domenica 4 dicembre 2011

Una cucina verde mela

Un appartamento anni '60 al Tuscolano, con una distribuzione interna tanto canonica quanto inefficiente, soprattutto agli occhi dei proprietari, una giovane coppia romana. La ristrutturazione era inevitabile, e il tema progettuale è stato imperniato sulla redistribuzione degli ambienti e la creazione di nuove prospettive interne. Il salone è diventato il nuovo centro della casa, rivoluzionando l'intera distribuzione degli spazi e traendo beneficio dall'eliminazione di alcuni spazi inutilizzabili (il corridoio, il largo ingresso). Il gioco di pareti inclinate in pianta non è solo prettamente estetico, ma funzionale all'ottimizzazione degli spazi. 

Da un punto di vista cromatico mi sono basato sulla sensibilità minimalista dei proprietari: ecco quindi che il salone è strutturato con alternanza di chiaro (le pareti, i soffitti) e scuro (il pavimento, le falegnamerie su misura). Il tocco di colore, che invece caratterizza tutto l'ambiente, è concentrato nella cucina, che è strutturata come se fosse un elemento poggiato all'interno dello spazio, un "cubo verde mela" che irrompe nella spazialità per enfatizzare la prospettiva del salone.
Il salone è quindi caratterizzato da un lato dalla cucina, che rappresenta anche un punto di attrazione architettonica, e dall'altro dalle falegnamerie realizzate su misura seguendo il mio progetto architettonico le quali seguono ed enfatizzano il cromatismo minimale di base.
 Anche il soffitto diventa elemento strutturante dello spazio architettonico, fornendo sia proporzione verticale sia vera e propria illuminazione. Nelle foto inoltre non sono ancora presenti le tende, ma il controsoffitto è strutturato in modo da nasconderne le parti meccaniche e di scorrimento, in modo tale da avere un disegno il più pulito possibile, venendo quindi perfettamente incontro alla sensibilità estetica dei proprietari.
Accennavo alle falegnamerie, che si intravedono in queste prime foto.Queste sono state realizzate da un artigiano di Sabaudia che le ha realizzate su mio progetto esecutivo. La necessità dell'arredo su misura si fonda su tre criteri di base: 1. il fatto che lo spazio architettonico del salone era perfettamente completato da delle grandi nicchie che potevano essere riempite solo con elementi realizzati appositamente e 2. il fatto che in questo modo avremmo potuto commissionare allos tesso falegname anche la realizzazione delle porte dell'ambiente, che quindi hanno la stessa finitura e lo stesso disegno dei mobili, per creare quindi un ambiente perfettamente coordinato ed infine 3. per le specifiche esigenze della committenza, appassionata nella collezione di dvd originali di cui c'è l'esigenza di stiparli in luoghi sicuri e dalla grande capacità contenitiva. Ecco quindi che il mobile diventa un elemento a "sorpresa", essendo realizzato con degli elementi telescopici che, una volta "estratti", consentono di accedere ad uno spazio contenitivo completamente nascosto alla vista.
All'apparenza abbiamo quindi una "normale" libreria: all'occorrenza, invece, si trasforma in un mobile dalla enorme capacità contenitiva, essendo anche molto più profondo di un armadio tradizionale (80cm circa). La finitura dei mobili è creata con una preziosa laccatura opaca, eseguita sempre dallo stesso artigiano.
La finitura nero opaco è stata scelta per accostarsi alle altre finiture già selezionate per il salone: il pavimento è il More Empire della Caesar, un gres porcellanato tutta massa molto bello e molto compatto, dalla superficie opaca molto resistente; i termosifoni sono i Wind della Brem nella particolare colorazione grigio fucile micaceo con valvole cromate. Per rimanere in tema di materiali, il verde in parete della cucina è realizzato con una normale tinta lavabile della giusta gradazione cromatica, mentre il pavimento è realizzato con le pietre artificiali a finitura lucida prodotte dalla Stone Italiana.
Per concludere la carrellata su questa realizzazione, metto una immagine del bagno più grande: sempre per rimanere in tema con lo stile cromatico minimale, anche qui troviamo un'alternanza di bianco e di nero, a volte interrotta da inserti a specchio. Il pavimento è lo stesso More Empire del resto della casa, mentre i rivestimenti sono della Fap Ceramiche.

Aggiorno questo post inserendo le planimetrie ante e post-operam dell'intervento di ristrutturazione. Nell'ante-operam si evidenzia lo schema distributivo tipico degli edifici degli anni '60: un ingresso-filtro, un lungo corridoio, una serie di camere di dimensioni diverse. La distribuzione, oltre a non essere più funzionale agli attuali stili di vita, "spreca" moltissimi metri quadri che invece potrebbero essere impiegati in altri modi. Inoltre, l'appartamento è dotato di due balconi di dimensioni importanti: uno affaccia su una strada non molto trafficata mentre l'altro, più largo, su un vuoto urbano tra fabbricati, decisamente più tranquillo. Quest'ultimo, nella distribuzione origiale è destinato alla cucina ed alle camere da letto, mentre al soggiorno - che teoricamente dovrebbe essere collegato al balcone più utilizzato - è destinato quello più piccolo e relativamente più rumoroso: nel progetto di ristrutturazione sono partito proprio da questa incongruenza di fondo, rivoluzionando un po tutto.
Nella piantina post-operam (sotto) è subito evidente lo stravolgimento delle funzioni: il balcone più grande diventa a servizio dell'ampio salone, mentre l'altro diventa a servizio delle due camere da letto, ed accoglierà anche alcuni apparati tecnico-funzionali della casa. Oltre allo stravolgimento distributivo, c'è una forte ottimizzazione dello spazio: le superfici serventi (i corridoi) sono ridotti al minimo indispensabile, e lo spazio guadagnato complessivamente è talmente tanto che non solo si mantiene il numero originario delle tre camere da letto, ma si riesce ad ottenere un terzo bagno, due cabine armadio ed un salone dalle dimensioni quasi doppie rispetto all'originale.


1 commento:

  1. Complimenti, mi piace molto la nuova disposizione...
    ...e grazie per le guide sulla burocrazia.

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