoto per accedervi. Il risultato è molto scenografico :-) Lo spazio ha una sua piacevolezza anche in virtù della forma planimetrica cui è costretto, da me enfatizzata col gioco delle superfici e dei materiali.
La cucina invece è un po il gioiello progettuale di questa realizzazione: in soli 4,4mq ed in un ambiente poligonale di forma vagamente trapezoidale sono stati inseriti tutti gli elettrodomestici: frigo, caldaia del riscaldamento (sopra il frigo), lavastoviglie da 45, lavasciuga da incasso, forno da 60, piano cottura a quattro fuochi, cappa aspirante, lavello. Gli altri spazi residuali sono stati sfruttati al meglio per consentire di posizionare pentolame e tutti gli altri accessori della casa. Per forza di cose tutta la cucina è stata realizzata in falegnameria artigianale completamente su misura: era impossibile infatti poter realizzare una cucina del genere con moduli standard delle cucine industrializzate, in quanto quasi ogni singolo elemento ha una misura diversa dallo standard o comunque è concepita per incassarsi in un modo univoco e personale. La finitura di tutti i pannelli è laminato bianco lucido ad effetto laccato, mentre il top è in laminato bianco antigraffio. La descrizione potrebbe suggerirvi che una cucina così fatta, dato l'alto livello della particolarità realizzativa, abbia un costo enorme e sproporzionato con la superficie: invece posso dirvi che l'intera cucinaè costata come una cucina commerciale di fascia media (meno di 6.000 euro), perché non necessariamente l'artigianato deve essere più caro della produzione commerciale, anzi. La cucina è stata prima completamente montata in officina, in cui sono stati verificati tutti gli allineamenti e tutti i problemi di giunzioni tra angoli non retti (non vi è un solo angolo retto tra le pareti della cucina), quindi smontata, trasportata e rimontata in opera. Nelle immagini può sembrare scomoda e per certi versi certamente lo è (mia moglie non ci entrerebbe nemmeno) ma in realtà è tutto molto funzionale ed a portata di mano.

dovrei riuscire tra qualche tempo a fare delle fotografie migliori usando l'attrezzatura professionale: le foto che ho messo, in via temporanea, sono state scattate con una compattina digitale...! E scusate anche se sono disallineate e buttate nel testo alla meno peggio: blogger non consente un controllo affinato degli allineamenti, del posizionamento e del dimensionamento... :P

2 commenti:

  1. Ciao Marco. Visto che parli di mini cucina ( o angolo cottura) ti faccio questa domanda: per un angolo cottura che fa parte di un ingresso/soggiorno/camera da letto di un'unica stanza- monolocale sono previste altezze minime? Nello specifico è situato nella zona di ingresso e avrebbe altezza 2.55m, il resto del mini appartamento è alto 2.70m. Grazie ciao

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    1. il regolamento edilizio parla di 270cm di altezza minima senza specificare se si tratti di media o assoluta. Nel dubbio, si deve considerare assoluta, anche se piccole porzioni di ambienti possono essere più basse (p.e. velette in cartongesso o cose del genere). Comunque avendo una altezza massima di 270cm non si può nemmeno invocare il dubbio di aver rispettato comunque i 270 di altezza "media".

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