lunedì 12 gennaio 2026

i vincoli indiretti dei beni culturali

i vincoli indiretti dei beni culturali

Di vincoli, in questo blog, forse non si finirà mai di parlare. Stavolta voglio dedicare un focus ad un tipo di vincolo che ha delle caratteristiche peculiari, forse a metà strada tra quelli dei beni culturali e quelli paesaggistici: parliamo dei vincoli indiretti.


Firenze, S. Maria del Fiore e battistero
scorcio da via de' Cerretani
foto personale dell'autore



di cosa parliamo

Il vincolo indiretto serve ad impedire che possa essere perduta la percezione spaziale ed artistica di un bene culturale "vero e proprio", mediante la trasformazione dell'ambiente urbano con cui tale bene dialoga. Generalmente, ma non esclusivamente, si applica agli edifici che prospettano sulle piazze o sulle strade dei centri storici dove è presente un bene culturale che ha un suo impatto sul contesto, o perché particolarmente grande, o perché realizzato e studiato dall'originario autore proprio per avere un rapporto architettonico con il suo contesto. Anche, più semplicemente, se si ha a che fare con una situazione storico-architettonica ormai consolidata in cui il bene culturale semplicemente si inserisce in modo armonioso.

I motivi che possono portare la Soprintendenza (ovvero il Ministero della Cultura) ad emettere un vincolo indiretto possono essere diversi e non necessariamente essere codificati, ma può avvenire anche solo per valutazioni di opportunità culturale. Le motivazioni sull'istituzione di questo tipo di vincoli, quindi, sono del tipo soggettivo, nel senso che i funzionari soprintendentizi valutano il caso specifico e decidono di apporre il vincolo. Il ragionamento che può seguire la Soprintendenza è lo stesso dell'imposizione del vincolo di bene culturale, come: storia dell'edificio; rappresentatività storica/urbanistica/artistica; rischio di perdita di valore o identità.

Caratteri di similarità con i vincoli diretti

Ai sensi del vigente Codice dei Beni Culturali d.lgs. 42/2004 il Ministero della Cultura, per tramite delle proprie Soprintendenze territoriali, può porre sotto tutela singoli edifici o singoli elementi di un edificio, ma anche piazze e strade, descritti all'art. 10. La procedura di apposizione del vincolo segue le regole degli articoli 13, 14 e 15. Quando la Soprintendenza decide di porre sotto tutela un immobile, emette un decreto e lo notifica personalmente a tutti i proprietari che risultano titolari dell'immobile o delle sue singole parti.

Una volta emesso e notificato il decreto, l'immobile entra nel regime di tutela e da quel momento ogni singola modifica all'immobile, grande o piccola, visibile o meno che sia, è soggetta all'obbligo di dotarsi della preventiva autorizzazione della Soprintendenza, che la rilascia con la procedura dell'art. 21. Questa fin qui descritta è la procedura che comporta l'apposizione del vincolo diretto, o vincolo decretato.

Il vincolo indiretto, istituito ai sensi dell'art. 45, segue la stessa procedura: viene redatto un decreto e viene notificato ai singoli proprietari, pur avendone caratteristiche diverse che vedremo.

Come il vincolo diretto, impone che ogni modifica che si effettua all'immobile sia susseguente alla prescritta autorizzazione, solo che, in questo caso, l'oggetto della tutela non è il fabbricato in sé, ma solo la sua veste e consistenza estetica esteriore, in quanto gli interni non sono oggetto di interesse.

Deve essere inteso soggetto ad autorizzazione preventiva qualunque trasformazione che interessi gli esterni, anche nelle coloriture e finiture esterne, dunque anche sistemazioni di infissi, lattoneria, ripristino di dettagli architettonici ammalorati. Ciò in quanto anche il minimo dettaglio può contribuire alla lettura del bene tutelato.

Giusto per fare un esempio di tutela indiretta che può essere nell'immaginazione di tutti è la piazza dove si trova la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, ed annesso Battistero. Questi preziosissimi oggetti culturali sono naturalmente oggetto di tutela diretta vista la loro rilevantissima qualità storico-culturale. Tuttavia, alla lettura ed alla funzione di questi splendidi oggetti d'architettura contribuiscono inevitabilmente anche tutti gli edifici circostanti e delimitanti la Piazza del Duomo. Vediamo un esempio attingendo alla potenzialità dell'intelligenza artificiale: nella prima immagine trovate la foto estratta dall'applicativo Google Street View (R) di un angolo di Piazza del Duomo. Nella seconda immagine, ho istruito Gemini Nano Banana dicendole di sostituire gli edifici a destra con edifici moderni decontestualizzati.

fonte e diritti: Google Street View (R)
Piazza del Duomo, Firenze (FI)


elaborazione IA eseguita con Gemini Nano Banana
dell'immagine precedente (leggi testo sopra)

Il risultato può non necessariamente dispiacere, nel senso che l'architettura deve anche saper reinterpretare l'antico senza averne paura, ed anzi saperlo mettere in dialogo con uno stile contemporaneo, altrimenti non ci sarebbe sviluppo ed evoluzione culturale che è invece caratteristica primaria della storia e della cultura dell'umanità.

Fermo restando ciò, penso appaia del tutto evidente che le trasformazioni di edifici che si trovano attorno ai beni tutelati che sono riconosciuti da tutti in un determinato modo ed in uno specifico contesto non possano avvenire senza un doveroso controllo e vigilanza da parte del Ministero della Cultura che è preposto a garantire che noi stessi ed i nostri posteri possiamo continuare a godere della bellezza che i nostri avi ci hanno consegnato. Dunque ben vengano le trasformazioni ed anche intere sostituzioni edilizie in aree delicate, ma con grande attenzione al contesto. Il vincolo indiretto esercita proprio questa funzione.

Altro carattere che accomuna vincoli diretti ed indiretti sono le sanzioni penali.

Se si trasforma un bene culturale (istituito ai sensi dell'art. 10) senza autorizzazione, oltre alla sanzione amministrativa, la condotta costituisce ipotesi di reato ai sensi dell'art. 169 del Codice, punibile con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da 775 a 38.734.50 euro.

Per la tutela indiretta, invece, opera l'articolo 172 che comunque contiene le identiche disposizioni dell'art. 169, quindi vi è equiparazione davanti alla sanzione penale.

comunicazione di avvio del procedimento di tutela indiretta

Secondo l'art. 46, la procedura per istituire la tutela indiretta prevede l'invio di una preventiva comunicazione di avvio del procedimento di vincolo, espressamente indicato al comma 4 dell'articolo.
E'importante specificare che praticamente già dalla ricezione di questa comunicazione l'immobile è da considerarsi vincolato, come una sorta di vincolo di salvaguardia. Peraltro, in questa fase di salvaguardia, l'immobile non può proprio subire alcuna modifica, con la conseguenza che devono arrestarsi eventuali opere anche in corso di svolgimento, oltre che l'impossibilità di ottenere il rilascio di autorizzazioni per opere da compiere - salva diversa valutazione da parte della Soprintendenza.

In questa fase eviterei anche l'esecuzione di opere esclusivamente interne.

Eseguire opere dopo aver ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento di vincolo comporta una sanzione penale, anche se meno grave rispetto a quella prevista per le opere eseguite in assenza di autorizzazione dopo l'apposizione del vincolo.

differenze tra vincoli diretti ed indiretti

il vincolo indiretto in parole molto semplici non individua un immobile che ha valore storico-culturale, ma ne tutela l'integrità per mantenere e valorizzare la lettura di un altro bene che sicuramente è nelle vicinanze o è proprio adiacente. E' come la scenografia in un teatro: l'opera teatrale può svolgersi anche senza la scenografia, ma è anche questa che concorre al fascino dello spettacolo.

Il vincolo indiretto non impedisce trasformazioni anche radicali dell'immobile, astrattamente non ne impedisce anche la completa demolizione e ricostruzione, purché le trasformazioni quali che siano avvengano senza compromettere la lettura storico-critica del vero oggetto della tutela, che è lì vicino. Affinché queste trasformazioni abbiano il carattere della compatibilità storico-architettonica, è essenziale la valutazione del progetto da parte della Soprintendenza, che, come per le trasformazioni sui beni culturali, valuta se il progetto è compatibile con la tutela e con l'interesse culturale.

Le opere interne dei beni oggetto di tutela indiretta non devono quindi sottostare al parere della Soprintendenza, ma attenzione a quelle opere che invece possono incidervi indirettamente, ad esempio la necessità di eseguire bucature in facciata per esalatori o ventilazioni, inserimento o modifica di terminali di esalazione o comignoli, opere che incidono su spazi interni ma non completamente chiusi verso l'esterno quali portici, porticati, tettoie oppure ancora su elementi anche non visibili da suolo pubblico ma comunque facenti parte dello spazio esterno come lastrici, terrazze e manti di copertura. Si intendono soggetti a tutela anche pavimentazioni esterne anche se di pertinenza delle singole unità immobiliari e giardini. Potrebbero inoltre essere ritenuti facenti parte della tutela anche le chiostrine interne anche laddove non visibili da suolo pubblico: per tale dettaglio occorre contattare il funzionario di zona.

Dunque mentre da un lato il vincolo diretto assoggetta a tutela l'intero immobile e dunque qualunque opera edilizia o impiantistica, indipendentemente dal suo impatto estetico esterno, nella tutela indiretta l'oggetto è solo l'esterno. In casi dubbi, è sempre preferibile contattare il funzionario di zona o, alle strette, inviare comunque la richiesta di rilascio autorizzazione così da consentire alla stessa Soprintendenza di valutare se l'intervento sia o meno soggetto al rilascio dell'autorizzazione.


vincolo indiretto e prelazione sulle compravendite

Il vincolo indiretto non trasforma l'immobile in un "bene culturale" in senso stretto, ma impone come si è visto delle prescrizioni (come distanze, misure o divieti di alterazione) che sono serventi alla protezione di un monumento vicino, per preservarne l'integrità, la luce o la prospettiva.

Di conseguenza, poiché l'immobile non è tecnicamente un bene culturale (art. 10), non scattano gli obblighi previsti dall'art. 60 del Codice dei Beni Culturali: dunque non è necessario effettuare la denuncia di trasferimento al Ministero, né tantomeno attendere i fatidici 60 giorni per l'eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato. In sintesi: le prescrizioni fisiche e costruttive restano severe e vanno rispettate, ma la circolazione giuridica del bene è libera e non soggetta ai vincoli burocratici della compravendita di beni artistici.

E'in dubbio (o almeno io lo sono) se la Soprintendenza vada comunque almeno informata del passaggio di proprietà in tali contesti. La Legge non mi sembra lo indichi espressamente, ma alcune Soprintendenze lo specificano nei propri certificati di esistenza dei provvedimenti di tutela (come quella di Roma). Dunque a scanso equivoci, può essere opportuno comunicare sempre il passaggio di proprietà all'ufficio: basterà una PEC da parte del Notaio o anche direttamente dell'acquirente e, nel caso, suggerisco che ciò avvenga entro 30 giorni dalla stipula.

verifica del vincolo indiretto

verificare la presenza del vincolo indiretto può essere una operazione relativamente semplice, oppure complessa, a seconda degli strumenti che la singola Soprintendenza - o Regione, se vi è stato un protocollo di collaborazione - mette a disposizione del pubblico.

Ad esempio la Regione Toscana ha un ottimo webgis, davvero di semplice ed intuitivo utilizzo, dove sono contenute tutte le informazioni relative ai vincoli istituiti ai sensi della parte II del Codice (attenzione: il disclaimer dello stesso sito avvisa che le informazioni potrebbero non essere complete e che comunque il portale non fornisce certificazione), siano essi vincoli diretti, sia indiretti, come nell'esempio che segue.


Dunque se vi trovate ad operare in Toscana o in altre regioni che hanno istituito portali similari, la ricerca è abbastanza semplice anche se bisogna saper distinguere tra beni oggetto di tutela diretta ed indiretta, perché la differenza è sempre cruciale ma la scheda dei due vincoli, almeno nel caso del webgis della Toscana, è praticamente identico. L'informazione va cercata all'interno della stessa scheda.

Se la vostra regione/soprintendenza non offre un servizio come quello della Toscana, potete sempre accedere al portale Vincoli in Rete gestito direttamente dal Ministero. Questo sito, però, ha alcune limitazioni che, per esperienza personale, posso riassumere nelle seguenti:
  1. a differenza del webgis dell'esempio della Toscana, non vi è una individuazione dei beni su base cartografica e sulla singola particella catastale, ma in mappa trovate solo dei "punti" su cui cliccare: dunque il portale ministeriale non vi da il confine esatto dell'oggetto della tutela;
  2. il "punto" su cui cliccare talvolta non si trova nella posizione esatta dell'immobile. talvolta, si trova proprio da un'altra parte della città: è doveroso pertanto fare sia la ricerca su mappa, sia anche la ricerca testuale;
  3. le informazioni confluite sul portale ministeriale non sono complete e talvolta nemmeno aggiornate (ma questo vale anche per la Toscana come da loro stesso disclaimer).
per quanto riguarda i vincoli indiretti, oggetto del presente post, essi sono indicati in questo portale in modo davvero ambiguo: è presente un "pallino rosso contornato da un cerchio rosso" che indica che un dato bene produce un vincolo indiretto, ma non troverete graficamente l'informazione di quali beni siano effettivamente oggetto della tutela indiretta.

estratto del portale Vincoli in Rete. dettaglio di un 
bene indiretto (area archeologica del teatro di Marcello in Roma)

aprendo il menù a tendina del singolo vincolo, vi apparirà una scheda di dettaglio in cui generalmente la parte del vincolo indiretto non è cliccabile. Per cercare i vincoli indiretti collegati a quel bene nello specifico, bisogna fare una procedura un po' macchinosa. Tornate sulla home page del sito e cliccate su "ricerca atti amministrativi"


e cercare il singolo bene inserendo tipicamente regione, provincia, comune e indirizzo. una volta inviata la domanda, dovrebbe apparire un elenco di singoli vincoli emessi ai sensi dell'art. 45 e/o ai sensi del previgente art. 21 L. 1089/1939


in questo caso è stato emesso un solo vincolo perché evidentemente l'area oggetto della tutela indiretta appartiene ad un unico proprietario o interessa una singola particella catastale. Se la tutela indiretta riguardasse invece più edifici, ad esempio una piazza o una strada, troverete un singolo decreto per ciascun immobile interessato. Attenzione: potreste non trovare il vostro immobile cercandolo per indirizzo, poiché in questo portale il vincolo indiretto è spesso associato all'indirizzo del bene culturale a cui afferisce il vincolo indiretto. Purtroppo questo tipo di ricerca si presta a degli evidenti limiti, ma almeno il portale vi da la possibilità di scaricare la scansione del decreto di vincolo (grande novità introdotta nel 2025).

Il modo più sicuro per accertarsi della presenza del vincolo indiretto, comunque, rimane quella di presentare istanza di rilascio di certificato di esistenza o inesistenza provvedimenti di tutela. Ogni Soprintendenza ha una sua specifica procedura ed uno specifico modulo (alcuni uffici potrebbero non averlo o non prevedere proprio questa procedura, oppure chiamarlo in modo diverso): qui trovate le istruzioni ed il modulo della Soprintendenza di Roma (la competenza della soprintendenza di Roma è solo per il comune di Roma: i comuni della provincia hanno un'altra giurisdizione).

nota di lettura

Il presente post, come tutti in questo blog, contiene delle valutazioni e delle riflessioni frutto dello studio e della applicazione dell'autore, che vi garantisce di aver impiegato nello scrivere la massima diligenza. Tuttavia, non ci si assume alcuna responsabilità sulla veridicità, applicabilità ed affidabilità di quanto qui riportato, dunque ogni valutazione che si dovesse fare in funzione di quanto qui scritto sarà ad esclusiva responsabilità di chi intendesse avvalersene. In ogni caso è gradita l'indicazione di contenuti ritenuti errati o, in generale, commenti e critiche.


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