domenica 17 gennaio 2016

CILA: lavori in economia, DURC e obbligo del direttore lavori

Spesso su questo blog ci si chiede l'applicabilità nella CILA di due concetti che per il committente possono potenzialmente rappresentare dei risparmi in termini economici: è possibile dichiarare che si effettuano lavori in economia, cioè senza nominare un'impresa esecutrice? e riguardo alla direzione lavori, dato che il nuovo modulo prevede che questi possa non essere nominato, è obbligatorio o no? con questo post voglio cercare di darvi risposte il più possibile chiare.

punto 1: i lavori in economia e DURC

per lavori in economia si intendono quelli svolti "senza ricorso ad imprese" (art. 31 DL 69/13 convertito con L 98/13 e s.m.i.) in proprio dal committente eventualmente coadiuvato da lavoratori che non costituiscono "impresa" (come per esempio quelli iscritti in camera di commercio come lavoratori autonomi). Se si verifica questa condizione, si è esonerati dal dover richiedere il DURC. In questo caso, si può omettere di indicare i lavoratori autonomi nel modulo CILA.

Bisogna quindi prestare estrema attenzione a chi affidiamo le opere edili: un lavoratore autonomo ha una definizione normativa diversa dall'impresa individuale; solo quest'ultima, infatti, può essere iscritta al registro delle imprese (art. 3 DM 37/08) e, quindi, solo quest'ultima può emettere le certificazioni impiantistiche e, quindi, solo un'impresa (individuale o no) è abilitata a realizzare o modificare gli impianti anche domestici.

Non sono definibili lavori in economia, quindi, quelli in cui si incarica un'impresa (individuale o no) per svolgere interamente un lavoro, anche se di modesta entità, perché questo si configura sempre e comunque come un appalto, e quindi nella CILA va inserito il nominativo di questa persona, che deve essere regolarmente iscritto alla camera di commercio ed essere in regola con i versamenti contributivi, per sè, se trattasi di impresa individuale, ed anche e soprattutto per i dipendenti, se trattasi di impresa: dunque in questo caso non si è esonerati dal richiedere il DURC (sebbene, ed attenzione alla sfumatura, non sia più obbligatorio allegarlo alla CILA, ma il committente - anzi, il responsabile dei lavori, che può essere il committente o un tecnico appositamente nominato - è sempre tenuto alla verifica di questo documento).

A causa del fatto che il lavoratore autonomo non può rilasciare certificazione impiantistica, i lavori in economia possono essere svolti dal richiedente solo se le opere previste non riguardano in alcun modo gli impianti: difatti, secondo la legge italiana (sempre DM 37/08) quando bisogna fare opere anche modeste su qualunque tipo di impianto domestico, il lavoro deve essere svolto da personale qualificato in grado di rilasciare la prescritta certificazione a lavoro ultimato

Specificatamente per quanto riguarda gli impianti idrici, pur non avendo una norma UNI di riferimento (a differenza degli impianti elettrici e del gas), devono comunque essere eseguiti da personale qualificato, anche se la legge prevede la possibilità di auto-costruzione di alcuni elementi degli impianti idraulici, come per esempio i pannelli solari. L'installazione di condizionatori in ogni caso non è considerabile opera eseguibile in economia, perché tale lavoro prevede sempre la certificazione dell'impianto nonché la compilazione del libretto d'impianto, cosa non eseguibile da un lavoratore autonomo nè tantomeno dallo stesso committente.

Dunque sono esempi di lavori che possono essere eseguiti in economia nei modi visti sopra: demolizione e ricostruzione di spallette e porzioni di tramezzature non portanti, ammesso che su questi elementi e su quelli di nuova fattura non vi sia traccia di alcun impianto (quindi non devono esserci neanche prese elettriche, del telefono od altro, nè sul muro da demolire, nè debbono essere previste su quello nuovo); spostamento di una porta lungo un muro; demolizione e ricostruzione di rivestimenti parietali; sostituzione di infissi; sostituzione di pavimentazioni esterne; etc.

Sono invece esempi di lavori non effettuabili in economia, a parere del sottoscritto: completo rifacimento di un bagno, con rifacimento delle schermature impiantistiche; installazione di condizionatori; rifacimento o modifica di impianti elettrici; rifacimento o modifica di impianti a gas; installazione di caldaie; etc, il tutto connesso o meno a spostamento di tramezzi (ovviamente, se non modificate l'assetto planimetrico dell'immobile può non essere necessario presentare una CILA, e dunque non si pone l'assunto di base di questo post, anche se il principio vale comunque: se effettuate lavori su impianti, bisogna sempre incaricare personale qualificato, anche per opere di manutenzione ordinaria).

punto 2: necessità di indicare il direttore lavori nella CILA

Secondo la rinnovata normativa nazionale, le opere di manutenzione straordinaria (cioè quelle che prevedono la variazione della planimetria di un appartamento) oggi rientrano nella classificazione di attività edilizia libera, ma soggetta soltanto ad una comunicazione di inizio lavori che deve essere asseverata da un tecnico. Il tecnico pertanto assevera che il progetto è conforme alle norme in vigore, ma non è tenuto alla verifica del cantiere, in quanto appunto trattasi di edilizia libera. Dunque secondo lo spirito della norma nazionale il direttore lavori non è obbligatorio (sebbene sia altamente consigliato...!)  e, pertanto, non è obbligatorio nemmeno il certificato di collaudo finale, perché tale certificato esiste solo se esiste l'obbligo di una direzione lavori. Vi è sempre e comunque l'obbligo della variazione catastale, la quale per un incauto passaggio normativo in teoria sarebbe a carico del comune, il quale però non ha gli strumenti nè il modo di farlo, pertanto è preferibile che venga effettuato dal committente.

Questo vale tuttavia a livello nazionale, ma non è detto che a livello locale non vi siano delle differenti norme che possono indicare invece l'obbligo della presenza del Direttore Lavori. Sotto certi aspetti è il caso di Roma, la quale ha un regolamento edilizio, assai datato, nel quale è presente un passaggio normativo che, se interpretato in modo pedissequo, rende di fatto obbligatoria la presenza del direttore lavori. All'art. 2 del regolamento infatti si legge:
La domanda di autorizzazione ad eseguire o modificare opere previste nell'art. 1 deve essere indirizzata al Sindaco, firmata dal proprietario o da un suo legale rappresentante, dal progettista e dal direttore dei lavori [...]
Sulla base di questo passaggio normativo, scritto negli anni '30 e quindi in un periodo storico assai diverso da quello di oggi, e pensato più che altro per i cantieri di nuova costruzione, la figura del direttore lavori deve essere presente sulla domanda per l'autorizzazione alle opere di qualunque natura. Personalmente non sono d'accordo con questa interpretazione pedissequa, anche se sono invece d'accordo con il concetto generale riguardo il fatto che la presenza del direttore lavori è molto importante per il corretto e fluido svolgimento del cantiere. In ogni caso, secondo più recenti visioni e, soprattutto, dopo l'inaugurazione della piattaforma SUET per l'invio telematico delle istanze urbanistiche, si è stabilito che la CILA (e SOLO la CILA) può essere inviata anche senza indicazione del DL.

Tuttavia, dato che spesso la committenza è interessata solo al titolo abilitativo, senza direzione lavori - perché magari le opere sono relativamente esigue -, questo obbligo si traduce, dal lato del tecnico, nel dover comunque firmare anche come DL senza in realtà svolgere davvero il ruolo (perché non viene riconosciuto, e, quindi, pagato dalla committenza): questa è per il tecnico una situazione davvero rischiosa, perché la presa in carico di questo ruolo implica una serie di responsabilità che, se non si effettua veramente la vigilanza del cantiere, rischiano di essere dei problemi grandissimi in caso in cui il cliente vìoli il progetto - o faccia addirittura degli abusi edilizi - oppure nel caso in cui qualcuno si faccia male in cantiere o, ancora, se a distanza di tempo dovessero emergere dei danni a causa di opere svolte male, dove il tecnico verrebbe chiamato in causa nel caso in cui committente ed impresa dovessero andare in contenzioso.


N.B.: riguardo ai temi qui trattati potreste trovare divergenze di vedute nei vari municipi: purtroppo non c'è certezza nelle interpretazioni di quanto descritto. Quello che ho scritto infatti riguarda l'approccio tipico che mi è capitato di incontrare riguardo a questi temi. Se qualcuno avesse riferimenti normativi specifici per alcuni temi qui trattati come "interpretazione", sarei grado se volesse condividerli.


53 commenti:

  1. Salve,
    ma la realizzazione di un soppalco o controsoffitto, che a Roma necessita di CILA, prevede anche una variazione catastale?
    Grazie in anticipo per la risposta.

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    1. il soppalco certamente sì, il controsoffitto dipende, ma spesso no.

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    2. Anche un soppalco con altezza max 35 cm necessita di variazione catastale? (mi scuso per non averlo precisato nella domanda iniziale ma non avevo idea della complessità della materia).
      grazie.

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    3. si anche se molto basso: se è sfruttato come deposito va indicato, anche se di fatto è una superficie che non contribuisce in nessun modo alla determinazione della rendita.

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    4. Grazie mille per l'informazione.
      Aver trovato il Suo blog è stato un vero colpo di fortuna ;-)

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    5. Gent.le Arch. Campagna, mi scusi se ritorno sull'argomento ma prima di scrivere su questo blog avevo contattato per email il catasto.
      Mi è arrivata la loro risposta e dicono che un soppalco con le caratteristiche da me indicate non necessita di variazione catastale.
      Sono un po' confusa ...

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    6. Probabilmente hanno risposto così perché, come dicevo, non contribuendo alla determinazione della rendita per loro può anche non esistere. Comunque io nei miei docfa, se faccio dei soppalchi, li rappresento sempre come ho descritto in un apposito post e non mi hanno mai rigettato il DOCFA per tale ragione.

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  2. Mi sono recata stamattina presso lo Sportello Tecnico del municipio per dissipare i miei dubbi e le risposte dell'addetto ai miei quesiti cominciavano sempre con "secondo me" ...
    Come si può sapere - senza ombra di dubbio - quali sono le procedure da seguire?

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    1. se il riferimento normativo non è individuabile con chiarezza, allora il dirigente tecnico comunale o municipale ha un certo margine di "potere" sulle interpretazioni. Purtroppo si naviga a vista, in molti contesti.

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    2. Capisco il navigare a vista, ma in caso di controlli io come mi giustifico?
      Che faccio mando un'email certificata al municipio, spero che rispondano e la tengo nel mio carteggio o porto una videocamera e registro le risposte della persona allo sportello?

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    3. buona sera ad entrambi; per quanto riguarda la pec non credo sia necessaria per forza la risposta del municipio o dell'ufficio tecnico in particolare, perchè già la notifica automatica di consegna costituisce prova che qualcosa a chi di dovere è stato comunicato. come appunto le ricevute delle raccomandate cartacee, anzi in questo caso il digitale aiuta di più, perchè nessuno può avanzare insinuazioni del tipo "ma la busta è arrivata vuota". con la videocamera credo che chiamerebbero subito la vigilanza, quindi per carità, non incasiniamoci ancora di più la vita:)

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    4. Sulla telecamera, ovviamente scherzavo.
      Per quanto riguarda invece "la notifica automatica di consegna" non costituisce prova, non ha lo stesso valore delle ricevute delle raccomandate (ecco perché serve la PEC) e non tutti utilizzano questa notifica.

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    5. mi scusi Ilaria, non vorrei fraintendere le sue parole. io ho sempre saputo che le ricevute di "CONSEGNA" della Posta Elettronica Certificata hanno piena validità legale. lei mi sta dicendo che così non è? mi aiuti a capire per favore, se su questo ha fatto più esperienza di me, non ho problemi a crederle...

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    6. Per "notifica automatica di consegna" pensavo si riferisse a quella standard non a quella certificata.
      Ho frainteso, mi scusi.

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    7. meno male, mi stava sorgendo il dubbio sull'inutilità della PEC fornitami dall'Ordine. grazie per il chiarimento.

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  3. Buona sera,per favore potrebbe specificare cosa intende per lavoratore autonomo? Un elettricista impiantista senza dipendenti può lavorare in un cantiere come lavoratore autonomo stipulando con l'impresa appaltatrice un contratto d'opera? Grazie

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    1. se le servono indicazioni circa la specifica natura del soggetto, deve chiedere ad un commercialista.

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  4. Gentile Arch. Campagna, avevo intenzione di far diventare la mia cucina (di 10 mq) una cameretta e creare un angolo cottura nel soggiorno (20 mq) non toccando in nessun modo i tramezzi. Anche in questo caso devo presentare una Cila o basta solo una variazione catastale?
    grazie

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    1. secondo me è necessaria comunque la CILA, perché l'ambiente cambia la sua destinazione e dunque anche in assenza di opere si attua una trasformazione edilizia.

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  5. Gentile Arch. Campagna, io devo spostare la cucina. Quando ho comprato la casa era presente un soggiorno con angolo cottura e una cameretta. Ora io voglio portare la cucina nella cameretta. La cosa particolare è che la cucina (originariamente) era lì quindi si tratterebbe solamente di riaprire attacchi già esistenti. Premesso che sicuramente la CILA va fatta (perché va poi modificata la disposizione al catasto), questi possono essere considerati lavori di 'modesta entità'? cioè da fare in economia? O devo necessariamente fornire il DURC?

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    1. Mi è partito il commento senza il dovuto 'Grazie mille'.

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    2. essendo lavori impiantistici, anche se l'idrico non è soggetto a specifici dettami di norma UNI, vanno comunque eseguiti da personale qualificato in grado di rilasciare apposita dichiarazione di conformità. Dunque secondo me non ci si può esimere dall'indicare l'impresa nel suo caso.

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    3. Prima di tutto grazie mille per la risposta immediata.
      La mia domanda riguarda il fatto che dato mio padre è una persona che fino a due mesi fa si occupava di ristrutturazioni avrei fatto fare i lavori a lui e poi avrei chiamato una ditta a certificare. E' quindi un'ipotesi da escludere la mia?

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    4. sulla CILA dovrà essere indicata, possibilmente, l'impresa che emetterà il certificato di conformità, per come la vedo io. Non è escludibile che il municipio accolga comuqnue l'istanza, ma vale la pena rischiare di farsela inibire successivamente?

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  6. per ritornare ai temi di questo articolo: il fatto che la normativa nazionale consente di effettuare i lavori in economia, direttamente dal proprietario, costituisce una ulteriore riprova della non necessità del direttore dei lavori sempre e comunque. Solo in alcuni casi spoecifici, individuati da norme di settore, è necessario il direttore dei lavori: contenimento dei consumi energetici e lavori strutturali. Senza direttore lavori ovviamente non c'è collaudo e fine lavori. E veniamo al caso romano: i municipi continuano ad ignorare il carattere di indirizzo del TUE 380/2001 e l'obbligo dei comuni di adeguare il proprio regolamento edilizio alla mutata disciplina edilizia (probabilmente farà prima la conferenza stato regione ad adottare lo schema di regolamento edilizio nazionale che il comune di roma ad adeguare il proprio). Pressato sull'argomento, un tecnico comunale mi ha confessato che in sede di coordinamento fra minicipi hanno deciso di continuare a richiedere il direttore dei lavori per "stare più tranquilli" (sic!). Tuttavia la modulistica nazionale ha fatto pulizia di tutto questo indicando chiaramente che l'indicazione della DL è una opzione, da scegliere a seconda della qualificazione delle opere. Per quanto riguarda invece la questione delle imprese e del durc ti vorrei invitare a sottolineare la necessità dell'aggiornamento dell'agibilità in caso di modifica degli impianti (anche per l'aggiunta di una presa elettrica su un tramezzo): la questione è in prospettiva molto delicata e diverrà scottante quando per l'agibilità diverrà un certificato obbligatorio per la stipula delle compravendite e per le locazioni (e non perchè la vuole la banca o il notaio che vuole cautelare/cautelarsi). Quindi il problema non sta nella necessità o meno del durc o dell'indicazione dell'impresa, ma nel pessimo servizio che facciamo al committente nel fargli sola la cila e l'accatastamento quando nel 90% dei casi abbiamo toccato gli impianti, l'involucro edilizio (vedi con i nuovi decreti cosa succede se tocco un pavimento verso una zona non riscaldata), l'impianto di riscaldamento, ecc.

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    1. Quoto in pieno il suo commento Sig. Pellini

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    2. la riflessione è condivisibile, anche se poi nel frattempo, con l'entrata in vigore del SUET, il Dipartimento ha superato l'empasse del direttore lavori dichiarando esplicitamente che le CILA possono essere anche senza DL. Per l'agibilità, è vero: va aggiornata ogni qualvolta mutino le condizioni di "sicurezza, igiene, risparmio energetico", cioè anche praticamente quando si ritinteggia una parete, e ciò secondo me rende la procedura sotto certi aspetti vessatoria. A mio modesto parere occorrerebbe snellire il sistema dell'agibilità e renderlo direttamente correlato al fine lavori. Nel frattempo se a Roma ci dicessero DOVE depositare le certificazioni impianti per immobili non oggetto di PdC potremmo forse essere in grado intanto di rispettare la norma...

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    3. Io mi trovo in questa pessima situazione (clienti amici!!!) che non vogliono pagare la DL. Quindi devo solo presentare la pratica al SUET e poi la variazione catastale all'Agenzia delle Entrate e basta? nessuna comunicazione al municipio?
      Pessima situazione, ripeto...perchè io il sopralluogo finale lo farò....
      Grazie
      Teresa

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    4. ribadisco che le CILA possono essere depositate senza indicare il DL. Il sopralluogo finale formalmente lo farai solo per l'accatastamento: se in quella sede rileverai delle difformità, amici o non amici, glie lo farai notare.

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  7. Gentile Architetto, il suo blog è davvero utile!
    Io devo fare dei semplici lavori di manutenzione al confine tra ordinario e straordinario. Mi spiego meglio, demolizione di una cucina in muratura e rifacimento del rivestimento, cambio sanitari e lavandini, posa pavimento laminato in una camera e realizzazione di un muretto alto 90cm e lungo 1m in soggiorno. Gli impianti non verranno rifatti ad eccezione per alcune modifiche su quello idico (spostare di pochi cm acqua ecc) e la realizzazione di 4/5 tracce elettriche in più e ovviamente ritinteggiatura. Tutto qui. Credo di essere al confine tra ordinario e straordinario tuttavia, per sicurezza, sto preparando la documentazione per una CILA. Se non altro per questo piccolo muretto alto 90cm. I lavori saranno in casa mia tra le altre cose. Lei cosa ne pensa? Grazie in anticipo!

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    1. per via del muretto si, sono opere di MS. Le altre sarebbero classificabili come ordinaria.

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  8. Ne approfitto anche per fare un'altra domanda. Ai fini della detrazione fiscale (ho già letto i suoi vari post) lei ritiene che i lavori sopracitati possano rientrare in opere detraibili? Si tratta di prima casa, non so se faccia differenza o meno.

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    1. rientrando in MS per via del muretto, secondo me può mettere in detrazione tutto quanto.

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    2. grazie della risposta. Meno male per questo muretto allora. Le dico la verità, stavo considerando di fare dei lavori aggiuntivi pur di rientrare nella detrazione fiscale. E' uno di quesi casi in cui è meglio spendere €1000 in più per i lavori (di cui €500 sempre detraibili) a fronte di un notevole risparmio sull'Irpef per i prossimi 10 anni. Nonostante la poca chiarezza "all'italiana" sulla questione detrazioni fiscali, questa è una di quelle iniziative assolutamente sensate da mettere in atto in un momento di lenta ripresa dell'economia italiana.

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  9. Buongiorno Architetto,
    grazie per questo suo blog! nel caso di una ristrutturazione edilizia quindi ridistribuzione interna senza modifica di elementi strutturali e infissi esterni (CILA)mi conferma che è possibile dichiarare più imprese individuali che certifichino, ciascuna per le sue competenze, gli impianti (elettrico, gas e idrico)?

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    1. certo. in questo caso però scattano gli obblighi di cui al d.lgs. 81/08 sulla sicurezza nei cantieri mobili, quindi dovrà nominare un coordinatore per la sicurezza il quale dovrà redigere un piano di sicurezza e coordinamento.

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  10. Grazie al suo aiuto inizio finalmente a chiarirmi le idee su questo discorso dei "lavori in economia"...

    L'unico nodo che non riesco a sciogliere è inerente la definizione di "lavoratore autonomo iscritto alla camera di commercio come tale" e quindi non costituente impresa.

    Da quello che mi è parso di aver capito, e verificato tramite visure camerali, il "lavoratore autonomo" in edilizia non esiste poiché alla camera di commercio possono iscriversi artigiani e commercianti; qualsiasi partita iva in campo edile rientra nella categoria di artigiani.

    Da un punto di vista fiscale il "lavoratore autonomo" è solo colui che svolge attività intellettuale e non ha quindi l'obbligo di iscrizione alla CCIAA, ma solo all'eventuale ordine di appartenenza.

    Per cui non capisco cosa intende quando parla di soggetto iscritto alla Camera di Commercio come "lavoratore autonomo".

    Di conseguenza non riesco nemmeno a prefigurarmi il caso di ricorso a "lavoratori autonomi" che possa rientrare nella definizione di lavori in economia.

    C'è qualcosa che mi sfugge ?

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  11. Buona giornata esiste una normativa che precisa quali lavori sono possibile eseguire in economia. Grazie

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    1. implicitamente, tutti quelli che non sono soggetti a certificazione in base a nessuna normativa specifica.

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  12. Buona sera, ritorno sul suo prezioso blog con un quesito che riguarda i lavori in economia per l'appunto.
    Due coniugi hanno due unità immobiliari adiacenti. Vorrebbero unirli attraverso un muro comunicante con l'apertura di una porta. Si può considerare come lavoro in economia l'apertura di un vano porta all'interno del muro comunicante dove non sussistono impianti elettrici, idraulici, gas.. ecc? La ringrazio in anticipo.

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    1. se non è un muro portante o collaborante, tenderei a pensare di sì.

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  13. Buonasera architettato! Sono capitata per caso nel suo blog mentre cercavo delucidazioni sulla CILA. Le spiego in breve il mio problema..
    Dovrei acquistare un immobile che al catasto risultava non in regola con l'attuale stato di fatto ed i signori stanno provvedendo a regolarizzare il tutto con l' aiuto di un geometra che ha presentato CILA e DOCFA. La cila riguarda la chiusura di un doppio vano in due separati e la divisione di un vano grande in uno più piccolo e in un secondo bagno.
    Per questo tipo di lavori è necessario presentare il fine lavori?

    Inoltre hanno anche precedente ampliato la superficie dell' immobile chiudendo una parte del terrazzo e realizzandovi la cucina. È quindi necessaria una nuova abitabilità?

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    1. per i lavori interni, la CILA in sanatoria non prevede espressamente un fine lavori, ma comunque va trasmessa al municipio la planimetria catastale aggiornata. Se a quella ci si aggiunge una sorta di post-collaudo male non fa. Per l'ampliamento, invece, deve esserci un condono altrimenti è abusivo, e la CILA non è assolutamente competente a legittimarlo.

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  14. Buongiorno architetto
    ho in corso dei lavori di manutenzione straordinaria per i quali è stata regolarmente presentata la CILA . I lavori sono stati eseguiti tutti da una Ditta srl, avente DURC.
    In fase finale, a seguito di vari problemi insorti , si è sciolto il rapporto con la Ditta e pertanto adesso per le ultime lavorazioni di finitura vorrei incaricare una ditta individuale . Questa non ha dipendenti,quindi non ha DURC , devo fare una comunicazione al comune di questo cambio per essere in regola o non è necessario fare nulla ?
    In caso sia necessaria una comunicazione come va presentata?perché sul modulo Suet compare come obbligatorio compilare i dati del durc...possibile?
    Le sarei grata per una sollecita risposta, al fine di non incorrere in errori.Grazie mille

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    1. è opportuno comunicare la cosa al municipio: si può trasmettere una comunicazione formale sempre attraverso il SUET.

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    2. Grazie architetto per la risposta.solo che il suet mi chiede nella schermata i dati del durc.. Come faccio?

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    3. le ditte individuali possono comunque chiedere il durc al proprio ente, comunque per procedere può anche inserire un valore nullo, tipo 000, se non fa andare avanti.

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  15. Buonasera,
    volevo sapere se invece per una cila in sanatoria per una diversa distribuzione degli spazi interni, è obbligatorio presentare le certificazioni degli impianti elettrici.

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    1. le certificazioni sono obbligatorie a prescindere, dunque gli impianti ne devono essere dotati. Se parliamo di impianti ante 2008, si può fare una dichiarazione di rispondenza appositamente prevista dalla legge; se sono successivi al 2008, però, devono avere la dichiarazione di conformità che non può essere fatta "a sanatoria" perché la legge non lo prevede. Comunque le certificazioni degli impianti non vanno necessariamente allegate alle istanze urbanistiche, soprattutto a Roma dove non c'è in effetti un ufficio preposto al ricevimento di queste certificazioni.

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  16. Salve Arch. Campagna, mi rivolgo a lei per un dubbio in quanto leggo sull'argomento opinioni difformi. Per lavori di manutenzione straordinaria in un appartamento, consistenti nell'abbattimento di 2 tramezzi e nello spostamento della cucina in stanza adiacente con conseguente adeguamento degli impianti, il proprietario intende effettuare i lavori edili in economia ed affidare gli impianti ad una ditta impiantistica SAS in regola con DURC INPS INAIL, ma in quanto tale non iscritta alla cassa edile. E' procedura regolare? Non vorrei ritrovarmi sorprese. La ringrazio per la risposta che mi vorrà dare.

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    1. l'attuale sistema non consente di specificare in dettaglio chi si occuperà di cosa nel cantiere, ma non è contrario alle leggi che una persona non qualificata si occupi di aspetti che non hanno bisogno di specifica qualifica, come le opere di demolizione e ricostruzione muraria, mentre intervengano ditte qualificate per gli impianti. in questo caso comunque nella modulistica la ditta dovrà figurare come se facesse tutto lei.

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Grazie per il commento. verifica di essere "nell'argomento" giusto: ho scritto diversi post su vari argomenti, prima di commentare controlla che il quesito non sia più idoneo ad altri post; puoi verificare i miei post cliccando in alto nel link "indice dei post". I commenti inseriti nella pagina "chi sono - contatti" non riesco più a leggerli, quindi dovrete scrivere altrove: cercate il post con l'argomento più simile. In genere cerco di rispondere a tutti nel modo più esaustivo possibile, tuttavia potrei non rispondere, o farlo sbrigativamente, se l'argomento è stato già trattato in altri commenti o nel post stesso. Sono gradite critiche e più di ogni altro i confronti e le correzioni di eventuali errori a concetti o procedure indicate nel post. Se hai un quesito delicato o se non riesci a pubblicare, puoi scrivermi in privato agli indirizzi che trovi nella pagina "chi sono - contatti". Sul blog non posso (e non mi sembra giusto) pubblicare le mie tariffe professionali: scrivimi un email per un preventivo senza impegno. Grazie.